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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(2056)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: 8811668352 | Isbn-13: 9788811668350 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Manera

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Il mondo quotidiano, nella sua banalità, ma anche nel suo mistero, nei racconti carichi di suspense e di atmosfera del padre del minimalismo americano.Postfazione di Fernanda Pivano.in gioco il nevrotico destino dei protagonisti, creando personaggi di bizzarrofascino, in trappola tra modernità e tradizione, tra storia e memoria.interpretato come la versione italiana di quella filosofia dell'esistenza cheegli fissava nelle quattro grandi figure di Jaspers, Heidegger, Marcel eBerdjaev, o anche come uno sviluppo veramente originale di essa".lente trentenne omosessuale; il "vero" Mario Schifano e molti altri.
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  • 5

    "La sera mi preparo il letto sul divano e al mattino mi alzo per prima. Metto su il caffè e preparo la colazione mentre lui si fa la barba.
    Si affaccia alla porta della cucina, con un asciugamano sull ...continua

    "La sera mi preparo il letto sul divano e al mattino mi alzo per prima. Metto su il caffè e preparo la colazione mentre lui si fa la barba.
    Si affaccia alla porta della cucina, con un asciugamano sulle spalle nude, per valutare la situazione.
    - Ecco il caffè, - dico io. - Le uova sono pronte tra un attimo.
    Sveglio Dean e facciamo colazione tutti e tre insieme. Ogni volta che Stuart guarda dalla mia parte, chiedo a Dean se vuole ancora latte, un po' di pane tostato, eccetera.
    - Ti chiamo più tardi, - dice Stuart quando apre la porta per uscire.
    Gli dico: -Non credo che sarò a casa, oggi.
    - Va bene, - fa lui. - Certo.
    Mi vesto con cura. Provo un cappellino e mi guardo allo specchio. Poi scrivo un biglietto per Dean.

    Tesoro, la mamma ha delle cose da sbrigare oggi pomeriggio e perciò tornerà a casa un po' più tardi. Tu resta in casa o gioca nel giardino didietro fino a che uno di noi non torna.
    Con affetto, Mamma

    Fisso la parola affetto e poi la sottolineo. Poi vedo la parola didietro. Si scrive tutto attaccato oppure no?"

    Di cosa parliamo quando parliamo d'amore è un domandone.
    Ma partiamo dal principio....

    ...uno che scrive senza paura. Che comincia i racconti esattamente all'inizio della scena che vuole descrivere, e poco gli importa se non c'è un prima né un dopo.
    Uno che mentre scrive si accorge di aver usato un termine che in quella frase non rende come avrebbe voluto, e lo dice al lettore, glielo confessa, senza mettersi alcun problema. E questo lo rende umano, lo fa sentire sì scrittore, ma anche amico, vicino, compagno di sventure.

    ..continua su: http://sullungomaredellibro.blogspot.com/2015/08/raymond-carver-di-cosa-parliamo-quando.html

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi ancora non conosce Carver

    Con questa raccolta di racconti ho fatto il mio primo incontro con Carver verso il quale, non sapendo praticamente nulla dell'autore, non nutrivo aspettative di alcun genere.
    Inizialmente i racconti m ...continua

    Con questa raccolta di racconti ho fatto il mio primo incontro con Carver verso il quale, non sapendo praticamente nulla dell'autore, non nutrivo aspettative di alcun genere.
    Inizialmente i racconti mi sono parsi strani: effettivamente non "raccontano" nulla, sembrano non avere né capo né coda, danno l'impressione di farti spiare dalla finestra la vita domestica dei dirimpettai in un momento completamente casuale della loro vita.
    Procedendo con la lettura, mi sono effettivamente accorta che questi racconti aprono come degli squarci che consentono di osservare un po' della storia di queste persone assolutamente comuni, ma proprio l'impossibilità di non riuscire a vedere e sapere tutto, sentendo che tuttavia c'è dell'altro, provoca una sorta di inquietudine abbastanza vicina al terrore.

    Racconti preferiti:
    - La terza cosa che ha ucciso mio padre
    - Con tanta di quell'acqua a due passi da casa
    - Dopo i jeans

    ha scritto il 

  • 3

    Una raccolta di 17 storie. Una scrittura cristallina descrive alcuni momenti drammatici di vita quotidiana. Alla fine di ogni racconto la sensazione che si prova e' di amarezza. Alcune storie, pero', ...continua

    Una raccolta di 17 storie. Una scrittura cristallina descrive alcuni momenti drammatici di vita quotidiana. Alla fine di ogni racconto la sensazione che si prova e' di amarezza. Alcune storie, pero', mi hanno lasciata perplessa. Sicuramente leggero' altro di Carver.

