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Devil Red

Di

Editore: Fanucci (Vintage)

3.7
(639)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 283 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834716515 | Isbn-13: 9788834716519 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Conti

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Non ancora paghi delle ultime avventure e dell'incontro con la leggendaria killer Vanilla Ride, Hap e Leonard decidono di voler continuare la loro attività di investigatori privati, anche se vorrebbero poterla svolgere nella legalità, una volta tanto. Il primo caso che affrontano, però, è uno dei più incredibili che gli sia mai capitato: c'è di mezzo una specie di setta vampirica, una strampalata organizzazione di killer mercenari e un crollo nervoso di Hap. Ma non c'è tempo per riposare: lui e Leonard sono troppo impegnati nel disperato tentativo di non farsi ammazzare da una serie di persone che ce l'hanno con loro, tra cui il killer Devil Red, la Dixie mafia, e una loro vecchia conoscenza, che potrebbe rivelarsi un prezioso alleato o il peggiore nemico mai affrontato.
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  • 0

    Incipit

    A bordo della macchina di Leonard, lungo il marciapiede e sotto un lampione fracassato, stavamo guardando una casa a circa un isolato di distanza.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/d/devil-red-joe-r-lansdale/

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo aver conosciuto quel gran bel personaggio che risponde al nome di Vanilla Ride, nel precedente romanzo di Lansdale ("Sotto un cielo cremisi" - titolo originale "Vanilla Ride", così, per dire!), non ho potuto fare altro che immergermi subito in questa nuova avventura di Hap e Leonard, dal mom ...continua

    Dopo aver conosciuto quel gran bel personaggio che risponde al nome di Vanilla Ride, nel precedente romanzo di Lansdale ("Sotto un cielo cremisi" - titolo originale "Vanilla Ride", così, per dire!), non ho potuto fare altro che immergermi subito in questa nuova avventura di Hap e Leonard, dal momento che i loro destini si sarebbero nuovamente incrociati.
    Il libro scorre via piacevole, come sempre quando si tratta di Hap e Leonard, tuttavia è proprio Vanilla a non convincere del tutto.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Hap & Leo in un capitolo decisamente stanco delle loro avventure. Rimane una lettura veloce, ironica, qualcosa però nella storia non brilla come nei passati episodi. Buono come passatempo e per rilassarsi, ma so che Lansdale può fare molto meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Restare incollato alle pagine

    Sono particolarmente legato all’ottavo capitolo della saga di Hap & Leonard, perché ho avuto l’onore di poter dire direttamente a Big Joe in persona, quanto sia stato in grado di incollarmi alla pagine, vi prego non odiatemi, non voleva essere una di quelle frasi da Hipster del cazzo che dice io ...continua

    Sono particolarmente legato all’ottavo capitolo della saga di Hap & Leonard, perché ho avuto l’onore di poter dire direttamente a Big Joe in persona, quanto sia stato in grado di incollarmi alla pagine, vi prego non odiatemi, non voleva essere una di quelle frasi da Hipster del cazzo che dice io ho incontrato Joe Lansdale e voi no, credetemi! :D

    Penso che sia proprio parte di “Devil Red”, i nostri due protagonisti, più invecchiati ma ancora decisamente non pronti a cedere ad una vita da pantofolai (O meglio, loro vorrebbero, ma attirano i guai come una merda attira le mosche…Big Joe avrebbe fatto di meglio lo so :p), nel loro nuovo ruolo di “agenti sul campo” (Vedi anche Spaccagambe :D) di Marvin, si ritrovano prima a rimettere apposto due balordi che hanno rapinato e rotto una mano ad una vecchia signora, e poi ad indagare sul classico “Cold Case”, tra omicidi mai risolti, Vampiri (Si Vampiri :D), una tizia di nome Godzilla, e un assassino che firma il tutto lasciando teste di diavolo vicino ai corpi, da qui il soprannome e il titolo del romanzo: Devil Red.

    L’intreccio iniziale è ben fatto e appassionante, e pian piano la storia lascia sempre più spazio ad Hap & Leonard, e sempre meno a tutto il resto.

