Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Dhalgren

Un'isola di caos e anarchia

Di

Editore: Fanucci (Collezione immaginario)

4.0
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 894 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834709705 | Isbn-13: 9788834709702 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Nati

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Dhalgren?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La città di Bellona si trova al centro, ormai privo di vita, degli Stati Uniti. Qualcosa è accaduto laggiù... Gli abitanti sono fuggiti, e le strade sono preda di squilibrati e criminali. Il tempo scorre in maniera differente per ciascuno, e nel cielo oscurato da nubi sinistre fanno capolino due lune. In questo luogo disastrato giunge un giovane poeta, amante e avventuriero che ha dimenticato il proprio nome. Conosciuto solo come "Kid", è l'emblema di coloro che vivono nella nuova Bellona: ragazzi, poveri, folli, violenti, sbandati, emarginati. Costruito su un intricato susseguirsi di eventi frammentari che si fondono progressivamente, "Dhalgren" è un romanzo controverso, ambizioso, intrigante e scandaloso, che tratta in modo brillante di sesso, generi, razze, classi, arte e identità.
Ordina per
  • 5

    Dhalgren è un libro fantasmagorico e coraggioso del 1974.
    Mi ha dato l'impressione di essere stato scritto in totale assenza di vincoli o di imposizioni editoriali - consta di 900 pagine e non ha un destinatario preciso. L'autore, che nel '68 aveva 26 anni e una certa idea rivoluzionaria de ...continua

    Dhalgren è un libro fantasmagorico e coraggioso del 1974.
    Mi ha dato l'impressione di essere stato scritto in totale assenza di vincoli o di imposizioni editoriali - consta di 900 pagine e non ha un destinatario preciso. L'autore, che nel '68 aveva 26 anni e una certa idea rivoluzionaria del mondo, ha una tale padronanza della scrittura da essersi spinto a inventare un nuovo stile, ottenendo un risultato eccezionale. L'effetto più immediato è un'assoluta libertà espressiva, che conferisce al testo un ritmo molto naturale, quella specie di flemma di chi non ha un'occupazione urgente e se ne va a zonzo seguendo i propri pensieri - fermandosi eventualmente se il caso si frappone al vagabondaggio - una sorta di trip psichedelico, probabilmente simile alle visioni che avevano i Led Zeppelin o Jim Morrison, quando alle canzoni non era ancora imposta una durata “discografica”. Come in un quadro di Escher, si avvicendano percorsi impossibili, paradossi temporali e riflessioni metalinguistiche, con cui Delany cerca di esprimere l'indicibile.

    E' stato classificato nella categoria della fantascienza ma gli effetti speciali sono ridotti al minimo.
    Con l'escamotage della parziale perdita di memoria del protagonista – giovane poeta guerriero di madre indiana (d'America) - la vicenda viene ambientata in una strana distopico-utopica città americana – Bellona – di cui non si sa niente se non quello che, mentre procede la narrazione, il ragazzo sperimenta direttamente come un macchinista pazzo che, distrutto il passato, ricostruisce il presente.
    E' una città isolata, oppressa da un'atmosfera cupa, in cui dominano i colori grigi, dove non splende mai il sole e la luce è data dai pochi lampioni che ancora funzionano o dagli incendi che divampano qua e là, dove il fumo invade ogni più remoto recesso, in cui la maggior parte degli edifici è disabitata e dove i pochi abitanti che si incontrano sono per lo più giovani che vivono in comunità, dove non serve lavorare perché non c'è bisogno di comprare niente - in alcuni supermercati si trovano ciclicamente scorte di cibo -, dove molti appartamenti in condizioni abitabili sono ancora disponibili ma si può dormire anche nei parchi, all'aperto, dove chiunque fa l'amore con chiunque, per passatempo, fuori da qualsiasi etica, una città in cui tutti sono affascinati dalle poesie del protagonista, dove lo scorrere del tempo è percepito in modo soggettivo e in cui viene pubblicato un quotidiano che riporta date arbitrarie e incoerenti, dove non esiste nessun ordine costituito ma esistono gruppi di scorpioni, un serraglio spettrale di ragazzi con al polso gli unici oggetti fantascientifici di tutto il libro – le orchidee - una sorta di bracciali con lame che, oltre ad essere delle armi, servono a proiettare un ologramma che circonda la persona, nascondendola in un fascio di luce caleidoscopico.

