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Di mercoledì

Di

2.9
(111)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Altri

Isbn-10: 8858624424 | Isbn-13: 9788858624425 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Musica , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
È mercoledì quando la signorina Else, tremula spilungona dall'aria vagamente trasandata, sale carica di apprensione al quinto piano di un vecchio palazzo.
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  • 2

    Di mercoledì

    Ho comprato il libro insieme e "Moscerine" presa dall'entusiasmo di aver ascoltato Anna Marchesini ad una serata di presentazione di Moscerine, appunto.
    Non mi è piaciuto il modo di scrivere, l'ho trovato antiquato quasi a voler imitare uno scrittore dei primi del novecento. Lo stesso modo ...continua

    Ho comprato il libro insieme e "Moscerine" presa dall'entusiasmo di aver ascoltato Anna Marchesini ad una serata di presentazione di Moscerine, appunto.
    Non mi è piaciuto il modo di scrivere, l'ho trovato antiquato quasi a voler imitare uno scrittore dei primi del novecento. Lo stesso modo che ho riscontrato nell'unico (per ora) racconto letto da Moscerine
    Come trama poi niente di che. Sono un po' stufa di questa mania di analizzare il mondo femminile, quasi fossimo tutti psicologi, ma una bella trama no? è chiedere troppo?

    ha scritto il 

  • 4

    LA FELICITA'

    Che cos'è la felicità?? Quanti tipi di felicità esistono??
    Bel romanzo che fa riflette sull'annosa ricerca della felicità. E' il primo libro che leggo della Marchesini, mi è piaciuto anche il suo stile povero di punteggiatura.

    ha scritto il 

  • 3

    Una volta abituati alla scrittura della Marchesini, che risulta molto ricca di aggettivi, la lettura scorre via velocemente e piacevole.
    L'idea di base della storia è accattivante, purtroppo al termine della lettura mi sono trovata a pensare: "Tutto qui..."
    Sembra che l'autrice abbia ...continua

    Una volta abituati alla scrittura della Marchesini, che risulta molto ricca di aggettivi, la lettura scorre via velocemente e piacevole.
    L'idea di base della storia è accattivante, purtroppo al termine della lettura mi sono trovata a pensare: "Tutto qui..."
    Sembra che l'autrice abbia lasciato tutte e tre le vicende sospese, senza approfondirle appieno, soprattutto le storie di Else e Zelda che mi ha dato l'impressione di averle buttate lì.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro questo! Due donne, due storie differenti, ma con atmosfere e sensazioni comuni.


    Else e Maria hanno avuto esperienze e vite che solo apparentemente possono sembrare legate, ma comunque non è questa la cosa importante.


    Ciò che Anna Marchesini trasmette in questo suo Di me ...continua

    Un bel libro questo! Due donne, due storie differenti, ma con atmosfere e sensazioni comuni.

    Else e Maria hanno avuto esperienze e vite che solo apparentemente possono sembrare legate, ma comunque non è questa la cosa importante.

    Ciò che Anna Marchesini trasmette in questo suo Di mercoledì sono gli stati d’animo delle persone.

    Un’opera riuscita che consente al lettore di entrare nella mente delle protagoniste e dunque crea quella empatia necessaria per gustare una lettura e ricavarne qualcosa.

    La Marchesini si sofferma sulla parte interiore delle sue protagoniste, i fatti e gli avvenimenti fanno quasi da contorno al racconto principale.

    Non è importante cosa succede, ma è importante cosa sentono dentro di sé non solo Else e Maria, ma anche tutti gli altri personaggi.

    “Non è l’essere reale che amiamo a renderci felici, bensì lo stato di grazia e di potenza in cui l’amore ci innalza che è ripetibile perché attiene alla capacità di amare; è un attributo dell’amore e non della persona amata, perciò torna ad essere una nostra facoltà, sarà di nuovo nelle nostre mani quando la persona in cui la vedevamo espressa se ne sarà andata. È impossibile pensarlo quando si è innamorati e si fa coincidere l’amore con il suo oggetto.”

    Molto bella la parte finale che dà più l’idea di una scrittura cinematografica con quel senso di crescendo che deve rimanere nella mente dello spettatore, qui lettore, al termine dello spettacolo.

