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Diario

By Guido Morselli

(51)

| Paperback | 9788845903021

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Book Description

6 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    «La mia vita è abbastanza provvista del superfluo, e così povera delle cose essenziali»

    Ci sono più orecchie sulle pagine della mia copia che in una muta di beagle! Sono pagine e pagine di pensieri a ruota libera: ce ne sono molte di appunti per il romanzo Uomini e amori (che io però ancora non ho letto), poi pagine di riflession ...(continue)

    Ci sono più orecchie sulle pagine della mia copia che in una muta di beagle! Sono pagine e pagine di pensieri a ruota libera: ce ne sono molte di appunti per il romanzo Uomini e amori (che io però ancora non ho letto), poi pagine di riflessioni su opere lette, su autori più o meno amati, sul rapporto con le donne, su Dio, sul libero arbitrio, sul Caso, sulla politica, sulla filosofia, sulla psicoanalisi, sulla vita e sulla morte (sul suicidio in particolare), e molto altro ancora...
    Era un uomo molto colto Morselli, non però un erudito – e la differenza fra questi due termini viene spiegata benissimo in alcune pagine, da me strasottolineate – o almeno, per tutti gli anni in cui è vissuto, ha cercato di apprendere e di accrescere con la riflessione e la meditazione ciò che già sapeva. Purtroppo "dalla mia volontà, dai miei propositi e dai mie sforzi, pur, in certi campi, più che normalmente tesi e tenaci, non mi è mai stato dato di ricavare nulla", scriveva amaramente nel gennaio del 1960, ben tredici anni prima del suicidio. Nulla! insomma già si riteneva un fallito. Ma più avanti, in un'altra pagina del suo diario (otto anni più tardi), ritiene che questa condizione esistenziale sia più o meno comune a tutti gli uomini: "Si dice che viviamo morendo; ma è ancora ottimistico. Viviamo semimorti. Se «vita» è interesse, sensibilità, apprendimento, se è esperienza, in una parola – ciascuno di noi in confronto alla vita nella sua pienezza, cioè in confronto alla molteplicità delle esperienze e relazioni possibili, non fruisce che di una porzioncina."
    La sua "porzioncina" evidentemente non gli è bastata.

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    Daisy (in perpetuo volo) said on Nov 7, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    "A coloro che vanno cercando una definizione della vita (biologi, per es.), vorrei proporre la seguente: «la materia quando incomincia a soffrire»."
    (5 novembre 1966, p. 273)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Feb 17, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una piacevole scoperta!

    Ho appena finito di leggere "Diari". Quando mi piace un autore, il suo modo di pensare, mi viene sempre la curiosità di conoscere le sue opinioni al di fuori del romanzo. Non lo trovo un libro illuminante e non è uno dei miei libri preferiti ma è cap ...(continue)

    Ho appena finito di leggere "Diari". Quando mi piace un autore, il suo modo di pensare, mi viene sempre la curiosità di conoscere le sue opinioni al di fuori del romanzo. Non lo trovo un libro illuminante e non è uno dei miei libri preferiti ma è capitato al momento giusto nel posto giusto. E' una raccolta dei passi migliori dai Diari che Morselli ha scritto dal '38 al '73. In Maggio scrive per l'ultima volta. In Luglio si suicida. Nei diari gli argomenti sono molteplici: opinioni letterarie, amori, fatti di vita quotidiana, riflessioni ispirate da letture e naturalmente ampio spazio è dato a discorsi di carattere filosofico e teologico. Parla spesso di Dio, della morte, del suicidio; soprattutto quest'ultimo è un argomento che gli è sempre stato molto a cuore.

    Ho letto questo libro lentamente e con una calma quasi religiosa. Temevo di uscirne devastata invece mi ha fatta riflettere in modo costruttivo (non distruttivo come pensavo).
    Un libro da leggere con la matita in mano per sottolineare i passi importanti (so che molti lo considerano quasi un atto sacrilego ma per me non lo è mai stato) e su cui soffermarsi, rileggendoli più volte per coglierne l'essenza che va al di là delle parole.
    Altamente consigliato a chi ama Morselli e gli argomenti di cui sopra.
    E' stato una piacevole scoperta!

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    ♥~ Cєciℓiα ~♥ said on Jan 13, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro complesso, ricco di spunti per riflessioni sugli argomenti più disparati. Il ritratto di un uomo tormentato da mille dubbi, così concentrato sul suo "male di vivere" da dare l'impressione di non avere mai vissuto.

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    Donatella said on Nov 25, 2010 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Morselli non mi è mai piaciuto ....

    ... ho capito perché sololeggendo il suo diario e capendo la sua vita. Le sue storie, i suoi personaggi mi davano l'idea di individui sradicati per il gusto di esserlo, anaffettivi, distanti dal mondo con schizzinosa volluttà. Leggendo il diario ho c ...(continue)

    ... ho capito perché sololeggendo il suo diario e capendo la sua vita. Le sue storie, i suoi personaggi mi davano l'idea di individui sradicati per il gusto di esserlo, anaffettivi, distanti dal mondo con schizzinosa volluttà. Leggendo il diario ho capito che queste non erano le caratteristiche dei personaggi ma le stigmate dolorose dell'uomo. Un uomo che non lavorò mai ma visse di rendita, incapace ad abbandonarsi all'amore, chiuso nell'osservazione dolente del proprio io. Così leggendo questo splendido diario sono entrato nella testa di un uomo totalmente diverso da me. La diversità genera ammirazione o repulsione, amicizia o inimicizia. La diversità con l'autore e con le sue figure immaginarie mi ha reso più cari altri personaggi, altri autori. Finito questo libro ho capito come avrei potuto evitare di leggere i suoi romanzi, ma, ormai, l'avevo già fatto. La fortuna fu che dopo questo diario iniziai a leggere John Fante e, miracolosamente, tornai a respirare aria fresca, aria che sa di vita, di scommesse, di desideri e di scommesse, scommesse e vita che, evidentemente, Morselli non ha mai frequentato.John Fante era nato nel 1909, Morselli nel 1912. Fante continuò a vivere, cieco, privo delle gambe parlando di uomini di carne e sangue. Morselli che nulla aveva vissuto si suicidò quasi per noia di vivere. Forse, avesse letto "Chiedi alla polvere" e l'avesse capito, non avrebbe posto fine alla sua vita, forse avrebbe trovato il coraggio di vivere insieme a noi poveri uomini e donne costretti ad alzarci presto alla mattina per andare ad un lavoro distante da casa e dai nostri sogni. Forse se Morselli avesse letto Fante avrebbe chiuso il diario e cominciato a guardare noi, povera umanitò, dal lato giusto, dal lato dei nostri piccoli eroismi quotidiani che non ebbe, probabilmente, mai.

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    Sindwal said on Apr 30, 2010 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Complesso ed esteso, ramificato in molteplici interessi il pensatoio di Gavirate. Infine drammatico.

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    Damiano Zerneri said on Jul 3, 2007 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (51)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 386 Pages
  • ISBN-10: 8845903028
  • ISBN-13: 9788845903021
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1988-03-01
  • Also available as: Hardcover
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