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Diana, Cupìdo e il commendatore

Di

Editore: Mondadori

4.1
(727)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804389869 | Isbn-13: 9788804389866 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
A 11 anni, a causa di un litigio familiare, Diana non ha mai incontrato il nonno paterno. Ma la scomparsa del patrigno, andato in Sudamerica dopo aver dissipato il patrimonio della moglie e delle figliastre, costringe la famiglia a chiedere ospitalità all'odioso Commendatore, un vecchio ricco e prepotente. Per Diana comincia una vita diversa. Il nonno è proprietario di cinque sale cinematografiche che la nipote può frequentare gratis; Diana ama il cinema, ma non le storie d'amore. Ma l'amore colpisce attorno a lei le persone più insospettabili. In guerra con gli adulti di casa e aiutata dalle amiche, Diana farà la pace con Cupido ed anzi, ne diventerà la più preziosa alleata. Età: 10-14 anni.
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  • 5

    Illuminante!

    Cosa è capace di fare un pugno di parenti assetati di soldi? Cose brutte. Molto brutte.
    Adoro Bianca Pitzorno e il modo in cui descrive il becero mondo degli adulti attraverso lo sguardo dei bambini. ...continua

    Cosa è capace di fare un pugno di parenti assetati di soldi? Cose brutte. Molto brutte.
    Adoro Bianca Pitzorno e il modo in cui descrive il becero mondo degli adulti attraverso lo sguardo dei bambini.

    ha scritto il 

  • 4

    "Fra i molti proverbi che il Commendatore citava per sostenere le proprie idee ce n'era uno che diceva "Quando ti viene in mente di fare una buona azione, mettiti a letto e aspetta che ti passi" ...continua

    "Fra i molti proverbi che il Commendatore citava per sostenere le proprie idee ce n'era uno che diceva "Quando ti viene in mente di fare una buona azione, mettiti a letto e aspetta che ti passi"

    ha scritto il 

  • 5

    Adoro questo libro! E' incredibile come Bianca Pitzorno riesca a fare entusiasmare anche gli adulti alle sue storie di bambini. Bello, bello, bello. Mi ha dato voglia di rileggere l'Iliade! ;)

    ha scritto il 

  • 5

    I bambini sono come gli eroi greci e troiani: se devono combattere, lo fanno con lealtà, con onore. Gli adulti, invece, sono come gli dèi: pensano solamente a se stessi, si credono superiori ma non da ...continua

    I bambini sono come gli eroi greci e troiani: se devono combattere, lo fanno con lealtà, con onore. Gli adulti, invece, sono come gli dèi: pensano solamente a se stessi, si credono superiori ma non danno il buon esempio, ingannano i nemici con trucchetti disonesti. Finalmente Diomede, eroe greco, ha il coraggiodi sfidare quegli imbroglioni.
    Diana è ancora alle porte dell'adolescenza, alle prese con le sue prime cotte, ma sa benissimo come affrontare chi "combatte ingiustamente", si tratti anche di un adulto.
    Un romanzo piacevole, divertente, intrigante, ma in realtà profondamente triste.

    ha scritto il 

  • 5

    Diana Serra vive a Lossai con la sorellina Zelia, la madre, il patrigno e le domestiche. Frequenta la seconda media e la sua migliore amica si chiama Teresa e vive nello stesso palazzo. Ma quando il p ...continua

    Diana Serra vive a Lossai con la sorellina Zelia, la madre, il patrigno e le domestiche. Frequenta la seconda media e la sua migliore amica si chiama Teresa e vive nello stesso palazzo. Ma quando il patrigno scompare dopo averle derubate, sono costrette a tornare a Serrata e a rivolgersi al Commendatore, il nonno paterno. Un uomo burbero e collerico, che le accoglie. Comincia per Diana una nuova vita, raccontata a Teresa attraverso lettere settimanali nelle qual la informa delle sue nuove amiche: Prisca, Elisa e Rosalba. E poi le racconta della prof che fa le preferenze, del gioco della guerra di Troia e della fidanzata del nonno...

    Carinissimo, divertente! Diana non attira subito le simpatie come Prisca, ma ha un grande cuore. È ben calata nel suo ruolo di bambina degli Anni Cinquanta, dove basta poco per creare uno scandalo e dove il silenzio su certe questioni fa sorridere. Per fortuna c'è lo zio Leopoldo che risolve tutto. Bellissimo il gioco che include tutte le seconde medie!

