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Destra e Sinistra

Ragioni e significati di una distinzione politica

Di

Editore: Donzelli

3.9
(595)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879890654 | Isbn-13: 9788879890656 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Philosophy , Political , Social Science

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Descrizione del libro
"Dunque, destra e sinistra esistono ancora? E se esistono ancora e tengono il campo, come si può sostenere che hanno perduto il loro significato? E se un significato ancora lo hanno, questo significato qual è?". Bobbio affronta la questione a partire dal suo più profondo nucleo teorico. Il rigore della trattazione dà conto, secondo il classico procedimento dell'autore, delle ragioni di entrambi i campi: "non mi domando chi ha ragione e chi ha torto, perché non credo sia di qualche utilità confondere il giudizio storico con le mie opinioni personali. Anche se non faccio mistero, alla fine, di quale sia la mia parte". Pubblicato per la prima volta nel 1994, il libro è diventato ormai un punto obbligato della discussione sulla politica contemporanea.
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  • 4

    Non si tratta di un'analisi approfondita, ma questo libretto ha l'enorme pregio del far porre qualche domanda, sempre che ci si voglia porre delle domande.
    E' ancora attuale? Direi che oggi lo è più c ...continua

    Non si tratta di un'analisi approfondita, ma questo libretto ha l'enorme pregio del far porre qualche domanda, sempre che ci si voglia porre delle domande.
    E' ancora attuale? Direi che oggi lo è più che mai, considerando soprattutto l'impossibilità per molti di trovare un qualche punto di riferimento politico (specie, e forse solamente, a sinistra).

    ha scritto il 

  • 4

    Destra: coltello, e sinistra... forchetta. L'importante è mangiare!

    Bobbio in generale non rappresenta il mio pensiero su alcune questioni, da quanto ne so. Ma in questo libro se non altro va apprezzato, mi pare, per la sua chiarezza e onestà intellettuale. Di più non ...continua

    Bobbio in generale non rappresenta il mio pensiero su alcune questioni, da quanto ne so. Ma in questo libro se non altro va apprezzato, mi pare, per la sua chiarezza e onestà intellettuale. Di più non so dire poiché non sono molto esperto.

    Ah: il titolo del mio commento è solo una battuta, non c'entra nulla con il libro :)

    ha scritto il 

  • 4

    “Destra e Sinistra”, di Norberto Bobbio, editrice Donzelli, ISBN: 978-88-6843-039-9.

    Si tratta della re-edizione pubblicata in occasione del ventennale della prima uscita del saggio, apparso, appunto, ...continua

    “Destra e Sinistra”, di Norberto Bobbio, editrice Donzelli, ISBN: 978-88-6843-039-9.

    Si tratta della re-edizione pubblicata in occasione del ventennale della prima uscita del saggio, apparso, appunto, per la prima volta nel 1994 (e ripubblicato con varie aggiunte già nel 1999 e nel 2004, visto il grande successo avuto presso il pubblico).

    Le riflessioni del filosofo torinese uscirono in prossimità delle elezioni politiche, le prime tenute secondo quanto previsto dal “Mattarellum” che modificava il sistema puramente proporzionale introducendo il maggioritario. Com’è noto, le elezioni segnarono la discesa in campo e l’affermazione di Silvio Berlusconi e della sua nuova creatura politica, il movimento/partito di Forza Italia, che vinse le elezioni.

    In questo contesto storico e politico di grande trasformazione dove, dentro e fuori dal nostro Paese, ci si confrontava con gli effetti della caduta della “Cortina di ferro” e con il collasso dell’”Arci-nemico” dell’Occidente, l’Unione Sovietica e dei principali regimi comunisti a essa alleati, l’Autore risponde alle obiezioni di chi ritiene superata la storica contrapposizione fra destra e sinistra. Questi sono anni che vedono una grande trasformazione dei partiti ex-comunisti che, salvo piccole frange estreme, danno l’impressione di voler convergere sempre di più verso il “Centro”, nel tentativo di adeguarsi al clima apparentemente vittorioso di un sistema capitalistico che sembra destinato a rimanere l’unico arbitro della situazione sociale. Sono gli anni in cui appaiono opere di saggistica di grande successo che tendono a negare la ragione per mantenere un focus sulle differenze fra ”Destra – Sinistra”; ad esempio, nel 1992 è pubblicata “La fine della Storia” di Francis Fukuyama, (all’interno del saggio è contenuto un commento di Bobbio riguardo a questa pubblicazione); mentre nel 1996 uscirà una delle opere più rappresentative del nuovo ciclo interpretativo della storia: “Lo Scontro delle Civiltà” di Samuel P. Huntington che sminuirà l’importanza dell’economia e delle ideologie come cause dei conflitti futuri e che, invece, enfatizzerà più le ragioni di differenza culturale lungo quelle aree geografiche che egli chiama “linee di faglia”.

