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Di questo mondo e degli altri

By Jose Saramago

(191)

| Others | 9788806184391

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Book Description

Le "cronache" sono racconti, racconti fantastici, meditazioni, cronacheappunto, di avvenimenti quotidiani. Sono il "vivaio" dell'opera a venire: nonper caso Saramago andrà spesso ripetendo: "Là dentro c'è Continue

Le "cronache" sono racconti, racconti fantastici, meditazioni, cronacheappunto, di avvenimenti quotidiani. Sono il "vivaio" dell'opera a venire: nonper caso Saramago andrà spesso ripetendo: "Là dentro c'è già tutto". E infattisi trovano la statua con gli occhi scavati; il bambino che dipinge la neve; inonni analfabeti e pastori di porci; la Rivoluzione dei Garofani;l'impacciata foto dei genitori; lui stesso bambino scalzo; la nebbia delmattino; i contadini; il "mare portoghese"; l'arrotino; le persone che poidiventeranno i suoi stessi personaggi... e, naturalmente, Lisbona e ilPortogallo.

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  • 19 people find this helpful

    Le parole

    Non è bello di notte essere svegliati all’improvviso e di soprassalto da furibondi e sospetti rumori, indecifrabili nel sonno, e mandare in avanscoperta il coraggioso uomo che ti dorme serenamente accanto, mentre tu lo segui distanziandolo di alcuni ...(continue)

    Non è bello di notte essere svegliati all’improvviso e di soprassalto da furibondi e sospetti rumori, indecifrabili nel sonno, e mandare in avanscoperta il coraggioso uomo che ti dorme serenamente accanto, mentre tu lo segui distanziandolo di alcuni passi con il cuore in gola, per vedere chi cacchio è , alle tre di notte, che vuole entrarti in casa. Ma quando senti il coraggioso compagno imprecare e inveire furiosamente verso di te, con in mano la minacciosa ciabatta , ( per fortuna, di stoffa ) , inizi a elaborare velocemente che non si tratta di ladri, e non trattandosi di ladri, puoi cominciare a rilassarti e a decodificare, con un certo imbarazzo crescente, il rumore. A scomporlo quel rumore, fino a riuscire a individuarne il luogo di provenienza. Una curva a destra, secca a gomito, venti passi di stretto corridoio, ed eccolo lì il rumore, a terra , un cumulo di libri precipitati dal settimo scaffale centrale. E i libri sono miei, ahimè. Eh no, Josè, questo non me lo dovevi proprio fare e tutto questo perché, per mancanza di spazio, ho dovuto per alcuni giorni mettere alcuni libri di Tabucchi sulla tua mensola. Eh dai, non si fa così, eh. Tutti i tuoi libri a terra, uno sull’altro e uno dopo l’altro, tutti libri molto amati; La Zattera di pietra, Manuele del convento, Cecità, Il racconto dell’isola sconosciuta, L’anno della morte di Ricardo Reis, Il Vangelo secondo Gesù, La Caverna….e sopra a tutti gli altri, spalancato come una rivelazione, aperto alla pagina numero 21, “ Di questo mondo e degli altri ":

    “ Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quello che pensano. Credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole. “

    E anche se sono le tre di notte, anche se sono minacciata da una pantofola di stoffa e l’adrenalina furiosamente ancora in circolo, non posso che sedermi a terra e continuare a leggere. Leggere nel silenzio della notte, leggere Saramago nel cuore della notte ha qualcosa di magico e di salvifico. Adesso niente e nessuno potrebbe smuovermi da qui. “ Si dice che ogni persona è un’isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è .“

    “ E ci sono discorsi, che son parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie a una sintassi precaria, fin alla conclusione del “ Dissi “ o “ Ho detto “. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono o chiudono riunioni, si lanciano cortine fumogene o si dispongono tende di velluto. Sono brindisi, orazioni, conferenze, dissertazioni. Attraverso i discorsi si trasmettono lodi, ringraziamenti, programmi e fantasie. E poi le parole dei discorsi appaiono allineate su dei fogli, dipinte con l’inchiostro tipografico – e per questa via entrano nell’immortalità del Verbo. Accanto a Socrate, il presidente dell’assemblea affigge il discorso che ha aperto il rubinetto della fontana. E le parole scorrono, fluide come il “ prezioso liquido “. Scorrono interminabili, allagano il pavimento, salgono alle ginocchia, arrivano alla vita, alle spalle, al collo. E’ il diluvio universale, un coro stonato che sgorga da milioni di bocche. La terra prosegue il suo cammino avvolta in un clamore di pazzi che gridano, che urlano, avvolta anche in un mormorio docile, sereno e conciliatore. C’è tutto nel coro: tenori e tenori leggeri, bassi, soprani dal do di petto facile, baritoni trasbordanti, mezzo contralti. Negli intervalli si ode il suggeritore. E tutto ciò stordisce le stelle e perturba le comunicazioni, come le tempeste solari. Perché le parole hanno cessato di comunicare. Ogni parola è detta perché non se ne oda un’altra. La parola, anche quando non afferma, si afferma. La parola non risponde né domanda: accumula. La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. La parola è polvere negli occhi e occhi bucati. La parola non mostra. La parola dissimula. Per questo urge mondare le parole perché la semina si muti in raccolto. Perché le parole siano strumento di morte – o di salvezza. Perché la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto. C’è anche il silenzio. Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. Ma solo il grano dà pane. “
    - Josè Saramago -

