Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

Di

Editore: Guaraldi

4.3
(168)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8880494538 | Isbn-13: 9788880494539 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle

Genere: Philosophy , Professional & Technical , Science & Nature

Ti piace Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Non sempre Galileo ha ragione; non sulle maree, non sull'esperimento della torre (che, anzi, con risultato opposto a quello atteso da Galilei, sarà proprio una delle prime prove della rotazione terrestre) e non su quale moto sia inerziale (quello rettilineo uniforme, secondo la dinamica di Newton ...continua

    Non sempre Galileo ha ragione; non sulle maree, non sull'esperimento della torre (che, anzi, con risultato opposto a quello atteso da Galilei, sarà proprio una delle prime prove della rotazione terrestre) e non su quale moto sia inerziale (quello rettilineo uniforme, secondo la dinamica di Newton), ma quale potenza hanno le sue dimostrazioni, il suo pensiero basato sull'osservazione, sull'applicazione della geometria e sull'esperimento. La prova dello specchio appoggiato alla parete, per dimostrare la scabrosità riflettente della superficie lunare, è emblematico. Quello che Galileo ci lascia in queste pagine è, assieme al principio di relatività, agli studi sul pendolo e sul moto accelerato, la sua più importante eredità: il metodo della scienza nuova. E' lui stesso a presentarcela. In poche righe nella prima giornata e poi nella seconda, Galileo/Salviati insegna che il filosofo geometra (o matematico) osserva la natura, formula un'ipotesi, trae delle conclusioni e poi cerca con quali mezzi (anche sperimentali) si possa dimostrarla e ciò si accompagna a una serie di necessarie astrazioni e "se ciò si saprà fare, io vi assicuro che le cose si riscontreranno non meno aggiustamente che i computi aritmetici". Magnifico!

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire di un libro che ha cambiato la storia del mondo ? Non possiamo che inchinarci di fronte a Galileo e alle sue meravigliose spiegazioni sul moto della terra, della luna e dei pianeti.
    Detto questo non posso che continuare a meravigliarmi che Galileo sia stato riabilitato dalla Chiesa solo ...continua

    Che dire di un libro che ha cambiato la storia del mondo ? Non possiamo che inchinarci di fronte a Galileo e alle sue meravigliose spiegazioni sul moto della terra, della luna e dei pianeti. Detto questo non posso che continuare a meravigliarmi che Galileo sia stato riabilitato dalla Chiesa solo da pochissimi anni.

    ha scritto il 

  • 5

    E se...

    E se cambiassimo i programmi ministeriali, levassimo Manzoni ormai obsoleto, tagliassimo un po' del troppo Dante (tanto adesso ci pensa il buon Benigni) e Dante poi era tolemaico, e mettessimo un po' più di Galileo e di Leopardi filosofo? Non avremmo più scienziati e meno aspiranti-eternamente-ta ...continua

    E se cambiassimo i programmi ministeriali, levassimo Manzoni ormai obsoleto, tagliassimo un po' del troppo Dante (tanto adesso ci pensa il buon Benigni) e Dante poi era tolemaico, e mettessimo un po' più di Galileo e di Leopardi filosofo? Non avremmo più scienziati e meno aspiranti-eternamente-tali romanzieri con l'eterno-romanzo-nel-cassetto? Più Galileo e meno Manzoni! E vai!

    ha scritto il 

  • 5

    L'Opera

    C'è poco da dire e da spiegare sulla massima opera della scienza moderna. Nonostante si fa un pò di fatica con la lingua dell'epoca, risulta piacevole per gli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una pietra miliare.
    Ancora vivo, per chi ami vedere le idee germogliare e nascere.
    Cibo sostanzioso per educare a pensare.
    Amato “da sempre”.


    Voglio solo riportare un passo quasi marginale, una spigolatura.
    La battuta nella quale Sagredo (nella prima giornata), criticando l’idea ormai ...continua

    Una pietra miliare. Ancora vivo, per chi ami vedere le idee germogliare e nascere. Cibo sostanzioso per educare a pensare. Amato “da sempre”.

