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Diario

By

Publisher: Debolsillo

4.1
(13378)

Language:Español | Number of Pages: 448 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Chi simplified , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Hungarian

Isbn-10: 8484505243 | Isbn-13: 9788484505242 | Publish date: 

Translator: Diego J. Puls

Also available as: Paperback , Others , Library Binding , Hardcover

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
Edición especial para escuelas con material didáctico.
Tras la invasión de Holanda, los Frank, comerciantes judíos alemanes emigrados a Amsterdam en 1933, se ocultaron de la Gestapo en una buhardilla anexa al edifcio donde el padre de Ana tenía sus ofcinas. Eran ocho personas y permanecieron recluidas desde 1942 hasta 1944, año en el que fueron detenidos y enviados a campos de concentración. En ese lugar y en las más precarias condiciones, Ana, de trece años, escribió su estremecedor diario: un testimonio único en su género sobre el horror y la barbarie nazi, y sobre los sentimientos y experiencias de la propia Ana y sus acompañantes. Ana murió en el campo de Bergen-Belsen en marzo de 1945. Su diario nunca morirá.
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  • 5

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonostante la terribile prigionia.
    Tutti noi potremmo imparare molto da lei.

    Quotes: ...continue

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonostante la terribile prigionia.
    Tutti noi potremmo imparare molto da lei.

    Quotes:

    - "Certe persone sembra che provino un piacere particolare a educare non solo i propri figli ma anche quelli degli altri." [pag.40]

    - "Per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere." [pag.44]
    - "La gente comune non sa quanto siano importanti i libri per uno che sta nascosto." [pag.101]

    - "Sono giunta a un punto in cui non fa molta differenza se muoio o sopravvivo. Il mondo continuerà a girare anche senza di me e comunque non posso farci niente. Sarà quel che sarà, io non faccio altro che studiare e sperare in un lieto fine." [pag.171]

    - "Finché esiste questo, e io posso vederlo, questo sole e questo cielo senza una nuvola, non posso sentirmi triste." [pag.183]

    - "Sono fermamente convinta che la natura può cancellare molte miserie." [pag.183]

    - "Il mio suggerimento contro la depressione è: esci nei campi, nella natura, al sole. Esci e cercare di ritrovare la fortuna dentro di te; pensa a tutte le belle cose che crescono dentro e attorno a te e sii felice." [pag.197]

    - "Qui non si vedono che facce scontente o arrabbiate, nient'altro che sospiri e lamentele represse, sembra quasi che ci sia capitato tra capo e collo qualcosa si tremendo. Dipende da noi se le cose sono brutte o meno." [pag.244]

    - "A cosa serve mai la guerra, perché la gente non può vivere insieme tranquilla, perché tutto deve essere devastato?" [pag.260]

    - "A dire il vero non riesco a immaginare come uno possa dire 'sono debole' ed esserlo effettivamente. Quando si sa una cosa del genere, perché non impegnarsi a cambiare, perché non educare il carattere?" [pag.299]

    - "Meritarsi la fortuna significa impegnarsi e agire per il bene, e non speculare ed essere pigri. La pigrizia può sembrare attraente, ma lavorare dà soddisfazione." [pag.300]

    - "Quanto sarebbero belli e buoni tutti se ogni sera prima di addormentarsi ripensassero agli eventi della giornata e stabilissero con precisione che cos'hanno fatto bene e che cosa male." [pag.300]

    - "La coscienza tranquilla rende forti!" [pag.300]

    - "E' molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora nell'intima bontà dell'uomo." [pag.307]

    said on 

  • 4

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonostante la terribile prigionia.
    Tutti noi potremmo imparare molto da lei.

    Quotes: ...continue

    Vorrei aver conosciuto personalmente questa splendida persona: seppur impertinente e tavolta infantile, Anne ha in sé una saggezza che le permette di giudicarsi e migliorarsi, di essere felice nonostante la terribile prigionia.
    Tutti noi potremmo imparare molto da lei.

