Di me diranno che ho ucciso un angelo

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(94)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817066702 | Isbn-13: 9788817066709 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
A volte gli angeli cadono. Precipitano dalle loro altezze e sono costretti ad adattarsi a un mondo che non è il loro. Del nostro, di mondo, non capiscono molto: tutto è mistero ai loro occhi, soprattutto le varie forme che assume l'amore. L'angelo di questa storia è innamorato di una demone, di ciò che lo attrae e lo respinge, e nell'inseguirla finisce sulla terra. Aurora, una sedicenne di ritorno da una festa, lo incontra all'alba su un tram. Lei è un po' brilla, lui decisamente strano. Comincia a raccontarle la sua storia, e Aurora lo ascolta incredula, sempre più presa da questa strana creatura innocente e pericolosa...
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  • 1

    Galeotta fu la copertina e chi la ideò

    Ho poco da dire su questo piccolo romanzo. Non ho trovato il senso di questa fiaba, perché spero che di fiaba stiamo parlando.
    L'ho tanto desiderato perché incuriosita dal titolo e dalla copertina. No ...continua

    Ho poco da dire su questo piccolo romanzo. Non ho trovato il senso di questa fiaba, perché spero che di fiaba stiamo parlando.
    L'ho tanto desiderato perché incuriosita dal titolo e dalla copertina. Non sapevo cosa aspettarmi. Lo stile scorre, alcune frasi ti lasciano belle sensazioni e immagini. Ma nulla di più; 1 stella e mezzo penso sia sufficiente.

    ha scritto il 

  • 4

    ***tre stelline e mezzo***

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/08/di-me-diranno-che-ho-ucciso-un-angelo.html

    È dolce pensare che questo viaggio sarà breve.
    Ci sono romanzi che fin dalla prima pagina riescono a farti ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/08/di-me-diranno-che-ho-ucciso-un-angelo.html

    È dolce pensare che questo viaggio sarà breve.
    Ci sono romanzi che fin dalla prima pagina riescono a farti chiedere che cosa stessi aspettando per deciderti a leggerlo. È il caso del romanzo della Laterza.
    È quasi l'alba, quando Aurora, ubriaca e appesantita da una serata finita male, sale sull'autobus che la riporterà a casa. E proprio durante quel breve viaggio, Aurora fa un incontro che stravolge la realtà.

    Il tram continua a viaggiare, eppure è fermo.
    Il sole non è ancora sorto, eppure c'è luce.
    Nulla di quel luogo le sembra vero.

    Nemmeno lo sconosciuto, così bello e lontano, sembra vero.«Ma tu sei vera» le ripete il giovane.
    Convinta che sia un sogno, Aurora si fida e continua a parlare con lui.

    «Gli uomini e le donne sono…» risponde Aurora dopo un silenzio leggero, «delle storie da raccontare.»

    E il giovane ha una storia da raccontare. Una storia incredibile, piccola e allo stesso immensa e potente come una fiaba.
    Quando lo sconosciuto inizia il suo racconto, i contorni della realtà diventano ancora più sfumati. La storia è offerta al lettore non come narrazione diretta, ma come racconto parallelo a quello di Aurora e del giovane dalla bellezza surreale.

    Questa storia racconta che una notte la demone della foresta alzò lo sguardo e incontrò gli occhi di una stella. La stella incontrò gli occhi della demone e desiderò raggiungerli.

    Nella storia della demone della foresta e della stella che cadde per raggiungerla viene rivelata la natura dello sconosciuto: è un angelo. Caduto sulla terra, l'angelo non può unirsi alla demone: non conosce le sensazioni e i sentimenti; non conosce la vita.
    E la desidera tanto da partire a cercarne il significato.
    Alternandosi, i capitoli di Aurora e quelli dell'angelo si intrecciano e fondono armoniosamente.
    Di me diranno che ho ucciso un angelo è all'apparenza una storia semplice: è facile da leggere, breve, le relazioni tra i personaggi e persino la loro caratterizzazione (in particolare della protagonista) sembrano prevedibili e banali. Ma appunto è solo apparenza: la superficie di un romanzo che ha molto da regalare ai suoi lettori.
    Innanzitutto ci sono le parole. La narrazione, proprio come l'autobus di Aurora, risulta sospesa tra la fantasia e la realtà: l'autrice ha uno stile così delicato e poetico da emozionarmi e farmi vivere con intensità la lettura. Ho riportato alcune delle frasi che ho sottolineato ma, fidatevi, sono molte di più.

