Detective Hanshichi

I misteri della città di Edo

Di

Editore: O barra O edizioni (In Asia gialli)

3.5
(54)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897332099 | Isbn-13: 9788897332091 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nell’antica città Edo, la Tokyo feudale dello shogunato Tokugawa, il detective Hanshichi indaga su crimini e fatti inconsueti: il fantasma di una donna affogata tormenta una giovane signora; un attore muore sul palcoscenico in una versione troppo realistica di un classico del teatro kabuki; due loschi samurai ordiscono una vendetta; una campana anti-incendi suona inspiegabilmente notte dopo notte; una danzatrice giace morta sul suo tatami, la gola stretta da un serpentello...Il rude e ironico Hanshichi conduce le sue ricerche con profondo realismo e sottile intuito, sfatando credenze e superstizioni ancora fortemente radicate nelle persone del suo tempo.Pubblicate per la prima volta in Italia, le avventure di Hanshichi restituiscono un vivido affresco della vita cittadina nel Giappone di fine ‘800: i vicoli, le case da tè e di piacere, i bagni pubblici, le dimore dei samurai e le cerimonie conviviali. L’autore tratteggia un mondo ormai tramontato con un vigore e una misura squisitamente giapponesi.

Okamoto Kidō (Tokyo, 1872-1939) Considerato il maggior rappresentante del Nuovo Teatro Kabuki, fu il primo drammaturgo a essere ammesso nel 1937 all’Accademia Imperiale delle Arti. La conoscenza della lingua inglese gli permise di leggere Le avventure di Sherlock Holmes, da cui trasse lo spunto per la figura del detective Hanshichi grazie al quale è oggi riconosciuto come il fondatore del romanzo poliziesco in Giappone. In virtù del successo ottenuto, i suoi racconti gialli (scritti fra il 1917 e il 1937) sono stati adattati per la radio, la televisione, il cinema e tradotti in inglese e cinese. Tuttora vengono di continuo ristampati.

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  • 4

    Un classico della narrativa poliziesca giapponese

    Il lavoro del detective, si potrebbe dire, è una commedia degli errori.

    La narrativa poliziesca giapponese d'inizio Novecento ha in Okamoto Kidō uno dei suoi esponenti di maggior spicco.
    L'autore, con ...continua

    Il lavoro del detective, si potrebbe dire, è una commedia degli errori.

    La narrativa poliziesca giapponese d'inizio Novecento ha in Okamoto Kidō uno dei suoi esponenti di maggior spicco.
    L'autore, conosciuto anche per il suo lavoro come corrispondente di guerra, critico teatrale e drammaturgo, è sicuramente in debito nei confronti dell'Occidente e di scrittori come Arthur Conan Doyle, ma ha saputo traslare la lezione del padre di Sherlock Holmes in un contesto del tutto giapponese, dando un nuovo punto di riferimento autoctono ad un genere, che pur avendo illustri predecessori anche nel Paese del Sol Levante, era visto come qualcosa essenzialmente di importazione estera.
    I racconti con protagonista il detective Hanshichi, pubblicati a partire dal 1917 su Bungei kurabu ("Club letterario"), sono ambientati intorno alla metà del XIX secolo, quando la città di Tokyo ancora era conosciuta con il nome di Edo.
    Si potrebbero definire come dei "racconti nel racconto": abbiamo infatti un giovane narratore che ha conosciuto Hanshichi ormai anziano e in pensione; incuriosito da quanto sentito su di lui, coglie l'occasione di visite di cortesia, soprattutto per festività e ricorrenze varie, per farsi raccontare dall'investigatore alcuni degli "exploit" nella sua carriera.

    Hanshichi era una figura di grande prestigio nel mondo dei custodi della legge. Una rarità nella sua professione, un onesto figlio di Edo senza pretese, su cui nessuno aveva mai mormorato una parola cattiva. Sempre attento a non abusare della sua autorità per tormentare i deboli dietro lo schermo degli incarichi ufficiali, trattava chiunque con la massima cortesia. (...) Ci sono molte altre sue avventure che lascerebbero la gente stupefatta e ammirata, perché egli fu uno Scherlock Holmes mai celebrato del periodo Edo.

    In questo modo, il risultato è una sorta di torimonochō con i principali casi affrontati del detective.

    «Che cos’è un torimonochō, domandate?» cominciò Hanshichi come per un’introduzione. «Bene, dopo avere ascoltato un rapporto da uno di noi investigatori, il capo ispettore o il sostituto magistrato incaricato del caso riferiva le informazioni all’Ufficio del magistrato cittadino, 1 dove un segretario annotava tutto in un libro mastro. Questo era quello che noi chiamavamo un torimonochō, un registro dei casi.(..)»

