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Diario

Per la prima volta la versione definitiva e integrale del Diario

Di

Editore: CDE su licenza Giulio Einaudi Editore

4.1
(13494)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Galego , Francese , Olandese , Giapponese , Catalano , Portoghese , Sloveno , Greco , Russo , Svedese , Croato , Danese , Ceco , Afrikaans , Ungherese , Basco

Isbn-10: A000106997 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Pignatti ; Curatore: Otto Frank ; Prefazione: Mirjam Pressler ; Postfazione: Frediano Sessi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Sai che il mio più caro desiderio è diventare un giorno giornalista e poi scrittrice..."scrive Anne Frank nel maggio del 1944. Per questa ragione, dopo aver redatto una prima versione del suo diario segreto, decide di preparare un libro per il grande pubblico che racconti "come noi ebrei abbiamo vissuto, ci siamo nutriti e abbiamo discusso qui, nell'"Alloggio segreto"dove la famiglia Frank, con altri quattro clandestini, si nascose per circa due anni alle persecuzioni dei nazisti. Come risulta dall'"Appendice" al volume, la prima edizione del Diario di Anne subì ritocchi, ritagli, variazioni che, nonostante quanto affermò il padre Otto Frank, nella sostanza mutavano il contenuto essenziale degli scritti di sua figlia. La presente edizione, proponendo al lettore il testo integrale della redazione del diario di Anne Frank, ci restituisce un'immagine nuova e dirompente della sua evoluzione di ragazza, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, delle sue idee e, infine, dei conflitti e degli amori che agitarono la piccola comunità dell'Alloggio segreto. Questa edizione si avvale anche della ricostruzione, a mezzo testimonianze, degli ultimi mesi di vita di Anne Frank e della sorella Margot.
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  • 0

    giustamente Natalia Ginzburg per la quarta di copertina sceglie questa frase scritta qualche giorno prima dell'irruzione nell'alloggio segreto
    "è un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte l ...continua

    giustamente Natalia Ginzburg per la quarta di copertina sceglie questa frase scritta qualche giorno prima dell'irruzione nell'alloggio segreto
    "è un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo"

    ha scritto il 

  • 4

    Citazione preferita:

    “Non penso a tutti i sofferenti, ma al bello che ancora rimane. In questo sono molto diversa da mamma, che a chi e' di cattivo umore consiglia: “pensa alle miserie che ci sono al mondo, e sii felice c ...continua

    “Non penso a tutti i sofferenti, ma al bello che ancora rimane. In questo sono molto diversa da mamma, che a chi e' di cattivo umore consiglia: “pensa alle miserie che ci sono al mondo, e sii felice che tu non ne soffri!” Io invece consiglio: “va' fuori, al sole, nei campi, a contatto con la natura, va' fuori e cerca di trovare la felicita' in te e in Dio. Pensa al bello che c'e' ancora in te e attorno a te e sii felice!”

    ha scritto il 

  • 5

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/02/23/anne-frank-diario/

    La storia di Anne Frank e della sua famiglia è nota a tutti: in ogn ...continua

    Per la recensione completa di immagini e citazioni: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/02/23/anne-frank-diario/

    La storia di Anne Frank e della sua famiglia è nota a tutti: in ogni antologia italiana delle scuole medie ci sono stralci del suo diario. Ho letto il Diario di Anna Frank per la prima volta quando frequentavo le scuole medie, e avevo all’incirca l’età di Anna. Pochi giorni fa ho deciso di rileggerlo: sono passati quasi quindici anni da allora, volevo capire se le epistole a Kitty mi avrebbero fatto una diversa impressione e se avessi colto sfumature diverse.

    Anna è una ragazzina molto brava a scuola, anche se odia l’algebra; vive ad Amsterdam con suo papà, sua mamma e Margot, la sorella maggiore. Il giorno del suo tredicesimo compleanno riceve, tra i vari regali, un diario su cui scrivere ciò che succede nella sua vita di adolescente. Inizalmente, Anna scrive i turbamenti di una ragazzina, le prime cotte, le ingiustizie a scuola, i compiti; decide che chiamerà il suo diario Kitty, inventandosi così un’amica che non è mai riuscita a trovare. Ma il suo destino ha in serbo per lei un’amara sorpresa. Anna ha origini ebraiche e quando in Olanda arrivano i tedeschi e le leggi razziali, la sua vita cambia totalmente. Iniziano i divieti e gli obblighi, sempre più stretti e sempre più difficili da sopportare.