    «Ma tu sei vero?»
    «No» dice il giovane con molta serietà. «Devo diventarlo. Te l'ho detto prima.»

    Di me diranno che ho ucciso un angelo è un romanzo ricco di messaggi e di spunti di riflessione. Ne è esempio il viaggio dell'angelo tra gli uomini: l'ingenuità del suo sguardo mette in luce un percorso di crescita e trasformazione dell'identità. L'angelo scopre, per esempio, le sfaccettature dell'amore, il significato della solitudine e della speranza.
    Non penso sia un caso che la prima destinataria del suo racconto sia Aurora, una ragazza che, come tanti adolescenti, ha delle convinzioni molto forti, ma allo stesso tempo i suoi occhi sono velati, non riescono a mettere a fuoco la realtà e provano emozioni intense e contrastanti.
    Pur essendo un romanzo breve, spinge il lettore a riflettere, a cercare di carpire tutti i significati che le parole sembrano nascondere: a distanza di giorni, continuo a sfogliarne le pagine, a metabolizzarle. La Laterza ha scritto una piccola perla di cui far tesoro, sicuramente da rileggere e consigliare.

    ha scritto il 

  • 2

    Ci sono viaggiatori che perdono la loro stella, e stelle che continuano comunque a brillare.

    Ammetto che - ahimé! - mi capita davvero raramente di comprare un libro e di leggerlo subito. La mia lista "da iniziare" conta un numero infinito di libri, quindi i nuovi arrivi spesso e volentieri fi ...continua

    Ammetto che - ahimé! - mi capita davvero raramente di comprare un libro e di leggerlo subito. La mia lista "da iniziare" conta un numero infinito di libri, quindi i nuovi arrivi spesso e volentieri finiscono in fondo ai miei pensieri. L'eccezione che ho fatto per Di me diranno che ho ucciso un angelo non è stata infatti voluta: avevo voglia di qualcosa di molto corto da alternare ad un'altra lettura che mi stava un po' annoiando ma, siccome sono una frana a leggere più romanzi contemporaneamente, avevo pensato di leggiucchiare giusto i primi capitoli per vedere come fosse. E poi niente, visto il numero di pagine molto ridotto ho deciso di terminarlo. Se la recensione sarà breve non è perché ho poco tempo o poca voglia, ma semplicemente perché non trovo nulla da dire sul libro.. e sì, nel caso ve lo chiedeste, non è una cosa positiva.
    Questo romanzo era nella mia Wish List da tantissimo tempo ed ero tanto felice di averlo ricevuto grazie ad uno scambio. Ad essere onesta non mi ero nemmeno presa la briga di andare a cercare qualche recensione sui siti libreschi, non so perché, ho semplicemente deciso che volevo leggerlo e quando me ne è capitata l'occasione l'ho preso ad occhi chiusi.
    Sono rimasta delusa? Vedendo il misero voto che ho deciso di assegnargli si direbbe di sì, ma in realtà non è esattamente così, perché da questo libro non avevo la minima idea di cosa aspettarmi.. l'ho letto un po' così, quel che viene, viene.
    La lettura è stata molto strana e particolare, penso che la storia scorra molto bene e lo stile dell'autrice, poetico e leggero, sia molto carino. Il problema è il contenuto, perché io questo romanzo proprio non l'ho capito. Ci troviamo davanti ad un lavoro che non viene sviluppato su una trama vera e propria, ma su dialoghi e scene a sé, e che quindi non è riuscito ad appassionarmi per niente. Non lo trovo un brutto lavoro, anzi, l'autrice attraverso la figura di un angelo, estraneo ai sentimenti, ci fa riflettere sull'animo umano e su ciò che per noi è tanto importante: la vita, l'amore, la libertà. Questi pensieri, un po' filosofeggianti, danno vita a frasi poetiche e "belle da leggere", ma che a livello di emozioni non regalano niente di più che una storia ricca di parole deliziose ma povera di contenuto. Questa fiaba moderna, perché solo così può essere definita, mi ha ricordato un po' Il piccolo principe, altra lettura che non sono mai riuscita ad apprezzare, ma forse sono troppo poco profonda per capirne l'affascinante significato che in tanti hanno colto. A me proprio sfugge.
    Mi rendo conto di aver detto poco o niente ma, come avevo anticipato, questo romanzo mi ha lasciata totalmente indifferente, non l'ho trovato né brutto, né pessimo o scritto male, ma non ha saputo coinvolgermi né interessarmi.. se non lo leggevo era lo stesso, ecco. Delle belle frasi non bastano a fare un buon libro.
    Di me diranno che ho ucciso un angelo è una storia delicata e onirica che prende poco tempo, il mio parere va preso con le pinze perché è il tipo di lettura che può emozionare, ma deve piacere il genere. A me purtroppo non ha fatto né caldo né freddo e me ne dispiaccio, ma sono sicura che troverà tanti altri lettori in grado di apprezzare più di me tutte queste metafore sulla vita e sull'amore.

