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Di cosa parliamo quando parliamo d'amore

By Raymond Carver, Livia Manera (Translator), Fernanda Pivano (Contributor)

(1310)

| Hardcover | No ISBN

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10 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Un mostro.
    Perchè tanto brutale e sconvolgente da sbatterti giù dal divano, trascinarti a terra, farti annusare la verità.
    Ma che male...

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    Joy said on Dec 18, 2011 about the Paperback edition | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Leggendo questi racconti liofilizzati mi è tornata in mente un’osservazione di Hitchcock, secondo il quale non è il caso di illudersi che la gente esca di casa per guardare al cinema le scene d’acquaio che può vedere gratis tutti i giorni a casa propria. E di tutte le scene d’acquaio immagina ... (continue)

    Leggendo questi racconti liofilizzati mi è tornata in mente un’osservazione di Hitchcock, secondo il quale non è il caso di illudersi che la gente esca di casa per guardare al cinema le scene d’acquaio che può vedere gratis tutti i giorni a casa propria. E di tutte le scene d’acquaio immaginabili, quelle in questa raccolta di Carver sono le più squallide, le più miserande che una mente depressa possa concepire: tanto così dal suicidio.

    Questo libro è presentato con rispettosa ammirazione da Fernanda Pivano. Si è poi saputo che Gordon Lish era un editor un po’ sadico che sforbiciava a suo piacimento i racconti del pupillo, il quale guaiva dal dispiacere senza potere in nessun modo intervenire. Ma questa è un’altra storia, diversa dal libro che abbiamo in mano.

    Dei diciassette, i racconti che mi sono dispiaciuti meno:
    Perché non ballate?
    Di’ alle donne che usciamo

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    Gaglioz said on Feb 9, 2012 | 1 feedback

  • Non conoscevo Carver ed ora....

    I racconti di Carver ti lasciano sospeso, a volte angosciato. Il loro pregio maggiore (oltre all'incredibile realismo ad es dei dialoghi) sta nel non indirizzare il lettore attraverso fatti univocamente interpretabili, nel fornire nessuna chiave di lettura. Ognuno interpreta i racconti come vuole, t ... (continue)

    I racconti di Carver ti lasciano sospeso, a volte angosciato. Il loro pregio maggiore (oltre all'incredibile realismo ad es dei dialoghi) sta nel non indirizzare il lettore attraverso fatti univocamente interpretabili, nel fornire nessuna chiave di lettura. Ognuno interpreta i racconti come vuole, trova storie che non ci sono, motivi che forse neanche Carver aveva immaginato. Chi ritiene questi racconti insignificanti, o inconcludenti forse non ha capito niente di Carver....

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    Lauraleonetti said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

  • Ci ho messo tantissimo per leggerlo, nonostante le pagine siano poche. Perché ogni pagina è densissima di simboli e messaggi sottintesi. E' un'antologia di racconti e sarebbe difficile raccontarne le storie, perché l'autore "fotografa" un momento particolare della vita di uno o più personaggi, svela ... (continue)

    Ci ho messo tantissimo per leggerlo, nonostante le pagine siano poche. Perché ogni pagina è densissima di simboli e messaggi sottintesi. E' un'antologia di racconti e sarebbe difficile raccontarne le storie, perché l'autore "fotografa" un momento particolare della vita di uno o più personaggi, svelandone l'intimo significato nel percorso personale di quel personaggio. Icastico ed essenziale, direbbe qualcuno. Bello e difficile, almeno per me.

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    Lady Rin said on Jan 5, 2012 | Add your feedback

  • Notevole

    Racconti sintetici, disperati, rivolti a una società americana devastata. Se non vi sembrano terribili, vuol dire che la vostra vita è davvero brutta: nemmeno Carver riesce a incendiarla. Dal punto di vista della trama, non c'è niente da dire. Letteralmente.

    Agghiacciante l'immagine della copertin ... (continue)

    Racconti sintetici, disperati, rivolti a una società americana devastata. Se non vi sembrano terribili, vuol dire che la vostra vita è davvero brutta: nemmeno Carver riesce a incendiarla. Dal punto di vista della trama, non c'è niente da dire. Letteralmente.

    Agghiacciante l'immagine della copertina di questa edizione (disegno di Tommaso Medugno: La Playstation) peccato non c'entri un belino. Potevano anche mettere la foto di uno nella sala d'attesa del dentista.

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    Antonio Dini said on Dec 21, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

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