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Diario

Per la prima volta la versione definitiva e integrale del Diario

By Anne Frank

(307)

| Hardcover

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Book Description

"Sai che il mio più caro desiderio è diventare un giorno giornalista e poi scrittrice..."scrive Anne Frank nel maggio del 1944. Per questa ragione, dopo aver redatto una prima versione del suo diario segreto, decide di preparare un libro per il grand Continue

"Sai che il mio più caro desiderio è diventare un giorno giornalista e poi scrittrice..."scrive Anne Frank nel maggio del 1944. Per questa ragione, dopo aver redatto una prima versione del suo diario segreto, decide di preparare un libro per il grande pubblico che racconti "come noi ebrei abbiamo vissuto, ci siamo nutriti e abbiamo discusso qui, nell'"Alloggio segreto"dove la famiglia Frank, con altri quattro clandestini, si nascose per circa due anni alle persecuzioni dei nazisti. Come risulta dall'"Appendice" al volume, la prima edizione del Diario di Anne subì ritocchi, ritagli, variazioni che, nonostante quanto affermò il padre Otto Frank, nella sostanza mutavano il contenuto essenziale degli scritti di sua figlia. La presente edizione, proponendo al lettore il testo integrale della redazione del diario di Anne Frank, ci restituisce un'immagine nuova e dirompente della sua evoluzione di ragazza, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, delle sue idee e, infine, dei conflitti e degli amori che agitarono la piccola comunità dell'Alloggio segreto. Questa edizione si avvale anche della ricostruzione, a mezzo testimonianze, degli ultimi mesi di vita di Anne Frank e della sorella Margot.

930 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    il mio primo libro! Non è una lettura "facile" ma va fatta, almeno una volta nella vita. Ancora più bello "riviverlo" visitando la casa di Anne ad Amsterdam.

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    Emma said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    senza parole

    il libro, la storia, si commentano da soli. Ogni considerazione sarebbe pleonastica.
    Bisognerebbe imparare da Anna il suo entusiasmo, la sua energia ma soprattutto il suo ottimismo, sempre presente anche di fronte all'immenso fantasma della deportazi ...(continue)

    il libro, la storia, si commentano da soli. Ogni considerazione sarebbe pleonastica.
    Bisognerebbe imparare da Anna il suo entusiasmo, la sua energia ma soprattutto il suo ottimismo, sempre presente anche di fronte all'immenso fantasma della deportazione.

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    Ciccioenri said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    una lettura fondamentale, insieme a Se questo è un uomo di Levi e La notte di Wiesel.
    E' incredibile credere come una ragazzina possa aver scritto di suo pugno alcune parti del libro.
    Un diario "monco" ,che si interrompe bruscamente , che allude e so ...(continue)

    una lettura fondamentale, insieme a Se questo è un uomo di Levi e La notte di Wiesel.
    E' incredibile credere come una ragazzina possa aver scritto di suo pugno alcune parti del libro.
    Un diario "monco" ,che si interrompe bruscamente , che allude e sottintende ad un'evento tragico (anne frank verrà deportata e non scriverà mai più sul suo diario) potrà far scendere una lacrima ai più sensibili.

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    max said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto molti libri sull'Olocausto ma questo resta per me uno dei più belli e più toccanti mai letti

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    Maiko76 said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    令人哀傷的故事。
    故事開端時安妮還是個整天開開心心的無腦小女孩。
    接下來一夕之間全家逃亡,躲在密室裡過著提心吊膽的日子。
    可以看的出來密室裡的成員關係非常緊繃,每個人都處於極限邊緣。
    前半本的安妮是個幼稚小女孩,東抱怨西抱怨,易怒又鬧憋扭,認為沒有人能理解她。
    但是隨著時間,安妮卻越發成熟,明明是在啥都沒有的密室裡,卻在心靈上獲得了成長,過的反而比以前快樂。
    事實上,末尾的日記是充滿了希望,對人生的憧憬,對未來的夢想。
    安妮的日記到此為止。
    事到如今,納粹成了禁忌代名詞,德國現在對任何暴力影像作 ...(continue)

    令人哀傷的故事。
    故事開端時安妮還是個整天開開心心的無腦小女孩。
    接下來一夕之間全家逃亡,躲在密室裡過著提心吊膽的日子。
    可以看的出來密室裡的成員關係非常緊繃,每個人都處於極限邊緣。
    前半本的安妮是個幼稚小女孩,東抱怨西抱怨,易怒又鬧憋扭,認為沒有人能理解她。
    但是隨著時間,安妮卻越發成熟,明明是在啥都沒有的密室裡,卻在心靈上獲得了成長,過的反而比以前快樂。
    事實上,末尾的日記是充滿了希望,對人生的憧憬,對未來的夢想。
    安妮的日記到此為止。
    事到如今,納粹成了禁忌代名詞,德國現在對任何暴力影像作品唯恐不及,猶太人不再受到壓迫,不過,猶太人依然不是很討喜就是了。
    我想重點還是在安妮身上,安妮是個值得活下去的好女孩,應此而死是不公不義的,就僅如此。

