Diario di Hiroshima

Di

Editore: SE (Testi e Documenti, 148)

4.3
(90)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8877106190 | Isbn-13: 9788877106193 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Saba Sardi ; Curatore: Warner Wells ; Contributi: Elias Canetti

Genere: Biografia , Storia , Non-narrativa

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Descrizione del libro
"Il diario del medico Michihiko Hachiya comprende 56 giorni a Hiroshima, dal 6 agosto, il giorno della bomba atomica, al 30 settembre 1945. È scritto come un'opera della letteratura giapponese: precisione, delicatezza e responsabilità sono i suoi tratti essenziali. Un medico moderno, che è tanto giapponese da credere irremovibilmente nell'imperatore, anche quando questi annuncia la capitolazione. In questo diario quasi ogni pagina è degna di riflessione. Se ne impara più che da ogni altra descrizione successiva, poiché si è coinvolti nell'inesplicabilità dell'accaduto fin dal principio: tutto è assolutamente inesplicabile."
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  • 5

    Una testimonianza preziosa, unica, questa del Dr. Hachiya, il quale la mattina del 6 agosto 1945 a Hiroshima mentre stava meditando, dopo aver espletato il turno di guardia notturno all'ospedale di c ...continua

    Una testimonianza preziosa, unica, questa del Dr. Hachiya, il quale la mattina del 6 agosto 1945 a Hiroshima mentre stava meditando, dopo aver espletato il turno di guardia notturno all'ospedale di cui era direttore medico, si ritrova scaraventato, letteralmente, in una distopia divenuta realtà. Si ritrova nudo, gravemente ferito, con lui la moglie anch'essa ferita, arrancare disperatamente verso l'unico edificio che é rimasto in piedi della città: il "suo" ospedale.
    Per 56 giorni (6 agosto-30 settembre) tiene un diario, dove parla della devastazione caduta dal cielo su Hiroshima, dei morti e dei feriti, della rabbia (poca) e del dolore, delle condizioni terrificanti dei sopravvissuti, dei soccorsi che non arrivano e non capisce il perché, della resa dell'imperatore, dei strani sintomi che colpiscono persone le quali malgrado non abbiano nessuna ferita, muoiano lo stesso, lo seguiamo nel suo tentativo di comprendere l'eziopatologia di queste morti, e noi, noi che oggi sappiamo, vorremmo entrare nel diario e spiegargli di che cosa si tratta.
    Ma questo diario é molto di più di una testimonianza di un evento terrificante é un'occasione preziosa per comprendere un poco di più i giapponesi e la loro forma mentis.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia dalla parte degli sconfitti

    Hiroshima, 6 agosto 1945. Il dottor Michihiko Hachiya è sulla soglia del giardino di casa sua, quando vede un lampo di luce accecante. Il cielo si oscura, la casa crolla, frammenti di vetro e d’infiss ...continua

    Hiroshima, 6 agosto 1945. Il dottor Michihiko Hachiya è sulla soglia del giardino di casa sua, quando vede un lampo di luce accecante. Il cielo si oscura, la casa crolla, frammenti di vetro e d’infissi lo feriscono al viso, al collo, alle braccia, a una coscia. Con la moglie si dirige a piedi verso l’ospedale di cui è direttore, insieme a decine di altre persone come lui nude e barcollanti come zombie, nel più assoluto silenzio, in un incubo al rallentatore. Mentre è medicato, l’ospedale e tutti gli edifici adiacenti prendono fuoco, l’intera città brucia. Fin dai primi giorni Hachiya, degente lui stesso, si preoccupa x i pazienti, feriti e ustionati, con la pelle a brandelli, i lineamenti come liquefatti dal fuoco. La mortalità all’inizio è elevatissima, la notte l’unica luce è quella delle pire x le cremazioni. Alcuni ricoverati però, lamentano sintomi che non sono riconducibili allo scoppio: vomito, diarrea, emorragie diffuse, debolezza. Anche persone apparentemente illese si ammalano e muoiono. La bomba ha portato con sé un agente letale di cui s’ignora la natura. E’ angosciante seguire la lotta dei medici contro una malattia ignota. Il diario, non pensato x la pubblicazione, ci fa conoscere le storie dei medici e dei pazienti, non numeri ma persone: la tragedia di chi muore fra sofferenze atroci, il dramma di chi ha perso tutti i familiari, la gioia di chi ritrova vivo un parente che credeva scomparso. Colpisce la dedizione all’imperatore nonostante il disastro della sconfitta, la storia di uomo che ne porta in salvo il ritratto attraverso la città in fiamme. Hachiya racconta con delicatezza il piacere di piccoli doni portati dagli amici: un cestino di pesche o di piccoli pesci, un pacchetto di sigarette. Sempre presenti i tratti della cultura giapponese: pudore, precisione, responsabilità. Tutti conoscono il “Diario di Anna Frank”, pochi questo che racconta in modo molto più drammatico l’olocausto nucleare, la storia dalla parte degli sconfitti.

