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Der Herbst des Patriarchen

By

Verleger: Dtv

3.8
(1355)

Language:Deutsch | Number of Seiten: | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , French , Dutch , Portuguese , Latvian , Finnish , Greek

Isbn-10: 3423015373 | Isbn-13: 9783423015370 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 5

    "parlando soli, morendo morti"

    “…era giunto senza sorprese alla finzione d’ignominia di comandare senza potere, di essere esaltato senza gloria e di essere ubbidito senza autorità quando si convinse nel rivolo di foglie gialle del ...weiter

    “…era giunto senza sorprese alla finzione d’ignominia di comandare senza potere, di essere esaltato senza gloria e di essere ubbidito senza autorità quando si convinse nel rivolo di foglie gialle del suo autunno che non sarebbe mai stato padrone di tutto il suo potere, che era condannato a conoscere la vita solo al rovescio, condannato a decifrare le cuciture e a correggere i fili della trama e i nodi dell’ordito dell’arazzo di illusioni della realtà senza sospettare mai, nemmeno troppo tardi, che l’unica vita vivibile era quella da mostrare, quella che noi vedevamo da questa parte che non era la sua signor generale…”

    Un flusso di coscienza inarrestabile, una deriva tumultuosa di pensieri, fatti e parole con picchi di puro incanto, in cui la vita del dittatore Zacarias viene declinata in un continuo passaggio tra la prima e la terza persona, tra episodi esilaranti e terribili, tra toni malinconici, grotteschi, comici e feroci, in una narrazione a grandi cerchi impreziosita dalle espressioni cadenzate come rituali, a scandire il testo con un ritmo incantatorio, come “i tre paletti, i tre chiavacci, i tre chiavistelli” e tutta la sequenza di operazioni compiute nella casa prima di andare a dormire ogni sera, o le ripetute invocazioni a “madre mia Bendicion Alvarado”.

    Che malìa, che portento. Che esperienza di lettura sorprendente, ricca, imponente.

    gesagt am 

  • 5

    Il mio primo pensiero, leggendolo, è volato al coraggio necessario per scrivere così. Periodi eterni, con pochissimi punti fermi, e con dentro repentini e continui cambi di prospettiva di soggetti, da ...weiter

    Il mio primo pensiero, leggendolo, è volato al coraggio necessario per scrivere così. Periodi eterni, con pochissimi punti fermi, e con dentro repentini e continui cambi di prospettiva di soggetti, dall'io al noi al loro al lui despota e minotauro, al lei lui degli infiniti rocamboleschi personaggi che gli ruotano intorno, e non solo: anche l'io è mutevole, impersona una volta una bambina, una volta un generale, qualcun altro. Rivoluzionario, ho pensato subito dopo. Coraggioso e rivoluzionario, e travolgente. Anche proprio per il modo in cui è scritto - il modo in cui obbliga chi legge a precipitare avanti nella lettura senza quasi prendere fiato, rodendosi nella bellezza delle perfette scelte di termini e di modi e di ambienti, e nell'ingegno abbagliante delle iperboli, delle immagini, e della comicità macabra che fa sgranare tanto d'occhi. Incredulità senza fine - è lo stato d'animo con cui ho finito di leggere l'ultima pagina, a malincuore.

    gesagt am 

  • 4

    un pugno nello stomaco

    Di non facile lettura a causa di questi punti distribuiti a una media di uno ogni due-tre pagine e, a tratti, anche di più... Però è veramente intenso e di grande impatto... Non adatto ai depressi ...weiter

    Di non facile lettura a causa di questi punti distribuiti a una media di uno ogni due-tre pagine e, a tratti, anche di più... Però è veramente intenso e di grande impatto... Non adatto ai depressi

    gesagt am 

  • 3

    Fuochi d'artificio appunto. (Rimando a Gil.D)
    Mi guardo bene dal dire che non é roba buona o che sia addirittura 'Cosí - Cosí' come recitano le tre stelle. É che io non sono adatta!
    Un libro é sempr ...weiter

    Fuochi d'artificio appunto. (Rimando a Gil.D)
    Mi guardo bene dal dire che non é roba buona o che sia addirittura 'Cosí - Cosí' come recitano le tre stelle. É che io non sono adatta!
    Un libro é sempre un incontro, una questione di alchimia tra scrittore e lettore.
    Il bilancio é una fatica non corrisposta dal piacere della lettura e, perché no, anche da ció che ti arricchisce.

    gesagt am 

  • 5

    Lo scrissi qui dopo aver letto Cent'anni: Marquez bisogna leggerlo come si guardano i fuochi d’artificio.
    Qui la trama è appena un po’ meno informe, meno surreale e mitologica. E proprio per questo la ...weiter

    Lo scrissi qui dopo aver letto Cent'anni: Marquez bisogna leggerlo come si guardano i fuochi d’artificio.
    Qui la trama è appena un po’ meno informe, meno surreale e mitologica. E proprio per questo la densità, il calore ed il colore della scrittura risaltano forse anche di più.
    Il caos di punteggiatura, il passaggio dalla terza alla prima persona e ritorno nello stesso periodo, il narratore che appare e scompare e cambia pelle in continuazione, la distorsione controllata del reale attraverso l’uso immaginifico degli aggettivi e delle metafore, hanno un effetto che, semplicemente, appartiene alla categoria della meraviglia.

