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Derrumbe

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Publisher: Editorial Seix Barral, S.A.

3.3
(40)

Language:Español | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8432212563 | Isbn-13: 9788432212567 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Un thriller coral que quita el aliento . La nueva novela del autor revelación del 2007. Sobre Promenadia, una tranquila ciudad junto al mar, se cierne una extraordinaria amenaza. Mientras Manila aguarda el nacimiento de su segundo hijo, investiga las pautas de actuación de un asesino en serie que abandona siempre un zapato en el lugar de sus crímenes. Pero el mismo monstruo que le hace estremecer al pensar en el mundo en que vivirán sus pequeños es, a ojos más vulnerables, un motivo de inspiración.Derrumbe es la historia de un hombre brutal y atormentado, de dos familias heridas, de tres muchachos que aspiran a transformar la realidad mediante la violencia, de cinco perseguidores abrumados por el dolor. Concebida como una reflexión acerca de la atracción que el mal provoca en víctimas y verdugos, actores y espectadores, esta inquietante novela esconde, bajo la apariencia de un thriller coral, un abecedario de las distintas formas que el terror adopta en nuestro tiempo.Tras el éxito de La ofensa, saludado como uno de los libros más importantes y singulares del 2007,Ricardo Menéndez Salmón regresa con una novela impactante. Es difícil leer estas páginas sin que se acelere el corazón. La precisión con que Menéndez Salmón escoge las palabras y dosifica los silencios dota a esta novela del mejor suspense y se ha convertido ya en la seña de identidad de un escritor de excepcional talento.
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  • 1

    Le mie recensioni iniziano sempre con un appunto sulla trama. Sempre. Questa volta non sarà possibile.
    Perché è un noir, forse direte voi, così ben costruito che anche una sola parola di troppo rovinerebbe il piacere di scoprirlo.
    No. Disgraziatamente, la trama in Derrumbe è solo prom ...continue

    Le mie recensioni iniziano sempre con un appunto sulla trama. Sempre. Questa volta non sarà possibile.
    Perché è un noir, forse direte voi, così ben costruito che anche una sola parola di troppo rovinerebbe il piacere di scoprirlo.
    No. Disgraziatamente, la trama in Derrumbe è solo promessa: un gioco di astuzie tra un onesto detective e un folle assassino che sceglie le sue vittime a caso, lasciando sulla scena del delitto una scarpa della vittima precedente. La prima parte del romanzo ha effettivamente questo filo conduttore, che si interrompe bruscamente quando il killer sceglie di innamorarsi perversamente di una persona molto vicina all'ispettore Manila.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/03/derrumbe-ricardo-menendez-salmon.html

    said on 

  • 2

    Il male trova giustificazione nella sua esistenza.

    "...Il male non richiede prova ontologica, né riduzione all’assurdo, né fede o profeti. Il male è la sua stessa aspettativa.
    La vita mi ha insegnato che è il bene ad aver bisogno di giustificazione. E’ il bene che necessita di un perché, una causa, un motivo. E’ il bene che, in realtà, rapp ...continue

    "...Il male non richiede prova ontologica, né riduzione all’assurdo, né fede o profeti. Il male è la sua stessa aspettativa.
    La vita mi ha insegnato che è il bene ad aver bisogno di giustificazione. E’ il bene che necessita di un perché, una causa, un motivo. E’ il bene che, in realtà, rappresenta il più profondo degli enigmi."

