Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Suchen Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Der Zementgarten. SZ-Bibliothek Band 31

By

Verleger: Süddeutsche Zeitung / Bibliothek

3.9
(2400)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 128 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Portuguese , Italian , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , French

Isbn-10: 3937793267 | Isbn-13: 9783937793269 | Publish date:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Do you like Der Zementgarten. SZ-Bibliothek Band 31 ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 4

    Orfani

    Jack è un ragazzino di appena quindici anni che racconta il dramma familiare che l’ha colpito; lui e i suoi tre fratelli (Julie, Sue e Tom) dopo aver perso il padre vedono morire dopo breve tempo anche la madre e decidono che la soluzione più opportuna per restare uniti cercando di prendersi cur ...weiter

    Jack è un ragazzino di appena quindici anni che racconta il dramma familiare che l’ha colpito; lui e i suoi tre fratelli (Julie, Sue e Tom) dopo aver perso il padre vedono morire dopo breve tempo anche la madre e decidono che la soluzione più opportuna per restare uniti cercando di prendersi cura l’uno dell’altro, sia quella di nascondere il cadavere della donna in cantina dentro un baule ricoperto da una colata di cemento, mantenendo questo ingombrante segreto. L’odore mefitico del corpo, così come la condizione di degrado in cui versa la casa non sembrano apparentemente disturbarli più di tanto, poiché appaiono più concentrati a metabolizzare il lutto in forme più o meno convenzionali. Il mondo adulto è inconsistente come una bolla di sapone, la vita là fuori filtra attraverso roventi raggi di sole, che evaporano in modo opprimente e quasi disfunzionale le giornate e i ricordi in attesa di una pioggia salvifica che prima ancora di scendere ha già lavato via per sempre la loro infanzia. Jack vive un profondo senso di inadeguatezza e disagio, il rapporto conflittuale col suo corpo e l’incuria della sua igiene personale ne sono soltanto un segnale, così come gli istinti sessuali che vengono sublimati attraverso un autoerotismo sempre più morboso e autodistruttivo. Questo malessere interiore si riflette per osmosi anche nel circostante paesaggio urbano, estraneo e straniante, luogo in cui si ergono scheletrici ecomostri eviscerati con le sembianze di spettrali e decadenti grattacieli senza spessore che sembrano sul punto di crollare, così flebilmente delineati da apparire demoliti ancor prima di essere stati edificati. Ma è nel rapporto ambiguo e non convenzionale che Jack ha con la sorella maggiore, con la quale assapora l’incesto, che si raggiunge la piena maturazione della cattiva coscienza di una civiltà in declino, già marcia nelle sue fondamenta.

    gesagt am 

  • 5

    Lacerazione

    Il Giardino di cemento è una lacerazione in pieno petto.
    Alcuni lo definiscono morboso, altri addirittura squallido. Io credo che McEwan, semplicemente, sia stato capace di condensare quella materia oscura e archetipica il cui punto di agglutinazione principale, lo sappiamo, è la famiglia.< ...weiter

    Il Giardino di cemento è una lacerazione in pieno petto.
    Alcuni lo definiscono morboso, altri addirittura squallido. Io credo che McEwan, semplicemente, sia stato capace di condensare quella materia oscura e archetipica il cui punto di agglutinazione principale, lo sappiamo, è la famiglia.
    Il giardino di cemento è un luogo che non fiorisce; una sentina asciutta di dolore, insicurezze, incomunicabilità e, ovviamente, sesso.
    Il sesso nei libri di McEwan è un coagulo di umori, ombre, fantasmi, ed è un elemento che codifica e decodifica la realtà.
    Non un libro perfetto, ma pieno di oscura, lenta consapevolezza.

    gesagt am 

  • 4

    Primo libro che leggo di McEwan,e sono sicuro che ne seguiranno altri.
    Un libro che non scorre fluido come piace a me, ma un libro che ti graffia e ti coinvolge.
    E' infatti impossibile,a mio avviso,non partecipare emotivamente alla vita dei 4 fratelli che cercano di cavarsela in una s ...weiter

    Primo libro che leggo di McEwan,e sono sicuro che ne seguiranno altri.
    Un libro che non scorre fluido come piace a me, ma un libro che ti graffia e ti coinvolge.
    E' infatti impossibile,a mio avviso,non partecipare emotivamente alla vita dei 4 fratelli che cercano di cavarsela in una situazione tutt'altro che semplice.
    Ed è proprio l'adolescenza dei 4 fratelli,la vera protagonista del libro;4 ragazzini che affrontano il periodo più delicato della vita in quattro modi diversi.
    Un racconto originale,duro,che mi sento di consigliare.

    gesagt am 

  • 4

    Sorprendente

    Libro particolare. E che vor dì? Vuol dire che non è di facile digestione, lasciandoti qualche volta tra il disturbato e l'infastidito ma che, nel contempo, ti lascia dentro molte riflessioni e interrogativi. Non è forse anche questo il compito di un buon libro...oltre ad aprirti la testa, farti ...weiter

    Libro particolare. E che vor dì? Vuol dire che non è di facile digestione, lasciandoti qualche volta tra il disturbato e l'infastidito ma che, nel contempo, ti lascia dentro molte riflessioni e interrogativi. Non è forse anche questo il compito di un buon libro...oltre ad aprirti la testa, farti divertire e chi ne ha più ne metta?