    Quotes:

    - "Certe persone sembra che provino un piacere particolare a educare non solo i propri figli ma anche quelli degli altri." [pag.40]

    - "Per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere." [pag.44]
    - "La gente comune non sa quanto siano importanti i libri per uno che sta nascosto." [pag.101]

    - "Sono giunta a un punto in cui non fa molta differenza se muoio o sopravvivo. Il mondo continuerà a girare anche senza di me e comunque non posso farci niente. Sarà quel che sarà, io non faccio altro che studiare e sperare in un lieto fine." [pag.171]

    - "Finché esiste questo, e io posso vederlo, questo sole e questo cielo senza una nuvola, non posso sentirmi triste." [pag.183]

    - "Sono fermamente convinta che la natura può cancellare molte miserie." [pag.183]

    - "Il mio suggerimento contro la depressione è: esci nei campi, nella natura, al sole. Esci e cercare di ritrovare la fortuna dentro di te; pensa a tutte le belle cose che crescono dentro e attorno a te e sii felice." [pag.197]

    - "Qui non si vedono che facce scontente o arrabbiate, nient'altro che sospiri e lamentele represse, sembra quasi che ci sia capitato tra capo e collo qualcosa si tremendo. Dipende da noi se le cose sono brutte o meno." [pag.244]

    - "A cosa serve mai la guerra, perché la gente non può vivere insieme tranquilla, perché tutto deve essere devastato?" [pag.260]

    - "A dire il vero non riesco a immaginare come uno possa dire 'sono debole' ed esserlo effettivamente. Quando si sa una cosa del genere, perché non impegnarsi a cambiare, perché non educare il carattere?" [pag.299]

    - "Meritarsi la fortuna significa impegnarsi e agire per il bene, e non speculare ed essere pigri. La pigrizia può sembrare attraente, ma lavorare dà soddisfazione." [pag.300]

    - "Quanto sarebbero belli e buoni tutti se ogni sera prima di addormentarsi ripensassero agli eventi della giornata e stabilissero con precisione che cos'hanno fatto bene e che cosa male." [pag.300]

    - "La coscienza tranquilla rende forti!" [pag.300]

    - "E' molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora nell'intima bontà dell'uomo." [pag.307]

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  • 4

    Una voce di speranza nel buio dell'Olocausto...

    "Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme". Queste parole così cariche di ottimismo sono di Anne Frank, la ragazzina che ha stilato lo stupefacente diario e ha reso la sua testimonianza unica e irripetibile...E' inconsueto sentire simili ...continue

    "Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme". Queste parole così cariche di ottimismo sono di Anne Frank, la ragazzina che ha stilato lo stupefacente diario e ha reso la sua testimonianza unica e irripetibile...E' inconsueto sentire simili espressioni sulla bocca di una bambina ebrea in un'epoca in cui la persecuzione razziale nazista ha privato il popolo ebreo dei suoi sacrosanti diritti, in cui vi era la deportazione, la morte nei campi di concentramento...
    Un'epoca in cui essere sospettosi e guardinghi era doveroso..Ho letto diverse volte questo diario rimanendone ogni volta stupita, commossa e attingendo sempre una nuova carica da questo ottimismo, da questa voce piena di speranza in un tempo terribile e pieno di odio..
    Noi leggiamo questo romanzo, la cronaca dell'alloggio segreto senza poter ignorare la tragica fine...e sperando poi in modo irrazionale che questa fine muti...che vi sia la salvezza per Anne e per la sua famiglia...
    Consiglio questa lettura sopratutto ai giovani per trasmettere e promuovere una cultura di pace in cui regni il rispetto per ogni etnia, in modo che il sacrificio di Anne non sia stato vano..
    Saluti.
    Ginseng666

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  • 5

    Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno ...continue

    Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità.”

    Anna credeva nell’animo buono degli uomini, nonostante la sua grande maturità.
    E’ difficilissimo sedersi davanti al computer e scrivere qualcosa su questo assoluto capolavoro che leggo solo oggi, a trentasette anni.
    Ed è imbarazzante esprimere giudizi e sprecare commenti che, ne sono sicuro, risulterebbero banali.
    Ma quando scrivo qualcosa su un libro, spesso lo faccio di getto, per cui in questo caso mi restano solo delle riflessioni.
    Penso ad Anna, ben nascosta dietro alla finestra della sua prigione, che guarda comunque con fiducia ed ottimismo al futuro, nonostante sapesse tutto ciò che stava succedendo fuori. E mi chiedo come facesse a saperlo lei se milioni di persone sostengono che non ne erano a conoscenza.
    Penso alla sua vita in quel rifugio tra gli adulti, con le sue arrabbiature, le sue marachelle di tredicenne e anche le piccole gioie.
    Penso alla sua proprietà di linguaggio ed alla sua saggezza e penso ai tredicenni di oggi.
    Sono contento di averlo letto, sono contento di aver finalmente conosciuto Anna.

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  • 5

    La testimonianza di Anna

    È uno dei primi libri che ho letto sul tema dei campi di concentramento e della deportazione ed è anche uno di quelli che mi è rimasto più impresso.