    ha scritto il 

  • 3

    Un gran documento que explica los meses posteriores a la caída de las bombas. Algo repetitivo y aburrido en algún momento. Reseña completa: http://little-fireflies.blogspot.com.es/2015/02/diario-de-hi ...continua

    Un gran documento que explica los meses posteriores a la caída de las bombas. Algo repetitivo y aburrido en algún momento. Reseña completa: http://little-fireflies.blogspot.com.es/2015/02/diario-de-hiroshima-de-un-medico-japones.html

    ha scritto il 

  • 5

    Video recensione su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=ou6oi9F6auY&feature=c4-overview&list=UUx-cHPYGn699NEd0Kag7SRQ

    Ne parlo su Youtube nel video di Agosto al (minuto 23:10): http://www.youtub ...continua

    Video recensione su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=ou6oi9F6auY&feature=c4-overview&list=UUx-cHPYGn699NEd0Kag7SRQ

    Ne parlo su Youtube nel video di Agosto al (minuto 23:10): http://www.youtube.com/watch?v=V1opmaqwLZQ&feature=share&list=UUx-cHPYGn699NEd0Kag7SRQ

    ha scritto il 

  • 5

    Quando decisi di cercare delle testimonianze sulle mattanze di Hiroshima e Nagasaki, mi posi fin da subito l’obiettivo di restringere il campo della ricerca, in merito ad un argomento su cui sono stat ...continua

    Quando decisi di cercare delle testimonianze sulle mattanze di Hiroshima e Nagasaki, mi posi fin da subito l’obiettivo di restringere il campo della ricerca, in merito ad un argomento su cui sono stati svuotati laghi d’inchiostro con relativi affluenti, solo a testi di “prima mano”, ovvero a descrizioni degli avvenimenti da testimoni diretti o raccolte senza ulteriori intermediari da testimoni diretti. Il primo in cui mi imbattei fu appunto “Dario di Hiroshima”, di Hachiya Michihiko. Un medico, fra l’altro. Interessante.
    I contenuti del testo sono semplicemente angoscianti. Hachiya fu colpito duramente dalla bomba, fu più volte sul punto di morire. E non appena ne ebbe la possibilità ricominciò, in quel che restava dello stesso ospedale dove era stato ricoverato, ad esercitare la sua professione, in mezzo agli sfortunati che come lui dovettero assistere al Gran Sole di Hiroshima.

    Chi ha conoscenze mediche resta doppiamente angosciato durante la lettura: riconosce i sintomi della sindrome centrale da esposizione radiante nei pazienti morti nelle prime ore, riconosce i sintomi della sindrome enterica da radianti nelle prime settimane, riconosce la tardiva e devastante sindrome midollare. La riconosce oggi, nel 2008. Non la riconoscevano (e neanche la conoscevano) i dottori di allora, che assistevano impotenti allo spegnersi dei pazienti (magari solo relativamente poco danneggiati dagli effetti immediati della bomba) colpiti da diarree imponenti e inarrestabili, da emorragie petecchiali che nascondevano letali emorragie interne, da infezioni e da gangrena. Non c’era semplicemente materiale per combattere: niente medicine, medicazioni di fortuna, niente rifornimenti significativi per l’attività di un presidio ospedaliero che accolse vittime a migliaia. E ancora, niente per smaltire la quantità enormemente crescente di cadaveri (si arrivò a costruire delle pire artigianali).

    Fa impressione vedere Hachiya e i colleghi percorrere la strada delle autopsie nel tentativo di capire qualcosa di quelle sindromi, mettersi a tavolino per studiare il rapporto fra distanza dall’ipocentro e mortalità nel tempo, notare che le persone vestite con abiti chiari al momento del “pika” (torna il tema del pikadòn, con l’esplosione che non fu udita dai superstiti a breve distanza ma solo da coloro che si trovavano lontani chilometri) avevano migliori indici di sopravvivenza. E fa ancora più impressione sentirli parlare di quella che avrebbero solo dopo scoperto essere un’atomica senza aver idea di cosa fosse: una bomba “speciale” (tokko), una bomba da cinquemila tonnellate e altre ipotesi ancora.