    Recensione sul mio blog:
    http://ombre-angeliche.blogspot.ch/2015/07/recensione-di-me-diranno-che-ho-ucciso.html

    ha scritto il 

  • 1

    http://chanelbooks.blogspot.it/

    E devo smetterla d leggere autrici italiane.
    Non c vado proprio d'accordo.
    Arrivata a pagina 73 non c'è lo fatta più. Ho mollato. Ho buttato un occhio alla fine così per sapere.
    E decisamente una lett ...continua

    E devo smetterla d leggere autrici italiane.
    Non c vado proprio d'accordo.
    Arrivata a pagina 73 non c'è lo fatta più. Ho mollato. Ho buttato un occhio alla fine così per sapere.
    E decisamente una lettura di poco conto. Chi riuscirà a finirlo Ben venga per la persona. Ma io l'ho trovato noioso, non m trasmetteva nulla se non caos totale. Pensieri filosofici che si perdono per strada. Molti lo hanno definito come una sorta d favoletta.
    Una perdita di tempo.
    M fa una tale rabbia che la Rizzoli pubblichi questo e non altre serie di gran lunga più interessanti....

    ha scritto il 

  • 1

    Non ho proprio capito cosa vuole dirci con questo libro l'autrice!
    Insieme di riflessioni filosofiche sull'essere umano,da parte di un angelo che si sente spaesato per amore e vuole diventare uomo e r ...continua

    Non ho proprio capito cosa vuole dirci con questo libro l'autrice!
    Insieme di riflessioni filosofiche sull'essere umano,da parte di un angelo che si sente spaesato per amore e vuole diventare uomo e racconta la sua storia ad una ragazzina,ubriaca e reduce da una festa dove conosce un ragazzo che non la considera per niente.
    Per questo angelo ho provato molta pena e,per la sua controparte,la demone,molta nostalgia.

    ha scritto il 

  • 2

    tante buone frasi ma senza personaggi e una storia che ne creano l'anima

    Copertina del libro molto intrigante, che invoglia le lettrici femminili all'acquisto del libro.
    Il libro sembra inizialmente molto interessante e scritto in maniera poetica, ma già dalle prime quaran ...continua

    Copertina del libro molto intrigante, che invoglia le lettrici femminili all'acquisto del libro.
    Il libro sembra inizialmente molto interessante e scritto in maniera poetica, ma già dalle prime quaranta pagine ho iniziato ad avere una notevole difficoltà nel volerlo continuare. La trama non è coinvolgente, sembrano tanti racconti che si intrecciano alla fine solo per dar loro un senso. Forse l'autrice avrebbe fatto meglio a scrivere una raccolta di racconti brevi, perchè l'intreccio della storia non è armonizzato bene a mio parere e fa sembrare la storia meno interessante di quanto lo sia. Inoltre i personaggi non coinvolgono molto. Nel leggerlo tutte le frasi poetiche e ricco di contenuto non acquistano valore perchè sembra mancare un personaggio vero che le dica. Insomma le due stelline le metto solo pechè mi sono piaciute molte frasi del libro che fanno riflettere il lettore, ma oltre ciò questo libro per me non merita.

    ha scritto il 

  • 4

    Veramente sarebbero 4 stelle e mezza.