    Brett due volte viene messa da parte da Lansdale, e Marvin si limita a fare il “Charlie” (Ho appena dato ad Hap & Leonard delle Charlie’s Angles :p), con il passare delle pagine, il bell’intreccio si risolve, quasi esclusivamente a parole, l’ipotesi di Brett si rivela corretta, e torna anche una bionda conoscenza dal passato.
    Idealmente “Devil Red” è diviso in due metà, da un certo punto in poi, la trama e il caso da risolvere, è come se fossero già stati risolti da Hap & Leonard, che per tutto il tempo sono ovviamente al centro dell’azione, parlano, discutono, insultano, mangiano biscotti alla vaniglia (Soprattutto Leonard) come se il caso fosse già archiviato, e poi arriva il colpo di scena, quello per cui mi sono complimentato con Lansdale, che ti rende impossibile staccarti dal libro, e rende coinvolgente ogni decisione di Hap. Una cosa che puoi fare solo se hai dei personaggi scritti bene, molto bene, a cui il lettore è molto affezionato, e il caso di questi due bizzarri investigatori è proprio uno di questi.

    Se non fosse per i due protagonisti, “Devil Red” sarebbe la solita trama Lansdeliana, complessa all’inizio, caratterizzata da ottimi momenti e ottime intuizioni (le false piste, il colpo di genio dell’identità di Devil Red), che però ad un certo punto si conclude prima del tempo, in maniera molto semplice, avendo fatto spazio ai suoi personaggi, e battendo come mai prima d’ora sul concetto di “Fratello” tra i due protagonisti, Lansdale opta per il colpo di scena più sensato per sottolineare questo concetto.

    Da qui in poi va con il pilota automatico, fa all-in sull’emotività e il coinvolgimento dei lettori per i due protagonisti, e risolve la situazione impossibile giocandosi la carta Vanilla Ride, personaggio talmente “Larger than life” da potersi permettere di rubare spazio ad Hap & Leonard.

    Tra la voce narrante di Hap, sempre più malinconica, e il mestiere di Lansdale, “Devil Red” non è il capitolo più brillante di tutta la serie, ma resta comunque un gran bel leggere, i dialoghi sono come al solito micidiali, comsì come le similitudini, Lansdale poi è bravissimo a gestire i tormentoni (I due balordi che ricompaiono per farsi pestare, il Deerstalker di Leonard :D etc..) e soprattutto la prima parte del romanzo è strutturata molto bene, in soldoni, non c’è davvero niente che non vada in “Devil Red”, l’unico difetto è l’inevitabile paragone con i libri precedenti, però grazie sono dei Capolavori grossi così :D

    Quindi anche questa volta Big Joe sforna un libro che è una gioia leggere, e incontrare nuovamente Hap & Leondard è sempre un piacere, anche quando resti in pena per i protagonisti :D

    ha scritto il 

  • 0

    senti jrl...non è che me ne scriveresti un'altra trentacinquina di romanzi con Hap e Leonard? mica per ingordigia eh...è che a me servono proprio...soddisfano sia il camionista moldavo che alberga in me sia il mio senso dell'umorismo esigentissimo nella sua devianza...dai jrl...per favore!

    ha scritto il 

  • 3

    Serie un po' stanca...

    Di certo qeust'ultimo capitolo rappresenta ottimamente la parabola discendente della serie di romanzi incentrati su Hap e Leonard. La trama è davvero scialba e a tratti troppo assurda. Si nota fin da subito una stanchezza di fondo, un "non ho idee brillanti su una nuova storia, ma la scrivo comun ...continua

    Di certo qeust'ultimo capitolo rappresenta ottimamente la parabola discendente della serie di romanzi incentrati su Hap e Leonard. La trama è davvero scialba e a tratti troppo assurda. Si nota fin da subito una stanchezza di fondo, un "non ho idee brillanti su una nuova storia, ma la scrivo comunque". Sarebbero due stelle, ma facciamo 3 perchè Lansdale con la sua scrittura e in particolare con i suoi dialoghi riesce comunque ad essere sempre godibile. Peccato però che alla fine non resti nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    Per buona parte del romanzo ho pensato che il BVZJ (buon vecchio zio Joe) fosse stanco della premiata ditta Hap & Leo. Si salvano solamente i dialoghi brillanti, nel miglior stile Lansdale, mentre la storia fatica e va avanti in stanchezza: ci si trova di fronte a due vecchi amici che si chiedono ...continua

