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Der Sandmann

By

Verleger: Insel

3.9
(425)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 83 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian

Isbn-10: 3458326340 | Isbn-13: 9783458326342 | Publish date:  | Edition 12

Auch verfügbar als: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 3

    Hoffmann hai toppato!
    Ho conosciuto Hoffmann con "Gli elisir del diavolo" e ne ero rimasta contentissima del suo stile e della sua scrittura ma questi brevi racconti per me sono stati davvero noiosi. ...weiter

    Hoffmann hai toppato!
    Ho conosciuto Hoffmann con "Gli elisir del diavolo" e ne ero rimasta contentissima del suo stile e della sua scrittura ma questi brevi racconti per me sono stati davvero noiosi. Tra l'altro Clara, Olimpia, Giulia, Antonia, Matilde e Rosa si attengono al classico ruolo della donna stereotipata: l'autonoma, l'automa, l'ammaliatrice, la talentuosa, la dama e l'ingenua.
    La originalità della collezione di racconti sta sicuramente nella struttura delle novelle che cercano di proporre sempre qualcosa di diverso:
    - "L'uomo della sabbia" si apre con un carteggio che viene interrotto solo dallo stesso amico (o dallo stesso Hoffmann) che inizia a raccontare la vita di Nataniele in un tempo ritroso e ben poco definito, tanto che la linea del tempo si rarefa davanti al lettore e la narrazione prosegue con un narratore in terza persona;
    - "Le avventure della notte di S.Silvestro" e "Il consigliere Krespel" sono narrati come una sorta di diario da uno dei protagonisti di queste vicende; ma il primo racconto dimostra un intreccio davvero geniale ed evidente. La sua storia principale viene intrecciata alla storia di un personaggio secondario, divenendo quest'ultimo il primo vero personaggio indiscusso. Nel primo racconto questo avviene attraverso una lettera, nel secondo attraverso una dichiarazione orale;
    - "La sfida dei cantori" è il racconto più complesso, scritto chiaramente su due distinti livelli (ispirato chissà dalla tecnica di Novalis) in cui il sogno del protagonista inizia a sviluppare una storia (narratore esterno e onnisciente) con personaggi tratti dalla sua ultima lettura. Per riuscire meglio in questa impresa, adopera delle rubriche, per spostarsi meglio da un personaggio all'altro e che ricordano vecchi poemetti epici, con tanto di conclusione morale.
    - "Mastro Martino il bottaio e i suoi garzoni" presenta anche esso le rubriche, ma tra tutti i racconti è quello più ibrido. La struttura richiama Goethe per via della forte presenza della musicalità e per la forte opposizione tra tutti personaggi che si mantengo in chiare opposizioni tipiche ma si accomunano tutti in un unico oggetto del desiderio.

    L'uomo della sabbia è il racconto più bello e strutturalmente più originale perché il racconto nasce da una corrispondenza tra Nataniele e la sua fidanzata Chiara e Lotario. La corrispondenza ha un scopo ben preciso, perché in queste lettere si sviluppano i primi tipici dei tre personaggi. Nataniele scrive più una captatio benevolantiae che una lettera ad un'amico e Clara scrive invece una lettera infarcita di nozioni filosofiche che ben presto si dimostrano in tutto il racconto. La storia è molto semplice e breve ma la tecnica di Hoffmann rende davvero appassionanti le vicende. Nataniele è chiaramente un personaggio molto ambiguo e sensibile, un classico personaggio tipo di Hoffmann, che vive nel motivo del "ritorno del rimosso" una ossessione che scivola presto in follia. Infatti, nella lettera che indirizza al suo amico, Nataniele riporta con molti dettagli i ricordi traumatici che riguardano l'avvocato Coppelius e che accosta, solo per una omonimia, al venditore di binocoli Giuseppe Coppola. Il perturbante della psicologia di Jetsch, che sostiene il dubbio della vitalità di un oggetto evidentemente animato, è reso il tema principale del racconto e Hoffmann lo sviluppa magicamente da molti elementi: la figura dell'uomo di sabbia, che mutila il corpo dei bambini, la bambola animata Olimpia e il doppio di Coppelius/Coppola. Il nome di quest'ultimo è molto importante perché il doppio tra questi due nasce esclusivamente dalla simbologia dei nomi, i quali derivano dai termini "coppella", recipiente per esperimenti alchemici, e "coppo", che indica la cavità oculare. L'apparenza del fantastico in Nataniele lo porta presto alla pazzia e al terrore e panico del perturbante anche in Clara. Questo racconto è trai più belli perché è pieno di spunti e riflessioni enigmatiche.