    Viene narrata la storia di una ragazzina appena tredicenne che è costretta a “vivere” la sua vita in clandestinità con la famiglia ed altre p ...continue

    È uno dei primi libri che ho letto sul tema dei campi di concentramento e della deportazione ed è anche uno di quelli che mi è rimasto più impresso.

    Viene narrata la storia di una ragazzina appena tredicenne che è costretta a “vivere” la sua vita in clandestinità con la famiglia ed altre persone.
    Decide di scrivere un diario nel quale racconta le sue giornata ad un’amica immaginaria “Kitty”.
    I giorni all’interno del rifugio passano tutti allo stesso modo: pelando patate, leggendo, recitando poesie, scrivendo ed anche temendo il peggio.
    Molto spesso Anna, la protagonista, ha temuto il peggio ossia che il loro nascondiglio venisse sbaragliato da un momento all’altro.
    Cosa che purtroppo accadrà.

    La protagonista ed al tempo stesso l’autrice, fa trapelare dalle pagine del suo libro che è un anima buona e piena di ottimismo.
    Anche se questo racconto viene spesso fatto leggere alle elementari ed alle medie io lo consiglio a tutti perché va ad arricchire la cultura di tutti.
    Un’opera unica nel suo genere, la vera testimonianza di chi ha vissuto questo periodo intriso di orrore in prima persona e senza volerlo ha fatto arrivare fino ai nostri giorni la documentazione di questi fatti.

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  • 4

    Di libri sulla seconda Guerra Mondiale ne hanno scritti tanti ma una testimonianza come quella di questo diario è unica. Avevo già letto qualche stralcio durante la quinta elementare ma ho voluto rileggerlo a distanza di anni per vedere se da adulta le sensazioni di questa lettura cambiavano. For ...continue

    Di libri sulla seconda Guerra Mondiale ne hanno scritti tanti ma una testimonianza come quella di questo diario è unica. Avevo già letto qualche stralcio durante la quinta elementare ma ho voluto rileggerlo a distanza di anni per vedere se da adulta le sensazioni di questa lettura cambiavano. Forse all'epoca della prima lettura ero troppo piccola e poco interessata all'argomento ma oggi ho visto tutto l'orrore di quegli anni terribili e la speranza di una giovane ragazza. E' impossibile non affezionarsi ad Anna, infondo è una conseguenza visto che stiamo leggendo il suo diario personale. Quando inizia a scrivere il diario è una ragazzina come tante, con la scuola e i primi amori poi a soli 13 anni, insieme ai sui genitori sarà una specie di "sepolta viva" nell'alloggio segreto, tutto per cercare di sopravvivere. Mi ha sorpresa leggere com'era la vita là dentro ma sopratutto quello che scriveva Anna: i problemi con i genitori cosa tipica di quell'età, gli studi che continuavano nonostante tutto, la noia, le privazioni, l'amore. Pagina dopo pagina si vede Anna crescere, ha scritto cose che sembra strano pensare che sono uscite dalla penna di una ragazza di 13 anni o poco più, le ultime pagine sopratutto quelle di luglio sono di una profondità indescrivibile. E' una rilettura che sono contenta di aver fatto.

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  • 4

    The Diary of Anne Frank made me interested on the subject of World War II history. A must read book of history and psychology of living in confinement.


    If you have a son or a daughter, you may consider reading this book and learn how they grow in their adolescence years on Anne Frank's per ...continue

    The Diary of Anne Frank made me interested on the subject of World War II history. A must read book of history and psychology of living in confinement.

    If you have a son or a daughter, you may consider reading this book and learn how they grow in their adolescence years on Anne Frank's perspective.

    More of my review, please visit the following link:
    http://www.literateknolohitura.com/2014/12/anne-frank-diary-of-a-young-girl-book-review.html

    Thanks!

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  • 4

    Non è un caso se in ogni antologia della scuola secondaria inferiore si trovano alcune pagine di questo diario. Non c'è niente di più realistico di un diario. Soprattutto se scritto in due anni di vita passati a nascondersi sempre tra le stesse mura, in quel pezzetto di vita che si chiama adolesc ...continue

    Non è un caso se in ogni antologia della scuola secondaria inferiore si trovano alcune pagine di questo diario. Non c'è niente di più realistico di un diario. Soprattutto se scritto in due anni di vita passati a nascondersi sempre tra le stesse mura, in quel pezzetto di vita che si chiama adolescenza e in cui ogni cosa è più difficile. Nonostante tutto Anne riesce a fare progetti per il futuro, a litigare con i genitori, a innamorarsi, a farsi delle idee personali sulle persone e sul mondo, proprio come tutti gli altri ragazzi della sua età. Pensa che sarebbe bello un giorno far pubblicare il suo diario per far sapere a tutti quello che succedeva in quella casa segreta e nei suoi pensieri durante la deportazione degli ebrei negli anni della seconda guerra mondiale. Un classico imperdibile.