    Grazie alle conoscenze del padre di Anna, riescono a trovare un nascondiglio. Nel magazzino ove lavorava il padre di Anna, infatti, c’è un alloggio segreto, di cui solo pochi sono a conoscenza. Miep, Elli, Kraler e Koophius, i colleghi olandesi del padre di Anna non si tirano indietro e nascondono non solo la famiglia Frank, ma anche la famiglia Van Daam e il dottor Dussel. Così, giovedì 9 luglio 1942, sotto una pioggia scrosciante, i Frank raggiungono il canale dove sorge il magazzino; salgono varie rampe di scale e dietro un armadio mobile, ecco l’alloggio segreto. I rifugiati dovranno essere silenziosi nelle ore di lavoro degli operai al magazzino: potranno muoversi e camminare e andare al bagno solo quando essi finiscono il turno di lavoro.

    Anna Frank vivrà per poco più di due anni nascosta qui, senza poter mai uscire, senza vedere il sole, senza correre sui prati. Anna è un’adolescente e in alcune lettere a Kitty emerge anche un po’ di superiorità e arroganza, soprattutto quando discute con la madre. Due stanze e un solaio sono davvero strette per otto persone, a volte la convivenza è difficile, si litiga per le piccole cose. La paura costante di essere scoperti e le difficoltà di organizzare una vita comune, minano fortemente le emozioni di Anna e spesso, confida a Kitty, piange silenziosamente di notte.

    A portare ulteriore turbamento ai rifiugiati, vi sono continui tentativi di furto nei magazzini e negli uffici ai piani inferiori: i ladri cercano macchine da scrivere o denaro. Spesso sono i rifiugiati stessi a metterli in fuga, rischiando di essere scoperti. Anna quindi confida tutta la sua quotidiniatà a Kitty e nella seconda metà del diario, Anna si rende conto che potrebbe andar bene anche un amico, anziché un’amica da lei tanto desiderata. Si avvicina al timido e silenzioso Peter, il figlio dei Van Daam, e la loro amicizia barcollante si trasforma in un fragile amore.

    Con il passare del tempo, le privazioni diventano sempre più grandi e la vita nell’alloggio segreto sempre più grama; il cibo scarseggia, come anche i generi di prima necessità: sapone, medicinali, abiti, scarpe. Elli e Miep, le colleghe del padre di Anna, cercano di non far mai mancare nulla ai rifugiati, anche a costo di comprare cibo e abiti alla borsa nera.

    Alla radio, che si ascolta solo dopo le 17, le voci dei reali d’Olanda e di Winston Churcill infondono qualche barlume di speranza nel cuore dei profughi ebrei. E quando il 6 giugno 1944 la radio annuncia il D-Day, lo sbarco in Normandia, Anna e gli altri hanno il cuore che trabocca di gioia: è la fine della guerra, la fine è vicinissima, presto potranno uscire da quelle quattro mura. Ma dopo l’onda di entusiasmo dello sbarco alleato in Francia, benché inizino a cadere una ad una le roccaforti tedesche e i russi avanzino da Est, la situazione in Olanda resta in stallo.

    Inizia il caldo dell’estate del 1944 e le speranze sembrano svanire. Anna, però, non perde mai la speranza perché come scrive proprio nelle ultime pagine del suo diario, ella continua a sperare e a credere nell’intima bontà dell’uomo. Anna vede che il mondo diventare un deserto, sente il rombo dei bombardamenti su Amsterdam, lei sa che fine fanno gli ebrei e conosce benissimo la realtà dei campi di lavoro (anche se forse non riesce ad immaginare tutta la cattiveria di un lager), ma nonostante tutto questo odio, questa guerra, questi morti, Anna confida che un giorno il mondo ritornerà in ordine, e regneranno la pace e la serenità.

    L’ultima pagina di diario è datata al 1° agosto 1944. La polizia irrompe nell’alloggio segreto il 4 agosto 1944. Dei componenti della famiglia Frank si salva solo il padre sopravvissuto ad Auschwitz, mentre Elli e Miep ritrovano il diario di Anna in una catasta di giornali vecchi e riviste. Anna e sua sorella Margot perirono di tifo e di fatica nel marzo del 1945 a Bergen Belsen, solo due mesi prima della liberazione dell’Olanda. Peter Van Daam, invece, morì di stenti nel maggio 1945 a Mauthausen, in Austria.

