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Diario di scuola

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(3849)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Catalano , Galego , Tedesco , Inglese

Isbn-10: 880772152X | Isbn-13: 9788807721526 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.
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  • 3

    Due stelline e mezzo.

    Ho trovato piacevole la prima parta e noiosa la seconda: ho fatto fatica ad arrivare alla fine. Devo ammettere di aver letto le ultime pagine in maniera "saltellante", solo per ultimarlo. Non ho capito perché l'autore abbia deciso di scrivere questo libro. Inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    Se insegnate, soprattutto lettere, lo troverete interessante, altrimenti rischiate di annoiarvi. Apprezzo tantissimo i romanzi di Pennac, soprattutto la saga dei Malaussene, ma devo dire che questo non mi ha entusiasmato

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe da regalare a ogni insegnante!
    Primo libro letto di Pennac. Mi è piaciuto soprattutto perchè scritto da un "somaro" che è stato salvato da tre bravi insegnanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Come altri hanno scritto, questo è un libro che tutti gli insegnanti devono leggere. L'insegnamento prima di tutto è un atto di amore per gli alunni e per il sapere, che deve essere divulgato e amato. Bisogna saper trasmettere l'amore per il sapere e far si che quando l'alunno "sa" sia orgoglioso ...continua

    Come altri hanno scritto, questo è un libro che tutti gli insegnanti devono leggere. L'insegnamento prima di tutto è un atto di amore per gli alunni e per il sapere, che deve essere divulgato e amato. Bisogna saper trasmettere l'amore per il sapere e far si che quando l'alunno "sa" sia orgoglioso.
    Può essere anche essere trasversalmente un utile suggerimento nel mondo della comunicazione ed è comunque un buon suggerimento pedagogico.
    Certamente qui non sono trascurate le evidenti differenze tra l'essere un ragazzino oggi e vent'anni fa. La parte destinata al cosiddetto bambino "consumatore" è molto pesante, nel senso che induce a forti riflessioni anche da parte di un genitore...

    ha scritto il 

  • 4

    Più che il Pennac insegnante, mi sarebbe piaciuto essere insegnante io ed avere il Pennac alunno..

    A quanto pareva, tutti capivano più in fretta di me.
    "Ma sei proprio duro di comprendonio!"
    Un pomeriggio dell'anno della maturità (uno degli anni della maturità), mentre mio padre mi spiegava trigonometria nella stanza che fungeva da biblioteca, il nostro cane venne quatto quatto
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    A quanto pareva, tutti capivano più in fretta di me.
    "Ma sei proprio duro di comprendonio!"
    Un pomeriggio dell'anno della maturità (uno degli anni della maturità), mentre mio padre mi spiegava trigonometria nella stanza che fungeva da biblioteca, il nostro cane venne quatto quatto a mettersi sul letto dietro di noi. Appena individuato, fu seccamente mandato via:
    "Fila di là, cane, sulla tua poltrona!".
    Cinque minuti dopo, il cane era di nuovo sul letto. Ma si era preso la briga di andare a recuperare la vecchia coperta che proteggeva la sua poltrona e vi si era steso sopra. Ammirazione generale, ovviamente, e giustificata: tanto di cappello a un animale in grado di associare un divieto all'idea astratta di pulizia e trarne la conclusione che occorresse farsi la cuccia per godere della compagnia dei padroni, con un vero e proprio ragionamento! Fu un argomento di conversazione che in famiglia durò per anni. Personalmente, ne trassi l'insegnamento che anche il cane di casa afferrava più in fretta di me.
    Credo di avergli bisbigliato all'orecchio:
    "Domani ci vai tu a scuola, leccaculo!".

    ha scritto il 

  • 5

    Pennac è un maestro del racconto e del ricordo, la sua scrittura è scorrevolissima, accattivamente e avvincente pur nel resoconto della vita comune. Diario di scuola cattura l'attenzione, racconta con brio ed eleganza, e scuote per la sua umanità profonda, ma frizzante e spontanea. Consigliatissi ...continua

    Pennac è un maestro del racconto e del ricordo, la sua scrittura è scorrevolissima, accattivamente e avvincente pur nel resoconto della vita comune. Diario di scuola cattura l'attenzione, racconta con brio ed eleganza, e scuote per la sua umanità profonda, ma frizzante e spontanea. Consigliatissimo ai professori, agli studenti, ai genitori, ai maestri e in generale a tutti gli "esseri umani".

    ha scritto il 

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