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  • 5

    Quando riceve un Diario per il suo compleanno, Anna è ancora libera. È una ragazzina di tredici anni, brillante, allegra nonostante stia vivendo in un periodo di guerra, ancora inconsapevole di quello che sta succedendo in Europa. Nelle prime pagine del suo diario, parla delle motivazioni che l’h ...continue

    Quando riceve un Diario per il suo compleanno, Anna è ancora libera. È una ragazzina di tredici anni, brillante, allegra nonostante stia vivendo in un periodo di guerra, ancora inconsapevole di quello che sta succedendo in Europa. Nelle prime pagine del suo diario, parla delle motivazioni che l’hanno indotta a scrivere, e sono quelle di qualsiasi adolescente: vuole un’amica del cuore con cui parlare di argomenti più intimi, di cui potersi fidare pienamente. La chiamerà Kitty. I primi di luglio del ’42 entra nell’alloggio segreto. A Kitty confida la sua voglia di capire se stessa, di trovare le parole per esprimere le sue idee, per riuscire a gestire il difficile rapporto con gli altri inquilini del rifugio, e le confida la sua solitudine. È l’inizio del cammino di Anna verso una maggiore consapevolezza di sé, un cammino che per lei avviene in condizioni eccezionali.

    Nel rifugio le condizioni di vita sono difficili, i litigi continui, ma è alta la speranza. Invece passa un anno e con l’avvicinarsi del secondo inverno, l’umore di Anna si fa più cupo. Anche gli altri «sono tutti oppressi dall’incubo del prossimo inverno», scrive nel settembre 1943. Il lungo periodo di reclusione, le voci che circolavano sempre di più sulla situazione degli ebrei, l’angoscia, la sofferenza, la paura della morte minano la sua resistenza, consumano i suoi nervi. È la crisi. Con il passare del tempo Anna ripensa alla sua vita precedente, quando era libera e le sembra quasi impossibile di averla vissuta. Si fa strada in lei il presentimento doloroso che a quella vita non tornerà mai più. Il pensiero torna con nostalgia al passato, e nel novembre 1943 Anna scrive che la notte, prima di addormentarsi, ha avuto una visione dell’amica Lies, che non vede da tanto e con la quale aveva già perso i contatti prima di andare nel rifugio. Prova rammarico per essere così lontana da lei. Nella visione Lies ha il “viso smunto e smagrito”, e gli occhi tristi e pieni di rimprovero verso Anna per averla abbandonata. Viene spontanea l’invocazione al “Buon Dio”, perché protegga Lies e non la lasci sola. Si fa strada il pensiero che ormai è troppo tardi, non la rivedrà più, e Anna cerca rifugio nella fede. Passano le feste di Natale, Anna dà un significato ai suoi pensieri: «Lies, pensando a te io vedo sempre la sorte che avrebbe potuto colpirmi, vedo sempre me al tuo posto». Passa anche il Capodanno e Anna rivede nei suoi sogni tutte le persone del passato e definisce Lies il «simbolo della sventura di tutte le mie amiche e di tutti gli ebrei». Anna comincia a perdere la speranza di tornare alla sua vita di prima; l’olocausto del popolo ebreo è anche l’olocausto della sua giovinezza spensierata, che diventa un sogno. L’innocenza perduta di Anna ha il volto di Lies. Anna sente che non la rivedrà più e con la perdita della speranza nel futuro arriva il bisogno di rifugiarsi nell’abbraccio confortante di Dio. Il desiderio struggente di libertà, si fonde con il desiderio di Dio e nel febbraio 1944 scrive: “Per chi ha paura o si sente incompreso e infelice, il miglior rimedio è andar fuori all’aperto, in un luogo dove egli sia completamente solo, solo col cielo, la natura e Dio. Soltanto allora, infatti, soltanto allora si sente che tutto è come deve essere, e che Dio vuol vedere gli uomini felici nella semplice bellezza della natura. Finché ciò esiste, ed esisterà sempre, io so che in qualunque circostanza c’è un conforto per ogni dolore.”

