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Deserti luoghi

Lettere (1925-1941)

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 215)

4.4
(34)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 564 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845907228 | Isbn-13: 9788845907227 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Corrado , Serena Vitale

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Descrizione del libro
Sono qui raccolte le lettere scritte da Marina Cvetaeva dal dicembre 1925, anno in cui lasciò la Boemia per la Francia, al 31 agosto 1941, giorno in cui morì suicida a Elaburga, una cittadina della Repubblica Autonoma Tatara dove era sfollata insieme con il figlio (il libro si chiude con le tre brevi lettere che la Cvetaeva lasciò come messaggi d'addio). I capitoli più consistenti di questo "romanzo in lettere" sono quelli indirizzati a Rainer Maria Rilke, a Boris Pasternak, alla amica boema Anna Teskova, a Solomeja Halpern. Le lettere scritte in Unione Sovietica, che assomigliano sempre più a implorazioni d'aiuto, sono anche agghiaccianti testimonianze della vita quotidiana nel periodo staliniano.
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  • 5

    A Rainer Maria Rilke

    […] Il giorno in cui qualcuno ci sognerà insieme – allora ci incontreremo. Rainer, voglio venire da te anche per il mio nuovo io, quello – quella – che può nascere ...continua

    A Rainer Maria Rilke

    […] Il giorno in cui qualcuno ci sognerà insieme – allora ci incontreremo. Rainer, voglio venire da te anche per il mio nuovo io, quello – quella – che può nascere soltanto con te, soltanto in te. E allora Rainer («Rainer» è il Leit-motiv della lettera) – non arrabbiarti con me, sono io che voglio dormire con te – addormentarmi e dormire. Splendida espressione popolare – quanto profonda, quanto autentica, quanto priva di ambiguità, esattamente come ciò che esprime. Semplicemente – dormire. E null'altro. No, ancora: la testa sprofondata nell'incavo della tua spalla sinistra, il braccio intorno a quella destra – e null'altro. No, ancora: e fin dentro il sonno più profondo sapere che sei tu… ---------------------------- Ah… Marina! Tutta Marina, fin dentro il midollo, fino al suo vicolo cieco.

    ... indizi tracce la corda tesa vibra
 per questo slancio 
per quell'altezza
 alla base 
uno sguardo 
verticale.

    ha scritto il 

  • 5

    In tre, da vivi, non sarebbe comunque venuto fuori nulla

    "Non potrei vivere con te non per l'incomprensione: per la comprensione. Soffrire perchè l'altro ha ragione, ragione che al tempo stesso è anche tua; soffrire dell'essere nel giusto - questa ...continua

    "Non potrei vivere con te non per l'incomprensione: per la comprensione. Soffrire perchè l'altro ha ragione, ragione che al tempo stesso è anche tua; soffrire dell'essere nel giusto - questa umiliazione non la sopporterei"

    ha scritto il 

  • 5

    lettera del 18 agosto 1941 (...)Vi prego caldamente, e attraverso Voi prego l'Unione degli Scrittori, di fare tutto il possibile per trovarmi sistemazione e lavoro a Kazan. Con me viaggia mio figlio, ...continua

    lettera del 18 agosto 1941 (...)Vi prego caldamente, e attraverso Voi prego l'Unione degli Scrittori, di fare tutto il possibile per trovarmi sistemazione e lavoro a Kazan. Con me viaggia mio figlio, sedicenne. Spero che potrò essere molto utile come traduttrice di poesie. lettera del 26 agosto 1941 Chiedo di essere assunta come lavapiatti nella mensa del Litfond di prossima apertura. lettera del 31 agosto 1941 Murlyga! Perdonami, ma andare avanti sarebbe stato peggio. Sono molto malata, non sono più io. Ti voglio un bene infinito. Capiscimi: non potevo più vivere. Di' a papà e ad Alja -se li vedrai- che li ho amati fino all'ultimo momento, e spiega loro che ero finita in un vicolo cieco.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando si scorre la nota biografica di uno scrittore, spesso si legge, quasi ormai ritenendolo un cliché o quasi un corollario legato alla figura dell'artista, che esso abbia vissuto una vita in ...continua

    Quando si scorre la nota biografica di uno scrittore, spesso si legge, quasi ormai ritenendolo un cliché o quasi un corollario legato alla figura dell'artista, che esso abbia vissuto una vita in ristrettezze economiche se non in una vera e propria povertà. Però, dopo aver terminato le lettere della Cvetaeva in cui la poetessa si lamenta, si dispera, chiede sussidi ed aiuti finanziari (lei, va ricordato, abituata da bambina a tutti gli agi dell'intelligenzia colta dell'Ancien Regime russo), ci si rende veramente conto di quanto quelle vite furono dure, spesso disperate, e come le loro epifanie artistiche siano state, per riprendere un'immagine leopardiana, ginestre pronte ad affrontare la lava di una triste vita.

    ha scritto il 

  • 3

    "Non amo la vita come tale: la vita per me comincia ad avere senso - cioè ad acquistare significato e peso - solo trasfigurata, e cioè - nell'arte. Se mi prendessero al di là dell'oceano - in ...continua

    "Non amo la vita come tale: la vita per me comincia ad avere senso - cioè ad acquistare significato e peso - solo trasfigurata, e cioè - nell'arte. Se mi prendessero al di là dell'oceano - in paradiso - e m'impedissero di scrivere, io rinuncerei all'oceano e al paradiso. La cosa - in se stessa - non mi serve" (p. 7).

    "Nella vita degli altri voglio essere ciò che non fa male, per questo mento - con tutti, tranne che con me stessa" (p.41).

    ha scritto il 

  • 4

    Deserti luoghi. Lettere ( 1925-1941 )

    Marina Cvetaeva, 1925-1941. Adelphi, "Biblioteca Adelphi", 1989. Traduzione a cura di Serena Vitale. Le lettere di Marina Cvetaeva a R.M.Rilke e l' Elegia sono state tradotte da Sergio Corrado. In ...continua

    Marina Cvetaeva, 1925-1941. Adelphi, "Biblioteca Adelphi", 1989. Traduzione a cura di Serena Vitale. Le lettere di Marina Cvetaeva a R.M.Rilke e l' Elegia sono state tradotte da Sergio Corrado. In copertina: Grunewald, Tentazione di Sant' Antonio ( part. )
    Altare di Isenheim. Museo di Unterlinden, Colmar.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ma il poeta è colui che trasfigura tutto!... No, non tutto -solo ciò che ama. E ama -non tutto. Così, per esempio, il vano affacendarsi di ogni giorno, che io detesto, per me è vita quotidiana. ...continua

    "Ma il poeta è colui che trasfigura tutto!... No, non tutto -solo ciò che ama. E ama -non tutto. Così, per esempio, il vano affacendarsi di ogni giorno, che io detesto, per me è vita quotidiana. Per un altro- poesia. E invece andare a piedi da qualche parte (che adoro!), sotto la pioggia (che adoro!), per me è poesia. Per un altro vita quotidiana. Che di per sè non esiste. Nasce solo con il nostro odio. E dunque: la materialità che odiamo è vita quotidiana. Che è: invisa visibilità."

    il rapporto tra vita e arte nella vita interiore eccessiva di una poetessa non profonda: ALTA; la ricerca della perfezione, della parola unica che unicamente descriva il dire e tutto ciò nella condizione di esule, nell'altrove, nel non qui e nel non ora.
    Un libro estremo, a tratti dolorosamente insostenibile.
    Bellissimo (nel senso di Bellezza).

    ha scritto il