Desperation, Nevada

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Publisher: Aschehoug

3.6
(2407)

Language: Norsk | Number of Pages: 502 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Spanish , Italian , German , Polish , Dutch , Portuguese , Czech , Swedish , Danish , Russian

Isbn-10: 8259802422 | Isbn-13: 9788259802422 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Steinar Moe

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    recensione a cura di lunaticamente.com

    link: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/237-desperation-di-stephen-king.html

    Il mio rapporto con King è controverso, ha uno stile di scrittura ormai assodato e l'impronta del suo ...continue

    link: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/237-desperation-di-stephen-king.html

    Il mio rapporto con King è controverso, ha uno stile di scrittura ormai assodato e l'impronta del suo stile è più o meno sempre quello: conosciamo i personaggi in un'ambientazione quasi di serenità, tanti personaggi locati in parti differenti dello stato e che lentamente convergono in uno stesso punto per affrontare il male.
    Ho sempre amato la descrizione dei personaggi anche se in alcuni libri (Tommyknocker - Cose Preziose) proprio questa sua particolare caratteristica di entrare tanto nei dettagli non mi ha permesso di proseguire con la lettura.
    In Desperation... TAK! Ero curiosa. Curiosa per l'incipit che non presagiva nulla di buono.
    Il poliziotto che ferma una coppia di piccioncini in mezzo al deserto e scopre una bustina di droga, li porta alla centrale ma nel tragitto annuncia loro i diritti - vi ucciderò - e sarà proprio con loro che conosceremo la piccola cittadina di Desperation.
    Ma è solo l'inizio di questo brutale viaggio dove incontreremo anche uno scrittore quasi fallito, una famiglia spezzata dal poliziotto - TAK! - e gli animali che obbediscono a questa oscura forza uscita dai meandri del China Pit.
    Mi ricordo quando la Signora del Ceppo in Twin Peaks diceva "I gufi non sono quello che sembrano" e la stessa cosa l'ho provata a Desperation: "I coyote, i serpenti e gli scorpioni non sono quello che sembrano." TAK!
    E' un vortice di terrore e violenza da cui volevo uscire al più presto ma allo stesso tempo ero talmente affascinata che avrei voluto scoprire sempre di più...
    E quello che mi ha sorpreso - a parte gli alieni che nei libri di King si trovano spessissimo - è stato il tema religioso. Il rapporto di un bambino con Dio in contrapposizione con la poca fede degli adulti che sono però disposti a credere ad un bambino di otto anni, permettendogli di guidarli in quel turbine di sabbia, sangue e violenza. Mi ha ricordato Shining, Stand by me... L'adolescenza/infazia vista come un periodo magico in cui tutto può accadere.
    DIO E' CRUDELE. Eccome se lo è, ma ama il libero arbitrio. Ti mostra la via ma sei tu a scegliere cosa fare... TAK!
    Il finale... Meh. Nulla di trascendentale e forse un po' scontato.
    Avrei preferito una fine diversa ma si sa che King non è solito ad accontentare il lettore, bensì a spiazzarlo soprattutto quando le cose sembrano banali e scontate!
    Lo congilio a chi ha voglia di farsi un viaggetto diverso e poco rilassante... TAK!

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  • 3

    Lunga e diritta correva la strada…

    La Highway 50 nel tratto che attraversa il deserto del Nevada è chiamata “la strada più desolata d’America”. Proprio lì, su quella strada, in una torrida estate stanno transitando i Jackson (una coppi ...continue

    La Highway 50 nel tratto che attraversa il deserto del Nevada è chiamata “la strada più desolata d’America”. Proprio lì, su quella strada, in una torrida estate stanno transitando i Jackson (una coppia diretta a New York in macchina), i Carver (una famigliola per una vacanza in camper al Lago Tahoe) e Johnny Marinville (in sella a una scintillante Harley-Davidson, diretto… oltre la prossima collina). I malcapitati vengono fermati, con i pretesti più disparati, da Collie Entregian (un poliziotto di taglia XXXL, che fa il bello e soprattutto il cattivo tempo da quelle parti) e sbattuti in cella nella prigione di Desperation, una poco ridente cittadina su cui incombe l’ombra sinistra della miniera China Pit. Entregian, però, è solo una piccola parte della diabolica presenza che ha contagiato Desperation come un virus: l’entità che domina è terrificante, forse invincibile…
    Quello che il Re ci racconta è lo scatenarsi di una vera e propria guerra tra le forze del bene e quelle del male, e lo fa da par suo: fin dalle prime pagine si avverte una tensione che, con il procedere degli eventi, si fa spasmodica, fino a sfociare nell’horror vero e proprio, una tensione che tiene incollati alle pagine con la smania di sapere, di vedere, di capire. Anche i protagonisti sono ben caratterizzati, soprattutto il piccolo David Carver (King è sempre bravo a raccontare l’adolescenza e gli adolescenti).
    Ma a circa tre quarti del libro ecco che il ritmo cala, la trama si affloscia, si sbiadisce: lungaggini e risvolti troppo inverosimili, fanno perdere mordente alla storia; anche il finale è precipitoso, affrettato, tirato via (come del resto accade spesso nei libri di King).
    Tirando le somme, non il miglior King, ma si lascia leggere volentieri: tre stelle.
    E la Route 50? Eccola:
    http://youtu.be/iIm0DKUcqCc

