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Deus Irae

Libra Slan 33

Di ,

Editore: Libra Collana Slan

3.5
(286)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000018926 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Tibor McMasters artista pellegrino di un mondo immerso negli incubi e nei sogni di una catastrofe prodotta dagli uomini, soavemente candido e spaurito, eppure infinitamente saggio nelle sue incertezze. Pete Sands, un giovane cristiano inviato segretamente in missione per proteggere la sua Chesa vacillante. U mondo devastato dlla Terza Guerra Mondiale, sottilmente inquinato, popolato di creature strane, assurde, perfino aliene. Una nuova e potente religione, il culto dei Servi dell'Ira, che ha trasformato in un nuovo dio l'uomo che alla testa della Commissione per l'Energia Atomica aveva fatto partire i missili carichi di bombe per distruggere il mondo. Legioni di creature che oscillano tra la realtà e il sogno, e che forse sono venute da altri spazi e da altri mondi. E una missione, affidata ad un artista privo delle braccia e delle gambe, vulnerabile nel corpo e nello spirito... la missione più strana che mai sia stata affidata a un uomo: percorrere un continente devastato alla ricerca di un Dio, sfidando mille pericoli e mille insidie alla ricerca di un volto, di un'immagine, di un uomo. Tibor McMasters e Pete Sands, due uomini spinti da passioni contrastanti, sfiderannomille pericoli e mille avventure per trovare la risposta a un interrogativo al quale ciascuna delle fazioni, umane e mutanti, terrestri e aliene, vuole imporre la propria verità...
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  • 3

    Dopo una prima parte traballante, in cui ho sinceramente pensato che gli autori si fossero fatti di acido, si arriva ad una comprensione più tangibile dell’idea che sta alla base del libro.
    Deus Irae è un romanzo particolare, strano, per certi versi assurdo, ma con delle potenzialità innega ...continua

    Dopo una prima parte traballante, in cui ho sinceramente pensato che gli autori si fossero fatti di acido, si arriva ad una comprensione più tangibile dell’idea che sta alla base del libro.
    Deus Irae è un romanzo particolare, strano, per certi versi assurdo, ma con delle potenzialità innegabili.

    Ma è venuto quel giorno. L’ira si è abbattuta. Il peccato, la colpa e il castigo? Le psicosi maniacali di quelle entità che definivamo nazioni, istituzioni, sistemi – i poteri, i regni, le dominazioni – le cose che si fondono in eterno con l’uomo e che dall’uomo emergono? Il nostro buio, esteriorizzato e visibile? Comunque si voglia guardare a questi fatti, è stato raggiunto il punto critico. L’ira si è abbattuta. (…) E la mano che brandiva quella lama apparteneva a Carleton Lufteufel. Nel momento in cui affondava la lama nel nostro cuore, quella mano non era più umana, apparteneva al Deus Irae, al Dio dell’Ira stesso. Quel che resta sopravvive grazie alla Sua tolleranza. Se deve esistere una religione, ritengo che questo sia l’unico credo sostenibile.

    Qui, la mia recensione completa:
    http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/11/29/il-sabato-spaziale-deus-irae/

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo dopo l'apocalisse nucleare è un posto ben strano, c'è una nascita di nuovi e strani culti e tra questi, negli ex-USA, pare che quello che riscuota più successo e crei problemi al Cristianesimo sia proprio il culto verso l'uomo che diede il via alla distruzione globale.
    Il romanzo è ...continua

    Il mondo dopo l'apocalisse nucleare è un posto ben strano, c'è una nascita di nuovi e strani culti e tra questi, negli ex-USA, pare che quello che riscuota più successo e crei problemi al Cristianesimo sia proprio il culto verso l'uomo che diede il via alla distruzione globale.
    Il romanzo è una grande allucinazione mistica di un mondo devastato e popolato dagli ultimi scampoli di umanità, dai figli deformi di questa e da tante altre creature evolutesi o involutesi da quella e da altre forme di vita più o meno intelligente.
    Un pellegrinaggio per incontrare il dio-uomo della nuova religione apocalittica e che porterà all'apocatastasi finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Odissea post-atomica su carretto

