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Desperation

Por

Editor: Círculo de Leitores

3.6
(2300)

Language:Português | Number of Páginas: 681 | Format: Hardcover | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , French , Spanish , Italian , German , Polish , Dutch , Norwegian , Czech , Swedish , Danish , Russian

Isbn-10: 9724227782 | Isbn-13: 9789724227788 | Data de publicação: 

Translator: Lídia Geer

Também disponível como: Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • 3

    Collie Entragian è un poliziotto che fa il bello e il cattivo tempo a Desperation, piccola cittadina del Nevada. A volte andando ben oltre la legge, come Peter e Mary Jackson hanno modo di scoprire: i ...continuar

    Collie Entragian è un poliziotto che fa il bello e il cattivo tempo a Desperation, piccola cittadina del Nevada. A volte andando ben oltre la legge, come Peter e Mary Jackson hanno modo di scoprire: il poliziotto infatti li “incastra” grazie a della droga non loro e li porta in centrale. Qui i due trovano altri malcapitati nelle celle e scoprono man mano che qualcosa non va.

    In queste poche righe si può riassumere la prima parte del romanzo, che descritto così sembrerebbe assai poco interessante. Invece Stephen King si reinventa ancora una volta e riesce a dar vita a un romanzo (due, se mettiamo “I vendicatori”, libro uscito in contemporanea) molto psichedelico e che attrae il lettore.

    Entragian è un cattivo esagerato nella sua attitudine, e per questo a tratti “finto”. Finzione che non è casuale, come si scopre con il passare delle pagine, quando la connessione tra la miniera presente a Desperation ed Entragian stesso si fa più visibile. Il centro di tutto, particolare che si scopre molto in là nella lettura, è appunto la miniera, e uno spirito malvagio uscito da essa, che trae forza dai corpi che occupa, come quello di Entragian (il quale dura più tempo prima di disfarsi perché più grosso delle altre persone della cittadina). Per fortuna di Peter, Mary, lo scrittore Johnny Marinville e altri, in paese è presente anche il bambino David Carver, che riesce a comunicare con Dio e dà loro un aiuto al momento della lotta, altrimenti impari, con Tak, lo spirito malvagio della miniera.
    Ci sono similitudini tra questo romanzo e “I vendicatori”, non a caso usciti praticamente insieme, a partire dalla copertina: mettendo i due libri di fianco, si scopre che i disegni dei due libri sono in realtà due metà della stessa opera.

    dito em 

  • 2

    Quando lessi I Vendicatori non mi piacque molto pur apprezzandone alcuni parti. In questo libro gemello succede più o meno la solita cosa: una volta terminata la spinta iniziale, l’interesse sciama ed ...continuar

    Quando lessi I Vendicatori non mi piacque molto pur apprezzandone alcuni parti. In questo libro gemello succede più o meno la solita cosa: una volta terminata la spinta iniziale, l’interesse sciama ed il libro inizia a divenire lento e per la maggior parte statico. Non brutto, no, neanche questo è brutto, ma non è sufficiente ritrovare la figura malvagia di Tak per potersi godere una storia dove il fantastico ha il sopravvento. Ed io non sono il tipo che ama questo genere di horror: preferisco qualcosa di più crudo ma realistico. Non metto in discussione invece il piacere nel leggere le ottime descrizioni (oggettive e personali) che King adora inserire nei suoi romanzi. E purtroppo è passato anche molto tempo dalla lettura de I Vendicatori (circa due anni) per poter anche assaporare i collegamenti e le vicissitudini comuni che legano i romanzi. Un’idea letteraria comunque interessante che riscrive il sistema di fare un sequel. Comunque orrore e cattiveria ok, ma se letto in troppe settimane passano (ed è giusto così) in secondo piano.

    dito em 

  • 4

    Un tranquillo paese di minatori

    Un altro libro del Re dell’orrore, il grande Stephen King.
    Secondo un mio parere è uno dei migliori romanzi di questo autore.
    Il tutto è ambientato in Nevada, in una grandissima distesa di sabbia, qui ...continuar

