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Der Friedhof in Prag

Roman

By Umberto Eco

(7)

| Others | 9783446237360

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Book Description

1124 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Eco, un maestro della letteratura moderna

    Umberto Eco è uno dei "geni" della letteratura moderna...
    Mai immediato, ha bisogno di essere "digerito" per le prime decine di pagine..
    Poi, quando il ritmo della sua scrittura, i tempi, il linguaggio... sono diventati più familiari al lettore...
    B ...(continue)

    Umberto Eco è uno dei "geni" della letteratura moderna...
    Mai immediato, ha bisogno di essere "digerito" per le prime decine di pagine..
    Poi, quando il ritmo della sua scrittura, i tempi, il linguaggio... sono diventati più familiari al lettore...
    Beh , allora Eco "ti porta" nelle storie, ti sorprende, ti "educa"..
    Romanzo straordinario, affascinanti i personaggi dalle molteplici angolature, ricostruzioni storiche perfette..
    Insieme al "il nome della rosa" , uno dei suoi romanzi più riusciti.

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    MaoK said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre stelle più o quatto stelle meno meno

    L'idea, la bravura, la storia. Eco c'è, anche se al di sotto di se stesso. Lo azzoppano le digressioni e un tirare inutilmente in lungo sconfinando in alcuni passaggi nella eccessiva prolissità e talvolta ripetitiva. Per altro compensata di picchi di ...(continue)

    L'idea, la bravura, la storia. Eco c'è, anche se al di sotto di se stesso. Lo azzoppano le digressioni e un tirare inutilmente in lungo sconfinando in alcuni passaggi nella eccessiva prolissità e talvolta ripetitiva. Per altro compensata di picchi di alto livello.

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    Gigioprimon said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tenga per sé la Sua saccenteria. E si sa, il troppo stroppia

    “Mi stavo dicendo che quell'uomo seguiva la via sbagliata: non puoi mai creare un pericolo dai mille volti, il pericolo deve averne uno solo, altrimenti la gente si distrae. Se vuoi denunciare gli ebrei parla degli ebrei, ma lascia stare gli irlandes ...(continue)

    “Mi stavo dicendo che quell'uomo seguiva la via sbagliata: non puoi mai creare un pericolo dai mille volti, il pericolo deve averne uno solo, altrimenti la gente si distrae. Se vuoi denunciare gli ebrei parla degli ebrei, ma lascia stare gli irlandesi, i prìncipi napoletani, i generali piemontesi, i patrioti polacchi e i nichilisti russi. Troppa carne al fuoco. Come si fa ad essere così dispersivi?” (Pag 258)

    Ecco, con questa frase mi viene da pensare: “da quale pulpito viene la predica!”
    Sempre il solito Eco: tanta carne al fuoco, troppa brodaglia condisce questo piatto e si rischia di non assaggiare nulla di buono.
    Non c'è bisogno di raccontare tutto lo scibile umano per dimostrare di essere di altri e alti livelli, comportandosi da saccente con il lettore non soltanto indirettamente con quanto scritto, ma con note di ripresa per il lettore in cui gli viene sottolineato come, in realtà, lui si aspetta che il pubblico non sia riuscito a seguire i suoi discorsi, inserendo così tabelle o lasciandolo solo nel suo brodo: certo che non si capisce niente, non ha un filo logico quello che scrive. Se invece il sig. Eco si soffermasse su un solo argomento, senza impasticciare con altri, il suo racconto sarebbe stato degno di appartenere ai grandi della narrativa. E invece no, ma come si suol dire: “il troppo stroppia...” E ben gli sta!

    E cosa dire del suo amato Simonini: un affarista, ipocrita, egoista, spudorato, vittima di un'adolescenza fatta di complotti e paranoie storiche da parte del nonno, il quale lo ha spinto a diventare la iena che effettivamente è.
    Tutti odiano tutti, cristiani contro ebrei, repubblicani contro monarchici, gesuiti contro socialisti, non si capisce più nulla. Tutti odiano tutti, e i motivi sono alquanto fasulli, come lo stesso Eco ha voluto sottolinearci: l'odio nasce da pregiudizi infondati e senza valore, la maggior parte delle volte dal potere economico. Ci poteva insegnare questa perla anche con 250 pagine e non le 400 e passa tirate e sputate con fatica.
    Per non parlare del finale. Ti viene da pensare: “tutta sta storia per 'sto finale?” Mah!
    Descrizione troppo minuziose, a volte al limite del ridicolo, oppure elenchi talmente lunghi da essere completamente saltati e da essere sempre allo stesso punto.

    Io non ci sto a farmi trattare così. Proprio no.
    Sig. Eco, Lei non rispecchia per niente ciò che io considero essere un “Autore”.

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    Darkàla92 said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Del romanzo, per altro bello, ben narrato e ben costruito, ho trovato irritanti le digressioni culinarie che, tutto sommato, a mio parere, potevano essere ridotte di numero e in dettagli.
    Un libro che si legge bene, un po' lento, necessariamente, nel ...(continue)

    Del romanzo, per altro bello, ben narrato e ben costruito, ho trovato irritanti le digressioni culinarie che, tutto sommato, a mio parere, potevano essere ridotte di numero e in dettagli.
    Un libro che si legge bene, un po' lento, necessariamente, nella prima parte, ma che non stanca.
    L'argomento può essere considerato un ampliamento di quanto già trattato da Eco in un altro, riuscitissimo, suo romanzo.

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    Polideuce said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che Lavoro

    Questo romanzo, è quasi un libro di storia, splendidamente narrato come solo Eco sa fare!

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    Paologarolla said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il resto è noia

    Al solito ottima alla ricostruzione storica romanzata, qualche buona trovata narrativa sparsa... Ma manca la verve dei romanzi precedenti di Eco. Terminato per rispetto all'autore, ma per più di due terzi ho arrancato alla ricerca di un cambio di rit ...(continue)

    Al solito ottima alla ricostruzione storica romanzata, qualche buona trovata narrativa sparsa... Ma manca la verve dei romanzi precedenti di Eco. Terminato per rispetto all'autore, ma per più di due terzi ho arrancato alla ricerca di un cambio di ritmo che stavolta non è arrivato.

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    Rouge said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

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