    E' un libro che costringe a riflettere perché niente va come ci si aspetta, dove sarà proprio quel ragazzo sconclusionato, che all'inizio sembra uno sprovveduto perdigiorno, a diventare pian piano il leader carismatico dell'intera comunità. E sarà ancora lui, poeta per caso, solitamente di così poche parole, spesso distratto e apparentemente inconsapevole di tutto, a svelare al giornalista del Times che lo intervista e non lo capisce, il senso più profondo delle sue poesie fatte di visualizzazioni tanto vivide con un linguaggio tanto semplice, nelle quali ha cercato di costruire un'illusione complicata nella catalisi linguistica, un alkahest cristallino e cosciente.

    Per me sono proprio queste incongruenze, le prospettive diverse, certe intuizioni, le domande irrisolte, la fisicità degli stati d'animo, il fatto che sfuggano certi significati, a far venire voglia di mettersi alla ricerca delle cose che non esistono, di indovinare il futuro dai fondi del caffè, di tornare neonati per perdere la memoria, di seguire il filo di Arianna per vedere in faccia il Minotauro, di scoprire chi sia Dhalgren e poi trovare un libro di poesie di qualcuno o sarà il

    dubito di tutto
    il ragazzo non ricorda il proprio nome
    In principio era il verbo [cit]

    ha scritto il 

  • 5

    La luna è precipitata sulla terra, ovvero: Quando si viene abbandonati a se stessi non si può che cadere in preda alla propria umanità.

    Dimmi cosa ti scandalizza e ti dirò il luogo che proprio non potrai fare a meno di visitare, per prenderti tutti i piaceri dello scandalo. Con ogni probabilità, quale che sia il tuo debole per lo scandalo, io ti indicherò la città di Bellona.


    Perché a Bellona non regna più nessun conformis ...continua

    Dimmi cosa ti scandalizza e ti dirò il luogo che proprio non potrai fare a meno di visitare, per prenderti tutti i piaceri dello scandalo. Con ogni probabilità, quale che sia il tuo debole per lo scandalo, io ti indicherò la città di Bellona.

    Perché a Bellona non regna più nessun conformismo - beh, nessuno: il minimo possibile, ecco - perciò tutto è scandaloso, per chi viene da fuori.
    Per chi c'è già dentro, anche se ci è arrivato da qualche giorno, ogni cosa è normale come più non si può. E sarebbe scandalizzato da come continua, fuori da Bellona, un mondo molto più che scandaloso: indecente, psicotico, mortuario. Se ci pensasse, ecco. Ma da Bellona non fuoriesce neanche il pensiero.
    O ci si vive o la si diserta.

    Un grosso nero stupratore diventa la divinità mitica della città che avendo rotto i ponti con la società, ha rotto anche le sue repressioni. Ci sono manifesti ovunque del suo corpo sessualmente dotato. Se ne volete uno, potete andarlo a chidere alla Reverenda. Però poi non uccidete vostro fratello, come ha fatto - o non ha fatto?... - June. Normale che un vagabondo scalzo a metà diventi un poeta dimenticandosi di chi fosse, prima. Normale fare l'amore con una donna e con un ragazzo contemporaneamente, spingendo lei in lui e lui in lei e spingendosi e lasciandosi spingere da entrambi.
    Adesso le catene sono a vista sui corpi nudi, e brillano.

    Chi sono i pazzi? Gli abitanti di Bellona o quelli del mondo? O più correttamente: chi lo è di più e meglio?