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    Wheniinthisworld said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Una preziosa testimonianza

    Mi mette in imbarazzo sedermi davanti al computer a scrivere un commento su un libro come questo: come fare a mettere in fila le parole per dire qualcosa che non sia stato già detto sulla terribile ed effimera storia di questa bambina olandese? Su un ...(continue)

    Mi mette in imbarazzo sedermi davanti al computer a scrivere un commento su un libro come questo: come fare a mettere in fila le parole per dire qualcosa che non sia stato già detto sulla terribile ed effimera storia di questa bambina olandese? Su una ragazzina costretta ad una prigionia che fà violenza alla sua natura, e costretta vieppiù a considerarsi fortunata di non subire violenze ben più disumane (che puntualmente arriveranno invece), e rigraziarne tra le pagine di questo diario che è il suo unico amico?

    E invece la storia dell' ebrea Anna Frank, che morirà a sedici anni nel campo di concentramento di Bergen Belsen dopo un anno di clandestinità, è riuscita a stupirmi perchè mi ha restituito pensieri diversi rispetto a quelli che mi aspettavo.
    Tutto sommato sul dramma della Shoah rimane poco: è molto di più la storia di una ragazzina costretta ad affrontare i travagli della difficile età dell'adolescenza, ad affrontarli in maniera assai più amara in quanto inaspriti dalla prigionia e dalla convivenza forzata proprio con quegli adulti con cui deve ricostruire un rapporto, ora che le strutture sentimentali dell'infanzia alll'improvviso non funzionano più.

    E troviamo la sua sofferenza per il difficile rapporto coi genitori, la sua sofferenza di sentirsi incompresa; ma anche la fatica di affrontare sbalzi d'umore continui ed imprevisti, conseguenza di passioni nuove e sconosciute che Anna ancora non sa affrontare. Il lettore sprovveduto potrebbe sentirsi tradito dalla petulanza capricciosa della ragazzina che non sa rendersi conto della situazione che la sua famiglia sta attraversando: ma in realtà essa è la testimonianza più umana e più vera della difesa disperata di Anna da un mondo che la respinge; del suo sforzo di sopravvivere alla sfida congiunta della shoah e dell'adolescenza che incombe, sfida che sembra essere troppo grande per lei.

    Le bellissime pagine che consegna a quel diario che sembra essere il suo unico amico (con che dolcezza lo personifica!) sono una testimonianza preziosa delle passioni e dei pensieri dei nostri ragazzi, che forse i quarantenni hanno dimenticato. Non posso non accorgermi inoltre della qualità della scrittura, sia come periodare che come lessico: i nostri quindicenni drogati di social network che leggono un libro l'anno, sarebbero stati in grado di scrivere il diario di Anna Frank? Il legittimo dubbio diventa anche paura per il progressivo deterioramento dello spessore culturale della nostra società.

    Ma intorno alla guerra interiore di Anna, che tutti noi abbiamo passato sia pure in condizioni assai più favorevoli, c'è la guerra vera, che Anna se la porterà via all'improvviso. C'è il terrore di essere scoperti che attanaglia le viscere, c'è il dolore di poter vedere il cielo solo da un piccolo specchio.
    Ma il sangue che la storia ci racconta, tra queste pagine non lo vediamo. Le battaglie sono un brontolio lontano e rimangono le gracchianti frasi che escono dalla radio clandestina.

    E da qui nasce il pensiero che è la seconda testimonianza che ci lascia la piccola Anna nel suo diario. Una testimonianza che è anche una coltellata nella schiena di tutti i giustificazionisti, di tutti revisionisti, di tutti quelli che cercano un spiegazione che riduca l'enorme portata morale dell'olocausto. Se una quindicenne rinchiusa in un rifugio segreto conosceva così bene le sorti della guerra (al punto da citare con precisione battaglie del lontanissimo fronte orientaale come l'offensiva Dnepr-carpatica o l'offensiva Lvov-Sandomierz) e ancora meglio le sorti dei suoi fratelli ebrei, nessuno poteva non sapere. Non si può mettere avanti lo scudo dell'ignoranza contro la colpa del campo di concentramento e di sterminio: se l'eco di quel grido di dolore è arrivato talmente forte da penetrare le pareti di un rifugio chiuso, come mani nessuno ha sentito nulla? Come mai nessuno ha fatto nulla?

    E questo dito puntato contro i fascisti di oggi che negano tutto e invece potendo ricomincerebebro domattina, contro gli antifascisti di allora che hanno anteposto considerazioni strategiche diverse alla necessità di fermare tutto questo, contro le potenze alleate che si sono permesse di giocare con la vita di milioni di persone sulla base di strampalati calcoli geopolitici, è il miracolo più grande che la povera Anna ha operato per sè, per il suo popolo e per il mondo prima di morire di tifo nell'inferno di Bergen Belsen.

    Continuiamo a far leggere quuesto libro, perchè sono troppe ormai le persone che vogliono negare per ricominciare.

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    Gauss74 said on Jul 28, 2014 | 5 feedbacks

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