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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(1959)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata

Isbn-10: 8811668352 | Isbn-13: 9788811668350 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Manera

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il mondo quotidiano, nella sua banalità, ma anche nel suo mistero, nei racconti carichi di suspense e di atmosfera del padre del minimalismo americano.Postfazione di Fernanda Pivano.in gioco il nevrotico destino dei protagonisti, creando personaggi di bizzarrofascino, in trappola tra modernità e tradizione, tra storia e memoria.interpretato come la versione italiana di quella filosofia dell'esistenza cheegli fissava nelle quattro grandi figure di Jaspers, Heidegger, Marcel eBerdjaev, o anche come uno sviluppo veramente originale di essa".lente trentenne omosessuale; il "vero" Mario Schifano e molti altri.
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  • 2

    Gente alcolizzata, inquadrata mentre beve e comunica con frasi smozzicate quanto il suo matrimonio sia a pezzi e la vita distrutta. Frammenti di quotidiano bloccati in istanti di disperazione, immobili e senza evoluzione. Tutti uguali.

    ha scritto il 

  • 2

    Bah! Raccontini esili di ordinaria disperazione. Pessima scrittura, nulla a che fare con il vero minimalismo (Hemingway, tanto per non fare nomi). Un paio di racconti avrebbero anche potuto essere interessanti, fossero stati scritti in modo decente. All'epoca si parlò di capolavoro, le solite s ...continua

    Bah! Raccontini esili di ordinaria disperazione. Pessima scrittura, nulla a che fare con il vero minimalismo (Hemingway, tanto per non fare nomi). Un paio di racconti avrebbero anche potuto essere interessanti, fossero stati scritti in modo decente. All'epoca si parlò di capolavoro, le solite spacconate editoriali in cui siamo sempre felici di cascare.

    ha scritto il 

  • 4

    vivisezione quotidiana

    Scritto nel 1981, questa raccolta di 17 brevi racconti mette i luce lo stile inconfondibile di Raymond Carver.
    Di lui si può dire che sia stato un maestro nel rappresentare la quotidianità più disarmante e il vuoto sociale. Le sue storie si svolgono generalmente in ambiente domestico: può e ...continua

    Scritto nel 1981, questa raccolta di 17 brevi racconti mette i luce lo stile inconfondibile di Raymond Carver.
    Di lui si può dire che sia stato un maestro nel rappresentare la quotidianità più disarmante e il vuoto sociale. Le sue storie si svolgono generalmente in ambiente domestico: può essere la cucina o il salotto, davanti alla televisione. Le trasferte raggiungono la bottega del barbiere o la sala giochi.
    Rimane ogni volta il mistero di come lo scrittore riesca a creare una situazione di suspense anche in simili ambiti, raccontando un non-racconto dove spesso il problema è un non-problema.
    La risposta penso sia che Il buon Carver sapeva scrivere. E tutt’ora è preso a esempio nei corsi di scrittura.
    Semplicità e spontaneità sono validi mezzi di successo in ogni campo.

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura di Carver, che ho da poco scoperto, non necessita di grandi spiegazioni né giri di parole, basta infatti leggere i suoi racconti per venire letteralmente catapultati nel suo mondo e nella sua personale visione delle cose e dentro i suoi racconti di ho trovato una bellezza straordina ...continua

    La scrittura di Carver, che ho da poco scoperto, non necessita di grandi spiegazioni né giri di parole, basta infatti leggere i suoi racconti per venire letteralmente catapultati nel suo mondo e nella sua personale visione delle cose e dentro i suoi racconti di ho trovato una bellezza straordinaria, oltre che un profondo senso di coraggio e di libertà, merito forse di una penna geniale e dannatamente perfetta.

    http://www.librofilia.it/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-damore-raymond-carver-recensione/

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato.
    A pag. 18.
    So già che questi due primi racconti mi gireranno attorno, come tanti e tutti gli altri, ma...questa disperazione così eclatante che ti striscia dentro come vorrebbe l'autore....cosa volete me ne faccia, io! angelo del focolare, immersa nel verde e l'azzurr ...continua

    Abbandonato.
    A pag. 18.
    So già che questi due primi racconti mi gireranno attorno, come tanti e tutti gli altri, ma...questa disperazione così eclatante che ti striscia dentro come vorrebbe l'autore....cosa volete me ne faccia, io! angelo del focolare, immersa nel verde e l'azzurro di una zona lacuale, con sorrisi grandi stampati sul viso, beneauguranti e augurati?
    Sarei felice da far schifo, mica voglio rovinarmi la prospettiva!
    Non oggi.
    Non ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Caro Carver,

    sei bravo, bravissimo.
    Quelle tue scene scarne eppure dettagliate, quei momenti di vita insignificanti eppure stravolgenti.
    Però c'è un problema: Carver, mi deprimi.
    La tua piccola umanità sfinita, sfibrata, sfiorita, di sicuro alcolizzata, mi deprime all'ennesima potenza.
    ...continua

    sei bravo, bravissimo.
    Quelle tue scene scarne eppure dettagliate, quei momenti di vita insignificanti eppure stravolgenti.
    Però c'è un problema: Carver, mi deprimi.
    La tua piccola umanità sfinita, sfibrata, sfiorita, di sicuro alcolizzata, mi deprime all'ennesima potenza.
    Fai venire un po' anche a me voglia di bere.
    Perciò sei bravo, ma credo che dopo questa seconda raccolta di racconti non ti leggerò più.
    Addio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Carver's fictioon is so spare in manner that it takes time before one realizes how completely a whole culture and a moral condition is represented by even the most seemingly slight sketch..."
    I think that Keromde's review represent perfectly what Carver's novels are: perfect pictures of re ...continua

    "Carver's fictioon is so spare in manner that it takes time before one realizes how completely a whole culture and a moral condition is represented by even the most seemingly slight sketch..."
    I think that Keromde's review represent perfectly what Carver's novels are: perfect pictures of real life made using as less details as possible.
    At the end of each story, this realization comes and one can't help but feel amazed.

    ha scritto il 

  • 4

    Sharp as a knife

    Carver's stories cut you open, leave you with a sense of longing for completeness, for following the characters' fate. The story that gives the name to this collection, What we talk about when we talk about love, is simply breathtaking. Expect the unexpected with Carver.

    ha scritto il 

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