    Per buona parte del romanzo ho pensato che il BVZJ (buon vecchio zio Joe) fosse stanco della premiata ditta Hap & Leo. Si salvano solamente i dialoghi brillanti, nel miglior stile Lansdale, mentre la storia fatica e va avanti in stanchezza: ci si trova di fronte a due vecchi amici che si chiedono, ancora, perché fanno quel che fanno. Il romanzo non decolla, punto.
    Poi, forse, qualcuno ha dato una “botta sulla spalla” del BVZJ, chiedendogli, almeno, il minimo sindacale. Così la storia si “sveglia” nel fiale, si anima anche di adrenalina e si chiude meglio di come è iniziata e amen.
    Mi resta il dubbio su un autore che apprezzo moltissimo, apprezzamento da intendere come “compro i suoi libri a prezzo pieno quando vengono pubblicati in libreria e l’inchiostro è ancora così fresco che ti sporca le dita”, e che mi è parso “stanco”. Forse un gesto di “liberazione”, (da parte dei fan? O meglio, da parte dei suoi editori?), che lo liberi dall’obbligo di narrare (e pubblicare periodicamente) le gesta di Hap e Leonar, potrebbe ridare “grinta” a Lansdale? Io lo sfizio proverei a togliermelo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un Deerstalker per scacciare il diavolo, i cervi possono stare tranquilli.

    “Proprio vero che l’esperienza aiuta a rimettere le cose nella giusta prospettiva”


    Big Joe, dopo la delusione del 7° episodio “Sotto un cielo cremisi” del duo Hap&Leo, ritorna con la sua avvincente anima diabolica, ma solo di facciata perché nulla accade per caso, i fatti di violenz ...continua

    “Proprio vero che l’esperienza aiuta a rimettere le cose nella giusta prospettiva”

    Big Joe, dopo la delusione del 7° episodio “Sotto un cielo cremisi” del duo Hap&Leo, ritorna con la sua avvincente anima diabolica, ma solo di facciata perché nulla accade per caso, i fatti di violenza inaudita sono molto light rispetto al sapore aspro della coppia Hap&Leo che di fronte a una serie di eventi ti lasciano incollato alle pagine mentre aspetti che il colpo di scena sia solo un momento svenevole di pura suspense.
    Hap&Leo non possono morire, non è Beautiful e Joe non può fare morire uno dei due beniamini e nemmeno far scoppiare la coppia, ma creare buoni spunti sulla solidità dell’amicizia e dell’amore sicuramente si, Joe lo fa con lo stile e la scioltezza di un linguaggio proprio, ed è questa la cosa bella che a me piace. Tra sparatorie, scazzottate, capezzoli rizzati sotto t-shirt di ragazze mozzafiato “tra quei due correvano certe scintille di sesso da poterci accendere uno stoppino” e una mangiata di crackers con chili non mancano i momenti di riflessione e di pacato approfondimento sull’uomo e sul suo rapporto con i suoi simili, sulla difficile comunicazione a compartimenti stagni, droga, prostituzione e disagio sociale.
    Detective per caso al soldo di Marvel, Hap& Leo devono scoprire chi ha ucciso il figlio innocuo di una signora benestante, da un semplice crimine si apre una voragine che si arricchisce di molteplici omicidi raccapriccianti, sarà opera dei vampiri o del diavolo?
    Trovare il bandolo della matassa diventa facile, ritorna Vanilla Ride la bellissima killer di professione, finalmente sappiamo qualcosa di più di questo personaggio che sa molto di fumetto, Brett è ormai la donna fissa di Hap ed è proprio Hap che ruba la scena per tutto l’episodio. Leo sembra più bislacco del solito, l’amore per il suo ex boyfriend lo rende vulnerabile e più ammansito, l’idea di fargli indossare un ridicolo berretto Deerstalker di altri tempi può sembrare patetico, non è il cervo che si sta pedinando e forse Joe, ha voluto omaggiare così Sharlock Holmes e non ha fatto le cose a caso.
    Con l’8° episodio una cosa è certa Hap&Leo sono più adulti e anche più stanchi, ma leggerli è come ritrovare vecchi amici che da tempo non vedi e che quando incontri ti fa sempre piacere.

    -Ma …ma che è successo? Cosa c’è che non va?
    -La vita…
    …rispose Leonard

    ha scritto il 

  • 3

    Fino alla seconda metà il libro mi è piaciuto tantissimo poi... poi il finale diventa troppo frettoloso a mio parere.
    Ho preferito il precedente "Sotto un cielo cremisi" a cui questo episodio di Hap & Leonard è particolarmente legato, sconsiglio di leggere Devil Red se prima non si ha letto ...continua

    Fino alla seconda metà il libro mi è piaciuto tantissimo poi... poi il finale diventa troppo frettoloso a mio parere.
    Ho preferito il precedente "Sotto un cielo cremisi" a cui questo episodio di Hap & Leonard è particolarmente legato, sconsiglio di leggere Devil Red se prima non si ha letto l'altro episodio da me menzionato.

    ha scritto il 

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