    Voglio solo riportare un passo quasi marginale, una spigolatura. La battuta nella quale Sagredo (nella prima giornata), criticando l’idea ormai vuota di “perfezione” come immutabilità dei corpi celesti, sulla quale indugiava la vecchia cosmologia, fa l’elogio della nostra “dimora terrestre”. Galileo fu tra i primi a dare sostanza all’idea copernicana dell’immensità dei cieli. E in questi cieli, nei loro “interminati spazi”: la terra. Mi piace collegare questa pagina a quell'immagine con la quale, nella vigilia di Natale del 1968, la missione Apollo 8 mostrò per la prima volta agli uomini la terra vista dalla luna. Una sfera blu che sorge sul deserto lunare, sospesa nel vuoto. Che racchiude il prezioso dono della vita. Ormai affidato alla nostra cura. (secondo il fotografo Galen Rowell questa è "the most influential environmental photograph ever taken")

    http://en.wikipedia.org/wiki/File:NASA-Apollo8-Dec24-Earthrise.jpg

    SAGREDO: […] io per me reputo la Terra nobilissima ed ammirabile per le tante e sí diverse alterazioni, mutazioni, generazioni, etc., che in lei incessabilmente si fanno; e quando, senza esser suggetta ad alcuna mutazione, ella fusse tutta una vasta solitudine d'arena o una massa di diaspro, o che al tempo del diluvio diacciandosi l'acque che la coprivano fusse restata un globo immenso di cristallo, dove mai non nascesse né si alterasse o si mutasse cosa veruna, io la stimerei un corpaccio inutile al mondo, pieno di ozio e, per dirla in breve, superfluo e come se non fusse in natura, e quella stessa differenza ci farei che è tra l'animal vivo e il morto […] Ma quanto piú m'interno in considerar la vanità de i discorsi popolari, tanto piú gli trovo leggieri e stolti. E qual maggior sciocchezza si può immaginar di quella che chiama cose preziose le gemme, l'argento e l'oro, e vilissime la terra e il fango? e come non sovviene a questi tali, che quando fusse tanta scarsità della terra quanta è delle gioie o de i metalli piú pregiati, non sarebbe principe alcuno che volentieri non ispendesse una soma di diamanti e di rubini e quattro carrate di oro per aver solamente tanta terra quanta bastasse per piantare in un picciol vaso un gelsomino o seminarvi un arancino della Cina, per vederlo nascere, crescere e produrre sí belle frondi, fiori cosí odorosi e sí gentil frutti?

    ha scritto il 

  • 2

    Come vincere una guerra che probabilmente è già vinta?

    Il testo di Galilei è un capolavoro di sfottimento, al contempo scientifico e paziente. Pur ovvio il fatto che dato il periodo della sua vita, l'informazione scientifica circolava molto lentamente (qui, due minuti dopo l'esperimento scientifico è già su 47 blog), il testo del Galilei rimane una l ...continua

    Il testo di Galilei è un capolavoro di sfottimento, al contempo scientifico e paziente. Pur ovvio il fatto che dato il periodo della sua vita, l'informazione scientifica circolava molto lentamente (qui, due minuti dopo l'esperimento scientifico è già su 47 blog), il testo del Galilei rimane una lunga diatriba di confutazione della scienza aristotelica. Il problema di per sé è, che trattavasi di una guerra già vinta, visto che il suo discorso violento contro chi la pensava "alla vecchia maniera" non ha motivo assoluto d'essere; avrebbe sfondato una porta aperta, visto che la Chiesa stessa condannava la sua "eresia" di voler cambiare non la scienza, ma le sacre scritture, e più volte è stata accomodante verso il suo pensiero. Come più volte è stato posto l'invito allo scienziato Galilei di badare alle sue scienze, che alla Chiesa ci avrebbe pensato la Chiesa.

    Probabilmente se avesse conosciuto la modestia taoista al giorno d'oggi non cercheremmo di ricordarlo come il Braveheart della fisica/astronomia moderna.

    ha scritto il 

  • 4

    Galileo si dimostra un grande tuttologo, abile in scrittura, in retorica, come nelle scienze. Ne Il Dialogo si succedono le famose tre voci di Simplicio, Sagredo e Salviati, a far da teatro: Simplicio è colui che è attaccato al passato, ai dogmi dell'auctoritas di Aristotele e della Bibbia. Sagre ...continua

    Galileo si dimostra un grande tuttologo, abile in scrittura, in retorica, come nelle scienze. Ne Il Dialogo si succedono le famose tre voci di Simplicio, Sagredo e Salviati, a far da teatro: Simplicio è colui che è attaccato al passato, ai dogmi dell'auctoritas di Aristotele e della Bibbia. Sagredo è il "filosofo" - poiché filosofi erano chiamati gli scienziati - con lo sguardo alla realtà del "libro della natura", e Salviati è il giudice, diciamo, della disputa. Non parteggia per l'una o l'altra opinione, ma è uomo dalla mente aperta, che Galileo porterà a far apprezzare i discorsi di Sagredo.

    Un'opera d'avanguardia per il pensiero libero dai dogmi della religione, cosa che oggi ben pochi hanno. Un'opera attuale, sebbene oggi non sia più Aristotele l'auctoritas, ma la forma vivente e non del papa.

    ha scritto il 

Ordina per