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Di qua dal Paradiso

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Medusa, 444)

3.6
(558)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 405 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Svedese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fernanda Pivano ; Prefazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sognava sempre di diventare qualcuno, mai di esserlo. Anche questo era caratteristico di Amory

    Romanzo di formazione che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Fitzgerald. Per questo compito ha scelto Amory Blaine, personaggio controverso che non è famoso per risultare amabile a pr ...continua

    Romanzo di formazione che rappresenta una sorta di autobiografia dello stesso Fitzgerald. Per questo compito ha scelto Amory Blaine, personaggio controverso che non è famoso per risultare amabile a prima vista ed è ben lontano dalla perfezione.
    Fin dall'infanzia Amory dimostra di essere un personaggio disilluso dalla vita, che aspira ad avere una posizione sociale importante, che vuole essere ammirato e adorato. La madre sarà un'importante guida per questa strada che intraprenderà a partire dalla scuola. Amory s'iscrive alla Saint Regis School, in cui inizia la sua ascesa al potere. Amory è bello, affascinante, ricco e intelligente ma, fin da ragazzo risulta essere un personaggio scomodo per vanità e senso di superiorità, sempre presente nei salotti dell'alta società.
    Quando arriva all'università di Princeton (dopo aver scartato naturalmente Yale e Harvard) Amory deve rifare tutto da capo. Nuovo ambiente, nuovi amici che non tarderà a conquistare.
    La "caduta" inizia all'università, al primo esame non passato, che lo costringe a tornare con i piedi per terra. Il colpo di grazia gli verrà dato per colpa dell'amore, che ha sempre decantato fin da adolescente; questa forse è la parola più usata nell'intero romanzo. Il declino di Amory prende il via: alcool, feste e depressione faranno da padroni in questa fase della vita. Verso la fine inizia ad esserci una presa di coscienza della vita, di tutti i suoi sogni infranti, ma s'intravede comunque la speranza di andare avanti nonostante tutto.

    Forse più che qualsiasi concreto vizio, o difetto, Amory disprezzava la propria personalità: detestava sapere che domani, e nei millanta giorni a venire, avrebbe gonfiato tronfiamente il petto per un complimento e si sarebbe adombrato per una mala parola, al pari di un musicista di mezza tacca o di un attore di prim'ordine. Si vergognava del fatto che le persone molto semplici e oneste di solito diffidavano di lui; che si era mostrato crudele, spesso, con coloro che avevano annegato la propria personalità in lui.

    Amory non è un personaggio facile da raccontare. Ha mille difetti ma alla fine è un personaggio vero nelle sue riflessioni, che sono poi quelle dello stesso autore. Amory inoltre interpreta una parte che potrebbe essere di qualunque giovane, a prescindere dagli anni '20.

    Il guaio è che mi sconvolgo, quando mi metto a scrivere un racconto. Mi prende la paura di scriverla - la vita - anziché viverla.

    In certi tratti l'ho trovato molto filosofico, una storia poco romanzata ma che nell'insieme risulta piacevole, sopratutto se si pensa che è il primo romanzo di Fitzgerald.

    ha scritto il 

  • 3

    ho il terrore di ingrassare o di innamorarmi o di addomesticarmi.

    [tre stelline e mezzo]

    « i sentimentali credono che le cose durino. i romantici sperano contro ogni speranza che non durino. »

    ha scritto il 

  • 2

    "Conosco me stesso, e nient'altro."

    Iniziato con un entusiasmo che ho provato poche altre volte per un libro, un amore immediato per il tormentato e superiore Amory, un interesse crescente per il rapporto tra lo stesso Amory e sua madre ...continua

    Iniziato con un entusiasmo che ho provato poche altre volte per un libro, un amore immediato per il tormentato e superiore Amory, un interesse crescente per il rapporto tra lo stesso Amory e sua madre, e poi nient'altro. Dico davvero. Ottimi dialoghi ma, a parte questo, pagine e pagine di retorica letteraria in cui non ho visto niente.
    Per tre pomeriggi mi sono ritrovata a lezione, a scorrere le parole di Fitzgerald annoiata, senza leggere veramente, e con la mente su altre cose più futili. Amo Amory e lo amerò sempre, perchè il ritratto immortale di un adolescente per bene, il ritratto immortale di qualsiasi ventenne contemporaneo iscritto su Anobii, ma non sono riuscita ad amare questo romanzo, acerbo, pomposo e... ebbene sì, noioso. Un romanzo che potrebbe aver scritto Amory stesso.
    L'ho finito in questa soleggiata domenica in silenzio, concludendo con il dialogo tra Amory e l'uomo con gli occhiali, ultime pagine che hanno fatto in modo che ci fosse la seconda stellina. Forse sì, è un romanzo da leggere con calma, di domenica tra le lenzuola e con gli occhi ancora non abituati alla luce, nel silenzio di un appartamento in disordine. Questa è l'atmosfera del libro, questa l'atmosfera che andrebbe assecondata, ma non quella in cui vivo.

