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Der Mann, der den Zügen nachsah.

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Verleger: Süddeutsche Zeitung

4.0
(3168)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 223 | Format: Hardcover | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Chi traditional , English , Italian , French , Catalan , Spanish , Portuguese , Greek

Isbn-10: 3937793232 | Isbn-13: 9783937793238 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Kees Popinga è uno di quei personaggi della letteratura che rimangono impressi nella mente del lettore per sempre. La sua parabola da uomo normale, con una bella famiglia e un buon lavoro, a assassino ...weiter

    Kees Popinga è uno di quei personaggi della letteratura che rimangono impressi nella mente del lettore per sempre. La sua parabola da uomo normale, con una bella famiglia e un buon lavoro, a assassino e fuggitivo, freddo e calcolatore, è quanto di più realistico seppur paradossale si possa leggere. Simenon ci mette di fronte alle verità della vita di tutti i giorni, le smonta pezzo per pezzo, le capovolge e le rimescola, costringendo a domandarsi: anche io sono come Popinga? In cosa differisce da me? Il libro è un'avventura psicanalitica memorabile, duro, spietato, impressionante. Tutti vorrebbero vedere Popinga procedere imperterrito per la sua nuova strada, ma Simenon ci insegna che nulla dura per sempre e che il nostro destino lo possiamo indirizzare, sì, ma non prevedere. Commovente.

    gesagt am 

  • 4

    Bella la tecnica narrativa in un noir che alla fine predilige il criminale rispetto all'investigatore: qui il narratore ribalta l'indagine e mette da parte l'abilità di chi indaga e il senso di giusti ...weiter

    Bella la tecnica narrativa in un noir che alla fine predilige il criminale rispetto all'investigatore: qui il narratore ribalta l'indagine e mette da parte l'abilità di chi indaga e il senso di giustizia. Vi è un capovolgimento d'importanza, razionale, che ha un valore nel giudizio dei singoli, si cerca di prendere in giro le innumerevoli situazioni e si cerca di chiarire la psicologia dell'assassino al solo scopo d'abbandonare Il complesso delle condizioni e delle circostanze che determinano e caratterizzano la possibilità di agire del personaggio in modo aderente e benevolmente e soprattutto con una calma sofisticata.

    gesagt am 

  • 0

    Storia di un'unica serie di parole il cui destino è disintegrare una realtà creduta vera, viva, pulsante di cuore e di anima. Come dire: "Io non ho così tanto bisogno di te..." BUM...scenari che si ap ...weiter

    Storia di un'unica serie di parole il cui destino è disintegrare una realtà creduta vera, viva, pulsante di cuore e di anima. Come dire: "Io non ho così tanto bisogno di te..." BUM...scenari che si aprono a possibilità varie, per colui che si pensava al proprio posto, giusto e santo. Una sola frase in fondo, potente, come una mina anti-uomo. Popinga ne subisce una così e diventa un altro uomo, uno che più che guardare i treni li prende e va via dalla sua vita, già su binari socialmente accettati.
    I treni portano 'ovunque', anche nella profondità di se stessi, per quanto sia lontana e faticosa come méta. Perchè a volte questo luogo interiore coincide con il luogo fisico di un manicomio?

    "La verità sul caso Kees Popinga

    Il medico levò occhi attoniti, parve chiedersi come mai il suo paziente non avesse scritto altro. E Popinga, con un sorriso forzato, si sentì in dovere di mormorare: Non c'è una verità, ne conviene? "

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    0

    Un giallo atipico ma veramente notevole

    Questo romanzo di Simenon, datato 1938, è un thriller atipico, che gioca tutto sul lato psicologico. Qui non si tratta di scoprire l'assassino, che è noto fin dalla prime pagine, ma di capire come Kee ...weiter

    Questo romanzo di Simenon, datato 1938, è un thriller atipico, che gioca tutto sul lato psicologico. Qui non si tratta di scoprire l'assassino, che è noto fin dalla prime pagine, ma di capire come Kees Popinga sarà arrestato e se lo sarà. E' una curiosa sfida tra il protagonista e un commissario, di cui si conosce solo il nome.
    Una sfida che deve terminare con la sua cattura e che tiene avvinto il lettore fino alle pagine finali.
    Maigret non era ancora nato ma Simenon si rivela un maestro del giallo psicologico

    gesagt am 

  • 4

    Se non esiste verità, nulla ha importanza

    Si tratta di smettere di vivere per abitudine. Spogliarsi, una volta e per sempre, dei panni troppo stretti e puliti, troppo convenzionali, che un non so chi ha deciso che noi dovevamo indossare. Non ...weiter

    Si tratta di smettere di vivere per abitudine. Spogliarsi, una volta e per sempre, dei panni troppo stretti e puliti, troppo convenzionali, che un non so chi ha deciso che noi dovevamo indossare. Non è semplicissimo? Perché fuori, nella notte, echeggia seducente il fischio dei treni, pieni di vite che non sono la nostra.

