Der Graf von Monte Christo.

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Verleger: Insel, Frankfurt

4.6
(8016)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 1200 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi simplified , Spanish , Chi traditional , French , Italian , Catalan , Swedish , Portuguese , Polish , Russian , Dutch , Hungarian

Isbn-10: 3458319662 | Isbn-13: 9783458319665 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Audio CD , Hardcover , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Una lezione di vita

    Capolavoro assoluto di Dumas. In realtà buona parte del libro è una lunga preparazione alla vendetta e solo da pagina 750 in poi diventa davvero avvincente. Se devo trovare un difetto è che, a differe ...weiter

    Capolavoro assoluto di Dumas. In realtà buona parte del libro è una lunga preparazione alla vendetta e solo da pagina 750 in poi diventa davvero avvincente. Se devo trovare un difetto è che, a differenza della quasi totalità dei romanzi di Dumas, che sono impregnati di storia ( il conflitto tra Francia e Inghilterra nella saga dei Moschettieri e la monarchia francese con i suoi primi ministri, la notte di S. Bartolomeo con la Regina Margot), qui si ha solo un accenno alla fuga di Napoleone dal'Elba all'inizio e basta. Per il resto potrebbe essere ambientato ovunque. Ho un po' risentito di questa cosa. Ma la bellezza del libro nelle ultime 400-500 pagine sopperisce a questa carenza e la lettera finale del Conte è una lezione di vita da seguire. Decisamente è un libro da leggere almeno una volta nella vita. Ogni adattamento fatto, incluso quello migliore con Richard Chamberlain, non è minimamente accostabile a questo colosso.

    gesagt am 

  • 4

    C'è tutto

    Come disse qualcuno prima di me questo libro contiene tutto. Amore, avventura, dolore, felicità, vendetta. Mi è piaciuto davvero tanto. La prima parte, legata alla prigionia di Edmond, è eccezionale. ...weiter

    Come disse qualcuno prima di me questo libro contiene tutto. Amore, avventura, dolore, felicità, vendetta. Mi è piaciuto davvero tanto. La prima parte, legata alla prigionia di Edmond, è eccezionale. Non arrivo alle 5 stelle semplicemente perché, nascendo come feuilleton, presenta alcune lungaggini e personaggi che complicano la vicenda e che si sarebbe potuto benissimo non inserire. Da leggere assolutamente.

    gesagt am 

  • 5

    Aspettare e (di)sperare

    Mi ricorderò sempre dei Morcerf, dei Villefort, dei Danglars.
    Ma anche di Haydée, Valentine e Maximilien. Soprattutto dell'abate Faria, il mio personaggio preferito.
    Le vite dei personaggi si intrecci ...weiter

    Mi ricorderò sempre dei Morcerf, dei Villefort, dei Danglars.
    Ma anche di Haydée, Valentine e Maximilien. Soprattutto dell'abate Faria, il mio personaggio preferito.
    Le vite dei personaggi si intrecciano così bene che, pur presentandosi diverse situazioni, mi sono ricordata per tutta la lettura di ogni dettaglio.
    Vendetta, ma che vendetta! Edmond Dantès è una figura divina che non si dimentica e si prova una tenerezza infinita quando prega affinché gli sia perdonata la presunzione
    di essersi paragonato a un dio.

    gesagt am 

  • 0

    Sublime mosaico della natura dell' uomo.

    Un mosaico, senza tempo, della natura dell' uomo, delle sue Scelte e del combinato con quelle della mano della Divina Provvidenza. In una, mirabile, costruzione dove si " vedono a occhio nudo" e si " ...weiter

    Un mosaico, senza tempo, della natura dell' uomo, delle sue Scelte e del combinato con quelle della mano della Divina Provvidenza. In una, mirabile, costruzione dove si " vedono a occhio nudo" e si " toccano a pieni mani" : luoghi, atmosfere, personaggi e tutte le parole che l' autore ci ha lasciato, con grande generosità', per condurci " nell' aspettare e nel sperare" dell' energia, illimitata, di vita insita nella vendetta.

    gesagt am 

  • 4

    Bello!!!