    Il Diario di Anna Frank, riletto dopo quindici anni, mi ha lasciato addosso molta angoscia e le ultime pagine – sapendo come andava a finire – le ho lette con il cuore in gola. Ma oltre al valore storico del diario, lo spaccato della vita dei rifugiati durante la guerra, le parole della giovane Anna Frank devono infondere speranza nel cuore di tutti: benché la sua situazione fosse drammatica e lei lo sapesse bene, la speranza non l’aveva perduta nonostante tutto, quindi non dobbiamo perderla nemmeno noi.

    ha scritto il 

  • 5

    Cara Anne...

    Sono Kitty, la tua Kit, la ragazza a cui non hai mai smesso di scrivere in questi tuoi ultimi due anni di vita, la tua confidente, la tua migliore amica. Anne, ti sto scrivendo perché le tue lettere m ...continua

    Sono Kitty, la tua Kit, la ragazza a cui non hai mai smesso di scrivere in questi tuoi ultimi due anni di vita, la tua confidente, la tua migliore amica. Anne, ti sto scrivendo perché le tue lettere mi sono arrivate al cuore, mi hanno colpito, le tue parole mi hanno mostrato un mondo diverso, il tuo mondo, quello di una ragazzina normale in una situazione terribile. Hai fatto pensare e riflettere persino una cinica come me, una che sull'olocausto credeva di aver sentito tutto, ed invece non aveva sentito un bel niente. Nel tuo diario infatti, questo è visto con i tuoi occhi, da te che l'hai vissuto, ma proprio per questo, pur parlandone pochissimo, acquista potenza e veridicità, scevro da tutti quei buonismi e pietismi presenti negli altri libri che trattano di questo argomento. Ti ringrazio Anne perché mi hai permesso di entrare nei tuoi segreti più profondi, nella tua testa e nelle tue esperienze da quattordicenne. Ero indecisa fino ad oggi se leggerti o no, ma sono contenta di averlo fatto.
    Tua
    Kitty

    ha scritto il 

  • 5

    Il 6 luglio 1942, nei Paesi Bassi, la famiglia Frank si trova costretta a vivere in clandestinità per sfuggire alle minacce dei nazisti. Comincia così una nuova esistenza barricata fra i muri di un ve ...continua

    Il 6 luglio 1942, nei Paesi Bassi, la famiglia Frank si trova costretta a vivere in clandestinità per sfuggire alle minacce dei nazisti. Comincia così una nuova esistenza barricata fra i muri di un vecchio edificio sul Canale Prinsengracht, nella parte ovest di Amsterdam. La piccola Anne, poco più che dodicenne, annota sul suo Diario gli avvenimenti che si succedono nel piccolo alloggio, nel frattempo popolatosi di altre persone. Così la quotidianità di otto rifugiati diventa un'unica grande narrazione nella testa della piccola Anne, che si divide fra ostilità con i genitori, antipatie per i coinquilini, amori fiorenti, inquietudini sulla vita, timori per la guerra e speranze per l'avvenire.

    ha scritto il 

  • 5

    Durante la mia prima lettura avevo circa l'età di Anna: avevo ben compreso il suo turbamento nei confronti dei cambiamenti... altri aspetti della sua vicenda (non quella storica) mi erano rimasti un p ...continua

    Durante la mia prima lettura avevo circa l'età di Anna: avevo ben compreso il suo turbamento nei confronti dei cambiamenti... altri aspetti della sua vicenda (non quella storica) mi erano rimasti un po' estranei.
    Ora, in età matura, rileggendolo mi accorgo di non provare particolare simpatia per questa fanciulla petulante e d'umore altalenante, ma provo ammirazione per come ha gestito una situazione limite.
    Non parlo delle atrocità di un conflitto e di un genocidio che solo chi è in malafede può negare: sono stati scritti sull'argomento fiumi di parole e non aggiungerei che banalità.
    Ma la situazione di prigionia (con tutte le privazioni e i problemi che comporta) aggravata dalla costante paura di una fine ben peggiore potrebbero fiaccare la volontà di chiunque, mentre Anna dimostra quasi sempre la capacità di vedere il bello del mondo.
    E' questa sua volontà di non farsi distruggere dalla paura, di vedere il cielo azzurro anche quando le nubi tutto intorno si vanno addensando che ci fa amare questo libro. Perché in fondo crediamo (o vogliamo credere) anche noi che, dopo tutte le difficoltà che ci possono essere, ci sarà sempre un momento migliore... e Anna inizia a essermi simpatica ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Sorrido quando sento le persone domandare e domandarsi se la lettura di questo libro è adatta ai più piccoli ... Io,IV elementare,vedevo una compagna con questo libro in mano senza sapere che fosse e ...continua

