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Di noi tre

Di

Editore: Mondadori

3.4
(3856)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 513 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804430044 | Isbn-13: 9788804430049 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
E' un romanzo che racconta le vite incrociate di due uomini e una donna nell'arco di venti anni, dalla seconda metà degli anni Settanta ai nostri giorni.
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  • 3

    sì, ma..

    lo ammetto: è il primo libro di de carlo che ho letto.
    la storia m'è piaciuta: i personaggi sono così ben descritti che sfido anche il lettore più insensibile a non immedesimarvici. peccato che le 500 pagine, dopo un po', si fanno sentire, perchè i "movimenti" della trama alla lunga si asso ...continua

    lo ammetto: è il primo libro di de carlo che ho letto.
    la storia m'è piaciuta: i personaggi sono così ben descritti che sfido anche il lettore più insensibile a non immedesimarvici. peccato che le 500 pagine, dopo un po', si fanno sentire, perchè i "movimenti" della trama alla lunga si assomigliano tutti.
    in ogni caso, consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema"


    Il bel romanzo di De Carlo è la storia di una adolescenza, che in un certo senso non finisce mai. La storia di una generazione che cerc ...continua

    Uno il senso dovrebbe darlo o toglierlo dentro di sé invece di aspettarsi che qualcosa gli succeda per osmosi da un'immersione in una situazione estrema"

    Il bel romanzo di De Carlo è la storia di una adolescenza, che in un certo senso non finisce mai. La storia di una generazione che cerca l'assoluto, la coerenza, la verità, attraverso l'incoerenza, gli smarrimenti, i tentativi di omologazione, i tentativi di entrare nel mondo "adulto" delle convenienze e del benessere.
    Un'amicizia lega i tre personaggi del romanzo, Marco, Misia e Livio, il narratore. Più forte dell'amore, più forte delle passioni, del denaro e del successo. Un'amicizia, nonostante tutto... Nonostante le apparenti distanze, i silenzi, i tradimenti. Un primo incontro, Livio prende le difese di Misia, la salva dalle avances eccessive di un giovane "bruto". Un gesto impulsivo che segnerà la vita di tutti e due. Le lunghe, inconcludenti conversazioni adolescenziali con Marco, l'unico vero amico di Livio, il sogno di un film, unico progetto "concreto" che i due riescono a elaborare, una laurea in storia che verrà velocemente dimenticata come del tutto ininfluente nell'economia della vita del protagonista: questo è il quadro in cui iniziano a comporsi i tasselli del racconto.
    Il film, grande progetto di Marco, sarà l'evento che unirà i tre, in un indissolubile vincolo. Infatti i due matrimoni di Misia, quello di Livio, le ragazze che si alternano nel letto di Marco, non avranno mai il carattere di un legame definitivo, l'amicizia tra i tre sì.
    Misia è forse quella che negli anni attraversa il numero maggiore di esperienze, dolorose o apparentemente serene. Quando però la gabbia le si stringe intorno, sia questa una gabbia dorata o di morte, come quella della droga, è sempre capace di improvvise impennate, fughe o voli che però le ridanno ossigeno, la rendono di nuovo capace di straordinaria diversità. E proprio così la definisce Livio, diversa, senza saperle dire perché e in che cosa, quando ricca e borghese, la ritrova dopo anni di separazione. Il romanzo si caratterizza proprio da questi momenti di incontro, a distanza di anni, dei tre. Nasce un figlio, Misia lo ha da Marco, lui non lo sa neppure, perché la sua nascita avviene in uno degli innumerevoli momenti di latitanza della ragazza. Ma i figli che intanto nascono, due a Livio e un altro ancora a Misia, non cambiano l'irrequietezza, la voglia di coerenza di questi ragazzi che non vogliono davvero vendere la loro anima.
    Il successo professionale (come regista Marco, come pittore Livio) è solo prova dell'autenticità di una vocazione, come correttamente aveva intuito Misia, ma vero successo, in questa società, vuol dire anche corrompersi, accettare compromessi: i due a volte ne sono tentati, ma la loro natura più profonda si ribella e allora c'è la rottura, lo strappo, la fuga.
    Il libro si conclude, in modo quasi circolare, con un ricongiungimento finale: hanno tutti e tre lasciato alle spalle l'ipotesi di una vita "normale", tutti e tre forse possono ricominciare insieme un altro tratto di strada, tutti e tre sono ormai definitivamente legati da questa straordinaria amicizia.

