Devil Red

Di

Editore: Fanucci (Vintage)

3.6
(699)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834716515 | Isbn-13: 9788834716519 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Conti

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Non ancora paghi delle ultime avventure e dell'incontro con la leggendaria killer Vanilla Ride, Hap e Leonard decidono di voler continuare la loro attività di investigatori privati, anche se vorrebbero poterla svolgere nella legalità, una volta tanto. Il primo caso che affrontano, però, è uno dei più incredibili che gli sia mai capitato: c'è di mezzo una specie di setta vampirica, una strampalata organizzazione di killer mercenari e un crollo nervoso di Hap. Ma non c'è tempo per riposare: lui e Leonard sono troppo impegnati nel disperato tentativo di non farsi ammazzare da una serie di persone che ce l'hanno con loro, tra cui il killer Devil Red, la Dixie mafia, e una loro vecchia conoscenza, che potrebbe rivelarsi un prezioso alleato o il peggiore nemico mai affrontato.
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  • 2

    Hap e Leonard hanno fatto il loro tempo

    Leggere nuove avventure di Hap & Leonard sta diventando una sorta di "guilty pleasure". Ci si affeziona ai loro estrosi battibecchi, alle loro lunghe conversazioni mentre divorano sandwich al tonno e ...continua

    Leggere nuove avventure di Hap & Leonard sta diventando una sorta di "guilty pleasure". Ci si affeziona ai loro estrosi battibecchi, alle loro lunghe conversazioni mentre divorano sandwich al tonno e biscotti alla vaniglia, ma le loro vicende hanno perso da tempo la scintilla dell'originalità che caratterizzava le sciagurate vicissitudini dei loro esordi. Lo sa bene Hap, l'io narrante di questa ennesima storia fatta di violenti omicidi, di indagini portate avanti a colpi di burrascosi interrogatori, agguati, scazzottate, sparatorie e conclusivi bagni di sangue. Ad un bel punto, pensando di aver ammazzato e picchiato fin troppa gente, davanti all'ennesimo cadavere si fa prendere da un'impensabile crisi esistenziale (la trovata forse più inattesa del romanzo) e se ne rimane per un mucchio di tempo seduto nella sua poltrona, apatico e svuotato di ogni pulsione alla vita. Finché arriva l'inseparabile compare di sempre, l'immancabile Leonard, che lo viene a scuotere da questa deriva psicologica e lo ributta al centro degli eventi.
    Lansdale continua a scrivere in modo fluente e simpatico, le sue pagine scorrono veloci, ma la novità è persa da tempo e forse è arrivato il momento di trovare il coraggio di lasciarsi alle spalle questi due maneschi e istrionici investigatori per caso. Meglio che sia l'autore a voltare pagina, per scrivere altro, piuttosto che siano i suoi affezionati lettori a dover gettare la spugna, no? Salvo che salti fuori qualche geniale ed inedita trovata capace di sparigliare le carte in tavola... Allora ben venga anche una nuova avventura.

    ha scritto il 

  • 2

    Devil Red

    Niente da aggiungere a quanto scritto dai colleghi anobiani nelle loro meritevoli recensioni; da alcuni episodi la saga di H&L sembra scriversi da sé, con sempre meno trovate geniali e molte situazion ...continua

    Niente da aggiungere a quanto scritto dai colleghi anobiani nelle loro meritevoli recensioni; da alcuni episodi la saga di H&L sembra scriversi da sé, con sempre meno trovate geniali e molte situazioni di deja-vu.
    Merito di questo episodio è un tono meno scanzonato e un po' più cupo, ma siamo lontani da "Una stagione selvaggia", "Il mambo degli orsi", "Mucho mojo" e "Bad chili".

    ha scritto il 

  • 3

    Una parentesi fra letture più impegnative.

    Dopo gli ultimi pallidi episodi della saga di Hap & Leo e le nuove strade intraprese da Lansdale, pareva che la simpatica coppia fosse a un passo dall’archiviazione o, peggio ancora, destinata ad una ...continua

    Dopo gli ultimi pallidi episodi della saga di Hap & Leo e le nuove strade intraprese da Lansdale, pareva che la simpatica coppia fosse a un passo dall’archiviazione o, peggio ancora, destinata ad una sempre più malinconica ripetitività.