    Le avventure della notte di S.Silvestro è il racconto che più mi ha entusiasmato perché trai personaggi c'è Peter Schlemihl anche se questi non è il vero personaggio né la vera vicenda della storia. Qui Hoffmann parla di un tema che è chiaramente diabolico e anche molto vecchio: la vendita dell'immagine riflessa. Quest'omino, Erasmo Spikher, ha venduto l'immagine riflessa a Giulia, un'amante che il narratore e il personaggio hanno in comune. Giulia è accompagnata da un uomo dall'andatura goffa, le gambe di ragno e gli occhi di rana, è chiaramente un negromante. Questi personaggi diabolici ingannano l'omino che per amore cede la sua immagine riflessa, pur di restare accanto a Giulia. Questa dimostrazione d'amore mi ricorda un'altra storia, ben più vecchia e di origine francese. E' la "Lai de l'ombre" di Jean Renart, in cui un cavaliere, rappresentato più come un nobile capace nel gestire i suoi affari, s'innamora di una dama sposata che ben presto lo rifiuta, facendogli capire che dei suoi servizi non ha di che farsene. Il cavaliere, dal momento che lei rifiuta il suo anello, dice che lo avrebbe donato a ciò che gli è più caro al mondo dopo di lei, e lo getta in una fontana. Lei scorge nell'acqua la propria immagine riflessa accanto all'anello e resta così sedotta, donagli tutto il suo amore. E' chiaro che la compravendita dell'immagine riflessa è sempre stato un elemento letterario che ben si presta a questi servigi sentimentali, ma la rivisitazione diabolica di questo tema rende ancora più fantastico e meraviglioso questo gesto folle compiuto Erasmo Spikher, che diventa un problema per la società ma la soluzione per Peter Schlemihl, dato che i due insieme fanno un uomo. Ma amaramente confessa, che di questa soluzione non se ne fece nulla.

    Il consigliere Krespel è il secondo racconto che si risolve attraverso la confessione di uno dei protagonisti (prima di Krespel, c'è Erasmo Spikher). Hoffmann affermò la necessità di avere un'opera in cui l'intima unione di musica e parole doveva essere forte. Difese con ardore e umorismo la teoria dell'arte per l'arte, e forse Krespel è trai personaggio che ben riuscì in mandare questo messaggio. Krespel è un costruttore e collezionista di violini, ma ha uno strano modo per conoscerli: li spacca per scoprirne l'essenza interiore. Inoltro, il consigliere è famoso in città per le sue stramberie e per un dolce canto che si sente spesso in casa sua. Nessuno ha il permesso di entrare nella casa e nessuno sa chi canti quelle fantastiche melodie ma solo il narratore, Teodoro, infrange il divieto e quando vede Antonia si emoziona e le chiede di cantare. Krespel lo caccia via ma Teodoro insiste finché non desiste e scopre la storia di un particolare violino, appeso al muro. Ma per dimenticare Antonia, Teodoro decide di allontanarsi dalla città. Ci farà ritorno solo due anni dopo, mentre si sta svolgendo il funerale di Antonia. Si scopre che Antonia sapeva cantare in quel modo così bello per via di una malattia, che sollecitata con il troppo canto l'avrebbe uccisa. Con la morte di Antonia anche il violino a lei caro si rompe e viene sepolto con lei. Sulla parete, il posto d'onore riservato a quel violino viene sostituito da una corona di cipresso. Antonia credo sia un personaggio davvero difficile all'interno di questa raccolta. Lei rappresenta l'amore platonico per l'arte, che a volte sacrifica la vita per il talento stesso. La sua morte non è da intendere come "la morte dell'arte" bensì è più legata a una morte del bello, che diventa presto mito, anzi, Antonia era già un mito. Nessuna l'aveva vista ma tutti avevano udito il suo canto e ne erano rimasti talmente sorpresi e incantati che molti l'usavano come metro di misura nonostante, anche se non l'avessero mai sentita cantare. Il suo stesso sacrificio, per amore fatto in sogno da suo padre, è davvero importante. Antonia si era promessa a un pianista a cui ha dovuto rinunciare per non morire. Krespel, infatti, temeva che questi l'avrebbe indotta a cantare e quindi l'avrebbe portata alla morte certa. Questa rinuncia, così romantica, costringe Antonia a una vita reclusa e nascosta anche dal sogno

