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Diario del seduttore

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.6
(1162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8817006149 | Isbn-13: 9788817006149 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Veraldi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"Il diario del seduttore", pubblicato da Kierkegaard nel 1843, mette in scena l'astuto ed elegante gioco estetico del seduttore che conquista la sua preda incantandola con le armi dello spirito. Si tratta di una figura demoniaca, che arriva a possedere la donna, rapita dalla musica ammaliante della sua arte, per poi abbandonarla in una logorante disperazione. Questa nuova edizione è introdotta da uno scritto di Remo Cantoni, tra i principali interpreti italiani del pensiero di Kierkegaard, e contiene una cronologia molto ricca di particolari sulla vita del filosofo danese. Chiude il libro un saggio di Gianni Garrera sul profilo religioso del seduttore in Kierkegaard.
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    è molto complicato recensire questo libro, primo perché non ho avuto le basi per comprenderlo a fondo, e secondo perché mi ha dato l’idea di essere una cosa molto complessa e potente che non avrei com ...continua

    è molto complicato recensire questo libro, primo perché non ho avuto le basi per comprenderlo a fondo, e secondo perché mi ha dato l’idea di essere una cosa molto complessa e potente che non avrei comunque il diritto di confortarmici in maniera così sfacciata e disinvolta. Leggere “Diario del seduttore” significa entrare in uno dei più complessi pensieri filosofici, quindi avrei bisogno di una preparazione che va al di là di quella che io ho – e io di basi filosofiche non ne ho! Ad ogni modo, “Diario del seduttore” è un romanzo epistolare che fa parte dell’opera “Aut-Aut” e nel quale vi è uno scambio di lettere tra il seduttore e l’amata. Precisamente, vengono narrate le avventure amorose di Giovanni che cerca di sedurre Cordelia – l’amante – e ogni altra ragazza amabile solo per dominare la psiche femminile (da quanto ho compreso). Non credo ci sia amore in questo romanzo/diario. Non potendo parlare di amore, allora si parla di brama: brama di possesso per soddisfare i propri piaceri. Giovanni infatti non desidera affatto responsabilità e rapporti impegnativi, cerca piuttosto la libertà. Vuole avere la libertà di possedere psichicamente la donna e di soggiogarla mostrandosi alternativamente presente e assente, cortese e furioso. In sostanza, il seduttore sa che, per rendere tutto molto intrigante, deve abbondare una donna e scaricare le attenzioni su un’altra, e poi ricominciare daccapo. Non avendo modo di giudicare sobriamente questo romanzo, non posso appioppargli alcuna stellina. Eseguirò un secondo tentativo (di rilettura) tra qualche anno.

    ha scritto il 

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    In questo romanzo epistolare (che è parte della più vasta opera "Aut-Aut") Kierkegaard ci racconta un modello di vita estetica. Nella fattispecie vengono narrate le vicissitudini amorose di Giovanni, ...continua

    In questo romanzo epistolare (che è parte della più vasta opera "Aut-Aut") Kierkegaard ci racconta un modello di vita estetica. Nella fattispecie vengono narrate le vicissitudini amorose di Giovanni, il quale cerca di sedurre l'amata Cordelia e qualsivoglia ragazza affabile al fine di placare la smania di dominio sulla psiche femminile.

    ha scritto il 

  • 4

    “uno specchio pende dalla parete opposta, ella non vi bada, ma lo specchio bada a lei. Con quanta fedeltà esso ha afferrata la sua immagine, come uno schiavo umile che devotamente manifesta la sua de ...continua