    Inaspettatamente “Devil Red” sembra indicare un tentativo di ripresa, nel senso che, intorno ai due protagonisti, alle loro scazzottate e ai dialoghi bislacchi, che rimangono il marchio di fabbrica e il centro di gravità della serie, almeno qui c’è un minimo di trama, un’articolazione degli eventi un pochino meditata e non buttata lì a puro intermezzo fra un cazzeggio e l’altro del duo di ineffabili buontemponi.

    Non siamo al livello dei migliori capitoli della serie, che a mio parere restano “Il mambo degli orsi” e “Bad Chili”, oltre a “Una stagione selvaggia” che ha quanto meno il merito di essere l’episodio pilota della saga, ma comunque si trova almeno in parte ciò che un lettore senza particolari pretese può cercare in un’ottava puntata: divertimento, spensieratezza, una parentesi fra letture più impegnative.

    D’altronde come si fa a prendere sul serio un tizio che si prepara allo scontro finale con un gruppo di temibili killer in questo modo:
    …al fianco, in una fondina, il revolver di Brett. Nel cassettino del cruscotto c'era la mia .38 Super. Nel baule, il fucile a pompa calibro 12 e munizioni a sufficienza per tutte e tre le armi. In più avevo una scatola di attrezzi con un paio di cesoie e svariati altri oggetti che potevano tornarmi utili. In tasca il coltello a serramanico e una confezione di mentine, così da sfoggiare un alito fresco con chiunque stessi per accoltellare o prendere a revolverate.

    ha scritto il 

  • 2

    Con quest'ultimo libro sembra che Lansdale non abbia più idee originali e che sia indeciso tra il modificare la serie rendendo gli episodi strettamente connessi tra loro, cosa che reputo poco intellig ...continua

    Con quest'ultimo libro sembra che Lansdale non abbia più idee originali e che sia indeciso tra il modificare la serie rendendo gli episodi strettamente connessi tra loro, cosa che reputo poco intelligente data la gran quantità di libri già pubblicati, e la semplice necessità di scrivere un altro libro.
    Frettoloso e poco curato, specie perchè amo Lansdale e non solo per questa serie.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    A bordo della macchina di Leonard, lungo il marciapiede e sotto un lampione fracassato, stavamo guardando una casa a circa un isolato di distanza.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/ ...continua

    A bordo della macchina di Leonard, lungo il marciapiede e sotto un lampione fracassato, stavamo guardando una casa a circa un isolato di distanza.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/devil-red-joe-r-lansdale/

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo aver conosciuto quel gran bel personaggio che risponde al nome di Vanilla Ride, nel precedente romanzo di Lansdale ("Sotto un cielo cremisi" - titolo originale "Vanilla Ride", così, per dire!), n ...continua

    Dopo aver conosciuto quel gran bel personaggio che risponde al nome di Vanilla Ride, nel precedente romanzo di Lansdale ("Sotto un cielo cremisi" - titolo originale "Vanilla Ride", così, per dire!), non ho potuto fare altro che immergermi subito in questa nuova avventura di Hap e Leonard, dal momento che i loro destini si sarebbero nuovamente incrociati.
    Il libro scorre via piacevole, come sempre quando si tratta di Hap e Leonard, tuttavia è proprio Vanilla a non convincere del tutto.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Hap & Leo in un capitolo decisamente stanco delle loro avventure. Rimane una lettura veloce, ironica, qualcosa però nella storia non brilla come nei passati episodi. Buono come passatempo e per rilass ...continua

    Hap & Leo in un capitolo decisamente stanco delle loro avventure. Rimane una lettura veloce, ironica, qualcosa però nella storia non brilla come nei passati episodi. Buono come passatempo e per rilassarsi, ma so che Lansdale può fare molto meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Restare incollato alle pagine

    Sono particolarmente legato all’ottavo capitolo della saga di Hap & Leonard, perché ho avuto l’onore di poter dire direttamente a Big Joe in persona, quanto sia stato in grado di incollarmi alla pagin ...continua

