Diario de Ana Frank

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Publisher: Gernika

4.1
(13866)

Language: Español | Number of Pages: 285 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Afrikaans , Hungarian , Basque

Isbn-10: 9686599606 | Isbn-13: 9789686599602 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Library Binding , Hardcover , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    It is quite amazing to read such well written prose by a 13 year old young girl. The school works done by HK monster parents pale in comparison. No wonder that the authenticity of the diary had been ...continue

    It is quite amazing to read such well written prose by a 13 year old young girl. The school works done by HK monster parents pale in comparison. No wonder that the authenticity of the diary had been challenged ever since its publication.

    "It's difficult in times like these: ideals, dreams and cherished hopes rise within us, only to be crushed by grim reality. It's a wonder I haven't abandoned all my ideals, they seem so absurd and impractical. Yet I cling to them because I still believe, in spite of everything, that people are truly good at heart.

    I see the world being slowly transformed into a wilderness, I hear the approaching thunder that, one day, will destroy us too, I feel the suffering of millions. Any yet, when I look up at the sky, I somehow feel that everything will change for the better, that this cruelty too will end, that peace and tranquility will return once more. In the meantime, I must hold on to my ideals. Perhaps the day will come when I'll be able to realise them!"

    The above paragraphs are found near the end of Anne's diary, which aptly serve as a kind of conclusion of her observation about the pain and suffering during the war. What made her so optimistic is a mystery to me and I truly admire her, but I would still insist that most people are wicked at heart. All people want to preserve are their own worthless lives and self-interest.

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  • 0

    Il diario di Anna Frank è una lettura sulla Shoah che, però, non parla di Shoah, se non in quanto fenomeno contingente alla narrazione. Questo documento ci svela infatti ciò che esisteva prima dei lag ...continue

    Il diario di Anna Frank è una lettura sulla Shoah che, però, non parla di Shoah, se non in quanto fenomeno contingente alla narrazione. Questo documento ci svela infatti ciò che esisteva prima dei lager, al di fuori di essi, facendoci conoscere un pezzetto di quell'umanità che la macchina infernale del nazismo ha voluto annientare. Non conosciamo Anna come una vittima, ma come una ragazzina uguale a tutte le altre, che ci ricorda con la sua assoluta normalità che i sogni, i desideri, i sentimenti più dolorosi e quelli più luminosi sfuggono a qualsiasi criterio razziale.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2017/03/diario-di-anna-frank.html

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  • 3

    Diario vero, quindi giudizio puramente simbolico

    Considero il voto che ho assegnato a questo libro puramente simbolico, nel senso che giudicare un testo come questo non è eticamente corretto e non intendo di certo dare un peso al mio voto come se fo ...continue

    Considero il voto che ho assegnato a questo libro puramente simbolico, nel senso che giudicare un testo come questo non è eticamente corretto e non intendo di certo dare un peso al mio voto come se fosse un qualsiasi romanzo. Anne scrive bene, se ne avesse avuto la possibilità sarebbe diventata una grande scrittrice e scommetto che avrebbe dato alla stampa le sue memorie dell'epoca in maniera del tutto diversa se fosse riuscita a sopravvivere all'olocausto. In questo diario però si capisce che non era del tutto consapevole del pericolo che stava correndo, forse per la sua giovane età, o forse la situazione era troppo paradossale per essere percepita in pieno proprio nel momento stesso in cui stava capitando, e quindi non è riuscita a descrivere l'angoscia che provava nel ritrovarsi in una situazione tanto drammatica. Purtroppo lei decide di focalizzarsi maggiormente su argomenti frivoli, lamentele, litigi, che dato il contesto appaiono fuori luogo. I capricci adolescenziali, l'odio verso i genitori, soprattutto per la madre (che nonostante lo scriva spesso Anne non riesce mai a spiegare bene cosa le abbia fatto di male) sembrano cose banali che dovrebbero cessare completamente di esistere se confrontate con la gravità di ciò che le accade della vita reale. Lei a parole (ogni tanto ne fa menzione) sembra di essere consapevole del pericolo, eppure dai pensieri che fa nella maggior parte del tempo sembra la sua ultima preoccupazione e preferisce accanirsi (anche con ferocia) su questioni di tutt'altro spessore. Non gliene si può fare una colpa, d'altronde spettava solo a lei decidere cosa scrivere nel suo diario e in che modo farlo, a me è sembrato solo un po' bizzarro, ecco tutto. Ci sono comunque alcuni pensieri di rilievo sulla bellezza della natura che nella vita di tutti i giorni si da per scontato e che ha rivalutato dovendo stare nascosta senza poter uscire, che sono veramente ben espressi e pertinenti, come altre considerazioni generali, davvero ben scritte. Una piccola minoranza di pensieri che mi fa stupire ancora di più sulle sue potenzialità di scrittrice, quindi non dico affatto che questo diario non sia una buona lettura. Però leggerlo è frustrante perché da la consapevolezza di un qualcosa di incompleto, di un qualcosa che con il senno di poi Anne avrebbe modificato fino a farlo diventare migliore. Certo, questo è un libro adatto a chi apprezza in tutto e per tutto la genuinità, perché, a parte qualche nome cambiato che Anne stessa aveva cambiato proprio perché voleva in futuro farlo pubblicare, tutto il fluire di pensieri è davvero spontaneo, anche a discapito della tematica e della pertinenza.