    “uno specchio pende dalla parete opposta, ella non vi bada, ma lo specchio bada a lei. Con quanta fedeltà esso ha afferrata la sua immagine, come uno schiavo umile che devotamente manifesta la sua devozione, uno schiavo pel quale ella ha un gran valore, ma che nessun valore ha per lei. Che pure potrebbe afferrarla, ma non abbracciarla! Specchio infelice che ben sa trattenere la sua immagine, ma non lei stessa. Specchi infelice che non sa serbare la sua immagine in segreto e celarla a tutto il mondo, ma che al contrario sa soltanto svelarla agli altri, come ora a me. Quale tormento se anche un uomo fosse così creato! Eppure non sono pochi gli uomini che nulla posseggono se non nell’attimo stesso in cui lo mostrano ad altri, che solo afferrano l’esteriorità ma non la sostanza, e tutto perdono quando questa si rivela; così come questo specchio perderebbe l’immagine di lei, se ella per un solo istante tradisse il proprio cuore dinnanzi a esso. E se un uomo non è capace di possedere l’immagine del ricordo nell’attimo stesso in cui se ne sovviene, dovrebbe allora cercare di tenersi sempre lontano dalla bellezza, e non così vicino che occhio mortale possa vedere quanto bello sia ciò che egli possiede. E ciò che l’occhio della fronte ha perduto egli, allontanandolo da sé, può tornare ad avvincerlo alla vista esteriore; ma ciò che egli può avere anche dinanzi all’occhio dell’anima, quando non riesce a vedere l’oggetto perché gli è troppo vicino, quando le labbra sono serrate alle labbra...”

    ha scritto il 

  • 3

    Purtroppo la sensibilità con cui è scritto è troppo lontana da quella odierna. Certi ambienti, situazioni, pudori non esistono più e quindi si fatica ad apprezzare il tessuto narrativo.
    Vi sono comunq ...continua

    Purtroppo la sensibilità con cui è scritto è troppo lontana da quella odierna. Certi ambienti, situazioni, pudori non esistono più e quindi si fatica ad apprezzare il tessuto narrativo.
    Vi sono comunque disseminate nel testo perle senza tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    La parabola dell'esteta isolata dal pensiero complessivo di un grande filosofo

    Søren Kierkegaard è, come noto, un pensatore più che un narratore e, pur se la sua imponente produzione comprende anche opere di carattere narrativo, queste non possono essere comprese ed interpretate ...continua

