Diario di Oaxaca

Di

Editore: Feltrinelli

3.3
(109)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8871081919 | Isbn-13: 9788871081915 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Migliaccio

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Non-narrativa , Viaggi

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Descrizione del libro
L'autore abbandona il campo d'azione della neurologia e si avventura in unviaggio scientifico e letterario nel cuore del Messico. Motivo ufficiale delviaggio è la ricerca di una specie rara di felce, ma trattandosi di Sacks lamissione scientifica si tinge ben presto di un'infinità di sfumature. Insiemead alcuni botanici e a un manipolo di appassionati, Sacks affronta una ricercache presto assume le caratteristiche di un'avventura ben più complessa e riccadi sorprese. Scritto in forma di diario, Oaxaca, Messico ci restituisce inpresa diretta l'atmosfera del viaggio in tutte le sue possibili variazioni, cimette a parte delle riflessioni dell'autore con l'intimità riservata a unconfidente e ci rende suoi compagni di viaggio.
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  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Forse l’ho già raccontato.
    Qualche tempo fa mi trovavo al mercato del pesce. Sul banco faceva mostra di sé una piantina di saintpaulia. La signora in coda con me commentò
    che carina!
    Oh, ma è finta, l ...continua

    Forse l’ho già raccontato.
    Qualche tempo fa mi trovavo al mercato del pesce. Sul banco faceva mostra di sé una piantina di saintpaulia. La signora in coda con me commentò
    che carina!
    Oh, ma è finta, l’ha portata a casa ieri sera mio marito (cosa tanto più commendevole, visto che il marito tutto ha tranne l’aspetto di chi fa un omaggio così alla moglie).
    E’ finta? (vocina adeguatamente scandalizzata). Non mi piacciono le piante finte.
    L’Anina polemica non ha resistito.
    Ma come? Proprio oggi che abbiamo seni finti, nasi finti, culi finti, labbra finte, palpebre e zigomi finti, capelli fintamente lunghi, unghie allungate coi collanti, vogliamo l’autenticità nelle piantine di casa?
    Approfittando del momento di silenzio provocato, ho ordinato il pesce.

    Da quando abito in città ho solo fiori di stoffa, mi sono rifiutata di veder morire piantine vere (al contrario di quel collezionista che ha estirpato un intero gruppo di rare felci, probabilmente perdute). Sola peccaminosa concessione sono le fresie in primavera.
    Ho sempre adorato il capelvenere (che è una felce). Per anni ne ho goduto la presenza, in estate, nella tana in cui andavamo al mare e dove era infilata in alto tra le rocce, all’ombra, all’umido e protetta da predatoti umani.

    Detto questo, il libro.
    E’ un semplice diario di viaggio: Sachs è partito con un gruppo di appassionati botanici eccezionalmente dilettanti. La meta Oaxaca e le sue felci.
    Oltre a considerazioni umane, storiche, paesaggistiche, piccoli disagi del viaggiatore, faticosi percorsi a piedi in alta quota, cibi insoliti, ci sono anche informazioni su alcune felci che trovandosi in testi di botanica non avremmo saputo mai.
    Sachs è un appassionato di felci, ma è anche un chimico. E, soprattutto, è curioso e la sua mente è aperta a conoscenze diverse e a quella capacità di stupirsi da noi perduta di fronte a decenni di sedute davanti al Grande Fratello.
    Sarò emotiva, ma anch’io mi sarei emozionata davanti al cipresso millenario che Humboldt andò a visitare facendo un sacco di km, immagino quanto disagevoli allora, e senza potersi fare neppure non dico una foto, ma neppure un selfie.

    Qualcuno l’ha letto recependo solo qualche sporadica informazione sulle civiltà precolombiane, e poi un lungo elenco di nomi di felci, trovandolo banale e noioso. Dato che io sono la solita entusiasta, chi mi legge è avvisato.