    Paradossalmente l’aspetto che meno mi ha soddisfatto è stato proprio quello della tecnica di scrittura: a tratti troppo ricercata e sofisticata, spesso alla ricerca di metafore, similitudini ed immagini mentali per rafforzare concetti già espressi.

    Un modo di scrivere anche troppo estetico per una storia di per sé già forte.

    Tra le mie letture é già il secondo romanzo in pochi giorni (Il catino di zinco – Margaret Mazzantini) con caratteristiche di scrittura simili che poco mi piacciono.

    Al gusto non si comanda.

    Tempo di lettura: 3h 58m

    http://ferdori.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 2

    La Marchesini scrive come uno dei suoi personaggi teatral-televisivi,la signorina perfettina e ridondante arzigogolosa nel modo di esprimersi tanto che su carta davvero risulta pesante da seguire.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male

    Superato il primo scoglio di uno sbrodolio eccessivo di aggettivi qualificativi (inizialmente almeno due o tre per ogni sostantivo, davvero un'overdose) la storia prende corpo e acquista sostanza. Tre vite sofferte si intrecciano nello studio, anzi nella sala d'attesa e sul pianerottolo, di uno s ...continua

    Superato il primo scoglio di uno sbrodolio eccessivo di aggettivi qualificativi (inizialmente almeno due o tre per ogni sostantivo, davvero un'overdose) la storia prende corpo e acquista sostanza. Tre vite sofferte si intrecciano nello studio, anzi nella sala d'attesa e sul pianerottolo, di uno studio di psicoterapeuti. E come nella realtà alcune si risolvono, altre sembrano perseguire una strada disperata... Poteva essere meglio, magari con meno ricercatezze verbali e qualche virgola in più.

    ha scritto il 

  • 2

    Se la prima frase del tuo libro scorre per una ventina di righe con profusione di segni di interpunzione ma per dire assai poco, o ti chiami Gadda o forse faresti meglio a darci un taglio ogni tanto!
    Esilissima trama: 3 vite quasi sciape convergono in un palazzo romano dove esercita una psi ...continua

    Se la prima frase del tuo libro scorre per una ventina di righe con profusione di segni di interpunzione ma per dire assai poco, o ti chiami Gadda o forse faresti meglio a darci un taglio ogni tanto!
    Esilissima trama: 3 vite quasi sciape convergono in un palazzo romano dove esercita una psicoterapeuta (con marito di rincalzo).
    Tutto si sfiora, nulla si approfondisce, ogni tanto ci si annoia, spesso ci si domanda se non fosse stato meglio concentrarci di più sulle persone che sulle polverose palme che decidono di sopravvivere in un clima a loro ostile.
    Troppa fretta di uscire con un nuovo lavoro dopo il successo del
    primo romanzo?

    ha scritto il 

  • 3

    Tanto ho apprezzato "Il terrazzino dei gerani timidi", quanto ho trovato deludente questo. La scrittura ed il modo di delineare i personaggi sono sempre affascinanti, ma spesso l'autrice incappa in esercizi di stile fini a se stessi che appesantiscono la narrazione. La trama ne risente, l'ho trov ...continua

    Tanto ho apprezzato "Il terrazzino dei gerani timidi", quanto ho trovato deludente questo. La scrittura ed il modo di delineare i personaggi sono sempre affascinanti, ma spesso l'autrice incappa in esercizi di stile fini a se stessi che appesantiscono la narrazione. La trama ne risente, l'ho trovata superficiale, a tratti macabra, per nulla scorrevole. Peccato perché l'idea di fondo è interessante e avrebbe potuto essere sviluppata in maniera più avvincente.

    ha scritto il 

  • 3

    Anna Marchesini Woolf

    La scrittura della Marchesini mi attrae da un punto di vista stilistico: perché da voce a un flusso di coscienza, poetico e fluido, e si serve di periodi molto ampi e di una punteggiatura sui generis. Ma nonostante questa microstruttura variegata e brillante, la macrostruttura, e cioè la trama, c ...continua

    La scrittura della Marchesini mi attrae da un punto di vista stilistico: perché da voce a un flusso di coscienza, poetico e fluido, e si serve di periodi molto ampi e di una punteggiatura sui generis. Ma nonostante questa microstruttura variegata e brillante, la macrostruttura, e cioè la trama, che in teoria sarebbe la struttura portante del romanzo, è debole e informe. Peccato, perché le qualità ci sono, eccome.

    ha scritto il 

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