    Sono particolarmente legato all’ottavo capitolo della saga di Hap & Leonard, perché ho avuto l’onore di poter dire direttamente a Big Joe in persona, quanto sia stato in grado di incollarmi alla pagine, vi prego non odiatemi, non voleva essere una di quelle frasi da Hipster del cazzo che dice io ho incontrato Joe Lansdale e voi no, credetemi! :D

    Penso che sia proprio parte di “Devil Red”, i nostri due protagonisti, più invecchiati ma ancora decisamente non pronti a cedere ad una vita da pantofolai (O meglio, loro vorrebbero, ma attirano i guai come una merda attira le mosche…Big Joe avrebbe fatto di meglio lo so :p), nel loro nuovo ruolo di “agenti sul campo” (Vedi anche Spaccagambe :D) di Marvin, si ritrovano prima a rimettere apposto due balordi che hanno rapinato e rotto una mano ad una vecchia signora, e poi ad indagare sul classico “Cold Case”, tra omicidi mai risolti, Vampiri (Si Vampiri :D), una tizia di nome Godzilla, e un assassino che firma il tutto lasciando teste di diavolo vicino ai corpi, da qui il soprannome e il titolo del romanzo: Devil Red.

    L’intreccio iniziale è ben fatto e appassionante, e pian piano la storia lascia sempre più spazio ad Hap & Leonard, e sempre meno a tutto il resto.

    Brett due volte viene messa da parte da Lansdale, e Marvin si limita a fare il “Charlie” (Ho appena dato ad Hap & Leonard delle Charlie’s Angles :p), con il passare delle pagine, il bell’intreccio si risolve, quasi esclusivamente a parole, l’ipotesi di Brett si rivela corretta, e torna anche una bionda conoscenza dal passato.
    Idealmente “Devil Red” è diviso in due metà, da un certo punto in poi, la trama e il caso da risolvere, è come se fossero già stati risolti da Hap & Leonard, che per tutto il tempo sono ovviamente al centro dell’azione, parlano, discutono, insultano, mangiano biscotti alla vaniglia (Soprattutto Leonard) come se il caso fosse già archiviato, e poi arriva il colpo di scena, quello per cui mi sono complimentato con Lansdale, che ti rende impossibile staccarti dal libro, e rende coinvolgente ogni decisione di Hap. Una cosa che puoi fare solo se hai dei personaggi scritti bene, molto bene, a cui il lettore è molto affezionato, e il caso di questi due bizzarri investigatori è proprio uno di questi.

    Se non fosse per i due protagonisti, “Devil Red” sarebbe la solita trama Lansdeliana, complessa all’inizio, caratterizzata da ottimi momenti e ottime intuizioni (le false piste, il colpo di genio dell’identità di Devil Red), che però ad un certo punto si conclude prima del tempo, in maniera molto semplice, avendo fatto spazio ai suoi personaggi, e battendo come mai prima d’ora sul concetto di “Fratello” tra i due protagonisti, Lansdale opta per il colpo di scena più sensato per sottolineare questo concetto.

    Da qui in poi va con il pilota automatico, fa all-in sull’emotività e il coinvolgimento dei lettori per i due protagonisti, e risolve la situazione impossibile giocandosi la carta Vanilla Ride, personaggio talmente “Larger than life” da potersi permettere di rubare spazio ad Hap & Leonard.

    Tra la voce narrante di Hap, sempre più malinconica, e il mestiere di Lansdale, “Devil Red” non è il capitolo più brillante di tutta la serie, ma resta comunque un gran bel leggere, i dialoghi sono come al solito micidiali, comsì come le similitudini, Lansdale poi è bravissimo a gestire i tormentoni (I due balordi che ricompaiono per farsi pestare, il Deerstalker di Leonard :D etc..) e soprattutto la prima parte del romanzo è strutturata molto bene, in soldoni, non c’è davvero niente che non vada in “Devil Red”, l’unico difetto è l’inevitabile paragone con i libri precedenti, però grazie sono dei Capolavori grossi così :D

    Quindi anche questa volta Big Joe sforna un libro che è una gioia leggere, e incontrare nuovamente Hap & Leondard è sempre un piacere, anche quando resti in pena per i protagonisti :D

    ha scritto il 

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