    La sfida dei cantori si concentra tutta nelle due teorie di cui Hoffmann è padre: il doppio e l'unione tra letteratura e musica. Secondo me è il tentativo peggio riuscito e non voglio addentrarmi più di tanto. Preferisco "Il consigliere Krespel" perché l'unione è più intima nonostante la sua brevità. In questo racconto sono rimasta con molti perché e poche risposte: Che testi orribili e osceni canta Henrich von Ofterdingen? Con che testo si fa incantare così facilmente Matilde? Che fa Matilde con Henrich? Perché non mi scrivi neanche uno stralcio di lirica!? Ma soprattutto, perché il finale è così superficiale, stupido e così approssimativo? Lascia tutto il finale alla dichiarazione di Matilde e alla lettera di Henrich. Nonostante sembri che in un primo momento tutta la novella sia incentrata solo nella musica, in realtà si capisce che il gioco del doppio è predominante in tutto il racconto, dimostrando il contrasto tra Herich von Ofterdingen e Wolfframb von Eschinbach nella risoluzione stereotipata del doppio, che resta nell'ambiguità fra “morale e immorale tentazione verso l'arte demonica”. L'anima candida e infantile di Wolfframb è parte di un doppio di cui l'altra faccia resta la meschinità del salottiero. L'attrazione verso il demonico fa parte di questo complesso mondo interiore in cui il candore rischia di essere sacrificato.

    Mastro Martino il bottaio e i suoi garzoni è il racconto più allegro e leggero ma anche più marcato di un senso morale medievale in totale contrasto con le altre opere. La storia è gremita di rifermenti alle regole dei maestri cantori e il futuro di Rosa grava sull'assetto delle corporazioni. Per amore della bella Rosa, tre ragazzi, Rinaldo (un pittore), Federico (un orafo) e Corrado (nobile cavaliere, rinunciano alle loro arti per intraprendere il mestiere del bottaio, conquistare il consenso di mastro Martino e sposare Rosa, che l'avrebbe data in sposa a un bottaio per via di una profezia che incombeva su Rosa. Tutti e tre rinunciano alla mano Rosa per tornare alle loro arti, ma solo Federico si dimostra ben capace di dimostrare a mastro Martino che la propria natura e capacità non può essere assoggettata e che la sua capacità da orafo vale tanto più che quella di un bottaio. Inutile dire che Federico sposa Rosa e gli altri garzoni tornando per festeggiare il matrimonio dell'amico. La conclusione, molto moralistica, dimostra che la libertà e i sentimenti incondizionati possono trionfare nella gerarchia sociale anche se Mastro Martino continua a vedere questo matrimonio come l'avvenimento della profezia.

    gesagt am 

  • 3

    "...die Geschichte mit dem Automat hatte tief in ihrer Seele Wurzel gefasst und es schlich sich in der Tat abscheuliches Misstrauer gegen menschliche Figuren ein."

    gesagt am 

  • 4

    l'apparenza del fantastico è una duna di sabbia che sembra un uomo....Hoffmann tra realtà e altri mondi.

