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Dialoghi sull'anarchia

Di

Editore: Gwynplaine

4.5
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895574060 | Isbn-13: 9788895574066 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Orlando Micucci

Genere: Political

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Descrizione del libro
Errico Malatesta è stato il più grande rivoluzionario italiano tra Ottocento e Novecento. Nei sessant'anni dedicati alla causa anarchica fu uomo d'azione, teorico e grande divulgatore dei principi del movimento. "Dialoghi sull'anarchia" raccoglie due suoi celebri scritti politici: "Fra contadini" e "Al caffè" Con un linguaggio semplice, diretto e privo di retorica Malatesta spiega cosa vogliono gli anarchici e che cos'è l'anarchia. Due opere che al loro apparire ebbero un enorme successo tornano oggi in libreria dopo anni di oblio editoriale.
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  • 5

    Le idee non si possono uccidere?

    http://sequenzaqwerty.blogspot.it/2012/12/dialoghi-sull…

    Continua il mio viaggio nel mondo controverso dell'anarchia. Se qualcun altro volesse capirci qualcosa, leggere Errico Malatesta (1853-1932) è d'obbligo. Nonostante la scrittura un po' ottocentesca, i co ...continua

    http://sequenzaqwerty.blogspot.it/2012/12/dialoghi-sullanarchia-errico-malatesta.html

    Continua il mio viaggio nel mondo controverso dell'anarchia. Se qualcun altro volesse capirci qualcosa, leggere Errico Malatesta (1853-1932) è d'obbligo. Nonostante la scrittura un po' ottocentesca, i concetti sono espressi in modo semplice, chiaro e diretto. E spesso sono dannatamente attuali. L'ideale di società anarchica proposta da Malatesta è condivisibile nella teoria. Si tratta di una società in cui lavorano tutti, ognuno fa un lavoro gratificante, le donne sono al pari dell'uomo (ripeto che siamo alla fine dell'800), non c'è nessuna forma di oppressione dell'uomo sull'uomo, non c'è bisogno di polizia perché le radici sociali della delinquenza dovrebbero essere via via eliminate, tutti vivono in armonia e mi pare di aver capito che non ci saranno leggi se non quelle strettamente necessarie ed accettate all'unanimità. Ci sarà una forma di ordine basato sulla volontà e il buon senso generale. La proprietà privata verrebbe abolita laddove implichi una qualsivoglia forma di ingiustizia sociale, come per esempio la proprietà dei terreni agricoli (la terra è ritenuta un bene comune, di tutti). Ma c'è un problema: per fare una cosa del genere, bisogna essere più o meno tutti d'accordo, altrimenti il progetto va facilmente a farsi benedire. Già non ci riusciamo ad accordare durante le riunioni condominiali, figuriamoci se ci possiamo mettere d'accordo a livello nazionale. Rivoluzione culturale, insomma, prima di quella vera e propria. Errico Malatesta potrà sembrare un folle, fatto sta che c'è gente ancora più schizzata che, come me, ancora lo legge dopo più di un secolo. Fa riflettere che il famoso anarchico italiano, in piena monarchia e ancor prima della Rivoluzione d'Ottobre, riteneva sbagliati sia il socialismo di Stato (prevedendo la dittatura che si instaurerà in Russia), sia la democrazia rappresentativa considerata già all'epoca come la "dittatura della maggioranza." E fa sorridere che le critiche che Malatesta poneva, all'epoca, contro un sistema democratico che in Italia ancora non c'era, sono le stesse che vengono poste dai vari movimenti moderni come quello degli indignados spagnoli. L'ideale di Errico Malatesta è condivisibile, almeno in teoria, sotto molti aspetti. Insomma, a tutti piacerebbe vivere in pace, come fratelli, senza che nessuno obblighi qualcun altro a lavorare per lui e senza alcuna forma di oppressione esistente. O forse no?

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro raccoglie due dialoghi di Malatesta, in cui l'autore illustra i valori e gli obiettivi degli anarchici dei primi del novecento.


    Data la forma di dialogo, la lettura è gradevole ed efficace.


    Molte delle critiche che l'anarchico Giorgio muove al sistema dell'epoca sono a ...continua

    Questo libro raccoglie due dialoghi di Malatesta, in cui l'autore illustra i valori e gli obiettivi degli anarchici dei primi del novecento.

    Data la forma di dialogo, la lettura è gradevole ed efficace.

    Molte delle critiche che l'anarchico Giorgio muove al sistema dell'epoca sono ancora attualissime.

    Ancora più attuali sono le critiche alla repubblica parlamentare voluta, appunto, dai repubblicani. Malatesta metteva già in evidenza tutte le storture del sistema parlamentare che stiamo vivendo oggi a circa cento anni di distanza!

    ha scritto il 

  • 4

    A più di 100 anni di distanza numerosi argomenti e intuizioni sono ancora attuali.L'ideologia anarchica spiegata a mo' di dialogo in modo chiaro....ed esaustivo da MALATESTA.Complimenti all'editore.

    ha scritto il 

  • 4

    pagina 42

    ...se si continua con il sistema attuale, si arriverà a questi risultati: la proprietà si concentra sempre più in mano a pochi, e il lavorante è gradatamente gettato sul lastrico dalle macchine e dai metodi accelerati di produzione. Così avremo pochi grossi signori padroni del mondo, pochi lavora ...continua

    ...se si continua con il sistema attuale, si arriverà a questi risultati: la proprietà si concentra sempre più in mano a pochi, e il lavorante è gradatamente gettato sul lastrico dalle macchine e dai metodi accelerati di produzione. Così avremo pochi grossi signori padroni del mondo, pochi lavoranti addetti al servizio delle macchine, e poi domestici e birri per servire e difendere i padroni. La massa, o morirà di fame, o vivrà di elemosina. S'incomincia a vedere fin da ora: la piccola proprietà sparisce, gli operai senza lavoro aumentano [...]

    ha scritto il 

  • 5

    Contro gli stereotipi, comprensibile anche da bimbo.

    La sintesi in forma dialogica delle migliori idee ed aspirazioni da sempre presenti nel genere umano.
    Da regalare.

    ha scritto il 

  • 5

    " Gli uomini sono buoni o cattivi secondo le circostanze . Quello che è generale negli uomini è l'istinto della propria conservazione , è l'aspirazione al benessere e ed al pieno sviluppo delle proprie facoltà . Se per star bene bisogna far male agli altri , pochi e con molto sforzo resisteranno ...continua

    " Gli uomini sono buoni o cattivi secondo le circostanze . Quello che è generale negli uomini è l'istinto della propria conservazione , è l'aspirazione al benessere e ed al pieno sviluppo delle proprie facoltà . Se per star bene bisogna far male agli altri , pochi e con molto sforzo resisteranno alla tentazione. Ma fa in modo che gli uomini trovino nella società dei loro simili le condizioni del loro benessere e del loro sviluppo , e ci vorrà tanta fatica ad essere cattivo, quanta ce ne vuole oggi ad esser buono."

    ha scritto il