    Sorrido quando sento le persone domandare e domandarsi se la lettura di questo libro è adatta ai più piccoli ... Io,IV elementare,vedevo una compagna con questo libro in mano senza sapere che fosse e continuando a non saperlo per anni finchè non vidi il libro(con questa copertina)in libreria e,ripensando alla compagna,rimasi di sale.

    ha scritto il 

  • 5

    Non dovrebbe neanche esserci bisogno di una recensione, tanto il libro-diario di Anna Frank è potente.
    E infatti non aggiungo nulla, se non un "Mai più!" che dovrebbe uscire soprattutto dalle viscere ...continua

    Non dovrebbe neanche esserci bisogno di una recensione, tanto il libro-diario di Anna Frank è potente.
    E infatti non aggiungo nulla, se non un "Mai più!" che dovrebbe uscire soprattutto dalle viscere di una scuola troppo spesso distratta fin quasi alla soglia della complicità da bar sport.
    Opponiamoci, per Anna e tutte le vittime dei troppi olocausti, a tutte quelle "culture" popolate di visioni di marciscenze e di sfracelli, di guerre e stermini necessari, di nemici infedeli e di nemici di campanile, di anime maledette e autociniche a oltranza...
    Liberiamocene e a mai più...

    "Niente è infine sacro al di fuori dell'integrità della mente".
    (Ralph Waldo Emerson)

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonosta ...continua

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonostante la terribile prigionia.
    Tutti noi potremmo imparare molto da lei.

    Quotes:

    - "Certe persone sembra che provino un piacere particolare a educare non solo i propri figli ma anche quelli degli altri." [pag.40]

    - "Per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere." [pag.44]
    - "La gente comune non sa quanto siano importanti i libri per uno che sta nascosto." [pag.101]

    - "Sono giunta a un punto in cui non fa molta differenza se muoio o sopravvivo. Il mondo continuerà a girare anche senza di me e comunque non posso farci niente. Sarà quel che sarà, io non faccio altro che studiare e sperare in un lieto fine." [pag.171]

    - "Finché esiste questo, e io posso vederlo, questo sole e questo cielo senza una nuvola, non posso sentirmi triste." [pag.183]

    - "Sono fermamente convinta che la natura può cancellare molte miserie." [pag.183]

    - "Il mio suggerimento contro la depressione è: esci nei campi, nella natura, al sole. Esci e cercare di ritrovare la fortuna dentro di te; pensa a tutte le belle cose che crescono dentro e attorno a te e sii felice." [pag.197]

    - "Qui non si vedono che facce scontente o arrabbiate, nient'altro che sospiri e lamentele represse, sembra quasi che ci sia capitato tra capo e collo qualcosa si tremendo. Dipende da noi se le cose sono brutte o meno." [pag.244]

    - "A cosa serve mai la guerra, perché la gente non può vivere insieme tranquilla, perché tutto deve essere devastato?" [pag.260]

    - "A dire il vero non riesco a immaginare come uno possa dire 'sono debole' ed esserlo effettivamente. Quando si sa una cosa del genere, perché non impegnarsi a cambiare, perché non educare il carattere?" [pag.299]

    - "Meritarsi la fortuna significa impegnarsi e agire per il bene, e non speculare ed essere pigri. La pigrizia può sembrare attraente, ma lavorare dà soddisfazione." [pag.300]

    - "Quanto sarebbero belli e buoni tutti se ogni sera prima di addormentarsi ripensassero agli eventi della giornata e stabilissero con precisione che cos'hanno fatto bene e che cosa male." [pag.300]

    - "La coscienza tranquilla rende forti!" [pag.300]

    - "E' molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora nell'intima bontà dell'uomo." [pag.307]

    ha scritto il 

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