    Nel marzo del 1944 radio Orange annuncia l’intenzione di raccogliere lettere e diari della guerra. Anna vince l’abbatimento, si mette al lavoro e inizia la stesura “in bella copia” del Diario. «Figurati come sarebbe interessante», scrive, «se io pubblicassi un romanzo sull’alloggio segreto». È entusiasta di vedere la propria passione veicolata verso qualcosa di condivisibile. Si rivolge ancora al Diario chiamandolo Kitty, ma ormai non è più l’amica del cuore che era all’inizio. Diventa un luogo dove il raccontare all’effetto terapeutico derivante dal racconto della sua sofferenza, si aggiungono riflessioni sempre più profonde. Nel maggio 1944 scrive: «Mi consolo delle privazioni divertendomi a descriverle nel mio diario». Una delle privazioni è la mancanza di cibo, che si aggrava, e i liberatori non arrivano. La disperazione serpeggia nel gruppo e una domanda si fa sempre più pressante: “a che cosa serve mai la guerra?”. Anna cerca una risposta, e non ne può che scaturire una riflessione amara sull’essere umano: «C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà subito una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e l’umanità dovrà ricominciare da capo.» quando scrive queste parole, Anna ha soltanto quindici anni. Eppure, nonostante questa amara constatazione, in uno dei passi più belli e conosciuti del Diario, scrive: «È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace». Era il 15 luglio 1944. Il diario si interrompe due settimane dopo. Anche in questa riflessione c’è tutta la forza di Anna e la spinta in avanti propria del suo carattere e tipica della sua età. A dispetto di tutto, il Diario è scritto come un libro a lieto fine. Nonostante le privazioni, le sofferenze, i momenti di scoraggiamento, la paura, c’è un’energia ed un amore per la vita che finisce per trascinarci irresistibilmente, e sebbene conosciamo come va a finire, l’orribile epilogo ci coglie impreparati, come un brusco risveglio, e ci lascia sbalorditi. Ed è allora che l’assurdità di quello che è successo ci coglie.

    Aidan Chambers in un interessante saggio, “La penna di Anne Frank”, ha analizzato l’opera di Anna dal punto di vista letterario. La tesi di Chambers è che Anna è da considerarsi un’autrice, e la dimostra partendo dalla definizione di autore come colui che nell’atto di scrittura si sottomette alle domande che il testo pone man mano che prende forma. L’autore non pensa tanto ad un target definito di lettori, ma si rivolge a se stesso. Anche Anna si rivolge a se stessa: Kitty è la sua coscienza sconosciuta, e dice a se stessa quello che ha bisogno di sapere. Nel Diario, Anna è in compagnia della sua coscienza, che è l’urgenza di una destinazione verso l’altro (può essere una persona amata o un altro sé). Questo “altro” ci osserva. Scrive Anna: mi osservo come se fossi un’estranea, e guardo se quello che faccio è giusto o sbagliato. Attraverso questa osservazione, il libro che sta scrivendo le rivela ciò che lei inconsciamente già sa.
    D’altro canto, l’atto della lettura delega l’atto dell’interpretazione del testo al sé interiore. Quindi attraverso la lettura ci avviciniamo intimamente alla coscienza di un altro e contemporaneamente ci troviamo impegnati con la nostra stessa coscienza. Ci sono certi libri che ci consentono di osservare una coscienza capace di destabilizzarci conducendoci ad un altro livello di consapevolezza. Questi libri sono una rivelazione che ci consente di conoscere con consapevole coscienza di sé qualcosa che non sapevamo di conoscere già. Questo è in conclusione ciò che succede leggendo il Diario, secondo Aidan Chambers, e che fa di Anna Frank un’autentica autrice che ci ha lasciato in eredità la sua coscienza.

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    Anna Frank come pochi la conoscevano

    La cersione originale in neerlandese che fino a pochi anni fa non era stata tradotta nella versione integrale-ma solo in quella "censurata" dal padre che l'aveva epurata dalle varie tensioni espresse da un'adolescente costretta in uno spazio angusto con degli adulti (che per definizione non capis ...continue

    La cersione originale in neerlandese che fino a pochi anni fa non era stata tradotta nella versione integrale-ma solo in quella "censurata" dal padre che l'aveva epurata dalle varie tensioni espresse da un'adolescente costretta in uno spazio angusto con degli adulti (che per definizione non capiscono gli adolescent) e alla presa con I primi risvegli ormonali ed il primo dolcissimo amore. Un "must" da leggere in lingua originale prima dell'avvenuto rilascio della versione integrale anche tradotta

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