    Søren Kierkegaard è, come noto, un pensatore più che un narratore e, pur se la sua imponente produzione comprende anche opere di carattere narrativo, queste non possono essere comprese ed interpretate se non all'interno del pensiero filosofico complessivo dell'autore.
    Ciò è tanto più vero nel caso del Diario di un seduttore, che a rigori non esiste come testo a sé, ma è solamente una parte di una delle opere più famose di Kierkegaard, Enten-Eller (solitamente tradotto come Aut-Aut).
    Recensire questo Diario è quindi un'operazione complicata, perché significa addentrarsi nei meandri di uno dei più complessi, sfaccettati e controversi sistemi filosofici elaborati nel corso della storia del pensiero, e ciò richiederebbe una preparazione specifica che va ben al di là di quella posseduta da chi scrive.
    Tuttavia, avvalendosi anche di letture parallele al testo, tra le quali una abbastanza approfondita voce che Wikipedia dedica al filosofo danese, è possibile fornire alcune chiavi interpretative del diario che possano servire anche da introduzione, pur se forzatamente limitata e dilettantesca, al pensiero di Kierkegaard.
    Mi sia consentito sin da subito – quindi – criticare l'edizione in cui ho letto questo libro. Già in altre occasioni (ad esempio nel caso de I gioielli indiscreti di Diderot) mi era capitato di lamentare la superficialità e la mancanza di apparato critico di questi volumi della collana Acquarelli, e non posso che ribadire tale critica anche in questa occasione, proprio per il necessario collegamento che si deve stabilire tra questo testo e il pensiero di Kierkegaard per comprenderlo appieno: è vero che all'inizio del volume è presente una breve presentazione, ma questa è del tutto insufficiente – a mio avviso – per stimolare il lettore a riflettere sul contesto complessivo di cui il Diario di un seduttore fa parte; il rischio è quello di considerarlo un'opera romantica, una delle tante storie d'amore che la letteratura ottocentesca ha prodotto, e di non cogliere invece la sua essenza (per usare un temine chiave del pensiero kierkegaardiano) di tassello esemplificativo della concezione complessiva dell'essere umano che il filosofo ha elaborato.
    Per questo credo di poter consigliare chi fosse interessato all'autore e al suo pensiero di leggere questo Diario nell'ambito originale in cui è collocato, ossia quello di Enten-Eller, piuttosto che come opera a sé stante.
    Ciò non toglie tuttavia che, per chi è appassionato di letteratura ottocentesca, il Diario di un seduttore sia una lettura piacevole, ricca di spunti e di elementi di riflessione anche per sé stessa.
    La storia è quella della seduzione e del repentino abbandono di una ragazza, Cordelia, da parte di un giovane, Johannes, che annota su un diario le fasi del suo avvicinamento all'obiettivo. Il diario, sottratto da un cassetto di Johannes da un suo conoscente e amico di Cordelia, viene da quest'ultimo pubblicato con una sua iniziale prefazione, inframmezzato da lettere di Johannes a Cordelia e preceduto anche da alcune lettere spedite da quest'ultima al seduttore dopo essere stata abbandonata.
    Come detto, il Diario di un seduttore è parte integrante di Aut-Aut. Il titolo di quest'opera è relativo alla alternativa tra la vita estetica e la vita etica tra le quali l'uomo può scegliere, che tuttavia, per Kierkegaard, sono entrambi modelli inadeguati di comportamento e che possono essere superati solo dalla scelta della vita religiosa (i cui fondamenti l'autore elaborerà in Timore e tremore).
    Johannes (il cui nome è un'evidente allusione al Don Giovanni) è l'esteta, e il suo diario è l'esemplificazione dei modelli comportamentali a cui questi si ispira.
    Per Johannes, infatti, il godimento non consiste tanto nel possesso di Cordelia, quanto nella sua capacità di condurre il gioco che lo porterà verso quel possesso. Più volte Johannes dice che considererebbe volgare costringere Cordelia a concederglisi, che egli deve essere tanto abile da fare in modo che Ella scelga liberamente di fare questo passo. Egli si osserva compiaciuto mentre – disprezzando ogni convenzione e ogni atteggiamento morale – esplora ciò che chiama l'interessante del suo rapporto con Lei, mentre suscita in Lei l'erotico, inteso come prevalenza della sensualità sulle convenzioni e sulla razionalità. C'è un passo che spiega bene l'atteggiamento dell'esteta, ed è quello in l'autore ci dice che obiettivo dell'esteta può anche essere quello di ottenere un semplice saluto da una donna, e che ciò nulla toglie al piacere dell'azione posta in essere per ottenerlo.
    Logica conseguenza dell'atteggiamento estetico è che, non appena l'obiettivo è raggiunto subentra la noia e l'indifferenza per l'oggetto, per lo strumento che ha permesso di raggiungerlo. Pertanto Johannes non può che abbandonare Cordelia nel momento stesso in cui la possiede: il gioco, l'interessante è finito, e all'esteta non rimane che inventarsi altri giochi su cui concentrarsi. Il Diario di un seduttore termina nel momento dell'abbandono di Cordelia, e quindi non esprime giudizi sul comportamento dell'esteta (salvo qualche accenno nella parte introduttiva) ma Aut-Aut ci dice che la conseguenza ultima dell'atteggiamento estetico è il vuoto, sono la noia e la disperazione esistenziale.
    Come detto, in Aut-Aut Kierkegaard contrappone alla vita estetica la vita etica, rappresentata, specularmente alla figura di Johannes, da quella di Guglielmo, marito e funzionario esemplare, che aderisce ai valori della società: anche se per Kierkegaard la scelta etica è comunque superiore a quella estetica, in quanto comporta un'assunzione di responsabilità individuale, essa è comunque destinata ad essere limitante per l'esistenza del singolo, in quanto sfocia nel conformismo e nell'adesione (si potrebbe dire acritica) ad imperativi morali predefiniti che limitano oggettivamente le possibilità di scelta dell'individuo.
    Gli interrogativi posti dal pensiero di Kierkegaard hanno segnato una parte importante dell'evoluzione del pensiero occidentale moderno, soprattutto in ambito nordico – essendo fortemente legati al consolidarsi anche teorico di quella che è definita l'etica protestante - ed il pensatore danese è considerato, anche se in una forma spuria, il padre dell'esistenzialismo novecentesco. Questo Diario ci permette, sia pur con mille limitazioni, di riflettere sulla sua proposta filosofica attraverso un testo apparentemente leggero ma che se osservato in profondità rivela abissi di conoscenza per la cui esplorazione dovremo armarci di scafandri conoscitivi con una tenuta ben più solida di quella di cui siamo abitualmente dotati.

