Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Diario

By Anne Frank

(170)

| Others

Like Diario ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

929 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Una preziosa testimonianza

    Mi mette in imbarazzo sedermi davanti al computer a scrivere un commento su un libro come questo: come fare a mettere in fila le parole per dire qualcosa che non sia stato già detto sulla terribile ed effimera storia di questa bambina olandese? Su un ...(continue)

    Mi mette in imbarazzo sedermi davanti al computer a scrivere un commento su un libro come questo: come fare a mettere in fila le parole per dire qualcosa che non sia stato già detto sulla terribile ed effimera storia di questa bambina olandese? Su una ragazzina costretta ad una prigionia che fà violenza alla sua natura, e costretta vieppiù a considerarsi fortunata di non subire violenze ben più disumane (che puntualmente arriveranno invece), e rigraziarne tra le pagine di questo diario che è il suo unico amico?

    E invece la storia dell' ebrea Anna Frank, che morirà a sedici anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen dopo un anno di clandestinità, è riuscita a stupirmi perchè mi ha restituito pensieri diversi rispetto a quelli che mi aspettavo.
    Tutto sommato sul dramma della Shoah rimane poco: è molto di più la storia di una ragazzina costretta ad affrontare i travagli della difficile età dell'adolescenza, ad affrontarli in maniera assai più amara in quanto inaspriti dalla prigionia e dalla convivenza forzata proprio con quegli adulti con cui deve ricostruire un rapporto, ora che le strutture sentimentali dell'infanzia alll'improvviso non funzionano più.

    E troviamo la sua sofferenza per il difficile rapporto coi genitori, la sua sofferenza di sentirsi incompresa; ma anche la fatica di affrontare sbalzi d'umore continui ed imprevisti, conseguenza di passioni nuove e sconosciute che Anna ancora non sa affrontare. Il lettore sprovveduto potrebbe sentirsi tradito dalla petulanza capricciosa della ragazzina che non sa rendersi conto della situazione che la sua famiglia sta attraversando: ma in realtà essa è la testimonianza più umana e più vera della difesa disperata di Anna da un mondo che la respinge; del suo sforzo di sopravvivere alla sfida congiunta della shoah e dell'adolescenza che incombe, sfida che sembra essere troppo grande per lei.

    Le bellissime pagine che consegna a quel diario che sembra essere il suo unico amico (con che dolcezza lo personifica!) sono una testimonianza preziosa delle passioni e dei pensieri dei nostri ragazzi, che forse i quarantenni hanno dimenticato. Non posso non accorgermi inoltre della qualità della scrittura, sia come periodare che come lessico: i nostri quindicenni drogati di social network che leggono un libro l'anno, sarebbero stati in grado di scrivere il diario di Anna Frank? Il legittimo dubbio diventa anche paura per il progressivo deterioramento dello spessore culturale della nostra società.

    Ma intorno alla guerra interiore di Anna, che tutti noi abbiamo passato sia pure in condizioni assai più favorevoli, c'è la guerra vera, che Anna se la porterà via all'improvviso. C'è il terrore di essere scoperti che attanaglia le viscere, c'è il dolore di poter vedere il cielo solo da un piccolo specchio.
    Ma il sangue che la storia ci racconta, tra queste pagine non lo vediamo. Le battaglie sono un brontolio lontano e rimangono le gracchianti frasi che escono dalla radio clandestina.

    E da qui nasce il pensiero che è la seconda testimonianza che ci lascia la piccola Anna nel suo diario. Una testimonianza che è anche una coltellata nella schiena di tutti i giustificazionisti, di tutti revisionisti, di tutti quelli che cercano un spiegazione che riduca l'enorme portata morale dell'olocausto. Se una quindicenne rinchiusa in un rifugio segreto conosceva così bene le sorti della guerra (al punto da citare con precisione battaglie del lontanissimo fronte orientaale come l'offensiva Dnepr-carpatica o l'offensiva Lvov-Sandomierz) e ancora meglio le sorti dei suoi fratelli ebrei, nessuno poteva non sapere. Non si può mettere avanti lo scudo dell'ignoranza contro la colpa del campo di concentramento e di sterminio: se l'eco di quel grido di dolore è arrivato talmente forte da penetrare le pareti di un rifugio chiuso, come mani nessuno ha sentito nulla? Come mai nessuno ha fatto nulla?