    Un altro libro del Re dell’orrore, il grande Stephen King.
    Secondo un mio parere è uno dei migliori romanzi di questo autore.
    Il tutto è ambientato in Nevada, in una grandissima distesa di sabbia, qui delle persone sono in viaggio verso la cittadina Desperation.
    Si tratta di un piccolo paesino di minatori con un “segreto” che ora è stato rivelato.
    Le “protagoniste principali”, se così si può dire, della storia sono la disperazione e la forte tematica religiosa.
    I personaggi veri e propri sono stati descritti con molta accuratezza.
    Il racconto viene narrato con molta calma, infatti, si viene letteralmente trasportati nel fulcro della storia, ci si rilassa con la descrizione di una situazione apparentemente normale e poi all’improvviso parte con un ritmo angosciante e carico di violenza.

    La vicenda racconta di una coppia di sposi che sono in viaggio in auto e si ritrovano ad essere fermati per un controllo da un agente della polizia e successivamente vengono portati via.
    Da questo momento in poi sembra di essere seduti in auto accanto a loro e di vivere gli stessi momenti di angoscia e le loro stesse paure.
    Successivamente conosceremo altri personaggi ed un bambino, David, il quale riesce a comunicare con Dio.
    Un tema importante la comunicazione tra uomo e Dio, proprio perché quello che succederà nel libro è la prova a cui il Supremo sottopone gli uomini.

    È un libro molto gradevole ed alcune pagine mi hanno veramente riempito di ansia e paura.
    I personaggi cattivi hanno un’importanza marginale rispetto a quelli buoni descritti dall’autore.
    Unica pecca è il finale che è stato un po’ arrangiato, sembra quasi che King non volesse mai far finire la storia.

    Che aggiungere, leggetelo!

    dito em 

  • 2

    Tak!

    E fortuna che avevo visto anche il film.
    E' un pochino sopra Rose Madder (almeno questo è l'ordine in cui leggo questa triste sfilza di carta stampata), ma alla fine mi rendo conto perfettamente che l ...continuar

    E fortuna che avevo visto anche il film.
    E' un pochino sopra Rose Madder (almeno questo è l'ordine in cui leggo questa triste sfilza di carta stampata), ma alla fine mi rendo conto perfettamente che lo "sfondo" culturale del Re Idiota determina le trame dei suoi romanzi.
    Né più né meno Desperation è un IT o L'Ombra dello Scorpione o Salem's Lot (o tanti altri credo). La sua fama di Re Idiota gli permette di perdere 200 pagine con l'immagine del Vero Maligno sotto forma di poliziotto, pazzo come un cavallo furioso che compie azioni da bambino crudele nel corpo di un adulto (altro stereotipo presente in Shining).
    E in questo teatrino operano i soliti eroi, per combattere il male - in questo caso è un buco dentro una grotta, ma potrebbe essere un disco pieno di alieni nazisti-comunisti ché tanto sarebbe lo stesso - ovviamente il solito gruppo di disperati presi dai vari strati della gente comune, oppure dei caduti in disgrazia, non manca naturalmente la componente fortemente cristiana, del prete e del suo Dio.
    Alla fine com'è solito nei romanzi del re idiota, a combattere il Male che opera attraverso i suoi strumenti (e pertanto è a tutti gli effetti, fino all'epilogo, invincibile) si arriva al classico finaletto in cui il Male implora di non essere "distrutto" - ma non può essere distrutto e risorge o rimane dormiente.
    Ormai c'è una matrice comune, può chiamarsi Desperation ma può anche essere "La casa del buio" (romanzo che ho letto quasi dieci anni fa ormai) - con la differenza che quest'ultimo l'ho sopportato perché era il primo libro di King che avessi letto.
    King è troppo commerciale, è passato dall'altra parte: vende così tanto che ormai può farsi pubblicare anche le storie del mostro-lampada, ché non fa più differenza.

    dito em 

  • 1

    Uno dei peggiori King, parte bene e poi il nulla. Il problema del Re è sempre stato quello di pubblicare qualunque cosa: e per una penna dalla scrittura controllata ma anche molto poco "viva" come la ...continuar

    Uno dei peggiori King, parte bene e poi il nulla. Il problema del Re è sempre stato quello di pubblicare qualunque cosa: e per una penna dalla scrittura controllata ma anche molto poco "viva" come la sua è un peccato mortale. Ciò non toglie che abbia fatto cose meritevoli: la saga della Torre nera, IT, La zona morta, L'ombra dello scorpione, un certo numero di racconti e qualche altro romanzo sono letture piacevoli, se non addirittura qualcosa in più.