    Le mie recensioni iniziano sempre con un appunto sulla trama. Sempre. Questa volta non sarà possibile.
    Perché è un noir, forse direte voi, così ben costruito che anche una sola parola di troppo rovinerebbe il piacere di scoprirlo.
    No. Derrumbe illude il lettore di avere una trama, promettendo fin dalle prime pagine un gioco di astuzie tra un onesto detective e un folle assassino che sceglie le sue vittime a caso, lasciando sulla scena del delitto una scarpa della vittima precedente. La prima parte del romanzo ha effettivamente questo filo conduttore, che si interrompe bruscamente quando il killer sceglie di innamorarsi perversamente di una persona molto vicina all'ispettore Manila. Ci si aspetterebbe che la seconda parte prosegua con i tentativi della polizia spagnola di rintracciare l'assassino, ma Menéndez Salmón vira bruscamente su altri personaggi e altri delitti, concentrandosi questa volta su un trio di pericolosi terroristi anarchici, gli Estirpatori, che sfogano sul mondo la violenza tipica di chi ha tutto ma sente il vuoto della società moderna. La seconda parte termina con un terribile attentato, e ricompare l'ombra dell'ispettore Manila: ancora una volta, il lettore si aggrappa alla speranza che la terza parte intreccerà tutti i fili della narrazione pendenti. Ciò non accade: protagonista è questa volta Valdivia, padre della giovane fidanzata di uno dei terroristi, intento a dare un senso alla violenza, all'improvviso diventare donna - una donna perversa, che non riconosce - del suo angelo, a una vita andata in rovina. E ancora una volta ricompaiono Manila e il serial killer, ma non sono più protagonisti, quanto fantasmi che si aggirano sperduti nel romanzo, o forse nell'antologia di tre racconti, chissà, di un autore che probabilmente aveva chiaro il messaggio ma non il modo in cui veicolarlo.
    Il termine spagnolo “derrumbe”, fortemente onomatopeico, in italiano significa “precipizio, crollo”. Quel che crolla in questo romanzo, oltre alle vite dei protagonisti, è la comprensione e l'aspettativa del lettore, entrambe messe a dura prova da un noir in cui succede tutto e nulla in meno di centottanta pagine. Menéndez Salmón è una voce coraggiosa, in grado di chiamare le cose con il loro nome, senza pudore e senza temere di recare offesa agli occhi e all’immaginario dei lettori, troppo spesso inclini a storcere il naso innanzi a semplici trivialità quali “cazzo”, “ano” e “merda”. Se è vero che a volte certe descrizioni sfiorano il turpiloquio, la pornografia, all’autore spagnolo va il merito di non tirarsi indietro fronte alla degradazione di menti malate, di aver usato parole affilate come pugnali per descrivere il male in diverse forme. Non gli si può tuttavia scusare la forma incerta di quest'opera, che non si riesce a considerare romanzo né raccolta di racconti correlati, e l'incapacità o forse proprio il disinteresse di incastrare i tasselli, di dare un senso al tutto. Perché anche i tuoi lettori, Menendéz Salmón, desidererebbero un senso, una ragione per ore di lettura che non lasciano niente se non la sgradevolezza residua di scene disturbanti che talvolta ricordano il pulp di Palanhiuk.

    Recensione pubblicata anche su http://www.lastambergadeilettori.com/2013/03/derrumbe-ricardo-menendez-salmon.html

    said on 

  • 0

    Finalmente, una voce. Questo è ciò che viene da pensare prendendo tra le mani Derrumbe (marcos y marcos, 2012), l’ultimo romanzo di Ricardo Menéndez Salmón. Sì, perché ancor prima di addentrarsi nella storia, di palparne l’oscura atmosfera, ciò che si percepisce è una voce autoriale, netta ...continue

    Finalmente, una voce. Questo è ciò che viene da pensare prendendo tra le mani Derrumbe (marcos y marcos, 2012), l’ultimo romanzo di Ricardo Menéndez Salmón. Sì, perché ancor prima di addentrarsi nella storia, di palparne l’oscura atmosfera, ciò che si percepisce è una voce autoriale, netta e forte, che avvolge personaggi e situazioni. Un romanzo che è carne e sangue, in cui la narrazione della violenza non si limita a inondare la trama e gli avvenimenti, ma va a contagiare lessico e sintassi, facendo del linguaggio utilizzato l’involucro perfetto per quella specifica materia narrativa: il male.

    Continua su: http://www.flaneri.com/index.php/flaneri/leggi/derrumbe_di_ricardo_menendez_salmon/

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  • 4

    Capitolo finale (il migliore) di una trilogia sul tema del male - e della paura (insieme a L'offesa e Il correttore). Il male psicologico, interiore, famigliare (il marito terrorizzato dall'abbandono della moglie, il padre da quello della figlia, il ragazzo che rifiuta la società) viene trasfigur ...continue

    Capitolo finale (il migliore) di una trilogia sul tema del male - e della paura (insieme a L'offesa e Il correttore). Il male psicologico, interiore, famigliare (il marito terrorizzato dall'abbandono della moglie, il padre da quello della figlia, il ragazzo che rifiuta la società) viene trasfigurato nel Male romanzesco, stereotipato, di genere (i terroristi, il serial killer).
    Il risultato è tremendo, agghiacciante; la scrittura densa, violenta.
    Non per tutti, ma quei pochi si possono godere un grande libro.