    ha scritto il 

  • 2

    I racconti sono noiosi e drammatici fino alla morte. Sono quasi dolorosi da leggere. Raccontano la vita di provincia degli Stati Uniti degli anni '70 del secolo scorso. Sembra di leggere degli articol ...continua

    I racconti sono noiosi e drammatici fino alla morte. Sono quasi dolorosi da leggere. Raccontano la vita di provincia degli Stati Uniti degli anni '70 del secolo scorso. Sembra di leggere degli articoli di giornale, per quanto sono piatti e pieni di fatti insignificanti. Gente che pesca, che sta a casa, che cena, che va al bingo. Vite monotone, a volte scosse da omicidi. Niente di più.
    Abbandonato a pag. 88 per la troppa noia.

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente ho colmato una delle mie molte lacune e ho letto qualcosa di Carver.
    I famosi racconti "minimalisti", frammenti di vite senza un inizio o un finale, senza senso apparente o "morale", spesso ...continua

    Finalmente ho colmato una delle mie molte lacune e ho letto qualcosa di Carver.
    I famosi racconti "minimalisti", frammenti di vite senza un inizio o un finale, senza senso apparente o "morale", spesso raccontati in prima persona in poche pagine, vanno ben oltre il quadretto deprimente di vita suburbana statunitense che mi aspettavo. Non saprei come, ma Carver riesce a infondere potenza narrativa e comunanza coi personaggi (oppure repulsione) con un linguaggio spoglio ma non freddo.

    ha scritto il 

  • 5

    Leí el título del libro en una red social de lectura y decidí que tenía que ser mío. Además, hablaba de "parejas que se despedazan".
    Es el primer libro que compro de segunda mano y creo que eso lo hac ...continua

    Leí el título del libro en una red social de lectura y decidí que tenía que ser mío. Además, hablaba de "parejas que se despedazan".
    Es el primer libro que compro de segunda mano y creo que eso lo hace mucho más especial. En la contraportada, "Hivern '92".
    Las páginas están amarillentas y no huele a libro nuevo; huele mejor.

    "Por la mañana me echa Teacher's en la barriga y lo apura a lametones. Y esa misma tarde trata de tirarse por la ventana."
    Cada vez tengo menos claro si el amor es el ramo de flores que se seca o lo que queda cuando rompes todas sus cartas.
    Lo malo de los libros de relatos es que te destrozan con cada uno de los finales, y claro, no hay quién se recomponga luego.
    "Tengo el corazón destrozado -declara-. Se me ha vuelto de piedra."
    Historias aparentemente sencillas con más trasfondo de la mayoría de best sellers de hoy en día, pero eso es otra historia.
    "Pero no creo que creyese de verdad lo que decía. Creo que sencillamente no sabía a quién culpar o qué decir."

    Me gustaría que antes de subir la próxima foto con vuestra pareja a las redes sociales diciendo lo muchísimo que la queréis para intentar convencernos de lo felices que sois, como si nos fuésemos a creer que no tenéis problemas, os leyéseis el relato que da nombre al libro.
    Si creéis que eso que Carver describe es lo que vosotros sentís, os comentaré que entonces no os harían falta las fotos, ni las redes sociales, porque os sobraría todo lo demás.
    Yo, mientras tanto, seguiré rebuscando en la papelera las cerillas que me han vuelto a tirar.

    "Fumo tres paquetes al día. Lo digo por si de verdad quieres saber cómo andan las cosas por aquí."

    ha scritto il 

  • 4

    Molta amarezza in questi racconti minimalisti di Carver: l’amore e il rancore, l’amore vero, l’amore che si spegne, le difficoltà a capirsi, la noia del vivere e alcool a fiumi in ogni racconto, che s ...continua

    Molta amarezza in questi racconti minimalisti di Carver: l’amore e il rancore, l’amore vero, l’amore che si spegne, le difficoltà a capirsi, la noia del vivere e alcool a fiumi in ogni racconto, che sembra interrompersi sempre un attimo prima di una conclusione classica, scritti con un linguaggio semplice, ma che riesce a penetrare l’intimo di noi stessi.
    Bellissima la postfazione di Fernada Pivano: nessuno può averla scritta meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    La vicenda è abbastanza nota. È la storia di come il ‘minimalismo’ sia nato a tavolino. Una storia di esemplare editing letterario da una parte e un dramma umano dall’altra.
    http://www.piegodilibri.it ...continua

    La vicenda è abbastanza nota. È la storia di come il ‘minimalismo’ sia nato a tavolino. Una storia di esemplare editing letterario da una parte e un dramma umano dall’altra.
    http://www.piegodilibri.it/recensioni/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-damore-raymond-carver/

    ha scritto il 

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