    dito em 

  • 2

    Il peggior King splatter e truculento

    Sulla Hwy 50 del Nevada, "the loneliest highway in America", un gigantesco poliziotto arresta alcuni viaggiatori e li porta in prigione nella desolata cittadina mineraria di Desperation. Comincia così ...continuar

    Sulla Hwy 50 del Nevada, "the loneliest highway in America", un gigantesco poliziotto arresta alcuni viaggiatori e li porta in prigione nella desolata cittadina mineraria di Desperation. Comincia così il loro incubo, perché uno spaventoso demone, sepolto da secoli in una miniera abbandonata, si è risvegliato. Capace di parlare agli animali del deserto e di insinuarsi nel corpo e nella mente degli umani, imperversa nella cittadina, massacrandone tutti gli abitanti. Ancora una storia sulla lotta del Bene contro il Male, sul gruppo di eroici Buoni che uniti combattono x la giusta causa fino al sacrificio estremo, guidati da un Bambino Speciale tramite salvifico. Un tema un po' troppo sfruttato da King, e un prevedibile finale, con gli stessi personaggi de "I vendicatori", ma con caratterizzazioni e sorte diversa, come se questo romanzo ne fosse la versione riveduta per un pubblico più adulto. Sangue a secchiate e morti da perdere il conto stile "spaghetti western", completo di duello tra Bambino più Dio e Poliziotto più Demone. Con replica del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Descrizioni davvero splatter x un romanzo truculento e kitsch, fra i peggiori di King. Anche impreciso dal punto di vista logistico, a differenza delle consuete e stupende descrizioni del Maine rurale. La classe del grande scrittore rende leggibile questo racconto. Riedito nel 2012 con "I vendicatori" nel volume "La forza del male".

    dito em 

  • 4

    Il libro più inquietante mai scritto da King. Seriamente, soprattutto i primi capitoli fanno venire i brividi e ti mettono talmente tanta ansia che continuare a leggere è difficile.
    Un libro stranissi ...continuar

    Il libro più inquietante mai scritto da King. Seriamente, soprattutto i primi capitoli fanno venire i brividi e ti mettono talmente tanta ansia che continuare a leggere è difficile.
    Un libro stranissimo e particolare, ma allo stesso tempo bello!

    dito em 

  • 4

    Stephen King ya había tocado temas religiosos y más exactamente el "tema" de Dios, si es que puede llamarse así, en otras obras. "Apocalipsis" es su trabajo más emblemático referente a la fe, a Dios y ...continuar

    Stephen King ya había tocado temas religiosos y más exactamente el "tema" de Dios, si es que puede llamarse así, en otras obras. "Apocalipsis" es su trabajo más emblemático referente a la fe, a Dios y a Sus designios, pero también tenemos otros como "La milla verde", que exploran el mismo tema, aunque con enfoques ligeramente diferentes. Cuando Stephen King habla de Dios siempre lo hace desde la perspectiva del deber en contraposición con el libre albedrío, aceptando ambos pero dándoles diferentes connotaciones; sinceramente me gustan sus interpretaciones de las escrituras y sobre todo la manera en la que presenta la fe, como una decisión mas no como el equivalente de una vida sin tacha y por ende imposible que se predica como el ideal de un buen creyente.

    Así pues, algunas personas podrían encontrar cínica esta aproximación a la fe y si han leído las obras anteriormente mencionadas con desagrado, les recomiendo que no lean "Desesperación", pues más allá de la trama central, llena de acción y entes malignos, la especialidad de King, hay nuevamente un intento del autor por redefinir la fe, entenderla y vivirla. Por el contrario, recomiendo este libro para las personas que quieren saber qué piensa el autor de Dios, pues si gustan de éste libro podrán comprender y disfrutar otros ya mencionados.

