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Diario di scuola

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(3890)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Galego , Tedesco , Inglese

Isbn-10: 880772152X | Isbn-13: 9788807721526 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.
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  • 4

    I BRAVI INSEGNANTI...

    ... se uno non ha la fortuna di incontrarli, se li va a cercare... diciamo che ero quasi sicura di quello che avrei trovato in questo libro e non sono rimasta delusa: un insegnante arguto, appassionat ...continua

    ... se uno non ha la fortuna di incontrarli, se li va a cercare... diciamo che ero quasi sicura di quello che avrei trovato in questo libro e non sono rimasta delusa: un insegnante arguto, appassionato e ironico!

    ha scritto il 

  • 4

    Che poesia e quanta saggezza! Pennac dimostra di essere non solo un buon scrittore, ma anche un bravo insegnante e ottimo pedagogista, attento e sensibile verso i suoi studenti.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo Diario di scuola, a metà tra il romanzo autobiografico ed il saggio pedagogico, Pennac rispolvera l'annoso ed apparentemente inesauribile tema dell'istruzione scolastica, ma per farlo decide ...continua

    In questo Diario di scuola, a metà tra il romanzo autobiografico ed il saggio pedagogico, Pennac rispolvera l'annoso ed apparentemente inesauribile tema dell'istruzione scolastica, ma per farlo decide di adottare la prospettiva del “somaro”, dello studente che sembra a detta di (quasi!) tutti senza speranza e destinato fatalmente al fallimento totale, una categoria che Pennac stesso ebbe modo di rappresentare per diversi anni prima di imboccare (grazie anche alla dedizione di alcuni insegnanti tenaci ed appassionati) la strada di redenzione che poi lo portò a diventare insegnante e scrittore.
    L'esposizione è frammentaria come dal titolo era lecito attendersi, tuttavia la componente riflessiva, che con penna leggera e piacevole sapientemente si dischiude, predomina sulla mera narrazione degli eventi di vita vissuta, usati soprattutto a titolo esemplificativo. Questi episodi, presi tanto dagli anni giovanili in cui l'autore portava dolorosamente l'onta del somaro, quanto dai decenni in cui ha insegnato francese in classi mai povere di casi problematici, danno il La a considerazioni sul mestiere d'insegnante e i limiti strutturali dell'insegnamento, l'uso socio-politico della grammatica, i traumi e le paure che si celano nel linguaggio gergale o l'apparente rifiuto dell'apprendimento formale. Il tutto è poi condito da propizi riferimenti storici, citazioni letterarie pregnanti e osservazioni sociologiche sul contesto dei giovani di oggi a tratti magari anche provocatorie, ma senz'altro stimolanti e lontane dai soliti cliché.
    Insomma, mi è parso un libro piacevole e il dialogo di Pennac col somaro che fu, ancora nascosto dentro di sé e pronto a riaffiorare al primo segno di cedimento, è più che un semplice escamotage e nel complesso riesce ad offrire un focus abbastanza originale sul mondo della scuola, sicuramente nulla di epocale o risolutivo, ma molto lucido ed informativo. Inoltre chi nella vita si occupa di insegnamento e formazione probabilmente riuscirà anche ad estrarre da questa lettura delle preziose dritte, psicologiche e metodologiche, da tener ben presenti nel rapporto con gli studenti, soprattutto quelli che maggiormente hanno bisogno di essere seguiti ed incoraggiati.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante ma dopo un po' diventa noioso

    Ho acquistato questo libro in quanto avevo sentito parlare molto di Pennac. In generale ho trovato il libro interessante ma forse un po' troppo noioso: all'inizio è anche bello però è molto lento, for ...continua

    Ho acquistato questo libro in quanto avevo sentito parlare molto di Pennac. In generale ho trovato il libro interessante ma forse un po' troppo noioso: all'inizio è anche bello però è molto lento, forse un po' troppo lungo per questo genere. In generale però ho apprezzato lo stile di Pennac che nonostante trovassi appunto l'argomento un po' noioso mi ha permesso di resistere fino in fondo, quindi credo che darò a questo autore altre possibilità in futuro magari con qualche libro con una storia un po' più romanzata e meno autobiografico.