    Interessante esperimento di collaborazione tra questi due autori, in cui le ambietazioni allucinate e oniriche tipiche del romanzo dickiano ritornano nella loro forma migliore, ovvero compenetrate dall'elemento teologico - in cui, a quanto pare, Zelazny ha contribuito fortemente, sebbene noi sapp ...continua

    Interessante esperimento di collaborazione tra questi due autori, in cui le ambietazioni allucinate e oniriche tipiche del romanzo dickiano ritornano nella loro forma migliore, ovvero compenetrate dall'elemento teologico - in cui, a quanto pare, Zelazny ha contribuito fortemente, sebbene noi sappiamo quanto Dick da solo sarebbe in grado di elaborare in quella direzione. L'ambientazione post-apocalittica popolata da personaggi improbabili nella quale ci si ritrova catapultati lascia costantemente l'impressione di avere una lettura allegorica; ma di un'allegoria tale che l'interpretazione sia inesauribile, come in una visione profetica; e proprio come nel piano profetico, fisica e metafisica vedono sfumare i loro contorni e unirsi in un tutto indistinto, fino al punto in cui il principio cosmico del male, il Dio dell'Ira, può identificarsi completamente con un individuo in carne e ossa, munito di nome e cognome - non manifestandosi nel suo corpo, ma essendo quel corpo - e, di conseguenza, essere agilmente annientato e sconfitto per sempre con qualche colpo alla testa ben assestato. Alla faccia dell'attesa messianica!

    ha scritto il 

  • 3

    Avendo già letto quasi tutto di Philip Dick, ogni tanto prendo in mano qualcosa che mi manca.
    In questo caso però non sono riuscito a ritrovare le solite sensazioni, capisco che la stesura di questo romanzo ha richiesto circa 12 anni, ma il risultato di questa collaborazione con Zelazny è a ...continua

    Avendo già letto quasi tutto di Philip Dick, ogni tanto prendo in mano qualcosa che mi manca.
    In questo caso però non sono riuscito a ritrovare le solite sensazioni, capisco che la stesura di questo romanzo ha richiesto circa 12 anni, ma il risultato di questa collaborazione con Zelazny è a mio parere poco lusinghiero.
    Un libro evitabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro che si legge alla svelta.
    Va compreso e "digerito", in alcuni punti ho dovuto rallentare la lettura, in altri mi sono chiesta dove gli autori volessero andare a parare e in più di un'occasione sono stata tentata di metterlo da parte, ma alla fine ha vinto lui, il libro.
    ...continua

    Non è un libro che si legge alla svelta.
    Va compreso e "digerito", in alcuni punti ho dovuto rallentare la lettura, in altri mi sono chiesta dove gli autori volessero andare a parare e in più di un'occasione sono stata tentata di metterlo da parte, ma alla fine ha vinto lui, il libro.
    Hanno vinto loro, Dick e Zelazny.
    Hanno vinto i loro mondi, le loro domande, le creature orrende e affascinanti partorite dalle loro menti. Hanno vinto le riflessioni, di quelle che toccano l'anima nel profondo, dove è più ancorata al nostro essere, e prima di tutto ha vinto il loro stile, avvinghiante.
    Unica pecca, ma più per l'edizione, è la mancanza di note di traduzione per le parti scritte in tedesco.

    ha scritto il 

  • 4

    Visionario!

    Due dei maggiori autori di fantascienza dell'epoca in collaborazione, un libro davvero affascinante. I grandi temi di Dick ci sono tutti, ma è quello religioso il maggiormente esplorato. Una divinità crudele, irosa, si oppone al Dio dei cristiani, in uno scenario post-bellico in cui ogni cittadin ...continua

    Due dei maggiori autori di fantascienza dell'epoca in collaborazione, un libro davvero affascinante. I grandi temi di Dick ci sono tutti, ma è quello religioso il maggiormente esplorato. Una divinità crudele, irosa, si oppone al Dio dei cristiani, in uno scenario post-bellico in cui ogni cittadina è diventata un'isola distante dalle altre e ogni gruppo sociale ha costruito regole proprie.

    ha scritto il