    Io faccio parte dell'esercito greco. Sono Menelao, il fratello del generale Agamennone. Il nostro generale sai chi è? Palombo Lorenzo, proprio lui. Non è come Agamennone. Ma l'abbiamo fatto capo perchè è bravissimo a organizzare le corse e i riscatti. Io sono Menelao perché stiamo insieme nel banco e giocando lui mi protegge.
    Quando ho detto a tavola che personaggio avevo scelto, mamma si è arrabbiata come se avessi preso un brutto voto. "Naturalmente devi sempre essere lo zimbello dei tuoi compagni!" mi ha detto seccata. "Non potevi fare una parte da femmina?" "C'è solo Elena. Quella traditrice. E non la vuol fare nessuno." "D'accordo. Ma perché devi farti ridere dietro? Non ti vergogni di essere Menelao?" Perché dovrei vergognarmi, Teresa? Menelao è un grande guerriero, forte, biondo anche lui come Achille, e tutti gli sono amici. “Sono andati a fare la guerra per aiutarlo!” "Ma si è lasciato scappare la moglie" ha detto mamma con disprezzo. E allora? Anche lei si è lasciata scappare Manfredi. Sta' a vedere che adesso la colpa non è del ladro, ma di chi viene derubato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Diana ha 12 anni quando è costretta a trasferirsi da Lossai a Serrata a casa del nonno Commendatore con la madre Astrid Martinez Serra Taverna, la sorellina Zelia e la bambinaia Gavinuccia dopo che il ...continua

    Diana ha 12 anni quando è costretta a trasferirsi da Lossai a Serrata a casa del nonno Commendatore con la madre Astrid Martinez Serra Taverna, la sorellina Zelia e la bambinaia Gavinuccia dopo che il secondo marito della madre le ha derubate di tutto e se n'è andato lasciandole in miseria. Il punto è che nessuna delle quattro, prima su tutte Astrid Martinez Eccetera Eccetera intende abbassarsi a chiedere aiuto al nonno, che pur ricco sfondato è sempre figlio di contadini e bottegaio arricchito, privo del buon gusto che contraddistingue i veri aristocratici. Tuttavia, non c'è scelta e Diana si trova catapultata in una nuova scuola, in una classe mista, in cui incontra le memorabili Prisca, Elisa e Rosalba che diventano ben presto sue amiche.
    Intanto, a Villa Camelot (per gli amici "Cammello") i figli del Commendatore tramano per far riconoscere il padre come pazzo, rinchiuderlo in manicomio e spartirsi il patrimonio. Solo l'intervento della squadra di investigazioni formata da Diana, Prisca, Elisa, Rosalba e Zelia (e con l'aiuto del plurisecchione Tommaso Gai) potrà fermare il complotto e rimettere in libertà il Commendatore.
    Sì, l'ho fatta corta, ci sono un sacco di particolari che ho saltato, tipo la signora Ninetta e il matrimonio, le lettere misteriose che Astrid Eccetera riceve, la tessera del cinema, Cocise, Silvana e Piercoso, la Butterfly...
    Un libro ambientato negli anni 50, senza computer e telefonini, senza la tivvù, senza i frigoriferi, con i banchi da due, con la Guerra di Troia sui marciapiedi. Si potrebbe dire che è un libro noioso, che non c'è niente, ma è solo un'impressione. Forse i bambini negli anni cinquanta sapevano come divertirsi davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando Bianca Piztorno scrive una storia, sa quello che fa. E' un mondo incantato, dove l'intelligenza dei bambini si scontra con l'avidità e l'ottusità degli adulti. E ti viene a sperare che nessuna ...continua

    Quando Bianca Piztorno scrive una storia, sa quello che fa. E' un mondo incantato, dove l'intelligenza dei bambini si scontra con l'avidità e l'ottusità degli adulti. E ti viene a sperare che nessuna delle protagoniste diventi adulta in quel modo, e che sappiano continuare a volersi a bene, a vivere il valore dell'amicizia, a difendersi l'un l'altra. E magari ad essere abbastanza sognatrici da innamorarsi di Cocise.

    ha scritto il 

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