    Il romanzo di Delany è un capolavoro a più dimensioni. C'è la politica, la religione, la sessualità, la morte. C'è la tragica satira del mondo. Incendia la psiche, come la città anarchica in cui si è trasformata, offre un ritratto possibile - e credibile - dell'umanità quando non si sente più tanto osservata, controllata, "normalizzata".
    Una umanità che impara a ineducarsi e a prendersi tutte le gioie e gli orrori della sua liberazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Credo che il valore di un libro, per chi lo legge, stia nel quanto sia capace di continuare a lavorare nella sua memoria. Confesso: leggendolo, ed anche dopo averlo chiuso dopo l'ultima pagina, la mia prima impressione 'a caldo' è stata di grandissima perplessità. Molti lati rimasti oscuri, molte ...continua

    Credo che il valore di un libro, per chi lo legge, stia nel quanto sia capace di continuare a lavorare nella sua memoria. Confesso: leggendolo, ed anche dopo averlo chiuso dopo l'ultima pagina, la mia prima impressione 'a caldo' è stata di grandissima perplessità. Molti lati rimasti oscuri, molte domande che rimangono fatalmente irrisolte e destinate a rimanere tali. Ma oggi, a distanza di anni, debbo ammettere che da quel libro (che è narrazione, ma anche un viaggio, anche un'esperienza) non sono ancora uscito. E qui sta tutta la grandezza di questo romanzo. Che è immenso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    In una grande città degli Stati Uniti una catastrofe misteriosa ha stravolto ogni equilibrio. Isolata dal resto degli States, abbandonata a se stessa, Bellona è priva di ogni autorità e restìa ad ogni logica. Segni misteriosi e inspiegabili appaiono in cielo (due lune, un sole gigante, fulmini al ...continua

    In una grande città degli Stati Uniti una catastrofe misteriosa ha stravolto ogni equilibrio. Isolata dal resto degli States, abbandonata a se stessa, Bellona è priva di ogni autorità e restìa ad ogni logica. Segni misteriosi e inspiegabili appaiono in cielo (due lune, un sole gigante, fulmini al rallentatore) senza che se ne conosca l'origine. Eventi naturali? Mano dell'uomo?
    Il Kid, un protagonista che non ricorda nè il suo nome, nè il suo passato, se non di una vaga pazzia, piomba nella città ed inizia a conoscerne la fragile struttura sociale: una comune hippy che vive nel parco, una gang violenta che fa razzie per la città (gli scorpioni), un isolato "sindaco" che pubblica un giornale, un lontano monastero. Senza struttura sociale tutti sono chiamati a scoprire quello che vogliono, tutto è possibile.
    C'è chi difende la propria proprietà a fucilate, chi organizza una scuola o una religione, chi fa finta di continuare la vita di sempre, chi segue ogni rapido istinto, chi scrive poesie.
    Il sesso avvolge ogni cosa: eterosessuale, omosessuale, di gruppo. Il Kid diventa il capo degli scorpioni e il membro di un terzetto bisex. Diventa l'eroe della città, pubblica il suo libro di poesie, ferisce, rapina, ossequia, devasta. E riflette sui suoi strani vuoti di memoria, sul rapporto che ha con le parole, mai sul futuro.
    In una città priva di tutto manca ogni riferimento per costruire una scala di valori, ogni possibilità di afferrare un meglio e un peggio, un alto e un basso.
    Sgangherate riflessione filosofica, metafora delle filosofie anni '70, apocalissi sospesa, geniale contaminazione. Un po' di tutto.
    Un testo sovrabbondante, denso ed evanescente, un'impresa epica e piena di difetti, una scrittura a tratti sciatta, soluzioni adolescenziali, eppure inquietanti. Un'opera folle da buttare e da rileggere. E poi Dhalgren. Ma chi cazzo è Dhalgren?