    Dejando a un lado el tema de la religión, la historia es bastante interesante en sí y comienza de manera dinámica, involucrándonos desde la primera página en el misterio del pueblo de "Desesperación" a través de la narración de varios personajes, todos estos únicos como sólo King puede crearlos. Hay acción, hay suspenso, hay sacrificios al fondo de esta reflexión teológica y por ende, lo hacen un libro difícil de abandonar. La prosa como siempre no decepciona, pues es rica en detalles y consigue transmitir vívidas imágenes al lector, aunque podría resultar un poco cansado ver los acontecimientos desde diversos puntos de vista. Sin embargo, éste es otro recurso narrativo muy característico del autor, por lo que los que ya hayan leído varios de sus libros ni se inmutarán.

    Un buen viaje, una buena reflexión para los que quieran irse por allí o bien sólo un libro interesante con el que pasar el rato; de cualquier modo no decepciona. King casi nunca lo hace.

    dito em 

  • 4

    Una delle storie più avvincenti mai scirtte da Stephen King: è senz'altro il plot narrativo il grosso punto di forza di questo romanzo. La vicenda, che può sembrare a prima vista un qualcosa di non p ...continuar

    Una delle storie più avvincenti mai scirtte da Stephen King: è senz'altro il plot narrativo il grosso punto di forza di questo romanzo. La vicenda, che può sembrare a prima vista un qualcosa di non propriamente originale, è in realtà un mix personalissimo di tutti gli elementi e i temi cari a questo scrittore, e offre una solidissima ragion d'essere al romanzo. Avvincente, ricca di sorprese, ben pensata e altrettanto efficacemente sciorinata, mantenendo un certo effetto novità attraverso la non proposizione in maniera diretta e immediata di tutti gli elementi del racconto. Al contrario, la vicenda si svela pian piano, fino al suo epilogo, senza chiarirsi del tutto se non nel finale; e la stessa cosa vale per la caratterizzazione dei personaggi. L'latro grosso punto di forza del romanzo è infatti rappresentato dal "cattivo" della storia, che è davvero una delle figure meglio riuscite di tutta la produzione di King, eppure perfino di esso si coglie la vera indole e l'interezza del personaggio solo alla fine del libro. non solo, perfino gli stessi personaggi positivi del romanzo sono messi nel corso della storia di fronte a una serie di scelte affatto scontate che ne definiscono volta per volta, non senza sorprese e colpi di scena, le peculiarità caratteriali. In definitiva, in questo melgio che in molti altri libri questo autore riesce a stupire e a coinvolger eil lettore fino alla fine, evitando le banalità e utilizzando nella maniera migliore suspance ed effetto sorpresa.

    dito em 

  • 5

    In these silences Something may rise...

    Sicuramente uno dei romanzi del Re più terrorizzanti, crudi e sanguinolenti e certamente uno tra i 4-5 'cattivi kinghiani' più spietati e inarrestabili di sempre!

    Nella città di Desperation, dove le u ...continuar

    Sicuramente uno dei romanzi del Re più terrorizzanti, crudi e sanguinolenti e certamente uno tra i 4-5 'cattivi kinghiani' più spietati e inarrestabili di sempre!

    Nella città di Desperation, dove le uniche attività di rilievo vengono dalla presenza di una vecchia miniera, qualcosa non va per il verso giusto: un enorme poliziotto, alto due metri e pesante più di un quintale, non sembra avere tutte le rotelle perfettamente al loro posto... ma questa è solo la punta dell'iceberg... nelle profondità e nei silenzi di Desperation qualcosa di molto più grande e spaventoso sta crescendo e un minuto gruppo di malcapitati dovrà affrontarlo per aver salva la vita...

    Un grande romanzo kinghiano che fa ritornare ai tempi nei quali King 'dotava' le sue creature della maggiore cattiveria e di una cospicua dose di 'gore and... more gore', che negli ultimi suoi lavori manca un po'...

    Ho letto questa edizione in inglese dopo aver letto la traduzione italiana del buon Tullio Dobner che, in questo caso, bisogna ammetterlo, ha fatto un più che degno lavoro: l'unica piccola differenza è forse una maggiore cupezza e 'sanguinolenza' (?) dell'atmosfera dell'edizione inglese rispetto a quella italiana, particolare che cmq passa in secondo piano di fronte alla bellezza di questo romanzo.

    Consigliato a tutti, sia in italiano che in inglese!

    dito em 

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