    E questo dito puntato contro i fascisti di oggi che negano tutto e invece potendo ricomincerebebro domattina, contro gli antifascisti di allora che hanno anteposto considerazioni strategiche diverse alla necessità di fermare tutto questo, contro le potenze alleate che si sono permesse di giocare con la vita di milioni di persone sulla base di strampalati calcoli geopolitici, è il miracolo più grande che la povera Anna ha operato per sè, per il suo popolo e per il mondo prima di morire di tifo nell'inferno di Bergen Belsen.

    Continuiamo a far leggere quuesto libro, perchè sono troppe ormai le persone che vogliono negare per ricominciare.

    Is this helpful?

    Gauss74 said on Jul 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2009/10/13/diario-a… La lettura del Diario di Anne crea un classico rapporto di prospettiva. Come per molte opere private o comunque autobiografiche pubblicate postume il lettore si trova in una posizione ...(continue)

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2009/10/13/diario-a…

    La lettura del Diario di Anne crea un classico rapporto di prospettiva. Come per molte opere private o comunque autobiografiche pubblicate postume il lettore si trova in una posizione di superiorità rispetto al narratore. Così, le pagine più felici, quelle più animate dalla speranza per il futuro divengono, loro malgrado, quelle più tristi per il lettore che sa che quel futuro non ci sarà. La Anne che emerge è una scrittrice molto dotata (in assoluto, e non solo in relazione alla sua giovane età) e soprattutto un’osservatrice sopraffina. Nel diario dei campi di concentramento non c’è traccia; c’è una prigionia forzata che dopo un po’ diventa abitudine. L’orrore è solo un’ipotesi, il ricordo di amici scomparsi che diventa insopportabile – per il lettore – quando è costretto ad assistere, impotente, all’incoscienza di una ragazzina che fa progetti per il dopoguerra e ringrazia Dio di averla risparmiata!
    Faccio fatica a leggere libri, a vedere documentari o film sul nazismo, come se il cervello si rifiutasse di pensare che l’uomo possa cadere così in basso, attuando un genocidio con l’orrore della metodicità. Primo Levi scriveva che il peccato più grave dei nazisti non stava “tanto” nell’uccidere milioni di ebrei, ma di pretendere – prima ancora – di privarli della loro stessa umanità. E il fatto è che ancora oggi la storia si ripete.
    L’edizione Einaudi riporta in appendice documenti storici sul destino dei Frank (oltre che un interessante saggio filologico sui “Diari” e sulla ricostruzione editoriale-autoriale dell’originale, o meglio degli originali), una pagina di storia privata e universale, di un destino purtroppo funesto.

    Is this helpful?

    Noodles said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una scrittura sorprendente e matura quella della più famosa adolescente rifugiatasi nell'Alloggio segreto; l'edizione Einaudi ripristina i passaggi censurati in precedenza. Anne Frank vive i due anni di"segregazione " con coraggio e uno spirito comba ...(continue)

    Una scrittura sorprendente e matura quella della più famosa adolescente rifugiatasi nell'Alloggio segreto; l'edizione Einaudi ripristina i passaggi censurati in precedenza. Anne Frank vive i due anni di"segregazione " con coraggio e uno spirito combattivo che fanno riflettere tutti noi.

    Is this helpful?

    coscinedipollo said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Commovente

    un libro da leggere più volte, per non dimenticare quanto in profondità l'orrore di quello che ricordiamo come l'olocausto ha stravolto il concetto di umanità. Giovane donna Anna, che saprà raccontare i suoi anni più bui in toni a tratti pacati a tra ...(continue)

    un libro da leggere più volte, per non dimenticare quanto in profondità l'orrore di quello che ricordiamo come l'olocausto ha stravolto il concetto di umanità. Giovane donna Anna, che saprà raccontare i suoi anni più bui in toni a tratti pacati a tratti sommessi, con quella voglia di vivere e di libertà che per pochissimo le sarà negata.

    Is this helpful?

    Moonlau said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un libro che dovrebbe essere presente in ogni casa
    e andrebbe letto anche dagli adulti, magari due volte nella vita

    Is this helpful?

    Luca Giacomini said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mi sembra ancora incredibile che tutto questo sia accaduto ed abbia infranto così i sogni di una ragazza olandese... ho visitato il rifugio angusto ad Amsterdam dove è stato scritto il diario emi ha lasciato addosso un senso di tristezza e straniment ...(continue)

    mi sembra ancora incredibile che tutto questo sia accaduto ed abbia infranto così i sogni di una ragazza olandese... ho visitato il rifugio angusto ad Amsterdam dove è stato scritto il diario emi ha lasciato addosso un senso di tristezza e stranimento per giorni... da leggere assolutamente!

    Is this helpful?

    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book