    Riproverò con Fitzgerald, comunque.

    ha scritto il 

  • 3

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...

    In questo primo romanzo dell'autore de Il Grande Gatsby vi è una forte componente autobiografica. Il protagonista, infatti, viene immagi ...continua

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...

    In questo primo romanzo dell'autore de Il Grande Gatsby vi è una forte componente autobiografica. Il protagonista, infatti, viene immaginato come un coscritto dello stesso Fitzgerald.

    Il giovane autore - all'epoca aveva solo 24 anni - riesce a descrivere perfettamente le condizioni della classe medio-borghese americana della sua epoca. Il personaggio centrale Amory Blaine è proprio di questa estrazione sociale e vive sulla sua pelle i cambiamenti radicali degli usi e dei costumi avvenuti negli Stati Uniti con l'arrivo del Novecento. La stessa educazione dei giovani e delle ragazze è cambiata.

    Amory è affascinante ed ambizioso e cerca il successo sin dalla gioventù in un mondo che sembra essere adatto a lui. Sicuramente non gli mancano le capacità e le qualità grazie anche alle sue numerose letture. Sfuggendo all'eccentrica madre Beatrice, Amory si affaccia al mondo con la sua ambizione e competizione frequentando inizialmente la Saint Regis School, in New Jersey. Qui cercherà di realizzare molti dei suoi progetti ma, complessivamente, la permanenza in questa scuola non si rivela interessante.

    La grande svolta avviene con la decisione di frequentare i corsi dell'università di Princeton, scelta effettuata dopo aver consultato il fedele amico Monsignor Darcy. I primi anni in questo luogo sono pieni di successi personali e nuove amicizie. Con le nuove conoscenze come Clare, Rosalind e Eleonor, Amory vivrà anche difficili amori. Nel frattempo si avvicinano i duri anni della Prima Guerra Mondiale.

    Con questa prima opera si delineano già quelli che saranno i tratti principali della produzione di Fitzgerald, sempre attento alle tematiche per lui attuali. Con maestria riesce a trasmettere sentimenti, aspettative ed emozioni di una generazione che si è trovata divisa tra un secolo ed un altro ma riesce anche a dipingere al meglio lo svanire dei sogni e degli amori degli stessi giovani.

    La lettura, a tratti, può risultare poco scorrevole anche a causa dei diversi generi utilizzati da Fitzgerald per rappresentare differenti situazioni e momenti della storia.

    ha scritto il 

  • 3

    profonda delusione

    mi aspettavo mooolto di più: lettura conclusa a fatica, andata a rilento, certo alla fine ti fa capire che stronzi come Amory non vanno avanti ma non l'ho fatto mio.

    ha scritto il 

  • 2

    Non. Ce. L'ho. Fatta.

    Ho amato profondamente Fitzgerald in "Tenera è la notte". L'ho apprezzato moltissimo in "Il grande Gatsby". Mi sono piaciuti parecchio "I racconti dell'età del jazz".
    Ma questo no. Non ce l'ho fatta.
    ...continua

    Ho amato profondamente Fitzgerald in "Tenera è la notte". L'ho apprezzato moltissimo in "Il grande Gatsby". Mi sono piaciuti parecchio "I racconti dell'età del jazz".
    Ma questo no. Non ce l'ho fatta.
    Mi sembrava di leggere la zompettante cronaca di un ragazzetto viziato e inconcludente di natura. Strapieno di poesie, sarà per quello. Io non amo le poesie (limite mio, lo riconosco).
    Niente, non ce l'ho fatta a finirlo.
    Scusami, Francis.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io non ho nostalgia dell'innocenza, vorrei solo gustare di nuovo il piacere di perderla."

    Prima opera di Fitzgerald e romanzo di formazione atipico. Amory, il giovane ribelle protagonista, cerca di vivere la propria esistenza secondo i propri canoni e valori romantici, a volte estraniandos ...continua

    Prima opera di Fitzgerald e romanzo di formazione atipico. Amory, il giovane ribelle protagonista, cerca di vivere la propria esistenza secondo i propri canoni e valori romantici, a volte estraniandosi dalla propria generazione sentendosi diverso. Ma tutti i suoi tentativi finiscono sempre con il fallimento. Proprio il fallimento e la disillusione rendono questa opera un percorso di formazione atipico. Non ci sarà mai un vero e proprio desiderio di redenzione anche se nelle ultime pagine inizia a intravedersi un piccolo barlume di volontà di cambiamento.
    Lo stile di Fitzgerald è ancora un po' acerbo e a volte, soprattutto nella seconda parte del romanzo, i dialoghi si incartano in prolisse disquisizioni filosofiche che hanno l'unico scopo di appesantire la narrazione. Ma la somma algebrica di Fitzgerald + pseudo romanzo di formazione non ha potuto far altro che farmi amare questo libro.

    ha scritto il 

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