    Di fronte a ciò che gli uomini sensibili ritengono magie o presenze, come l'aprirsi di una porta o perdere il cappello per un colpo di vento, dietro ai segreti e alle voci che sentiamo o crediamo di s ...weiter

    Di fronte a ciò che gli uomini sensibili ritengono magie o presenze, come l'aprirsi di una porta o perdere il cappello per un colpo di vento, dietro ai segreti e alle voci che sentiamo o crediamo di sentire fin dalla nostra infanzia, dietro cioè a quel circostante fantastico, evocatore, magico, c'è Ernst T.Hoffman. E questa raccolta di racconti lo dimostra. Letta ascoltando i primi Genesis, non potevo spingermi più in là...E se il racconto inizia con i terribili ricordi d'infanzia di Nataniele, ancora intimorito da quell'Uomo della sabbia che da il titolo all'opera, l'autore ci tiene nel limbo dei suoi racconti grazie all'abilità nel gestire l'aspetto spazio-temporale dei fatti, spaziando e avvicendando tra loro narrazione soggettiva e oggettiva dando così una luce non solo molto dinamica ma anche originale e innovativa. Tra le pagine riaffiora più di altre la dinamica del doppio, del sosia e di conseguenza a tutto ciò che questo comporta, in quell'ambiente del mondo tedesco borghese, “filisteo della Restaurazione e che quindi ne porta l'aspetto: grigio e consumato, dimesso e chiuso nella speranza di un ritorno al passato...sono i burocrati, gli archivisti, i consiglieri e i diplomatici de “Il piccolo Zaches, detto cinabro”. Hoffmann non nasconde quindi l'avversione per ciò che rappresenta l'esistenza egoista e chiusa del “cartaceo burocrate” senza sentimento e senza volto che rappresentano in qualche modo anche una parte della sua esistenza, divisa tra documenti dell'amministrazione prussiana e aspirazione allo scrivere e quindi all'arte, mondo totalmente diverso e tanto amato dal nostro, sia nel campo della musica che, più tardi, nell'invenzione di favole dei tempi nuovi e quindi innovative e spesso dai diversi livelli interpretativi...tra quelle più introspettive le interpretazioni sono state illustri e così gli ammiratori: già Freud sembra chiedersi se
    i personaggi come Olimpia o il dottor Coppellius siano reali o immagini, marionette della fantasia e della paura infantile...il timore di Nataniele che Hoffmann “nutre” fino a farlo crescere e trasformarlo in fantasie ossessive...e così Baudelaire che intravvede in questi sdoppiamenti vere e proprie dissociazioni e oggi si potrebbero seguire come la precursione in chiave fantastica dell'isolamento tra gli esseri umani e tra uomo e natura in cui ogni cosa diventa allucinatoria e quindi disfunzionale: fanciulle che diventano serpi, pappagalli maggiordomi, salamandre in archivisti...quest'apparente sfiducia di Hoffmann verso la storia si riassume anche così, in una scelta che può considerare tutto ciò delirante allucinazione o una vitalità fantasiosa, nuova, e soprattutto viva...l'apertura all'umorismo ed alla colorata estremizzazione dei personaggi, liberano dal periodo storico più cupo per le genti: la Restaurazione...Anche Rimbaud in altri periodi farà suo il pensiero di “cambiare”, vita, modo di pensare, strada, quotidianità...un pensiero di rivoluzione non solo interiore che anni dopo elettrizzarono anche i surrealisti. Il primo manifesto scritto da André Breton può riassumere ciò che arriva da “L'uomo della sabbia”: “ Vivere e cessare di vivere sono soluzioni immaginarie. L'esistenza è altrove”. In questi racconti c'è dunque una tematica vasta e dalle differenti sostanze; Hoffmann come un alchimista miscela personalità, differenze, fratture dell'io, follia come istanti di estrema lucidità e automatismi di un'apparente normalità come nevrosi dell'uomo moderno. E così l'autore codifica la follia in modi rivoluzionari per il periodo: nel riso e nel grottesco, nell'immaginario e nella potenziale carica vitale c'è un altro modo di essere, che è quello che sgretola i muri delle prigioni e dei manicomi in cui i luminari credono di poter isolare e vincere quest'ebrezza dei “diversi”...C'è poi ne “La sfida dei cantori” e le “Avventure di San Silvestro” un'analisi acuta sulle condizioni dell'artista e dell'arte del suo presente (ma anche del futuro): se il primo è un sorprendente itinerario che vede dalla fine dell'umanesimo( come concetto universale e unificatore) l'inizio di una lacerazione insanabile in cui l'arte sarà lo specchio della desolazione umana, nel secondo si elabora una sorta di metaracconto dove il tema fondante è questa compravendita di identità per ricordare che l'artista dell'epoca se l'aveva persa forse non ne aveva mai posseduta una, ed anzi cercandola disperatamente, si perde tra mondi a lui estraneo e altri inesistenti frutto del disagio e del disincanto delle generazioni dopo le prime grandi sconfitte dei movimenti letterari e rivoluzionari...ma è el mondo di Hoffmann che vita, ideale e sogno si confrontano e si intrecciano come momenti speculari...dove la luce quieta del crepuscolo si urta con le notti popolate da demoni, folletti e scorribande; spaesare la sensazione, come amava dire Breton, è quindi ciò che meglio riesce a questo precursore e ai suoi racconti che fanno perdere la strada al “lettore -viandante”, un modo disturbante di cui però non se ne può fare a meno, per il suo talento, per la mano che ci tende e ci catapulta in un mondo apparentemente non nostro, ma nei dettagli e nelle sfumature fatto su misura per noi.

