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Der menschliche Makel.

By Dirk van Gunsteren,Philip Roth

(4)

| Paperback | 9783499231650

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Book Description

419 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Libro complesso da leggere , tema del razzismo in particolare, tema dei reduci della guerra del Vietnam che tornano a casa e non sono piu' quelli di prima , tema del tradimento e del rapporto tra un uomo e una donna di classi sociali diverse e con u ...(continue)

    Libro complesso da leggere , tema del razzismo in particolare, tema dei reduci della guerra del Vietnam che tornano a casa e non sono piu' quelli di prima , tema del tradimento e del rapporto tra un uomo e una donna di classi sociali diverse e con una consistente differenza d'eta'. Molto impegnativo , c'erano giorni in cui non mi andava di leggerne piu' di 10 pagine e sto veramente impiegando tantissimo per finirlo , fortunatamente mi mancano 100 pagine _) E' abbastanza indigesto durante il percorso , scrittura lenta e poco scorrevole rendono la lettura difficile e noiosa . Io voglio finirlo oramai ma mai e poi mai a pensarlo di rileggerlo , auguri a chi si cimenta in questa lettura ..

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    meryoc said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Perchè c'è la verità e poi, ancora, c'è la verità. Per quanto il mondo sia pieno di gente che va in giro credendo di conoscerti, di conoscere te o il tuo vicino, l'ignoto è davvero senza fondo. La verità che ci riguarda è infinita. Come le bugie".
    L ...(continue)

    "Perchè c'è la verità e poi, ancora, c'è la verità. Per quanto il mondo sia pieno di gente che va in giro credendo di conoscerti, di conoscere te o il tuo vicino, l'ignoto è davvero senza fondo. La verità che ci riguarda è infinita. Come le bugie".
    Libro di non facile lettura ma molto profondo. Complesso perché non ruota attorno a un solo tema ma, seguendo la vita di Coleman Silk, ne sviluppa diversi, in maniera magmatica, con continui salti temporali e molti personaggi principali. Ma protagonista assoluta è, come sempre in Roth, Lei, l’America. Qui con la sua ipocrisia, il razzismo, le ferite del Vietnam che bruciano ancora.

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    Noodles said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    "Com'è umano avere un segreto, è anche umano, prima o poi, svelarlo."

    Non c'è niente da fare, quando capita che mi imbatto nel Roth giusto, giusto per il momento, giusto per l'umore e per l' estro, allora finisco dentro al tranquillo flusso della sua scrittura e vado via, trasportata dalle migliaia di parole strettamen ...(continue)

    Non c'è niente da fare, quando capita che mi imbatto nel Roth giusto, giusto per il momento, giusto per l'umore e per l' estro, allora finisco dentro al tranquillo flusso della sua scrittura e vado via, trasportata dalle migliaia di parole strettamente inanellate nel suo periodare, denso e fluido allo stesso tempo, magmatico ed incessante, alle cui strette maglie è difficile sfuggire... (che ho detto?... boh!...)
    Non accade sempre con Roth, anzi, sono rimasta delusa da alcune sue produzioni, ma quando ciò accade, è una bella cosa, e qui è accaduto.

    Ogni tanto, mentre lo stavo leggendo, pensavo al suo cervello, alla fervente attività della sua materia grigia mentre scrive: i miliardi di sinapsi e di circuiti elettrici che producono un tale flusso di misteriosi percorsi mentali concependo ed elaborando pensieri e immagini tradotti in parole e frasi che costituiscono trame, anche ordinarie, ma costruite ed assemblate in un modo che riesce solo a farmi pensare alle parole 'ingegno' ed 'arte'.

    "Giudico sempre l'arte dall'effetto che fa sulla mia pelle" - diceva qualcuno da qualche parte - e per me è così: pelle e pancia.

    Non ho gli strumenti per valutare accademicamente il livello, presumo altissimo, della sua tecnica in senso stretto, ma sta di fatto che ogni volta mi immagino quest'uomo con il suo cervellone salire in cattedra, e a quel punto non ce n'è più per nessuno (o quasi).

    La macchia umana: l'ultimo amore e la vita di un uomo, Coleman Silk, dai "capelli grigi accettabili, desiderabili addirittura...", raccontata dall'alter ego Nathan Zuckerman, che per la terza volta viene trasferito dal ruolo di protagonista a quello di narratore diretto; un interscambio costante di personalità che si mischiano, si fondono e poi tornano a distinguersi in un gioco affascinante condotto magistralmente.
    Una storia come un'altra, oppure sempre la stessa storia - questo può raccontare Roth - ma con lui non è COSA racconta che è importante, ma è in COME lo racconta che sta la sua straordinaria forza.

    Anche il film con Anthony Hopkins e Nicole Kidman, piuttosto fedele (a parte uno Zuckerman troppo giovane), è ben fatto e dona personaggi ed immagini plausibili e sovrapponibili al testo scritto.

    Sono consapevole di non aver detto molto di concreto non essendo mia abitudine soffermarmi sulle trame nei miei commenti, bensì solo sulle immagini, sensazioni, emozioni e sull'impatto, sugli effetti che un libro ha su di me, quindi mi riesce difficile definire l'indefinibile 'flusso' Rothiano che rapisce e che non è descrivible in termini concreti; va letto, punto
    Ad ognuno può dare cose diverse, suppongo.

    Sarebbero 5 le stelle, ma vorrei riservargliele a quello che, vista la fama, ho tenuto come dulcis in fundo; la prima prova - che devo ancora leggere - dello Zuckerman narratore: Pastorale americana.

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    AdrianaT. said on Jul 27, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Se questo era il più bel romanzo di Roth, dico Philip Roth mai più.

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    Geakaren said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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