    ha scritto il 

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    Una ragazza, quindi, non deve essere “interessante”, poiché l’interessante è frutto di una meditazione su se stessi; così, nell’arte, esso finisce con il suo mettere in evidenza la personalità dell’ar ...continua

    Una ragazza, quindi, non deve essere “interessante”, poiché l’interessante è frutto di una meditazione su se stessi; così, nell’arte, esso finisce con il suo mettere in evidenza la personalità dell’artista. La ragazza che vuole risultare attraente con l’essere interessante, vuole innanzi tutto piacere a se stessa. Ecco l’obiezione che si fa, dal punto di vista estetico, a ogni genere di civetteria. Cosa ben diversa è la civetteria impropriamente detta, che nasce dalla spontaneità; come il pudore femminile, per esempio, che è pur sempre la più bella civetteria. La ragazza interessante può anche piacere, in effetti. Ma ha dovuto rinunciare alla propria femminilità più autentica; del resto, gli uomini da lei attratti sono perlopiù quelli che hanno rinunciato alla propria virilità. Una ragazza diventa interessante sopratutto mettendosi in rapporto con gli uomini. La donna rappresenta il sesso debole, eppure si addice molto più a lei che a un uomo lo starsene in solitudine nella giovinezza. Ella dev’essere capace di bastare a se stessa, ma ciò per cui e in cui ella basta a stessa è in illusione: questo è il dono regale che la natura le ha fatto. Appunto perché riposa nella quiete dell’illusione, la ragazza rimane appartata”

    ha scritto il 

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    M’immolo! Søren Aabye Kierkegaard è un idiota.
    Filosofo dell’estetica amorale che poi si converte.
    Per me, il massimo dell’assurdo.
    Lo trovo completamente inaccettabile. Senza alcun spessore.
    L’inizio ...continua

    M’immolo! Søren Aabye Kierkegaard è un idiota.
    Filosofo dell’estetica amorale che poi si converte.
    Per me, il massimo dell’assurdo.
    Lo trovo completamente inaccettabile. Senza alcun spessore.
    L’inizio del libro è l’identikit di uno stalker (così verrebbe etichettato ai giorni nostri) ma anche andando oltre non ho trovato una sola riflessione interessante, degna di nota.
    Ci sono libri che si leggono per diletto, per piacere, per me, questo è stata una fatica se pur breve. Non sono riuscita a trovare niente che potesse attrarre il mio interesse se non la curiosità di capire dove voleva andare a parare alla fine.
    Concezione datata che non riesco a collocare in nessun modo nel modo filosofico di oggi. Non riesco a vedere “l’eternità” che mi sarei aspettata da un filosofo.
    Non capisco come possa essere citato ancora sui libri scolastici.
    Misogino, maschilista non aveva altra possibilità se non convertirsi al Cristianesimo.
    Condivido totalmente il pensiero di quelle persone che considerano l’opera di Kierkegaard l’opera di una persona con seri problemi relazionali e da profana aggiungerei anche sessuali.

    ha scritto il 

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