Der Meister und Margarita.

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Verleger: Dtv

4.3
(15359)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 525 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Russian , Italian , Spanish , French , Swedish , Hungarian , Slovenian , Portuguese , Farsi , Greek , Polish

Isbn-10: 3423116684 | Isbn-13: 9783423116688 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Hardcover , Paperback , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Forse meriterebbe qualcosa in più, ma la mia cronica difficoltà nel ricordare i nomi dei personaggi è stata qui esasperata da nomi, cognomi, nomignoli e milioni di Ivan e ciò ha reso il tutto ancor pi ...weiter

    Forse meriterebbe qualcosa in più, ma la mia cronica difficoltà nel ricordare i nomi dei personaggi è stata qui esasperata da nomi, cognomi, nomignoli e milioni di Ivan e ciò ha reso il tutto ancor più caotico e davvero arduo da seguire in alcuni punti.
    Russi 1, Martina 0.

    gesagt am 

  • 3

    Il Maestro e Margherita

    Sono di sasso. Non riesco a dare un giudizio....bello? Brutto? Sicuramente un capolavoro, anche troppo alto per la mia preparazione storico-letteraria. La prima parte del libro, bella e confusionaria ...weiter

    Sono di sasso. Non riesco a dare un giudizio....bello? Brutto? Sicuramente un capolavoro, anche troppo alto per la mia preparazione storico-letteraria. La prima parte del libro, bella e confusionaria allo stesso tempo, la seconda parte, un po' noiosa.... Margherita che vola su di una scopa sul cielo moscovita, proprio non mi piace....Ho faticato per arrivare fino alla fine!!! Però fa molto riflettere l'atteggiamento del demonio che mette a nudo le "nefandezze dell'uomo" quelle più nascoste, nascoste anche alla propria coscienza. Mette a nudo quegli atteggiamenti "meschini" che l'uomo di per sé terrebbe ben nascosti per non fare brutta figura, del tipo " Ok! Ora faccio questa cosa, oppure mi prendo questa cosa, nessuno mi vede... chi se ne frega..." ma la Coscienza ti vede e quindi l'eterna lotta tra il bene e il male chiarisce il tutto....
    Credo, tuttavia, che debba essere letto più di una volta.

    gesagt am 

  • 3

    Gran parte della critica e del pubblico di comuni lettori concordano nel definire questo romanzo un capolavoro del 900. Secondo la mia modestissima opinione, gli elementi che contribuiscono ad elargir ...weiter

    Gran parte della critica e del pubblico di comuni lettori concordano nel definire questo romanzo un capolavoro del 900. Secondo la mia modestissima opinione, gli elementi che contribuiscono ad elargire un giudizio di grandezza nei confronti di quest’opera sono legati, essenzialmente, ad un periodo storico ben definito e ad una situazione politica specifica e complessa. Letto oggi, a differenza di tante altre opere, credo che questo testo abbia perso un po’ l’elemento di sorpresa che lo rese famoso in quegli anni. Certo, il contrasto tra il mondo fiabesco che popola la mente fantasiosa di Bulgakov e la rigida razionalità del regime sovietico, stimola delle riflessioni che tutt’oggi possono riguardare il nostro momento storico, nel quale l’arte e la poesia soccombono sempre di più alla forza della tecnica e al potere economico-finanziario. Ma, in realtà, ciò che invece riesce ancora a mantenere un respiro universale ed eterno, in questo romanzo, è la parte incentrata sul rapporto tra Ponzio Pilato e Yeoshua Hanozri, un vero e proprio romanzo nel romanzo che avrebbe meritato, da parte di Bulgakov, un maggiore approfondimento. Pochi capitoli, inseriti tra le gesta di Woland e la sua compagnia, in cui con stile sobrio ed asciutto vengono affrontati temi come il potere e il senso di colpa generato da azioni pratiche in conflitto con la morale. L’ingiusta crocifissione di Hanozri, filosofo definito “pazzo” per la sua ingenua bontà, è motivo di angosciante riflessione per il “machiavellico” governatore e per noi tutti. Non regge per niente, invece, il paragone tra il filosofo e il personaggio del Maestro. La storia d’amore eterno con Margherita, raccontata con eccessivo surrealismo, sfocia in uno stile fiabesco privo di originalità ed, a tratti, anche noioso, per non dire irritante. Resta apprezzabile la descrizione ironica e grottesca della società socialista dell’epoca, dove l’autore, sotto le vesti dei simpatici Woland, Korovev e Behemot, riesce nell’intento di prendersi, attraverso la scrittura, una rivincita sociale. Per me non un capolavoro ma, certamente, un libro da leggere con curiosità e interesse.

    gesagt am 

  • 5

    "M"

    Che magnifico romanzo.
    Meraviglioso gioco di specchi: il romanzo di Pilato che si specchia nella vita del suo autore, romanzo che diventa realtà mentre la realtà in cui nasce diventa surreale.
    Un "vi ...weiter

    Che magnifico romanzo.
    Meraviglioso gioco di specchi: il romanzo di Pilato che si specchia nella vita del suo autore, romanzo che diventa realtà mentre la realtà in cui nasce diventa surreale.
    Un "visionario" che ritenuto pazzo da un sistema "diabolico" racconta la realtà storica trasformata nel corso dei secoli in una rappresentazione creata dal Potere.
    Gioco di specchi come la "M" del maestro il cui pensiero salvifico viene espresso dal suo alter ego di duemila anni fa: il maestro Jeshua Ha-Nozri ; ed il capovolgimento stesso di quella "M" che diventa la "W" di Woland/ satana grazie al quale il "manoscritto non brucia" ma risorge dal fuoco e dalla memoria mortificata.
    Per combattere il Male reso Sistema dagli uomini,solo il Male stesso può tentare e lo fa mettendo in scena i vizi e le miserie degli uomini ( emblematica la scena in cui Woland sul palcoscenico osserva la platea divenuta al tempo stesso spettatrice e spettacolo riflessi ).
    C'è tutto, c'è una vita in questo capolavoro.
    C'è la spiritualità di Bulgakov/Jeshua e l'istinto pagano e ancestrale di Margherita/ strega e regina Margot, entrambi di diritto reali ed esistenti come il bene ed il male, come la scrittura alta del "Ponzio Pilato" e la scrittura grottesca della "realtà".
    Non sono due romanzi paralleli, ma un'unica essenza... una sola lettera "M" gialla ricamata da Margherita, diritta o capovolta, Maestro o Woland, realtà o sogno.
    Non ho l'esperienza letteraria di certi anobiani con millemila letture, ma ad "istinto" per me è uno dei più grandi capolavori del novecento.

    gesagt am 

  • 4

    Il primo capitolo su Pilato e il racconto del maestro valgono da soli 5 stelle. Però in alcune parti mi ha un po' annoiato. Un ottimo libro comunque, anche se il suo significato più profondo probabilm ...weiter

    Il primo capitolo su Pilato e il racconto del maestro valgono da soli 5 stelle. Però in alcune parti mi ha un po' annoiato. Un ottimo libro comunque, anche se il suo significato più profondo probabilmente mi sfugge

    gesagt am 

  • 1

    non lo ho capito

    Mi ha annoiato. Ad eccezione dei capitoli su Ponzio Pilato, non sono riuscita a trovare nulla che catturasse il mio interesse.

    gesagt am 

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