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  • 4

    Una testimonianza dell'olocausto vissuta attraverso i racconti di una ragazzina ebrea, costretta a vivere per due anni in un piccolo "alloggio segreto" per cercare di scampare alla pazzia dei nazisti. ...continue

    Una testimonianza dell'olocausto vissuta attraverso i racconti di una ragazzina ebrea, costretta a vivere per due anni in un piccolo "alloggio segreto" per cercare di scampare alla pazzia dei nazisti.
    Un diario commovente, racconti di una semplice ragazza, come tutte le altre, con pensieri, sogni e problematiche di una qualsiasi adolescente a cui si alternano racconti di terrore, di un incubo troppo grande per una ragazza di quell'età, ma che Anne, con il suo spirito allegro, vivace e positivo, riesce comunque a tenere a bada e spesso a mettere da parte per dare spazio ai suoi sogni su un futuro di libertà e pace.

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  • 4

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libr ...continue

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libro fosse Anne in persona che mi stesse parlando, che si stesse confidando ed io ero la sua amica che sta lì seduta accanto a lei per ascoltare la sua confidenza.
    È inutile che sto a raccontare del contenuto del diario, perché tutti lo conosciamo, ma posso sicuramente raccontare le emozioni che mi ha suscitato. È la seconda volta che leggo il diario di Anne Frank, la prima volta risale alle scuole medie ma purtroppo, come mi è capitato spesso in adolescenza, non sono riuscita a cogliere a pieno la sua importanza e forse, a distanza di anni, credo di aver capito anche il perché: è un diario che mentre lo leggi ti fa provare ansia, paura, ti fa arrabbiare, e quando arrivi all'ultima pagina ti rende così triste, ti fa provare un forte sentimento di odio verso l'uomo.
    Se oggi mettessi a paragone la vita di Anne con quella della società odierna, ti rendi conto di come bisogna apprezzare sempre di più le piccole cose: un sole che brilla, la pioggia che ti bagna il viso, una semplice passeggiata con un amico, una chiacchierata, mangiare un gelato e ti rendi sempre più conto di come un diritto oggi così martoriato, così ucciso, così preso in giro possa diventare l'unica fonte di speranza e l'unico e assoluto desiderio: la libertà in tutta la sua interezza.
    A fine lettura l'immagine di Anne, i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue paure, la sua tristezza ti faranno compagnia ancora per un po' e ti lascia dentro una tristezza infinita... forse da adolescente ho deciso di non farmelo piacere proprio per questo ma oggi, da adulta posso dire che mi sei entrata nel cuore Anne ed è nostro dovere, è dovere dell'essere umano ricordarti.

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  • 4

    sii gentile e abbi coraggio

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so pe ...continue

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so perché, ma me l'ero immaginato sempre diverso da come è descritto; questo distacco che Anne mette fra sé e la madre mi ha dato da pensare. Quello che fa più male,poi, è leggere le parti in cui parla dei suoi desideri per l'avvenire, di come si immagina nel futuro, del progetto di riprendere la scuola...e sapere già che tutto ciò non le è stato permesso. Ed è anche importante riflettere su come una ragazzina di 13 anni, già matura per la sua età, riuscisse comunque a trovare un barlume di speranza nonostante la tragedia che stava vivendo, e su come si facesse coraggio anche solo guardando un pezzetto di cielo dalla finestra; questo le bastava per far sì che la sua giornata diventasse "grandiosa" ed il fatto che se qualcuno al giorno d'oggi ci dicesse la stessa frase gli rideremmo sicuramente in faccia, rende tutto molto triste. Non ci facciamo mai bastare quello che abbiamo. A conclusione del libro l'immagine di Anne ci rimane ancora in testa, io per giorni ho continuato ad immaginarla nei campi di concentramento: è come se,pur conoscendo l'epilogo, non riuscissi comunque a capacitarmene.
    Concludendo, credo che questo libro debba essere inserito nei programmi scolastici; è una testimonianza alla quale non si può restare indifferenti: va letto, anzi, io ho aspettato pure troppo.

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  • 5

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo ...continue

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo comprendere dalla lettura del diario di una bambina che da un libro di storia.

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