    Libro che mi ha molto colpito.
    Breve e intenso... Forse fin troppo breve, ci sono piccoli vuoti che ti lasciano un po' in sospeso, per questo non do un punteggio pieno.
    Un Angelo che racconta del suo ...continua

    Libro che mi ha molto colpito.
    Breve e intenso... Forse fin troppo breve, ci sono piccoli vuoti che ti lasciano un po' in sospeso, per questo non do un punteggio pieno.
    Un Angelo che racconta del suo viaggio alla ricerca della Demone di cui si è perdutamente ed inconsapevolmente innamorato, ma soprattutto un viaggio alla ricerca di se stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    http://illibrochepulsait.blogspot.it/2014/05/recensione-di-me-diranno-che-ho-ucciso.html

    L'autrice italiana, Gisella Laterza, ha pubblicato con Rizzoli il suo primo romanzo d'esordio. Un talento fresco e giovane che è stato notato dalla casa editrice, tanto da permetterle la pubblicazion ...continua

    L'autrice italiana, Gisella Laterza, ha pubblicato con Rizzoli il suo primo romanzo d'esordio. Un talento fresco e giovane che è stato notato dalla casa editrice, tanto da permetterle la pubblicazione del suo libro Di me diranno che ho ucciso un angelo.

    Il romanzo è una favola moderna, raccontata ai giorni nostri con uno stile immediato e fortemente emotivo.
    Aurora è una ragazza adolescente che si porta dietro i classici problemini della sua tenera età, e durante un viaggio sul tram incontrerà un ragazzo molto particolare. L'uomo ha biondi capelli dorati e sembra appartenere a un'altra dimensione a lei sconosciuta. Aurora è al tempo stesso incuriosita e spaventata da quella presenza che, per qualche strana ragione, non sembra totalmente umana.
    Aurora affronterà le sue insicurezze e ascolterà la storia che quel ragazzo, o angelo, le racconterà.

    La storia prende il via grazie al racconto dell'angelo. Una storia in bilico, su un filo sottile, tra fantasia e realtà. Una storia che supera le barriere fisiche e temporali, raccontando un viaggio insolito e riflessivo.
    Il romanzo narra il lungo e tortuoso viaggio che la demone e l'angelo dovranno affrontare per incontrarsi.
    Una difficile esperienza che saranno costretti a vivere per imparare a diventare umani e legarsi in amore.
    Vagheranno come anime curiose e sofferenti alla ricerca l'uno dell'altra. Incroceranno sguardi di passanti che muteranno il loro aspetto e la loro natura. Rendendoli più umani.
    Di me diranno che ho ucciso un angelo è una bellissima storia d'amore, raccontata attraverso forti emozioni e riflessioni che trasudano in ogni pagina del libro. Ogni capitolo è una lezione di vita da imparare e una lezione da superare per migliorarsi.
    Gisella mi ha piacevolmente rubato il cuore con il suo romanzo d'esordio. I protagonisti si sono fatti strada dentro la mia anima e l'hanno marchiata con le loro emozioni, arricchendola.
    Non è un libro banale, anche se potrebbe sembrare un breve romanzetto per ragazzi, ma nasconde un grande e importante contenuto che evapora dalle parole stesse.
    Le descrizioni non sono esaustive, ma credo sia stata una scelta voluta proprio per concentrarsi su altro. I protagonisti, sia principali che secondari, sono i punti focali della narrazione. Ognuno di loro è indispensabile per sviluppare la storia e per renderci parte integrante del lungo viaggio.
    Una lettura consigliata a un pubblico molto ampio perchè tocca le corde del nostro cuore silenziosamente. Una lettura consigliata per evadere dalle centinaia di imitazioni di libri a cui siamo abituati.

    ha scritto il 

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