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    marinaf said on Oct 7, 2014 | 6 feedbacks

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    Di questa raccolta di brevissimi racconti Saramago ha detto, Là dentro c'è già tutto. Devo ammettere che è proprio così. Dopo aver letto diversi romanzi dell'autore portoghese, "Di questo mondo e degli altri" mi ha restituito tutto ciò che è il sotto ...(continue)

    Di questa raccolta di brevissimi racconti Saramago ha detto, Là dentro c'è già tutto. Devo ammettere che è proprio così. Dopo aver letto diversi romanzi dell'autore portoghese, "Di questo mondo e degli altri" mi ha restituito tutto ciò che è il sottosuolo delle sue creazioni. Questi scritti sono scorci di luce che mostrano Saramago nel suo approccio al mondo. Il suo è un modo di raccontare la vita che mescola, in un miscuglio omogeneo, reale e immaginario. In questo perfetto connubio si cela la grande genialità di un autore che non smette mai di stupirmi.

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    Simone said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

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    "In giornate come queste non mi salvo né sono una buona compagnia. Sono contento di sapere che gli amici sono lontani, che i nemici non mi scovano, e che né gli uni né gli altri verranno da me a reclamare le prove di amicizia e di odio che sono le mo ...(continue)

    "In giornate come queste non mi salvo né sono una buona compagnia. Sono contento di sapere che gli amici sono lontani, che i nemici non mi scovano, e che né gli uni né gli altri verranno da me a reclamare le prove di amicizia e di odio che sono le monete di scambio del nostro commercio."

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    Stefanino said on May 5, 2014 | Add your feedback

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    si tratta di una raccolta di cronache scritte a fine anni '60 da Saramago su due giornali portoghesi, A Capital e Jornal do Fondao. episodi reali, passati e presenti, personali o meno, raccontati spesso come fossero situazioni di fantasia, conditi co ...(continue)

    si tratta di una raccolta di cronache scritte a fine anni '60 da Saramago su due giornali portoghesi, A Capital e Jornal do Fondao. episodi reali, passati e presenti, personali o meno, raccontati spesso come fossero situazioni di fantasia, conditi con critiche acute, scelti perché capaci di sollevare dubbi. Perfetto, sotto questo profilo, il titolo dato alla raccolta, “Di questo mondo e degli altri”, perché è indubbio che la letteratura, anche sotto forma di articolo di giornale o editoriale, offre l'opportunità di esplorare una varietà infinita di mondi. molti, come detto, offrono spunti e riflessioni sulla realtà circostante, creano dubbi nel lettore, lo spingono a cercare la verità oltre quella ufficiale imposta dal potere e urlata dai media. altri, i più intimi, indagano l'animo e le relazioni umane, la ricchezza delle persone semplici. uno, tra tutti, resterà indelebile nella mia memoria, s'intitola “Ricetta per uccidere un uomo”, pare un articolo scientifico finché si trasforma in un'ode a Martin Luther King e, contemporaneamente, in una denuncia del razzismo ancora fortissimo nonostante le parole, il lavoro ed i successi di quell'uomo speciale.

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    Marco said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

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    Perché?

    Perché,mi chiedo,ho creduto da sempre che questo fosse un libro minore di Saramago?Perché l'ho comprato solo per completare i miei Saramago e l'ho tenuto tanto tempo in libreria sfogliandolo appena?Sono solo cronache,ma come dice José:"Lì sta tutto". ...(continue)

    Perché,mi chiedo,ho creduto da sempre che questo fosse un libro minore di Saramago?Perché l'ho comprato solo per completare i miei Saramago e l'ho tenuto tanto tempo in libreria sfogliandolo appena?Sono solo cronache,ma come dice José:"Lì sta tutto".Gustatele, se possibile,con la lentezza nella lettura che questi primi mesi da papà mi hanno imposto.Fate attenzione però: piovono perle.

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    topo di biblioteca said on Jan 12, 2014 | 2 feedbacks

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    Racconto "Le Parole" pag 32

    Racconto "La vita sospesa" pag 56

    "Ricetta per uccidere un uomo" pag 71

    "Gli animali pazzi di collera" pag 73

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    Morghina said on Sep 24, 2013 | Add your feedback

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