    gesagt am 

  • 4

    Quattro fratelli: Julie, Jack, Sue e Tom.
    La morte dei genitori, la vita da orfani, soli.
    Il desiderio di fermare il tempo e esorcizzare la morte seppellendo la madre in cantina, dentro un baule, ricoperta di cemento.
    Le relazioni tra i fratelli: la morbosa complicità tra Julie ...weiter

    Quattro fratelli: Julie, Jack, Sue e Tom.
    La morte dei genitori, la vita da orfani, soli.
    Il desiderio di fermare il tempo e esorcizzare la morte seppellendo la madre in cantina, dentro un baule, ricoperta di cemento.
    Le relazioni tra i fratelli: la morbosa complicità tra Julie e Jack, un rapporto di amore e odio che sfocia nell'incesto; l'ambiguità latente del piccolo Tom, che ama vestirsi da bambina o fingersi più infantile di quanto sia; l'introspezione di Sue, che scrive un diario con i ricordi della madre.
    Il primo romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan, è scritto abbastanza bene, anche se forse le caratterizzazioni sono poco approfondite (ma può esere una scelta consapevole di vaghezza descrittiva). Temi macabri quali quello della morte e dell'incesto, quest'ultimo, in particolare, affrontato con una certa pruriginosità.
    Poco più che un racconto lungo, ma che lascia il segno.

    gesagt am 

  • 1

    e' raro che io dia un giudizio di "brutto" ad un libro, ma stavolta ci voleva. Morboso è forse l'aggettivo che ci sta meglio . Mi chiedo cosa volesse l'autore, ma per me è statoi tempo perso. E anche mi chiedo cosa ci trovino i lettori che godono nel leggere storie squallide del genere.

    gesagt am 

  • 3

    È morboso in un modo così plausibile da infastidire più che raccapricciare: la degenerazione dei bambini lasciati a se stessi non è appassionante quanto quella di Lord of the Flies e la storia si mantiene sempre su un grottesco bilanciato, mai esagerato, che per come è impostata è addiritt ...weiter

    È morboso in un modo così plausibile da infastidire più che raccapricciare: la degenerazione dei bambini lasciati a se stessi non è appassionante quanto quella di Lord of the Flies e la storia si mantiene sempre su un grottesco bilanciato, mai esagerato, che per come è impostata è addirittura ragionevole.
    È un buon libro ed è scritto bene. Ma comunque... eeew.

    gesagt am 

  • 4

    macabro, scuro, surreale, caratteristiche che adoro. uno dei primi libri di uno dei miei scrittori preferiti, stile ottimo che tuttavia non ha ancora raggiunto gli alti livelli dei libri più recenti.

    gesagt am 

  • 2

    Bella l'idea, meno tutto il resto.

    Ne avevo sentito parlare tanto di questo libro, ma non avevo mai letto nulla di McEwan, così l’altra volta tra le offerte della libreria trovo questo libricino di 150 pagine e decido di acquistarlo. Beh, onestamente, non mi ha convinto per niente. Fin dalle prime pagine la storia (che trasuda tri ...weiter

    Ne avevo sentito parlare tanto di questo libro, ma non avevo mai letto nulla di McEwan, così l’altra volta tra le offerte della libreria trovo questo libricino di 150 pagine e decido di acquistarlo. Beh, onestamente, non mi ha convinto per niente. Fin dalle prime pagine la storia (che trasuda tristezza da tutti i pori) sembra originale, e poi effettivamente andando avanti con la lettura quest’idea viene confermata, ma a mio avviso è sviluppata poco e male. Il romanzo parla della storia di 4 bambini che, a distanza di poco tempo, perdono per malattia sia il papà che la mamma, così per evitare di finirre in mano ai servizi sociali, decidono di nascondere il cadavere della mamma in un baule in cantina e di coprirlo con una colata di cemento. Subito dopo iniziano a vivere come una vera famiglia, con i due ragazzi più grandi (poco più che adolescenti) che fanno le veci della mamma e del papà, e i due fratellini più piccoli vengono invece trattati come dei figli da accudire. Finchè una terza persona, Derek, il neo fidanzato della “mamma” non arriverà a turbare la quiete familiare, e ad interrompere la sintonia “mamma”/sorella – “papà”/fratello che iniziava a farsi sempre più incestuosa. La storia, come già detto, è molto originale e intrigante, ma molti aspetti vengono toccati di sfuggita e non approfonditi (come ad esempio la chiusura in se stessa della sorella piccola e la voglia di diventare una bambina da parte del fratellino), e alla fine del libro lasciano un po’ l’amaro in bocca di quello che, magari con un po’ più di pagine poteva diventare un gran bel libro, ed invece resta un libro carino, ma nulla più. La scrittura è abbastanza lineare e fluida, i personaggi vengono descritti spesso in maniera cupa e triste, soprattutto quando il protagonista ci racconta dei suoi sogni. Diciamo che il soprannome che gli viene affibbiato di Ian “Macabre” (per via della scrittura cupa, appunto) non è campato in aria, e lo si deduce subito dopo poche pagine. In conclusione un libro che si legge, ma che onestamente almeno a me, non ha lasciato nulla.

    gesagt am 

Sorting by