    Edmond Dantès viene rinchiuso ingiustamente in carcere dove passerà 14 anni prima di riuscire ad evadere. Venuto in possesso di un'enorme fortuna nascosta in un'isola del Tirreno e lasciatagli dal suo ...weiter

    Edmond Dantès viene rinchiuso ingiustamente in carcere dove passerà 14 anni prima di riuscire ad evadere. Venuto in possesso di un'enorme fortuna nascosta in un'isola del Tirreno e lasciatagli dal suo vicino di cella prima di morire in carcere, tornerà ad incontrare le persone che nel bene e nel male sono state protagoniste della sua vita. Trasfigurato dalla vita in cella e quindi irriconoscibile, tramerà la sua vendetta verso chi lo ha accusato e si adopererà ad aiutare invece coloro che si erano dimostrati leali con lui.
    Il romanzo scorre bene e la trama coinvolge il lettore, molto bello.

    gesagt am 

  • 5

    L'eccezione che conferma la regola?

    Non ho mai letto molto classici, al liceo detestavo le letture imposte, ma ora da adulta sento la necessità di colmare, di tanto in tanto, questa lacuna. Purtroppo quelli che ho apprezzato si possono ...weiter

    Non ho mai letto molto classici, al liceo detestavo le letture imposte, ma ora da adulta sento la necessità di colmare, di tanto in tanto, questa lacuna. Purtroppo quelli che ho apprezzato si possono contare sulle dita di una sola mano. Con i classici credo sia così, o li ami o li detesti. O almeno questa è la mia esperienza. Questo rientra nella prima categoria, l'ho amato dalla prima all'ultima pagina, avida di conoscere l'evolversi delle vicende e timorosa di finirlo troppo presto. Un romanzo che non potrò che conservare gelosamente nel cuore. Grazie, Dumas!

    gesagt am 

  • 5

    "Aspettare e sperare"

    Dopo aver divorato I tre moschettieri qualche anno fa, ho appena terminato questa altra celebre opera letteraria di Alexandre Dumas.

    Quello che ho letto è essenzialmente un lungo romanzo di avventura ...weiter

    Dopo aver divorato I tre moschettieri qualche anno fa, ho appena terminato questa altra celebre opera letteraria di Alexandre Dumas.

    Quello che ho letto è essenzialmente un lungo romanzo di avventura con protagonista Edmond Dantès, un giovane marinaio che subirà molte ingiustizie e che, col tempo, si vendicherà con quelli che gli hanno rovinato la vita (diventando il Conte di Montecristo). Quindi il tema che percorre tutta la storia, anzi l'intera storia ruota attorno alla tematica della vendetta. Facilmente ci si immedesima con il protagonista, si tifa con lui per sopravvivere a quella ingiusta prigionia durata 14 anni nel Castello d'If, l’anima di Edmond è un anima ferita e rabbiosa che non ha più la capacità di volgersi agli altri con fiducia ne tanto meno di ricercare la felicità.

    Bello, molto scorrevole, appassionante, non ci si stanca di continuare la lettura e di sapere come andranno a segno le varie trappole del conte che metterà a segno e con cui punirà i suoi nemici. Dumas ci descrive di come un uomo buono e generoso, dopo quello che subisce ingiustamente, si può trasformare in un vendicatore vittorioso, una sorta di preistorico Superman. Verso il finale, quando Montecristo ritrova la sua ex promessa sposa Mercedes, l'autore riesce bene a farci capire che nell' anima del conte non c’è più spazio per lo slancio e la fiducia verso il prossimo di cui avrebbe bisogno per continuare ad amare la sua donna. E’ un uomo consumato dalla rabbia per l’ingiustizia delle privazioni a cui è stato condannato. L'autore, inoltre, ci delinea il personaggio di Dantes divenuto conte come un personaggio divino, che grazie al "pretesto" del denaro (diventa ricco grazie all'abate Faria che incontra in prigione) riuscirà ad inoltrarsi nella nobiltà francese e ritroverà e si farà amici i suoi nemici.

