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Deserto d'acqua

Di

Editore: TEA

3.7
(695)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Francese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8878191159 | Isbn-13: 9788878191150 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Torossi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Speravo in un post-apocalittico dove l’aspetto archeologico fosse più centrale, invece questo arriva solo in seguito e solo a contrasto dell’idea di fondo del romanzo, che tuttavia mi è piaciuta, anche se non il mio genere. Sul genere Waterworld (film) e anche un po’ Jurassik Park come ambientazi ...continua

    Speravo in un post-apocalittico dove l’aspetto archeologico fosse più centrale, invece questo arriva solo in seguito e solo a contrasto dell’idea di fondo del romanzo, che tuttavia mi è piaciuta, anche se non il mio genere. Sul genere Waterworld (film) e anche un po’ Jurassik Park come ambientazioni, descritte in modo eccellente, in realtà è un romanzo di forti sensazioni psicologiche, onirico, persino lisergico. L’idea che la legge di Darwin, in un mondo che le nuove condizioni acquatiche rendono nuovamente simile al triassico, funzioni anche x regressione, oltre che x evoluzione e che noi portiamo scritto nel nostro midollo la memoria della vita ancestrale che si manifesta prepotentemente attraverso un sogno pulsante è molto bella. L’impianto narrativo è solido, nonostante alcuni dialoghi e alcune situazioni risultino un po’ datate e il racconto si suddivida in tre tronconi che non sono forse connessi benissimo tra loro. Il contrasto tra l’aspetto biologico e quello archeologico (che nella fattispecie corrisponde ai buoni vs cattivi) non è così ben indagato (e infatti emerge x contrasto, ma alquanto slegato dalla storia), ma penso si possa sostenere in qualche misura che l’ammirazione per il mondo antico (quello sommerso), per le sue bellezze, la sua arte e la sua ricchezza, il tentativo faustiano di Strangman di recuperarli anche sovvertendo le leggi del mondo attuale, sopra la superficie del mare risultano grezzi, innaturali, addirittura bestiali e pertanto violenti (per cui anche la divinizzazione di un eventuale dio Nettuno ne nega la solennità e cade in trivialità orgiastica), mentre al protagonista è destinata la scelta annichilente e troppo umana di abbandonarsi all’involuzione psichica e alla pulsione primordiale, se pur autolesivi.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo del ciclo post-apocalittico di Ballard.
    Nonostante sia un romanzo degli anni 60, riesce ad essere comunque originale letto anche oggi, perché?
    Perché mentre nei romanzi post apocalittici i personaggi principali sono in genere terrorizzati dal nuovo habitat, qui invece provano ...continua

    Secondo del ciclo post-apocalittico di Ballard.
    Nonostante sia un romanzo degli anni 60, riesce ad essere comunque originale letto anche oggi, perché?
    Perché mentre nei romanzi post apocalittici i personaggi principali sono in genere terrorizzati dal nuovo habitat, qui invece provano un amore quasi morboso verso questo.
    In tutti i romanzi post-apocalittici che ho letto è l'antagonista, di solito, ad avere questa caratteristica, a voler sfruttare le nuove condizioni ambientali.
    Invece in "Il mondo sommerso" il ruolo è invertito: l'antagonista, che arriverà più tardi nel romanzo, cerca di rimettere a posto le cose e sono i protagonisti a non volere il mondo di prima.
    Perché? Perché i protagonisti sono talmente affascinati da questo mondo? Perché non vogliono costruire una nuova civiltà, vogliono tornare indietro nella natura.
    La recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2014/12/il-mondo-sommerso-jg-ballard.html

    ha scritto il 

  • 0

    What is considered the aim of RTCA

    What is considered the aim of RTCA Do-160 tests? The leading purpose of that test outis usually determining the actual airborne equipment <a href="http://newportconvertible.com"> Convertible Cars </a>

    ha scritto il 

  • 5

    favoloso, adoro Ballard e mi sono portato il libro in Australia per leggerlo al caldo, in mezzo a zone selvagge, leggerlo per l'ennesima volta...non lasciatevi ingannare dal titolo, holliwood non potrà mai ricreare quallo che è scritto qui, per questo i libri sono sempre meglio

    ha scritto il 

  • 2

    Ballard's debut novel offers a ponentially interesting psychological take on a standard post-apocalyptic setting and hammers it non-stop throughout a boring, badly balanced and pretty racist book.