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  • 3

    Imperfetto

    Dispiace dare un giudizio negativo di un autore che si ama ma proprio perchè la stima per questo scrittore è massima, non mi ritrovo in questa accozzaglia disordinata che è Derrumbe, con un inizio esplosivo, la trama che a metà diventa confusionaria, salvo svegliarsi alla fine. Non è questo il Sa ...continue

    Dispiace dare un giudizio negativo di un autore che si ama ma proprio perchè la stima per questo scrittore è massima, non mi ritrovo in questa accozzaglia disordinata che è Derrumbe, con un inizio esplosivo, la trama che a metà diventa confusionaria, salvo svegliarsi alla fine. Non è questo il Salmòn che ho amato, quello De L'offesa, di Gridare e soprattutto de Il correttore.

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  • 0

    Cari lettori,
    lo ammetto, non conoscevo Ricardo Menéndez Salmón. E ne sono rimasta piacevolmente colpita. Presentato come una delle voci più originali e apprezzate del vivace panorama letterario spagnolo, l’autore di Gijón sbarca su Marcos y Marcos con una traduzione di Claudia Tarolo per u ...continue

    Cari lettori,
    lo ammetto, non conoscevo Ricardo Menéndez Salmón. E ne sono rimasta piacevolmente colpita. Presentato come una delle voci più originali e apprezzate del vivace panorama letterario spagnolo, l’autore di Gijón sbarca su Marcos y Marcos con una traduzione di Claudia Tarolo per un titolo dal suono molto accattivante, quasi onomatopeico: Derrumbe, che in italiano ha il significato di precipizio, crollo. Titolo decisamente appropriato per la storia nera raccontata con uno stile assolutamente riconoscibile e particolare, un viaggio nei labirinti della ragione che poco distano dalle tenebre. E l’impressione di stare sospesi sull’orlo del precipizio, dove le percezioni si confondono e basta un nulla, un movimento impercettibile come un respiro per precipitare nel vuoto, non abbandona il lettore neppure dopo l’ultima riga.

    continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/06/recensione-derrumbe-di-ricardo-menendez.html

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  • 0

    non riesco a dare un voto, perchè non so se mi è piaciuto o no.... la storia è divisa in tre parti, due storie che si legano assieme e l'epilogo... ho trovato la definizione: mi ha lasciato scettica....

    said on 

  • 4

    Mostri contemporanei

    "Derrumbe" inizia con un omicidio. Un colpo di pistola in testa e l'immagine dell'assassino che "si portò alla bocca frammenti di ossa e cuoio capelluto e lì in piedi, eretto come un totem oscuro, nella stanza appena illuminata dalla luce di garza dei vecchi lampioni d'epoca, chiunque l'avesse vi ...continue

    "Derrumbe" inizia con un omicidio. Un colpo di pistola in testa e l'immagine dell'assassino che "si portò alla bocca frammenti di ossa e cuoio capelluto e lì in piedi, eretto come un totem oscuro, nella stanza appena illuminata dalla luce di garza dei vecchi lampioni d'epoca, chiunque l'avesse visto assaporare quel pugno di materia confusa avrebbe provato la tentazione di scappare molto lontano e molto in fretta". L'omicida è, in realtà, un killer seriale e visionario. Si chiama Mortenblau (nomen omen!) ed ha l'abitudine di lasciare sul luogo del delitto, come segno distintivo del suo macabro passaggio, una scarpa della precedente vittima. Manila è uno dei poliziotti che lavora al caso ma è anche un marito e un padre premuroso. Il numero delle vittime cresce e l'omicida sembra trovare ogni volta forme sempre diverse per infliggere la sua sofisticata crudeltà. Intanto in città comincia a diffondersi un'altra orribile notizia: qualcuno ha iniziato a mettere degli aghi all'interno dei contenitori del latte...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/men%C3%A9ndez-salm%C3%B3n-ricardo-derrumbe.html

    said on 

  • 5

    Nero sprofondo

    "Il male trova giustificazione nella sua esistenza. Il male non richiede prova ontologica, né riduzione all'assurdo, né fede o profeti. Il male è la sua stessa aspettativa". (R. Menéndez Salmón)

    Nero sprofondo.

    said on