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Diario di un killer sentimentale

Di

Editore: CDE

3.6
(4341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Greco

Isbn-10: A000073778 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male; faceva un caldo infernale a Madrid e la sua amichetta francese l'aveva piantato come un cretino per qualcuno incontrato a Veracruz. La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l'aria dei Caraibi non gli aveva risollevato l'umore: quella ragazzina viziata, dai fianchi sodi e dalla bocca rossa, lo aveva proprio messo al tappeto. In fondo, dietro i modi da duro, lui era un killer sentimentale. Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, anche se la ricompensa aveva sei zeri sulla destra ed era esentasse. Il tipo che doveva eliminare, uno con l'aria dell'idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine fra le lenzuola, non gli piaceva affatto: puzzava troppo di filantropia. I retroscena dell'incarico, però, lo incuriosivano stranamente. Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Come mai due gringo, agenti della D.E.A., sorvegliavano la sua camera? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? Era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo, dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.

Con Diario di un killer sentimentale, Luis Sepúlveda ci offre un piccolo capolavoro di romanzo noir, un thriller deliziosamente ironico che, dopo aver trascinato il lettore da Madrid a Istanbul, da Francoforte a Parigi, lo sorprende con uno strepitoso colpo di scena finale.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Bello, da leggere e rileggere

    Si tratta di un vero e proprio libriccino, date le piccole dimensioni, scritto in uno stile paradossale, ironico, sempre sospeso tra realtà e fantasia, tra serietà e banalità, ma quella banalità del m ...continua

    Si tratta di un vero e proprio libriccino, date le piccole dimensioni, scritto in uno stile paradossale, ironico, sempre sospeso tra realtà e fantasia, tra serietà e banalità, ma quella banalità del male che mi riporta alla mente Hannah Arend; caratteristiche che ti tengono attaccato alle pagine fino alla fine, in un solo respiro. Personalmente l'ho letto almeno due volte, anche se l'ultima risale a circa 10 anni fa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Bellissimo

    Scritto con uno stile grottesco e irriverente, questo brevissimo racconto narra l'ultima grande missione di un serial killer sentimentale, innamorato di una francesina svampita che lo crede una person ...continua

    Scritto con uno stile grottesco e irriverente, questo brevissimo racconto narra l'ultima grande missione di un serial killer sentimentale, innamorato di una francesina svampita che lo crede una persona qualsiasi, affamata di denaro e che non perde tempo a farsi un'amante. Una coppia in crisi, un'ultima persona da uccidere e l'ironia della sorte che li riunirà nel momento clou della scena.
    Da leggere per ridere e restare sbigottiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Finale scontato, irreale, banale, quel che vuoi, ma non che debbano essere tutti capolavori.
    E' divertente e prende poco tempo, ci si ossigena e si fanno due risate.
    Avevo assegnato quattro stelle, ma ...continua

    Finale scontato, irreale, banale, quel che vuoi, ma non che debbano essere tutti capolavori.
    E' divertente e prende poco tempo, ci si ossigena e si fanno due risate.
    Avevo assegnato quattro stelle, ma la notte ha portato consiglio: tre possono bastare.
    Due temi ricorrenti: 'ricompensa a sei zeri, esentasse' e 'la mia gran figa'.
    Il sogno di ogni uomo (inteso come soggetto appartenente al genere umano).

    Maledette franscesine : )

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Noir scritto molto bene e a tratti anche avvincente.

    E' il primo libro di Sepulveda che abbia mai letto. Devo dire che come stile narrativo mi piace abbastanza: a tratti ricorda un po' lo stile crudo di un Palahniuk, con le dovute proporzioni. Il finale ...continua

    E' il primo libro di Sepulveda che abbia mai letto. Devo dire che come stile narrativo mi piace abbastanza: a tratti ricorda un po' lo stile crudo di un Palahniuk, con le dovute proporzioni. Il finale "a colpo di scena", per quanto mi riguarda, si è rivelato alquanto banale poiché rappresenti la soluzione ad effetto più semplice. Ho sperato fino all'ultimo che il bersaglio da uccidere non fosse proprio il nuovo amante della ex ragazza. Mi è piaciuta tuttavia la decisione di far uccidere anche la ragazza amata da parte del protagonista, senza troppi sentimentalismi. Tale scelta, se da un lato potrebbe anche essere irrealistica perché in molte parti del racconto si evidenzia il profondo affetto e amore del protagonista nei confronti della ragazza, d'altro canto il nostro serial killer è anche una persona profondamente cinica e quasi integerrima nel suo lavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    “Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.”

    Cosa succede quando un killer di professione s’innamora perdutamente? E cosa succede quando il suddetto killer inizia a porsi delle domande in un mestiere il suo dove è estremamente pericoloso farsi ...continua

    Cosa succede quando un killer di professione s’innamora perdutamente? E cosa succede quando il suddetto killer inizia a porsi delle domande in un mestiere il suo dove è estremamente pericoloso farsi delle domande e darsi delle determinate risposte? Sono quesiti che si pone lo scrittore cileno Luis Sepulveda in questo suo brevissimo romanzo(appena settanta pagine).
    Il killer di professione non ha un nome, ma ciò non ha importanza, così come non ha importanza sapere il nome di colui che gli commissiona gli omicidi.
    Per svolgere al meglio il proprio mestiere, il killer cerca in ogni modo di spersonalizzare le sue vittime predestinate, cerca di trattarle come dei semplici oggetti, ma c’è qualcosa che comincia ad andare storto e ciò è dovuto principalmente al suo cuore scosso da quel sentimento che rappresenta, per chi svolge il mestiere del killer, l’avversario più pericoloso: l’amore, quel sentimento che ti ammorbidisce il cuore e ti stravolge completamente la mente e l’anima.
    Il suo cuore viene letteralmente rapito da una bellissima fanciulla francese, una fanciulla che, come accade spesso a chi purtroppo è stato destinato nella vita a essere sfortunato in amore, prima lo porta a toccare le più alte vette della felicità con un dito, poi lo getta nel baratro del dolore e dell’illusione.
    Un piccolo capolavoro, l’ennesimo dello scrittore cileno, una lettura che si legge tutta d’un fiato, dove la protagonista assoluta è la forza dell’amore, che tutto stravolge e che tutto può superare.
    Sepulveda è un maestro nello scandagliare l’animo umano, nel descrivere i turbamenti del giovane killer, nel descrivere la sua immensa fame d’amore, il suo gran desider4io di amare e di poter essere amato, la sua voglia di smettere per sempre questo infame lavoro e dedicarsi solo ad amare la sua fanciulla, il suo unico faro di speranza, speranza che verrà, purtroppo, dilaniata nel triste finale.
    Una lettura spiazzante, coinvolgente, appassionante, che s’interroga su quel sentimento in grado di distruggere ogni tipo di barriera.
    Straordinario Sepulveda, ancora una volta straordinario.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo avevo letto senza conservarne alcuna memoria..al punto da decidere di riprenderlo in mano, convinta di averlo abbandonato...errore!Lo avevo finito, me lo sono ricordato rileggendolo....sono comunqu ...continua

    Lo avevo letto senza conservarne alcuna memoria..al punto da decidere di riprenderlo in mano, convinta di averlo abbandonato...errore!Lo avevo finito, me lo sono ricordato rileggendolo....sono comunque felice di averlo ripreso in mano, sicuramente 10 anni fa non ero riuscita ad apprezzare la meravigliosa poesia con cui Sepulveda riesce a tratteggiare questo personaggio e il suo carattere...fuori dal suo normale ambito di argomenti ma ottimamente riuscito!

    ha scritto il 

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