    ha scritto il 

  • 3

    Il così così è perchè secondo me i libri di De Carlo hanno più o meno la stessa trama in sottofondo. Questo libro l'ho letto volentieri e all'epoca mi è piaciuto molto, ho apprezzato soprattutto la lucida analisi dei caratteri dei due protagonisti che sono estremamente reali.

    ha scritto il 

  • 4

    il primo ADC non si scorda mai

    è il primo libro che ho letto di De Carlo, da lì non me ne sono persa uno suo... non è il mio preferito, ma è quello da cui sono partita, lo consiglio sempre!

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura adolescenziale

    E' la prima sensazione che mi lascia questo libro: quello di essere una lettura da adolescenti oppure, al massimo, una lettura piacevole solo per i "nostalgici" della gioventù e della pubertà.


    Estremamente lungo, articolato sì ma nel complesso con ben poca sostanza.


    La storia ruota ...continua

    E' la prima sensazione che mi lascia questo libro: quello di essere una lettura da adolescenti oppure, al massimo, una lettura piacevole solo per i "nostalgici" della gioventù e della pubertà.

    Estremamente lungo, articolato sì ma nel complesso con ben poca sostanza.

    La storia ruota attorno ai capricci e alle delusioni; chiaro lo stato di dipendenza assoluta tra i protagonisti, in particolare Livio che negli ultimi capitoli del libro diventa un'ameba. E' lì fermo ad aspettare che qualcuno lo scrolli e gli dica "Oh, svegliati!", completamente indifferente ai suoi due figli, tormentato anche dall'ossigeno che respira. Ebbasta!

    Il finale? Prevedibile. Ed è un peccato, perchè speravo che la storia si riscattasse almeno nelle ultime pagine, ma niente da fare.

    De Carlo scrive bene, tutto sommato; ha una scrittura fluida e sa mettere insieme i vari elementi della storia. Però potrebbe impegnarsi di più sulla trama.
    E' il primo libro di De Carlo che leggo (e meno male che l'ho comprato usato e l'ho pagato poco, altrimenti che spreco!) e data la premessa, non penso che ne leggerò altri. Posso fermarmi qui, è già abbastanza!

    ha scritto il 

  • 5

    Di noi tre è il mio secondo libro preferito di quelli di De Carlo. Un'altra meravigliosa storia di amicizia. Mi piace molto il personaggio di Misia Mistrani. L'ho riletto ora per la terza volta a distanza di molto tempo e il ricordo vivido che mi aveva lasciato non mi ha delusa nemmeno stavolta.< ...continua

    Di noi tre è il mio secondo libro preferito di quelli di De Carlo. Un'altra meravigliosa storia di amicizia. Mi piace molto il personaggio di Misia Mistrani. L'ho riletto ora per la terza volta a distanza di molto tempo e il ricordo vivido che mi aveva lasciato non mi ha delusa nemmeno stavolta.

    ha scritto il 

  • 5

    De Carlo rimane uno dei miei scrittori preferiti di sempre. L'immediatezza e la purezza delle sue storie riescono ogni volta a coinvolgere, a trascinare in un vortice di vita. I tre protagonisti di questo libro sono agitati, malinconici, inconsciamente insicuri e superbi, ridicoli, talentuosi e a ...continua

    De Carlo rimane uno dei miei scrittori preferiti di sempre. L'immediatezza e la purezza delle sue storie riescono ogni volta a coinvolgere, a trascinare in un vortice di vita. I tre protagonisti di questo libro sono agitati, malinconici, inconsciamente insicuri e superbi, ridicoli, talentuosi e annoiati. Veri.

    ha scritto il 

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