    ha scritto il 

  • 4

    La città di Bellona è la casa degli specchi dove si riflettono tutte le metropoli, nel cui ventre in decomposizione covano i germi delle rivoluzioni e dell'eterna giovinezza. Irritante, sublime. Un cosmo. Uno stanzino asfittico. Un groviglio di contraddizioni. Linguaggio impreciso, eppure costant ...continua

    La città di Bellona è la casa degli specchi dove si riflettono tutte le metropoli, nel cui ventre in decomposizione covano i germi delle rivoluzioni e dell'eterna giovinezza. Irritante, sublime. Un cosmo. Uno stanzino asfittico. Un groviglio di contraddizioni. Linguaggio impreciso, eppure costantemente teso. La bellezza delle imperfezioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Prisma, specchio, lente...

    ... per ferire la città autunnale.


    Se volete affrontare un'esperienza di vita, solo blandamente associabile all'idea di "libro", provate a leggere "Dhalgren". Magari non aspettatevi una vera e propria trama, solo personaggi e situazioni assemblate incidentalmente in un ordine che potreste ...continua

    ... per ferire la città autunnale.

    Se volete affrontare un'esperienza di vita, solo blandamente associabile all'idea di "libro", provate a leggere "Dhalgren". Magari non aspettatevi una vera e propria trama, solo personaggi e situazioni assemblate incidentalmente in un ordine che potreste anche cambiare a vostro piacimento. "Dhalgren" è un libro altamente sperimentale, pieno di sesso e violenza, ed è uno di quei rarissimi romanzi che si comportano come veri e propri luoghi, nei quali vagare liberamente più che seguire un percorso deciso dall'autore.

    Come scrive William Gibson (sì, lui) nella sua prefazione, "se passate a Bellona chiedete se si ricordano di me".

    ha scritto il 

  • 0

    La versione in inglese non era alla mia portata! Finalmente dopo Molti anni è stato tradotto ed ho potuto apprezzarlo: un libro fantastico, al livello dei grandi della letteratura americana.
    Magari, ora che ho capito di cosa parla, provo a rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Potente. Eccessivo. Onirico. Fastidoso. Scandaloso. Saputo. Pretenzioso. Lirico. Delirante. Irritante.

    L'ho letto, non l'ho capito, a tratti m'è piaciuto a tratti per nulla.
    Ma penso che prima o poi lo rileggerò...
    In ogni caso, un modello letterario con cui confrontarsi e da cui ...continua

    Potente. Eccessivo. Onirico. Fastidoso. Scandaloso. Saputo. Pretenzioso. Lirico. Delirante. Irritante.

    L'ho letto, non l'ho capito, a tratti m'è piaciuto a tratti per nulla.
    Ma penso che prima o poi lo rileggerò...
    In ogni caso, un modello letterario con cui confrontarsi e da cui imparare.

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo me questo libro va annoverato tra i capolavori della fantascienza anche se questa classificazione gli va un pò stretta. E' un libro che parla di sesso (sia etero che omo), di razzismo, di cultura, di rapporti di classe, scritto con uno stile insolito ed innovativo. La trama (se ne esiste ...continua

    Secondo me questo libro va annoverato tra i capolavori della fantascienza anche se questa classificazione gli va un pò stretta. E' un libro che parla di sesso (sia etero che omo), di razzismo, di cultura, di rapporti di classe, scritto con uno stile insolito ed innovativo. La trama (se ne esiste veramente una...) è frammentata e non lineare. Insomma, un libro difficile ma unico, o almeno io non ho mai letto niente che gli assomigli... Lo consiglio caldamente.
    William Gibson, uno degli estimatori di Dhalgren, una volta ha affermato: "Io non l'ho mai capito". Aggiungendo poi: "Dhalgren non è lì per farsi capire pienamente. Io credo che per il suo 'enigma' non sia mai stata prevista alcuna 'soluzione'."

    ha scritto il