    E’ testo crudo e diretto per il semplice fatto che racconta la tragedia di Hiroshima nel suo divenire. Non capisco come al “Diario di Anna Frank” sia tributata l’unanime ovazione letteraria che sicuramente merita e a quest’altro vivissimo documento no. Penso male: la povera Anna è caduta sotto i “cattivi” nazisti, mentre le centinaia di migliaia di condannati di Hiroshima sono evaporati sotto i “buoni” alleati? Se è vero che il diario della ragazzina ebrea va insegnato nelle scuole, è doppiamente vero che ogni studente dovrebbe leggere libri come questo nell’ambito di un programma formativo. Fa ovviamente coppia col libro di Hersey che ho proposto qualche giorno fa. Storia che si tocca con le mani.

    Ultima nota: l’orologio raffigurato in copertina fu trovato a 900 metri dall’ipocentro. Il vetro e le lancette furono spazzate via dall’onda d’urto. Insieme a chi lo portava.

    ha scritto il 

  • 0

    Chissà se chi ha deciso di sganciare la bomba su Hiroshima ha pensato che dall’altra parte c’erano esseri umani? Chissà se quelli abituati a guardare la storia solo dal loro lato ci hanno mai pensato? ...continua

    Chissà se chi ha deciso di sganciare la bomba su Hiroshima ha pensato che dall’altra parte c’erano esseri umani? Chissà se quelli abituati a guardare la storia solo dal loro lato ci hanno mai pensato? Se abbiano mai sentito che era una situazione inumana in cui erano coinvolti esseri umani.
    La civiltà spazzata via, tanti uomini nudi davanti a un vuoto. L’autore racconta, nuda com’era, la vita nella città distrutta.
    Un lampo, e al posto della realtà quotidiana c’erano macerie, incendi, uomini morti, feriti, distrutti dal trauma e dalla desolazione, e in questo caos alcuni riuscirono a organizzarsi e aiutare gli altri. Sistemarono l’ospedale, cominciarono a studiare i casi per capire cos’era successo, curarono i pazienti nonostante gli scarsi mezzi e i disagi.
    Davanti alla morte e alle difficoltà ci fu chi ne fu spezzato, alcuni non ebbero un comportamento esemplare e altri invece reagirono dando prova di ottima indole. L’autore non descrive le sensazioni, il coraggio. Non ce n’è bisogno. La vicenda nuda e cruda è il coraggio, le sofferenze, i pensieri, la forza d’animo, i piccoli e grandi atteggiamenti umani. Quando si viene spogliati del sostegno della civiltà e si riesce a ricreare una nuova realtà quotidiana.,. è qui che l’umanità si rivela con forza.
    Ed è quasi inimmaginabile. È facile giudicare quando si è in una situazione confortevole, ma se veramente fossimo immersi in uno scenario del genere? Agire con ragionevolezza in un mondo in cui non c’è più niente, quando normalmente se manca qualche cosa siamo già a disagio e irritati?
    Pensandolo, si riesce a vedere la grande dignità di queste persone.

    ha scritto il 

  • 5

    I mostri più angoscianti siamo sempre noi

    Hachiya si sta godendo la stupenda giornata nel giardino di casa sua, improvvisamente un nuovo sole o, meglio, un lampo, lo acceca e l'incubo ha inizio.
    Una terrificante desolazione è la nuova realtà ...continua

    Hachiya si sta godendo la stupenda giornata nel giardino di casa sua, improvvisamente un nuovo sole o, meglio, un lampo, lo acceca e l'incubo ha inizio.
    Una terrificante desolazione è la nuova realtà in cui il frastornato dottore si ritrova catapultato: i cadaveri, che ingombrano le cisterne, le abitazioni distrutte e crollate sui loro occupanti che ora ardono come pire funerarie e poi gli effetti sconosciuti delle radiazioni nelle innumerevoli vittime mentre si cerca di mantenere la propria umanità.
    Un libro sconvolgente perché vero che permette di avvicinarsi alla psicologia di un giapponese dell'epoca nel leggere le descrizioni di Hachiya.

    ha scritto il 

  • 5

    Asciutto ma meticoloso diario di un medico dell'ospedale delle Comunicazioni, che si trova a essere prima paziente e poi medico nel "suo ospedale" dal 6 agosto (giorno del bombardamento atomico) fino ...continua

    Asciutto ma meticoloso diario di un medico dell'ospedale delle Comunicazioni, che si trova a essere prima paziente e poi medico nel "suo ospedale" dal 6 agosto (giorno del bombardamento atomico) fino a fine settembre.

    Delicato, quasi pudico; e molto interessante

    ha scritto il