    Purtroppo dovrei parlare al passato.
    Ma i libri servono a questo: ho fatto un giro ad Oaxaca con Sachs, mi è piaciuto, ho apprezzato la compagnia di tutti i personaggi, appassionati di felci o di piccoli uccelli, ho ammirato Boone (esattamente come lui), ho imparato qualcosa e ho ricordato cose dimenticate.
    E l’ho fatto oggi, 15 giorni dopo la sua morte. Bello, no?

    14.09.2015

    ha scritto il 

  • 3

    Sacks ha una grande passione per la botanica, come ha dato bene a vedere in altri libri; una delle sue stirpi vegetali preferite è quella delle felci, tanto che si è iscritto a un’associazione di cult ...continua

    Sacks ha una grande passione per la botanica, come ha dato bene a vedere in altri libri; una delle sue stirpi vegetali preferite è quella delle felci, tanto che si è iscritto a un’associazione di cultori americani di questa pianta, che organizzano periodiche gite in luoghi ove si trovano varietà rare: per esempio nello stato messicano di Oaxaca. L’autore ha tenuto e pubblicato un diario della gita, impreziosito di disegni a penna di alcune felci e ricco di digressioni sugli antichi popoli messicani, sulle città e i paesi visitati, su abitudini curiose della popolazione, sulla fauna e sui minerali visti qua e là. Fra tante chiacchiere divaganti, qualche inesattezza, come la notizia che gli antichi greci e romani non conoscessero giuochi con la palla, o quella secondo cui nella Biblioteca di Alessandria erano custoditi rotoli di pergamena anziché, in larghissima prevalenza, di papiro; ma sono cose veniali. Piuttosto, considerato quanto ci ha abituati male a lungo in numerosi altri saggi, temo che lontano dai suoi amati casi neurologici Sacks si senta un po’ spaesato: la prosa, infatti, è gradevole, ma non prende mai vero slancio, e rimane sempre lievemente fredda. Insomma, il libro non è brutto, ma messo accanto a quasi tutti gli altri del neurologo inglese sfigura parecchio. Secondo me, inoltre, tenuto conto che con ogni probabilità quasi nessuno dei suoi lettori sarà cultore delle felci e tantomeno un botanico, un corredo d’immagini a colori o di fotografie sarebbe venuto d’enorme ausilio all’immaginazione quando sono menzionati ed elogiati tutti questi tesori verdi, a volte rari e a volte strani. Sarebbe stato maggiore il prezzo del libro, ma anche il piacere nel leggerlo.

    ha scritto il 

  • 0

    atmosfere

    L’intelligenza ci consente di capire e saper in seguito organizzare le informazioni con passione e metodo. Questa potrebbe avvicinarsi ad una descrizione del pensiero e la scrittura di oliver sacks, q ...continua

    L’intelligenza ci consente di capire e saper in seguito organizzare le informazioni con passione e metodo. Questa potrebbe avvicinarsi ad una descrizione del pensiero e la scrittura di oliver sacks, quale sia l’argomento che egli tratta che come principio la chiarezza e la profondità della sua esperienza.
    Raccontare atmosfere, questo è il linguaggio di oliver sacks

    ha scritto il 

  • 2

    La diversità da se stessi che non appaga

    Più di una volta ci siamo ritrovati a dire "è la fotocopia del libro precedente", ma in questo caso no; il libro è un piccolo diversivo dai precedenti libri di natura neurologica, scritti durante la s ...continua

    Più di una volta ci siamo ritrovati a dire "è la fotocopia del libro precedente", ma in questo caso no; il libro è un piccolo diversivo dai precedenti libri di natura neurologica, scritti durante la sua esperienza clinica. Interessante? No, per niente. Qualche sporadica informazione sulle civiltà precolombiane, e poi un lungo elenco di nomi di felci. Banale e noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre piacevolissima ed interessante lettura quella dei pensieri e delle esperienze di Oliver Sacks. Nato come diario di viaggio, diventa un affascinante volo nella cultura, nella storia e nelle radi ...continua

    Sempre piacevolissima ed interessante lettura quella dei pensieri e delle esperienze di Oliver Sacks. Nato come diario di viaggio, diventa un affascinante volo nella cultura, nella storia e nelle radici del Messico.

    ha scritto il