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  • 4

    Accidenti! Che bomba!! Un horror con i controfiocchi.
    Cercate paura, suspance, brivido e avventura? Siete nel posto giusto: Benvenuti a Desperation!
    Qui colgo lo Stephen King degli anni d'oro, gli ann ...continue

    Accidenti! Che bomba!! Un horror con i controfiocchi.
    Cercate paura, suspance, brivido e avventura? Siete nel posto giusto: Benvenuti a Desperation!
    Qui colgo lo Stephen King degli anni d'oro, gli anni in cui tutto ciò che scriveva si trasformava in un incubo dal quale non puoi scappare, solo girare pagina.

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  • 3

    STILE COLLAUDATO

    King è un maestro di tecnica di scrittura e questo libro ne è un esempio. Non certo il suo miglior romanzo, ma un'opera robusta, ben scritta. L'autore si prende tutte le pagine necessarie (e qualcuna ...continue

    King è un maestro di tecnica di scrittura e questo libro ne è un esempio. Non certo il suo miglior romanzo, ma un'opera robusta, ben scritta. L'autore si prende tutte le pagine necessarie (e qualcuna in più...) per costruire i personaggi, sicuramente la cosa migliore del libro. La storia non è particolarmente originale e avvincente ma fa il suo dovere. Dove il libro manca un po' è nell'antagonista, soprattutto nel finale (mentre il suo ingresso nella trama è inquietante e spaventoso). In ogni caso, King non mi annoia mai, non si può dire di molti altri scrittori.

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  • 3

    un po insipido...

    Un romanzo leggermente sotto tono rispetto agli standard dell'autore, che parte forte, è di grande impatto ed è terrificante nel suo incedere lento e inquietante, ma che verso metà della trama si tras ...continue

    Un romanzo leggermente sotto tono rispetto agli standard dell'autore, che parte forte, è di grande impatto ed è terrificante nel suo incedere lento e inquietante, ma che verso metà della trama si trasforma in un qualcosa di forse troppo forzato e soprannaturale, con un mordente lievemente insipido..

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  • 3

    Sicuramente non il più bel Stephen King che abbia letto, anzi, in alcuni passaggi l'ho trovato quasi spiacevole, orrido per il gusto dell'orrido (ma mai abbastanza da farsi chiudere e rimettere sullo ...continue

    Sicuramente non il più bel Stephen King che abbia letto, anzi, in alcuni passaggi l'ho trovato quasi spiacevole, orrido per il gusto dell'orrido (ma mai abbastanza da farsi chiudere e rimettere sullo scaffale); eppure l'idea di Dio che ne emerge, un Dio crudele che torna a riscuotere favori che ti ha messo lui nella posizione di chiedere, un Dio che ti toglie tutto per poi ricordarti che Egli è amore (che beffa!) e insieme un Dio dei peggiori incubi (ti immagini se l'abitante in cima alla Torre fosse un emerito stronzo? - chi ha letto quell'altra immensa opera si ricorderà le parole di Eddie), ecco, questa idea affascinante e quasi commovente mi impedisce di esprimere un giudizio negativo...quasi quasi mi obbliga ad apprezzarlo pure, questo romanzo dell'orrore spirituale...

    ...e poi c'è la copertina di Mark Ryden!

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  • 1

    Devo essere sincera, è passato un po' da quando ho letto questo libro e il suo "gemello" (I vendicatori), ma ricordo benissimo la fatica che ho fatto per terminarli. Sono, al momento, i due più brutti ...continue

    Devo essere sincera, è passato un po' da quando ho letto questo libro e il suo "gemello" (I vendicatori), ma ricordo benissimo la fatica che ho fatto per terminarli. Sono, al momento, i due più brutti che King abbia scritto. Faccio quasi fatica a credere che li abbia veramente "partoriti" il Re. Detto questo girerò lo stesso pensiero per l'altro libro, non meritano nemmeno che mi sprechi a pensare qualcosa di diverso.

    said on 

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