    Come struttura è un romanzo d'appendice, ovvero pubblicato a puntate su una rivista fra il 1844 e il 1846. Ammetto che in certi punti potrebbe risultate noioso, ma questo accade perché avvengono tantissime storie e situazioni che spesso ci si trova smarriti, ma d'altronde stiamo parlando di oltre 1000 pagine, quindi è naturale stancarsi ad un certo punto. Difatti io ho dovuto interrompere la lettura un paio di volte e ho letto contemporaneamente alti romanzi per staccare un po', ciò però non toglie che rimanga una lettura appassionante e scorrevole e si merita tutte e cinque le stelle senza alcun dubbio.

    Se posso darti un consiglio, o lettore, non spaventarti dalla mole di questo romanzo: lo so, anche io ho pensato la tua stessa cosa, ovvero: "e chi se lo legge questo mattonazzo adesso?" (io stesso ho impiegato ben 4 mesi per leggerlo, con pause incluse). Fidati, ne vale la pena, sarà un'esperienza che ricorderai per molto tempo. In questa storia vi troverai l'essenza dell'avventura, la storia d'amore infranta, le perdite e le delusioni della vita, la lotta contro il destino e contro i nemici, il rialzarsi e il ricominciare da zero per poi vendicarsi con calma e sangue freddo. Ti giuro, alla fine ti lascia senza parole, e vorresti come Morrell e Valentine esclamare: "Chissà se lo rivedremo ancora!"
    "Aspettare e sperare".

    gesagt am 

  • 4

    Di questo libro è già stato scritto tutto: non mi dilungherò quindi a raccontare le vicende che riempiono fittamente le 1500 e passa pagine della mia edizione. Mi limiterò ad elencare quelli che secon ...weiter

    Di questo libro è già stato scritto tutto: non mi dilungherò quindi a raccontare le vicende che riempiono fittamente le 1500 e passa pagine della mia edizione. Mi limiterò ad elencare quelli che secondo me sono i pregi e i difetti. Tra i primi posso annoverare un ritmo quasi sempre incalzante che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino all'ultimo, cosa piuttosto rara in un libro così lungo; la descrizione della psicologia dei personaggi e dei meccanismi che muovono le azioni umane piuttosto precisa e, ahimè, fin troppo vicina al vero; la capacità di suscitare interrogativi sull'essere umano. Tra i difetti c'è la descrizione di situazioni al limite del credibile e un finale che, a conti fatti, non mi ha convinta per niente. Inoltre ho trovato irritante la figura di Edmond Dàntes nelle vesti di conte di Montecristo, incarnazione del detto "la vendetta è un piatto che va consumato freddo" ma, soprattutto, elevazione a strumento di Dio. Quando è comparso sulla scena come Montecristo ho fatto davvero fatica a farmelo piacere. Il mio personaggio preferito è stato di gran lunga il signor Noirtier, padre di Villefort, procuratore del re. Vecchio, paralitico, privo anche dell'uso della parola, si esprimeva soltanto con lo sguardo, ma con una forza e una determinazione fuori dal comune.  È stato uno dei pochi personaggi che non avesse scheletri nell'armadio, coerente e giusto fino all'ultimo respiro. Questa lettura ha un grandissimo valore aggiunto: la compagnia di un gruppo di amiche anobiane con le quali ho intrapreso questa avventura. Nel corso della lettura abbiamo scambiato opinioni, commenti, sospetti, aspettative e qualche confronto su passi non chiarissimi, quando ci capitava di perderci nella fitta e a volte confusa rete della trama. Grazie ragazze, di cuore!

    gesagt am 

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