    Video-review: http://www.youtube.com/watch?v=bN0MINybneU

    ha scritto il 

  • 3

    Lagune e lacune

    Grande l'ambientazione, un mondo lagunare dove è impossibile stare esposti al sole di mezzogiorno, palazzi semisommersi, pipistrelli e rettili; ma Ballard eccede con il suo tipico linguaggio pseudo-scientifico, e stavolta non è convincente col richiamo atavico dell'umanità verso l'acqua. Il villa ...continua

    Grande l'ambientazione, un mondo lagunare dove è impossibile stare esposti al sole di mezzogiorno, palazzi semisommersi, pipistrelli e rettili; ma Ballard eccede con il suo tipico linguaggio pseudo-scientifico, e stavolta non è convincente col richiamo atavico dell'umanità verso l'acqua. Il villain Strangman è letteralmente sbiancato. Una lettura gradevole, ma distante anni luce dalla perfezione de "L'impero del Sole" o dalla lucidità dei suo racconti.

    ha scritto il 

  • 4

    REGREDIRE VERSO LE PALUDI ARCANE

    LETTO IN EBOOK
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    A volte capita di leggere qualche libro che proprio non ci piace e non riusciamo a digerire. Mi capita di rado, un po’ perché leggo poco a caso, un po’ perché riesco quasi sempre a trovare qualcosa di buono in un testo.
    Uno dei libri che, ult ...continua

    LETTO IN EBOOK
    ____________________

    A volte capita di leggere qualche libro che proprio non ci piace e non riusciamo a digerire. Mi capita di rado, un po’ perché leggo poco a caso, un po’ perché riesco quasi sempre a trovare qualcosa di buono in un testo.
    Uno dei libri che, ultimamente, mi è piaciuto meno è stato “La Mostra delle Atrocità” di James Graham Ballard. Diciamo che mi è piaciuto così poco, che, se fossi stato un altro, probabilmente avrei messo una croce sopra a questo autore e non ne avrei letto altro. Ballard però è uno dei “mostri” sacri della fantascienza e non potevo liquidarlo così. Ho dunque letto “Deserto d’Acqua”, anche noto come “Il Mondo Sommerso” (“The Drowned World”) (del 1962). Per fortuna, a differenza de “La Mostra delle Atrocità”, “Deserto d’Acqua” è un vero romanzo. Vera fantascienza. Inoltre è scritto piuttosto bene. Quando ci si aspetta poco da un libro, è il momento, almeno per me, di apprezzarlo di più. Sarà forse per questo che, per quasi metà del romanzo, sono stato quasi tentato di considerarlo una delle mie migliori letture degli ultimi mesi, poi, però, ho percepito una certa pesantezza narrativa, poca cosa, ma sufficiente a farmelo lasciare tra i buoni libri di fantascienza, ma non a farlo assurgere nell’Olimpo dei miei Cult personali. A rendermelo gradito c’è sicuramente l’ambientazione post-apocalittica che continua ad affascinarmi, anche se ormai se ne sono viste innumerevoli versioni. Qui siamo dalle parti del – successivo (1995) - film “Waterworld” di Kevin Reynolds, con Kevin Costner: la terra è stata sommersa dalle acque, in una sorta di nuovo Diluvio Universale, ma l’ambiente è, in realtà diverso: in “Waterworld” c’era solo l’Oceano. Qui ci sono soprattutto paludi. Ad arricchire la trama c’è un altro elemento che amo: il sogno. I sopravvissuti in questo mondo che si sta surriscaldando e tornando alle origini hanno degli incubi lovecraftiani con i quali regrediscono a tempi arcani in cui la vita emergeva dalle paludi.
    Quello che forse ho gradito meno è, invece, l’arrivo dei “pirati” che prosciugano la laguna, facendo riemergere una Londra ormai perduta negli abissi marini. Tutto sommato, avrei preferito seguire le vicende della coppia rimasta da sola dopo la partenza del laboratorio per cui lavoravano, ad affrontare i propri incubi, il clima ostile e la natura regredita. Sì, forse, la mia attenzione ha cominciato a calare a quel punto. Uno sviluppo verso la follia o verso l’abbrutimento dei protagonisti mi avrebbe intrigato maggiormente.

    ha scritto il 

  • 0

    Una catastrofe naturale fa sì che il mondo reale si trasformi in un paesaggio onirico, causando il regresso mentale dei protagonisti. Recensione completa qui: http://goo.gl/VrSBF

    ha scritto il 

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