    Questo volume, Detective Hanshichi - I misteri della città di Edo, si muove sulla scia della selezione fatta da Ian MacDonald per The Curious Casebook of Inspector Hanshichi. Detective Stories of old Edo del 2007.
    Nello specifico, abbiamo:
    - IL FANTASMA DI OFUMI (OFUMI NO TAMASHI)
    - LA LANTERNA DI PIETRA (ISHI-DŌRŌ)
    - LA MORTE DI KAMPEI (KAMPEI NO SHI)
    - LA STANZA SOPRA I BAGNI (YŪYA NO NIKAI)
    - LA MALEDIZIONE DELLA DANZATRICE (OBAKE SHISHŌ)
    - IL MISTERO DELLA CAMPANA ANTI-INCENDI (HANSHŌ NO KAI)
    - LA DAMA DI COMPAGNIA (OKU JOCHŪ)

    Dalla sua, Hanshichi non ha solo grandi capacità deduttive, ma anche una profonda conoscenza dell'animo umano che gli permette di capire immediatamente chi ha di fronte e come ottenere informazioni e/o confessioni.

    Spesso e volentieri alle indagini di Hanshichi si mescolano elementi soprannaturali: non è raro, infatti, che il detective sia chiamato ad investigare su fatti inspiegabili, per cui c'è chi chiama in causa spiriti di defunti o altre entità.
    Pur non pronunciandosi mai apertamente contro queste credenze, il poliziotto finisce sempre per ricondurre ad una mano umana la responsabilità dei delitti.

    Mentre si procede alla ricerca della soluzione del caso, il lettore viene nel contempo trasportato all'interno di una vivida rappresentazione della Edo di qualche decennio prima. Non mancano, infatti, digressioni che permettono di ricostruire gli usi, i costumi e più in generale l'atmosfera di quegli anni.

    La formazione teatrale di Kidō fa frequentemente capolino, attraverso citazioni e persino come fonte di ispirazione per i criminali.

    In questo modo, la ricostruzione storica e i riferimenti culturali e folkloristici rendono Hanshichi torimonochô qualcosa che va oltre la semplice letteratura di genere, divenendo una vera e propria testimonianza di un'epoca.

    Davvero ricca ed interessante l'introduzione di Ian MacDonald che apre il volume con un'approfondita contestualizzazione dell'opera e del suo autore. Non mancano nemmeno numerose note esplicative alla fine di ogni capitolo, ad impreziosire editorialmente il libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Racconti gialli storici

    Una serie di racconti gialli di uno Sherlock Holmes giapponese (come viene definito dall'autore stesso) che mostrano al contempo sia la passione per le stori misteriose che lo stile della Edo/Tokyo de ...continua

    Una serie di racconti gialli di uno Sherlock Holmes giapponese (come viene definito dall'autore stesso) che mostrano al contempo sia la passione per le stori misteriose che lo stile della Edo/Tokyo della fine dell'ottocento e degli inizi del secolo scorso durante la famosa Restaurazione Meiji.
    I racconti sono godibilissimi sia per le informazioni appunto sulla cultura e le credenze della vecchia Edo sia per lo stile semplice ed immediato ma perfettamente giapponese della narrazione.
    Sicuramente va riconosciuta la buonissima traduzione che non fa perdere nulla o quasi delle emozioni che l'autore vuole trasmettere.
    Ne risulta quindi un libro godibilissimo per chi è appasionato del Giappone ma anche a chi apprezza semplici storie "gialle" ma senza la cruenza che si ritrova in molti Thriller degli ultimi anni.
    Consigliatissimo!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Se la vostra mente ha a disposizone le magnifiche stampe Edo, biacca, rossetti, stuoie, stoffe rigate e fiorite, draghi, paraventi, ponti, fiumi, allora questo libro potrà movere ogni cosa come un tea ...continua

    Se la vostra mente ha a disposizone le magnifiche stampe Edo, biacca, rossetti, stuoie, stoffe rigate e fiorite, draghi, paraventi, ponti, fiumi, allora questo libro potrà movere ogni cosa come un teatro di ombre e colorati spettri. Se la mente tace, non so.

    ha scritto il 

  • 0

    Non so che voto dare. È un libro molto piacevole, fatto di tanti ricordi, ogni ricordo un racconto. Scorre e racconta un Giappone lontano nel tempo. Al contempo i racconti gialli in sè si risolvono fa ...continua

    Non so che voto dare. È un libro molto piacevole, fatto di tanti ricordi, ogni ricordo un racconto. Scorre e racconta un Giappone lontano nel tempo. Al contempo i racconti gialli in sè si risolvono facilmente, non c'è suspence e questo delude un po'.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella Edo di fine Ottocento il detective Hanshiki indaga con sagacia e ironia; brevi storie in cui è ritratta con abilità e finezza di particolari la vita cittadina dell'epoca.

    ha scritto il