    Bobbio non nega il cambiamento dei tempi, ma ritiene che la differenza fra destra e sinistra continuerà ad avere senso e a essere presa come riferimento in politica. Egli spiega le sue motivazioni cercando nel frattempo di definire oggettivamente le ragioni della distinzione che contrappongono i due termini della diade. Secondo la sua opinione, detta distinzione va ricercata soprattutto sul diverso significato e sull’importanza che, i soggetti proclamatisi di una o dell’altra fazione, danno ai termini “Libertà” e, soprattutto “Eguaglianza”.

    Come il solito, la dissertazione si svolge in tono rigoroso, pacato e, se vogliamo, anche un po’ pedante, cioè secondo lo stile tipico del filosofo, sempre estremamente preciso, mai aggressivo né, tantomeno esaltato.

    Veramente una buona lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto nella primavera di vent’anni fa, mi incuriosiva verificare cosa si sia sedimentato (poco) e quanto sia stato dilavato (tanto) nel ventennio che si apriva proprio mentre Bobbio compilava queste r ...continua

    Letto nella primavera di vent’anni fa, mi incuriosiva verificare cosa si sia sedimentato (poco) e quanto sia stato dilavato (tanto) nel ventennio che si apriva proprio mentre Bobbio compilava queste ragioni di una distinzione politica (si era alla vigilia dello scontro elettorale fra Achille Occhetto e il primo Berlusconi).

    Tradizione è un connotato di destra, emancipazione di sinistra: si tratta di “idee ispiratrici”, “atteggiamenti di fondo”, parti dell’anima di chi si professa di destra o di sinistra.
    “L’egualitario parte dalla convinzione che la maggior parte delle disuguaglianze che lo indignano e vorrebbe far sparire, sono sociali e, in quanto tali, eliminabili; l’inegualitario, invece, parte dalla convinzione opposta, che siano naturali e, in quanto tali, ineliminabili”. Per Bobbio, questa divaricazione rimanda all’antitesi radicale fra il pensiero di Rousseau e quello di Nietzsche: secondo il primo, gli uomini nascono uguali e la società li rende diversi; per il secondo, gli uomini nascono diversi e la società li rende gregge.
    “Il criterio della libertà”, invece, per Bobbio, “serve a distinguere l’universo politico non tanto rispetto ai fini quanto rispetto al metodo da impiegare per raggiungere i fini”. Il metodo democratico o il ricorso alla violenza.

    Non ricordavo la conclusiva, intensa testimonianza personale del filosofo torinese: “La ragione fondamentale per cui in alcune epoche della mia vita ho avuto qualche interesse per la politica, o, con altre parole ho sentito, se non il dovere, parola troppo ambiziosa, l’esigenza di occuparmi di politica e qualche volta, se pure più raramente, di svolgere attività politica, è sempre stato il disagio di fronte allo spettacolo delle enormi diseguaglianze, tanto sproporzionate quanto ingiustificate, tra ricchi e poveri, tra chi sta in alto e chi sta in basso nella scala sociale, tra chi possiede potere, vale a dire capacità di determinare il comportamento altrui, sia nella sfera economica sia in quella politica e ideologica, e chi non lo ha”.
    Ricorda quando da bambino durante le vacanze giocava con i figli dei contadini: “c’era un perfetto affiatamento, e le differenze di classe erano assolutamente irrilevanti, ma non poteva sfuggirci il contrasto tra le nostre case e le loro, i nostri cibi e i loro, i nostri vestiti e i loro (d’estate andavano scalzi). Ogni anno, tornando in vacanza, apprendevamo che uno dei nostri compagni di giochi era morto durante l’inverno di tubercolosi. Non ricordo, invece, una sola morte per malattia tra i miei compagni di scuola di città”.

    ha scritto il 

  • 3

    di interesse storico

    Oltre all'analoga ma ficcante analisi e commento del sempre ottimo Gaberscik al quale rinvio, rimangono forse solo due ulteriori considerazioni al famoso libello,

    la prima che i concetti qui contenut ...continua

    Oltre all'analoga ma ficcante analisi e commento del sempre ottimo Gaberscik al quale rinvio, rimangono forse solo due ulteriori considerazioni al famoso libello,

    la prima che i concetti qui contenuti non spiegano molto né dei successivi 20 anni (e chi ci ha creduto ha quasi sempre perso seggi, soldi e senno) tantomeno dei precedenti;

    la seconda - fondante e foriera del vero terreno dove si è tenuto l'agone - che destra e sinistra sono due marchi, non dissimili da Coca o Pepsi.

