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Der Idiot

By Fedor M. Dostoevskij

(5)

| Hardcover | 9783491961975

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Book Description

557 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il nucleo di interesse del romanzo non sta nella trama ma nel messaggio implicito che accompagna il protagonista (il principe Myskin), che si definisce idiota perché i ripetuti attacchi epilettici, particolarmente frequenti e violenti durante la sua ...(continue)

    Il nucleo di interesse del romanzo non sta nella trama ma nel messaggio implicito che accompagna il protagonista (il principe Myskin), che si definisce idiota perché i ripetuti attacchi epilettici, particolarmente frequenti e violenti durante la sua infanzia, gli hanno lasciato in eredità una percezione alterata del mondo e dei suoi simili. Naturalmente idiota non lo è affatto, e forse non è neppure un ingenuo, dal momento che è in grado di riconoscere le cattive intenzioni altrui, sebbene non faccia nulla per prevenirle o combatterle. È semplicemente un uomo puro, così puro da non sembrare neppure umano, il che genera frustrazione negli altri che ricevono perdono ed amore incondizionato laddove si aspetterebbero rancore ed odio per le azioni commesse. Contro una visione nichilista dell’esistenza, il principe predica l’amore universale e crede fermamente che la bellezza salverà il mondo, ma la verità, si sa, sta sulla bocca dei bambini e dei folli... e forse il principe è un po' tutte e due le cose.
    È difficile esprimere un giudizio netto perché il romanzo è tante cose insieme: un po’ esercizio di prosa (una prosa incredibilmente moderna tra l’altro), un po’ trattato filosofico; un po’ teatro. L’aspetto che ho trovato più interessante è stato proprio il passaggio da un tipo di registro ad un altro, il tutto condito da un linguaggio dinamico ed attuale. Se valesse come definizione, lo definirei un “romanzo cerebrale” perché dà molto a cui pensare (tocca temi come la pena di morte, il nichilismo, il socialismo, la religione… ) e tiene in vivace allenamento le sinapsi, nel senso che non solo ti offre uno spunto di riflessione en passant ma ti induce ad elaborarlo per conto tuo, lasciandoti vedere il tutto da una prospettiva nuova.
    Quello che invece non ha incontrato molto il mio gusto è stata la teatralità che emerge prepotentemente in alcuni passaggi. Passando da una scena all’altra, spesso in maniera brusca, ho provato una specie di stordimento, dato il via vai di personaggi che ruotano nell’orbita del principe Myskin, compiendo gesti che al di fuori di questo contesto non sarebbe esagerato definire assurdi. La verità è che mi sono sentita come la mosca impazzita a cui Ippolit (uno dei personaggi che più mi ha colpito) invidia la presenza nei fatti del mondo e che torna a fare la sua comparsa nelle ultime pagine del libro, sul lenzuolo. Può sembrare un paragone alquanto strano, lo ammetto, ma non ne trovo uno migliore per spiegare il disorientamento che durante la lettura un po’ mi destabilizzava e un po’ mi spingeva ad andare avanti per cercare di capire.
    Situazioni grottesche, eppure in qualche modo stranamente autentiche, portano dritte ad un finale che ha del tragicomico ma anche dell’inevitabile.

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    Elin said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo e` un romanzo che parla di gente che entra nelle case di altri senza bussare per poi guardarli dormire.

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    KawaiiLenin said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Quel che importa è la vita, soltanto la vita, la sua incessante ed eterna scoperta [...]"

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    Laura-Em said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ah ragazzi, diciamoci il vero, niente ti riempie come il buon vecchio mattone russo...

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    Aglaja said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le prime 200 pagine mi avevano entusiasmato. Ero già pronto a elevare "L'idiota" a più bel libro mai letto. La più inquietante storia d' amore mai raccontata, i personaggi meravigliosi, l' atmosfera elegantemente mi avevano conquistato. Poi, improvvi ...(continue)

    Le prime 200 pagine mi avevano entusiasmato. Ero già pronto a elevare "L'idiota" a più bel libro mai letto. La più inquietante storia d' amore mai raccontata, i personaggi meravigliosi, l' atmosfera elegantemente mi avevano conquistato. Poi, improvvisamente, qualcosa scompare. La narrazione si fa prolissa, confusa. Anche i momenti più alti (Uno fra tutti la 'confessione' di Ippolit, in cui viene analizzato lo stato mentale del malato terminale, variazione sul tema del condannato a morte, uno dei temi principali affrontati nel romanzo) si perdono in un groviglio confuso di personaggi che compaiono, scompaiono, parlano, e di situazioni che si ripetono continuamente. Quando, nell' ultima parte, ho letto del ritorno di Nastasja, ho sperato in un recupero del phatos perduto nelle prima pagine. Invece quello che mi sono ritrovato a leggere mi è parso un riassunto molto dettagliato che raccontava un finale che, scritto con più attenzione, avrebbe potuto farmi arrivare alle lacrime.

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    Crashin' steel said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

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