    Non sai mai ad ogni rigo, ad ogni pezzo di frase (su cui navighi tenendoti stretto alla trama come ad un timone in mezzo ad una tempesta di personaggi e di situazioni) che tinta, che forma, da dove partirà e che direzione prenderà il prossimo sparo, il prossimo pezzo di frase, il prossimo rigo.

    Di che parla? Di un tiranno dell’America latina che viene nominato una sola volta e che in sei righe dell’ultima pagina Lui, a consuntivo, racconta così:
    “....un tiranno da operetta che non seppe mai dove si trovava il rovescio e dove si trovava il dritto di questa vita che amava con una passione insaziabile che lei non si azzardò neppure ad immaginare per paura di sapere ciò che noi sapevamo d'avanzo che era ardua ed effimera ma che non ce n'erano altre, generale, perché noi sapevamo chi eravamo mentre lui restò senza saperlo per sempre....”.
    Puro godimento.

    gesagt am 

  • 4

    Dell’importanza e della notorietà di “Cent’anni di solitudine” penso sia inutile parlarne, passiamo quindi direttamente a questo “L’autunno del patriarca“, libro che dopo otto anni da “Cent’anni…” ebb ...weiter

    Dell’importanza e della notorietà di “Cent’anni di solitudine” penso sia inutile parlarne, passiamo quindi direttamente a questo “L’autunno del patriarca“, libro che dopo otto anni da “Cent’anni…” ebbe l’ingrato compito di dover riportare Màrquez all’attenzione dei lettori. Ingrato perché dopo un lavoro di tale portata difficilmente si sarebbe potuto fare altrettanto, e non è quindi un mistero che “L’autunno…” venne accolto con un po’ di timore. Ed è un peccato, perché riletto oggi questo libro è un piccolo gioiellino di realismo magico, in cui la fantasia senza limiti del premio nobel colombiano si fonde con uno stile di scrittura inedito. Composto da frasi lunghissime in cui unici segni d’interpunzione sono le virgole, è uno stream of consciousness che dura per tutte le quasi 300 pagine, senza dialoghi diretti (se non inglobati nelle frasi stesse) né un preciso ordine cronologico di esposizione. La vita di questo “patriarca”, un generale-dittatore dall’età centenaria al comando di un immaginario paese dei Caraibi, è l’intero fulcro del libro, con le sue vicende, le sue debolezze, i suoi amori, la sua solitudine, i suoi compiti da gerarca, che si snodano per la sua intera vita. Se avete amato “Cent’anni…“, fate vostro anche questo libro.

    http://gndeveloper.wordpress.com/

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    Zacarias, dittatore di un imprecisato stato caraibico, rammmenta, ormai vicino alla morte, il modo in cui conquistò, con l'appoggio di potenze straniere, il potere ed il modo in cui lo esercitò durant ...weiter

    Zacarias, dittatore di un imprecisato stato caraibico, rammmenta, ormai vicino alla morte, il modo in cui conquistò, con l'appoggio di potenze straniere, il potere ed il modo in cui lo esercitò durante la sua lunghissima vita.
    Si tratta di un potere immenso ed arbitrario, paterno e tremendo per il popolo, di un potere che non ammette repliche né giudizi, di un potere che che per restare integro e solido compie azioni efferate e mistifica i fatti, di un potere la cui unica preoccupazione è quella di sopravvivere, anche a costo di vendere il mare.
    Ma anche così la felicità non è di questo mondo: solitudine, rimorsi, amori senza amore. Il dittatore di Marquez sembra essere un asceta, uno stilita che guarda le cose dall'alto, in perpetua adorazione del suo vasto potere, che considera santo e miracoloso.
    Poi, com'è consuetudine in ogni vita umana, il tempo e la morte pronunciano la loro parola...definitiva, inappellabile. Anche il loro, un potere enorme, ma eterno ed invincibile.
    L'esperimento stilistico - messa al bando quasi totale della punteggiatura - si adatta pienamente all'oggetto narrato e mette in risalto il continuo mutevole "rotolare" degli eventi nella storia personale del dittatore ed in quella del suo popolo.

    gesagt am 

  • 2

    Per la prima volta il mio scrittore preferito mi ha deluso, libro troppo prolisso e troppo lungo, con una punteggiatura difficile da seguire e una trama poco chiara. Unico punto a favore lo stile magi ...weiter

    Per la prima volta il mio scrittore preferito mi ha deluso, libro troppo prolisso e troppo lungo, con una punteggiatura difficile da seguire e una trama poco chiara. Unico punto a favore lo stile magico di Marquez.

    gesagt am