    Meglio ancora, come quelle pubblicità dove l'auto nuova va - sola - lungo una strada perfetta... in un mondo privo di fabbriche d'auto e di pozzi petroliferi e anche di acquirenti.

    Ma il libro di che parla? Ah, fa un'equa divisione degli attributi per la destra©, mediamente merda™, e della sinistra®, nettare℠, e conclude che è meglio questa℗.

    Un fenomeno! Un abilissimo panflénòmeno, sciapò..

    ha scritto il 

  • 0

    sono andato alla presentazione di un libro e mi
    sono un po' rotto i maroni dietro di me una ragazza

    mostrava al compagno seduto lì vicino la pagina 344, in basso
    a sinistra del libro di Losurdo sulla ...continua

    sono andato alla presentazione di un libro e mi
    sono un po' rotto i maroni dietro di me una ragazza

    mostrava al compagno seduto lì vicino la pagina 344, in basso
    a sinistra del libro di Losurdo sulla lotta di classe

    e io morivo e muoio dalla voglia di sapere cosa gli indicava
    e perché

    e non lo so
    e ho paura che stanotte mi possa venire un colpo

    senza aver sciolto questo dubbio
    e il pomeriggio è volato così

    porcomondo

    ha scritto il 

  • 4

    Illuminante l'illuminato illuminista Bobbio. Per lui il discrimine tra destra e sinistra abita nella differente interpretazione che l'una e l'altra fazione attribuiscono al concetto di "eguaglianza". ...continua

    Illuminante l'illuminato illuminista Bobbio. Per lui il discrimine tra destra e sinistra abita nella differente interpretazione che l'una e l'altra fazione attribuiscono al concetto di "eguaglianza". Dall'estremo rousseauiano d'un utopico egualitarismo assoluto da ricercarsi anche a scapito della libertà individuale, all'opposto nietzscheiano d'un disegualitarismo che è esaltazione della singolarità in quanto unicità del soggetto nello spazio vitale e nel tempo storico.

    Si tratta di una proposta, tra le tante offerte, in un universo linguistico «come quello politico [...] poco rigoroso, essendo in gran parte fatto di parole tratte dal linguaggio comune, e [...] composto di parole ambigue, se non addirittura ambivalenti rispetto alla loro connotazione di valore.»

    E poi, udite udite, Norbertone nostro scrive anche bene. E non è cosa da filosofi questa, ma da persone di buon senso.

    ha scritto il 

  • 4

    In un percorso ideale verso una sorta di alfabetizzazione politica, anche per non diventare facile preda di produttori di slogan semplicistici, inizierei con questo testo. Nell'affrontare un argomento ...continua

    In un percorso ideale verso una sorta di alfabetizzazione politica, anche per non diventare facile preda di produttori di slogan semplicistici, inizierei con questo testo. Nell'affrontare un argomento che in questa fase storica si ripresenta ciclicamente, (se abbia ancora senso la distinzione tra destra e sinistra ed eventualmente quale sia il fondamento di tale differenziazione), invita a riflettere sui principi fondamentali su cui si basa la convivenza umana, (uguaglianza in primo luogo e libertà), & le varie forme in cui si possono coniugare in una società democratica. Argomento che è un azzardo a mio parere definire desueto, vista anche la scarsa cognizione in materia che certi recenti movimenti politici (dolosamente?) manifestano. Il tutto mediante un esposizione breve che non intende essere esaustiva, né pretende di essere assimilata acriticamente, rappresentando, in modo indiretto, anche un esempio di come si discuta validamente di questioni politiche: con argomentazioni basate su un'attenta riflessione derivante anche dal confronto con idee e convinzioni diverse ma affrontate con rispetto. Metodo di cui sento la mancanza.

    ha scritto il 

  • 4

    molto attuale

    Una lettura molto utile, specialmente in questo periodo in cui molti si affannano a dire che "destra e sinistra" non esistono più. Il breve saggio non è molto semplice da leggere, visto che Bobbio tra ...continua

    Una lettura molto utile, specialmente in questo periodo in cui molti si affannano a dire che "destra e sinistra" non esistono più. Il breve saggio non è molto semplice da leggere, visto che Bobbio tratta l'argomento dal punto di vista della scienza e della filosofia della politica. Quindi per chi, come me, è digiuno della materia la lettura potrebbe essere non agevole. Ma la sostanza del ragionamento e delle argomentazioni è piuttosto chiaro.

    ha scritto il 

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