    gesagt am 

  • 4

    Capolavoro tra i più famosi della narrativa fantastica, "L'Uomo della sabbia" è la storia dell'ambiguo avvocato Coppelius, del suo alter ego, l'artigiano Giuseppe Coppola, e, al tempo stesso, racconta ...weiter

    Capolavoro tra i più famosi della narrativa fantastica, "L'Uomo della sabbia" è la storia dell'ambiguo avvocato Coppelius, del suo alter ego, l'artigiano Giuseppe Coppola, e, al tempo stesso, racconta la passione amorosa, incontrollabile e diretta verso la follia, dello studente Nataniele e di Olimpia, fanciulla fredda e distante come una bambola meccanica. Con i disegni, febbrili, inquieti e, al solito, magistrali, di Fabian Negrin, uno dei più celebrati maestri della nuova illustrazione italiana. IN REte.

    L'uomo della sabbia ti trasporta in altri tempi dove la paura si veste di fiaba ed i suoi racconti sembrano incubi molto reali; è stato l'uomo della sabbia di Lars Kepler a spingermi a leggere questo libro, nell'ultimo libro di Kepler vi sono vari riferimenti all'uomo della sabbia di Hoffmann, un altro Edgar A. Poe con i suoi racconti da incubo, mentre un Edgar A. Poe di questi tempi potrebbe benissimo essere Lars Kepler, con i suoi racconti da incubo che io definirei, per rimanere in tema ..., "Fiabe Terribili". Naturalmente il racconto più bello resta L'uomo della sabbia, sia quello moderno che quello di altri tempi, son tutti belli, buona lettura.

    gesagt am 

  • 3

    sarebbe interessante, per una volta, provare le gioie della condivisione senza che rinasca sempre questa brutta impressione di un furto: come se l'altro simile a te ti togliesse l'aria e il fiato, lo ...weiter

    sarebbe interessante, per una volta, provare le gioie della condivisione senza che rinasca sempre questa brutta impressione di un furto: come se l'altro simile a te ti togliesse l'aria e il fiato, lo sguardo e l'attenzione. che cosa ridicola e meschina (una forma della tirchieria) è sentirsi costantemente separato, minacciato anzi dalla più ovvia delle circostanze, essere la carne una cosa comune: essere l'individuo una necessità dolorosa.

