Di noi tre

Di

Editore: Mondadori

3.4
(3944)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 513 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804430044 | Isbn-13: 9788804430049 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
E' un romanzo che racconta le vite incrociate di due uomini e una donna nell'arco di venti anni, dalla seconda metà degli anni Settanta ai nostri giorni.
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  • 4

    Andrea De Carlo - Di noi tre

    Andrea De Carlo o si ama o si odia a mio parere. Devo dire che io sono più propenso alla prima categoria, non in maniera spasmodica per carità, però mi piace il modo in cui racconta, mi piacciono i su ...continua

    Andrea De Carlo o si ama o si odia a mio parere. Devo dire che io sono più propenso alla prima categoria, non in maniera spasmodica per carità, però mi piace il modo in cui racconta, mi piacciono i suoi personaggi, le ambientazioni, quella vena a tratti malinconica, quei fin troppo non velati attacchi al paese già fatti più di dieci anni fa.

    Di noi tre è la storia di un'amicizia tanto forte quanto a tratti strana, irrequieta, turbolenta, ricca di vuoti e di tremende piene, in cui ci si lascia e ci si riprende, perché alla fine, quando una persona ci sta veramente a cuore, non riusciremo mai a dimenticarla, seppur tutti gli eventi che potranno capitare in una vita ci porteranno lontano da lei.

    Tuttavia sarebbe sbagliato fermarsi solo a quanto scritto sopra. Quello è la superficie esterna di questo libro, quella che viene fuori se si gratta un poco, se si scalfisce leggermente la superficie esterna. Più a fondo si trova una storia in cui arte e cinema vengono mescolati tra di loro nei modi più semplici e genuini, in cui grandi città come Milano, Londra, Parigi e Buenos Aires riescono a far sentire il proprio peso e la propria importanza senza essere descritte nei minimi particolari, in cui il concetto di amicizia, di amore, di devozione assumono dei significati pieni, vengono sviscerati, quasi sezionati. Ma soprattutto Di noi tre è un romanzo sulle aspettative che si hanno dalla vita, sui grandi sogni che si coltivano a venti anni, sule responsabilità a quaranta, su delusioni e forse anche rimpianti.

    Lo stile di De Carlo talvolta è forse un po' troppo ampolloso, potrebbe dare fastidio a molti, sembra quasi che voglia darsi arie o toni. In realtà, come ho detto all'inizio a me non dispiace, anzi lo trovo anche scorrevole, piacevole, forse a tratti un po' impersonale a dirla tutta, ma comunque superiore rispetto alla media dei libri scritti tutti allo stesso modo.

    Il voto più corretto sarebbe sulle quattro stelle e mezzo. Sono stato indeciso tra le cinque e le quattro, ma alla fine qualche difettuccio c'è come la prolissità in certi momenti, ma soprattutto la figura dell'io narrante che, per il terzo romanzo consecutivo che leggo di questo autore, è la classica persona disillusa, spesso senza quasi grinta, alla deriva nel mondo, spesso sovrastato dalla personalità di chi incontra (Guido Laremi in Due di due, Marco Polidori in Tecniche di seduzione e Marco Traversi in quest'ultimo). Diciamo che lo schema è forse un po' ripetitivo. A me comunque è piaciuto molto e consiglio a tutti questo libro, facendo attenzione nel senso che De Carlo o si ama o si odia come ho detto all'inizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto in adolescenza e al tempo apprezzato.
    Lo stile è quello tipico di De Carlo, che avevo molto apprezzato leggendo "Due di due".
    Questo romanzo è forse un filo meno riuscito ma rappresenta comunque ...continua

    Letto in adolescenza e al tempo apprezzato.
    Lo stile è quello tipico di De Carlo, che avevo molto apprezzato leggendo "Due di due".
    Questo romanzo è forse un filo meno riuscito ma rappresenta comunque una piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    I tre sono Livio, il narratore, Marco e Misia.
    Tre giovani degli anni 70, milanesi, con il malessere, l'irrequietezza, il rifiuto delle convenzioni tipici della loro generazione. Ma prolungati nel tem ...continua

    I tre sono Livio, il narratore, Marco e Misia.
    Tre giovani degli anni 70, milanesi, con il malessere, l'irrequietezza, il rifiuto delle convenzioni tipici della loro generazione. Ma prolungati nel tempo, fino almeno agli anni 90 in cui la storia si conclude (ma sulla falsariga la si potrebbe prolungarla fino ai giorni nostri, con i rotagonisti rmai ultrasessantenni, ed oltre).
    Storia raccontata a sprazzi, a distanze variabili, quelli in cui le loro vite - intrecciatesi in occasione del primo, artigianale, film di Marco - tornano a congiungersi per poi separarsi di nuovo. O meglio, è Livio a ricongiungersi con Marco o con Misia e a trovarsene separato di nuovo.
    Ma nelle vite che si dipanano - successi, matrimoni, figli, separazioni, Italia, Argentina, Londra, Baleari, perù, ... - per ciascuno di loro gli altri due sono il punto di riferimento.
    A me è piaciuto, come sempre De Carlo, questo, forse, più di altri suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono tre personaggi troppo incasinati, che non sanno prendere una decisione di lungo periodo che sia una, che si prendono e si mollano troppe volte, che si assumono le responsabilità solo a forza.
    ...continua

    Ci sono tre personaggi troppo incasinati, che non sanno prendere una decisione di lungo periodo che sia una, che si prendono e si mollano troppe volte, che si assumono le responsabilità solo a forza.
    Alla fine mi è piaciuto Livio, perchè ha una sua coerenza anche se inizialmente è, per certi aspetti, il meno idealista e accetta di amare senza essere corrisposto; Misia è forse quella che cresce di più, Marco invece è cretino e basta.