    ha scritto il 

  • 4

    Asini che volano

    "Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire"

    Pennac mi piace anche quando non mi piace. Ho trovato questo libro troppo confusionario e frammentario, alle volte l ...continua

    "Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire"

    Pennac mi piace anche quando non mi piace. Ho trovato questo libro troppo confusionario e frammentario, alle volte lo stile non mi è sembrato rispecchiare quello del Pennac che ho imparato ad amare, di tanto in tanto si incagliava in paragrafi noiosi e difficili da superare, tuttavia i concetti espressi sono talmente giusti e interessanti (nonostante io sia ormai ben lontana dal mondo della scuola) che non potrò fare a meno di conservare un ricordo meraviglioso di questo saggio.

    ha scritto il 

  • 0

    "è sufficiente un professore - uno solo!- per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri. (...) [il prof. Bal] Ci aspettava seduto alla cattedra, ci salutava cordialmente e sin dalle p ...continua

    "è sufficiente un professore - uno solo!- per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri. (...) [il prof. Bal] Ci aspettava seduto alla cattedra, ci salutava cordialmente e sin dalle prime parole noi entravamo nella matematica. Di che cosa era fatta quest'ora che ci catturava tanto? Essenzialmente della materia che il professor Bal insegnava e di cui sembrava pervaso, cosa che faceva di lui un individuo curiosamente acuto, calmo e buono. Strana bontà, nata dalla conoscenza stessa"

    ha scritto il 

  • 4

    La copertina, sibillinamente ci avverte con una pagella dai voti "piccoli". è allora questo un libro sull'andare bene a scuola, sull'insegnare bene, sulle materie che vi vengono insegnate? se vi aspet ...continua

    La copertina, sibillinamente ci avverte con una pagella dai voti "piccoli". è allora questo un libro sull'andare bene a scuola, sull'insegnare bene, sulle materie che vi vengono insegnate? se vi aspettate questo, rinunciate, leggete altro. qualche manuale, per esempio.

    Pennac, che ormai conosco per romanzi sublimi e libri inutili e dal dubbio gusto eestetico, fa una riflessione lunga tutta la vita sulla scuola e la sua forma, le sue forme, vivendola da studente e da professore, e tutto ruota intorno a un punto centrale che, probabilmente, dovrebbe essere anche il punto centrale di una più estesa e presenteeiflessione sulla scuola: l'ontologia del somaro, le vie e le sue trappole.

    ha scritto il 

  • 3

    Due stelline e mezzo.

    Ho trovato piacevole la prima parta e noiosa la seconda: ho fatto fatica ad arrivare alla fine. Devo ammettere di aver letto le ultime pagine in maniera "saltellante", solo per ultimarlo. Non ho capit ...continua

    Ho trovato piacevole la prima parta e noiosa la seconda: ho fatto fatica ad arrivare alla fine. Devo ammettere di aver letto le ultime pagine in maniera "saltellante", solo per ultimarlo. Non ho capito perché l'autore abbia deciso di scrivere questo libro. Inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    Se insegnate, soprattutto lettere, lo troverete interessante, altrimenti rischiate di annoiarvi. Apprezzo tantissimo i romanzi di Pennac, soprattutto la saga dei Malaussene, ma devo dire che questo no ...continua

    Se insegnate, soprattutto lettere, lo troverete interessante, altrimenti rischiate di annoiarvi. Apprezzo tantissimo i romanzi di Pennac, soprattutto la saga dei Malaussene, ma devo dire che questo non mi ha entusiasmato

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe da regalare a ogni insegnante!
    Primo libro letto di Pennac. Mi è piaciuto soprattutto perchè scritto da un "somaro" che è stato salvato da tre bravi insegnanti.

    ha scritto il 

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