    ma è possibile invidiare le folle e quelli che si struggono in massa, è mai possibile non provare disprezzo per cui colui che parlando non sa di ripetere i tuoi pensieri e si guarda attorno come fossero suoi, persino soddisfatto: i tuoi pensieri, che tu sai così stupidi e insufficienti, fioriscono invece come specie nuove sulla bocca di quell'idiota: egli ne è contento (o finge, magari prova lo stesso tuo dispetto e quindi è due volte odioso), per lui la parola consumata è ancora bella e chi lo sente si fa ingannare: dal suo volte felice deduce la felicità del verso, che invece è stento e caprino e chi meglio di te può dirlo, visto che è l'unico a ronzarti in mente?

    oh, ma tutto col tempo ti diventa stupidità e vanità, tutto si ripete, la semplice idea del cambiamento è chimerica e c'è addirittura chi gode di pensare la stessa cosa, quelli che ti trovano saggio perchè pensi come loro, vicino perchè parli come loro, quando in realtà tu non pensi affatto in quel modo eppure invece si, pensi proprio così, la somiglianza è innegabile ma tu la rifiuti. e rifiuti il loro sentimento, che è come quello dei cani: sciocco ma innocente, in fondo è innocuo, e appunto, in fondo è nulla. una parola, poche parole e sempre le stesse fanno ripartire la masticazione della solfa eterna, il discorso in cui ti avvoltoli da anni senza costrutto e anzi con danno, poche parole che sono cenere e sabbia, forma e riflesso.

    gesagt am 

  • 4

    Racconti:
    - L'uomo della sabbia ****
    - Le avventure della notte di S. Silvestro ****
    - Il consigliere Krespel ****
    - La sfida dei cantori ****
    - Mastro Martino il bottaio e i suoi garzoni **** ...weiter

    Racconti:
    - L'uomo della sabbia ****
    - Le avventure della notte di S. Silvestro ****
    - Il consigliere Krespel ****
    - La sfida dei cantori ****
    - Mastro Martino il bottaio e i suoi garzoni ****

    gesagt am 

  • 3

    Mi aspettavo di più, sinceramente. Le atmosfere di Hoffmann sono decisamente di fine romanticismo, e non mi hanno presa così tanto (per quanto sì, l'analisi dei moti psichici etc etc sia di certo inte ...weiter

    Mi aspettavo di più, sinceramente. Le atmosfere di Hoffmann sono decisamente di fine romanticismo, e non mi hanno presa così tanto (per quanto sì, l'analisi dei moti psichici etc etc sia di certo interessante). Volendo dare un voto ad ogni racconto:
    L'uomo della sabbia ****
    La notte di San Silvestro ***
    Il consigliere Crespel **1/2
    La casa deserta ***1/2
    Il voto **

    gesagt am 

  • 4

    Trovato sulla bancarella esterna di un Reminders, è una raccolta di racconti fra il surreale e l'horror, scritta nel tipico, verboso stile ottocentesco comune agli scrittori di quel periodo, da Hoffma ...weiter

    Trovato sulla bancarella esterna di un Reminders, è una raccolta di racconti fra il surreale e l'horror, scritta nel tipico, verboso stile ottocentesco comune agli scrittori di quel periodo, da Hoffmann a Poe da Lovecraft a Hawthorne ecc.
    Una lettura gradevole, ma certe volte trovo la scrittura ottocentesca un po' lenta.

    gesagt am 

  • 4

    Hoffmann è il clou del romanticismo tedesco!
    Il racconto portante è L'uomo della sabbia o Mago sabbiolino (Der Sandmann) che è la figura fiabesca che viene nominata ai bambini quando si stanno cecando ...weiter

    Hoffmann è il clou del romanticismo tedesco!
    Il racconto portante è L'uomo della sabbia o Mago sabbiolino (Der Sandmann) che è la figura fiabesca che viene nominata ai bambini quando si stanno cecando di sonno: è passato il mago sabbiolino e ti ha buttato sabbia negli occhi per farti addormentare.
    "È un racconto complesso che affronta innanzi tutto il tema dell'ambiguità e, tratto tipicamente romantico, indaga l'immaginario dell'automa."

    gesagt am