    ha scritto il 

  • 4

    De Carlo riesce sempre a coinvolgermi nelle storie, nelle vite dei personaggi.. questo libro è un continuo rincorrersi: rincorrere gli amici, rincorrere l'amore, ma soprattutto rincorrere la propria v ...continua

    De Carlo riesce sempre a coinvolgermi nelle storie, nelle vite dei personaggi.. questo libro è un continuo rincorrersi: rincorrere gli amici, rincorrere l'amore, ma soprattutto rincorrere la propria vita! Lasciarsi per poi ritrovarsi? O forse in fondo non ci si ritrova mai davvero..

    ha scritto il 

  • 3

    Sono legata a questo libro: fu, molti anni addietro, il regalo di un mio fidanzatino. Lo apprezzai molto, e nonostante il libro non sia proprio bellissimo, ha un posto speciale nella mia libreria. Ric ...continua

    Sono legata a questo libro: fu, molti anni addietro, il regalo di un mio fidanzatino. Lo apprezzai molto, e nonostante il libro non sia proprio bellissimo, ha un posto speciale nella mia libreria. Ricordi!

    ha scritto il 

  • 3

    sì, ma..

    lo ammetto: è il primo libro di de carlo che ho letto.
    la storia m'è piaciuta: i personaggi sono così ben descritti che sfido anche il lettore più insensibile a non immedesimarvici. peccato che le 500 ...continua

    lo ammetto: è il primo libro di de carlo che ho letto.
    la storia m'è piaciuta: i personaggi sono così ben descritti che sfido anche il lettore più insensibile a non immedesimarvici. peccato che le 500 pagine, dopo un po', si fanno sentire, perchè i "movimenti" della trama alla lunga si assomigliano tutti.
    in ogni caso, consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema"

    Il bel romanzo di De Carlo è la storia di una ...continua

    Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema"

    Il bel romanzo di De Carlo è la storia di una adolescenza, che in un certo senso non finisce mai. La storia di una generazione che cerca l'assoluto, la coerenza, la verità, attraverso l'incoerenza, gli smarrimenti, i tentativi di omologazione, i tentativi di entrare nel mondo "adulto" delle convenienze e del benessere.
    Un'amicizia lega i tre personaggi del romanzo, Marco, Misia e Livio, il narratore. Più forte dell'amore, più forte delle passioni, del denaro e del successo. Un'amicizia, nonostante tutto... Nonostante le apparenti distanze, i silenzi, i tradimenti. Un primo incontro, Livio prende le difese di Misia, la salva dalle avances eccessive di un giovane "bruto". Un gesto impulsivo che segnerà la vita di tutti e due. Le lunghe, inconcludenti conversazioni adolescenziali con Marco, l'unico vero amico di Livio, il sogno di un film, unico progetto "concreto" che i due riescono a elaborare, una laurea in storia che verrà velocemente dimenticata come del tutto ininfluente nell'economia della vita del protagonista: questo è il quadro in cui iniziano a comporsi i tasselli del racconto.
    Il film, grande progetto di Marco, sarà l'evento che unirà i tre, in un indissolubile vincolo. Infatti i due matrimoni di Misia, quello di Livio, le ragazze che si alternano nel letto di Marco, non avranno mai il carattere di un legame definitivo, l'amicizia tra i tre sì.
    Misia è forse quella che negli anni attraversa il numero maggiore di esperienze, dolorose o apparentemente serene. Quando però la gabbia le si stringe intorno, sia questa una gabbia dorata o di morte, come quella della droga, è sempre capace di improvvise impennate, fughe o voli che però le ridanno ossigeno, la rendono di nuovo capace di straordinaria diversità. E proprio così la definisce Livio, diversa, senza saperle dire perché e in che cosa, quando ricca e borghese, la ritrova dopo anni di separazione. Il romanzo si caratterizza proprio da questi momenti di incontro, a distanza di anni, dei tre. Nasce un figlio, Misia lo ha da Marco, lui non lo sa neppure, perché la sua nascita avviene in uno degli innumerevoli momenti di latitanza della ragazza. Ma i figli che intanto nascono, due a Livio e un altro ancora a Misia, non cambiano l'irrequietezza, la voglia di coerenza di questi ragazzi che non vogliono davvero vendere la loro anima.
    Il successo professionale (come regista Marco, come pittore Livio) è solo prova dell'autenticità di una vocazione, come correttamente aveva intuito Misia, ma vero successo, in questa società, vuol dire anche corrompersi, accettare compromessi: i due a volte ne sono tentati, ma la loro natura più profonda si ribella e allora c'è la rottura, lo strappo, la fuga.
    Il libro si conclude, in modo quasi circolare, con un ricongiungimento finale: hanno tutti e tre lasciato alle spalle l'ipotesi di una vita "normale", tutti e tre forse possono ricominciare insieme un altro tratto di strada, tutti e tre sono ormai definitivamente legati da questa straordinaria amicizia.

    ha scritto il 

  • 3

    Il così così è perchè secondo me i libri di De Carlo hanno più o meno la stessa trama in sottofondo. Questo libro l'ho letto volentieri e all'epoca mi è piaciuto molto, ho apprezzato soprattutto la lu ...continua

    Il così così è perchè secondo me i libri di De Carlo hanno più o meno la stessa trama in sottofondo. Questo libro l'ho letto volentieri e all'epoca mi è piaciuto molto, ho apprezzato soprattutto la lucida analisi dei caratteri dei due protagonisti che sono estremamente reali.

    ha scritto il 

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