    Ma d’altro canto, non c’è salvezza. Spezzata la farsa della vita borghese, non rimane che chinarsi su se stessi e spingere lo sguardo nella voragine dell’io, fino a smascherarne l’immenso vuoto, dinnanzi alla quale precipita ogni risposta. Perché laggiù, luminoso abisso, si accarezza una lucidità tale da non ammettere alcuna verità.

    gesagt am 

  • 0

    “Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Adesso so che i dolci sono di coloro che si danno ...weiter

    “Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Adesso so che i dolci sono di coloro che si danno da fare per prenderli.”
    Così esordisce Kees Popinga ad un certo punto del libro e questo è proprio quello che accade nella storia, non poteva essere riassunto meglio di così.
    Avevo già apprezzato Simenon con altri titoli e qui ho la conferma che questo autore è proprio nelle mie corde (al momento non mi sono ancora cimentata con la serie di Maigret, ma lo farò prima o poi).
    Ciò che mi è piaciuto in questo libro è proprio la capacità del protagonista di cambiare completamente la sua vita da un giorno all’altro, nonché la parte del gatto edel topo che gioca a Parigi con l’ispettore di polizia Lucas che è sulle sue tracce. Entrambi astuti, entrambi convinti di essere un gradino più su dell’altro, sono proprio due personaggi ben riusciti. L’unica differenza notevole tra i due è che uno gode nel rendere partecipi gli altri delle sue peripezie, mentre l’altro se ne sta tranquillo senza parlare o raccontare tanto perché preferisce agire al momento giusto senza tanti clamori.
    Meglio la parte parigina di quella olandese, ma d’altra parte non poteva esserci la seconda senza la prima.
    Bellissimo il finale.
    Libro promosso.

    gesagt am 

  • 4

    "Non c'è una verità, ne conviene?"

    Storia dell'animo umano: prima si interpreta una parte (marito, padre, amico, collega) poi scatta il click e si smette di fingere. Si cerca di capire razionalmente o irrazionalmente chi si è davvero e ...weiter

    Storia dell'animo umano: prima si interpreta una parte (marito, padre, amico, collega) poi scatta il click e si smette di fingere. Si cerca di capire razionalmente o irrazionalmente chi si è davvero e si cerca oggettivazione al di fuori di sé (Popinga è ossessionato dallo specchio e dalla sua immagine) ma, invece di evolvere, ci si ripiega su di sé per scoprire che l'io è davvero un magma profondo e inconoscibile. Dov'è la verità allora? Non esiste né fuori né dentro di sé. Esistono solo interpretazioni della verità, personali o altrui.
    Libro inaspettato e interessante.

    gesagt am 

  • 4

    biblioteca; XL; « Partito da Groninga col treno delle 16.07 ».

    L’homme qui regardait passer les trains, 1938

    (25) « Mi creda, gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi… Gli altri sono scemi!... Sono loro che ci vogliono virtuosi, e s ...weiter

    L’homme qui regardait passer les trains, 1938

    (25) « Mi creda, gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi… Gli altri sono scemi!... Sono loro che ci vogliono virtuosi, e si fa a chi bara di più…

    (140) « Dunque, non sono né pazzo né maniaco! Solo che a quarant’anni ho deciso di vivere come più mi garba senza curarmi delle convenzioni né delle leggi, perché ho scoperto un po’ tardi che nessuno le osserva e che finora sono stato gabbato.
    « Non so quel che farò, né se ci saranno altri avvenimenti di cui la polizia dovrà occuparsi. Dipenderà dai miei desideri.

    (167) « Mi scuso di non poter inviare di più ma gli inizi sono sempre difficili; è tutto quanto ho in tasca. Mi tenga al corrente se necessario, farò l’impossibile.
    J. ».
    Era tutto. C’era da credere che Julius de Coster non fosse neppure stupito delle imprese di Popinga! C’era da credere che nessuno lo fosse, e per giudicare il suo caso si trovasse solo una parola che non voleva dire niente: « Paranoico »!
    Era pur sempre vero che maman aveva trovato la parola amnesia!

    gesagt am 

  • 4

    "Per quaranta anni mi sono annoiato. Per quarant' anni ho guardato la vita come quel poveretto che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci".

    Poi un click ...weiter

    "Per quaranta anni mi sono annoiato. Per quarant' anni ho guardato la vita come quel poveretto che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci".

    Poi un click; qualcosa di inaspettato manda in frantumi la vetrina e velocemente le mani si allungano per arraffare tutti i dolci a lungo desiderati.
    Fuori di metafora è quello che vorrebbe realizzare Popinga Keis che per le implicazioni psicologiche mi fa pensare al mio conterraneo Pirandello. Nel chiuso mondo borghese egli è un impiegato solerte, padre e marito ineccepibile, la normalità in persona, condotta senza scossoni dentro i binari dell' abitudine..."non so chi ha deciso che così doveva essere e non altrimenti".
    Poi la deflagrazione, l' effetto dirompente, il deragliamento. Si sbriciola l' integrità delle apparenze, si rompono i freni, si depone la maschera, ed ecco Popinga mettere la freccia alla sua vita uguale, monotona, rinunciataria e proiettarsi verso scenari accarezzati e mai vissuti.
    Finalmente non recita, è se stesso in una operazione di verità e di sfida, ma che alla lunga gli risulta poco gestibile.
    Solo contro tutti finisce per affermare con una logica disarmante che i suoi comportamenti non hanno a che fare con la pazzia. "Prima" era pazzo, "prima" qualcosa non funzionava in lui, non adesso che è convinto ( illusione! ) di aver preso in mano la sua vita.
    Dove sta la verità? Nel fortino delle convenzioni sociali o nell' affermazione di Popinga che trattiamo da pazzi coloro che non comprendiamo?

    gesagt am 

  • 4

    "Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Aldesso so che ...weiter

    "Per quarant'anni mi sono annoiato. Per quarant'anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci. Aldesso so che i dolci sono di coloro che si danno da fare per prenderli."

    Kess Popinga si risveglia o impazzisce?

    gesagt am 

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