Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Diario di una ragazzina

Di

Editore: Fernandel

3.0
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8887433739 | Isbn-13: 9788887433739 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Battista

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace Diario di una ragazzina?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Scritto nel corso del 1976, questo libro racconta i quindici anni di MinnieGoetze (alter ego dell'autrice), vissuti in una San Francisco in pienarivoluzione sessuale quando, superati i valori di fratellanza tipici deglianni '60, la società sembra scivolare verso ambigue forme di disimpegno e diedonismo. Borghesi, alternativi, trascurati, gli adulti intorno a Minnie, sonotutte persone concentrate su se stesse, perse nelle loro vite: il padre è unartista che vive sulla East Coast, la madre è una donna irresponsabile,alcolista, totalmente assorbita dalle proprie relazioni sentimentali e incontinua competizione con la figlia. Minnie è una ragazza brillante con unagrandissima passione per il disegno, ma come molte adolescenti è confusa,ribelle, emotivamente instabile. All'origine del suo percorso di emancipazionee di crescita c'è la drammatica iniziazione sessuale con Monroe, il compagnodella madre, con il quale fin dalle prime pagine intraprende una relazionemorbosa e complicata. Il loro legame rimane clandestino per molto tempo, finoa quando i sospetti e le difficoltà inducono lo stesso Monroe a troncare. Siapre così per Minnie una seconda fase di esplorazione del mondo, alla ricercadi nuovi amici ed esperienze: una crescita drammatica che la vede sola per lestrade di San Francisco, dove incontrerà droga, delinquenza e prostituzione.Da questa esperienza, per quanto dura e vissuta ai margini, Minnie uscirà piùforte e consapevole di se stessa.
Ordina per
  • 3

    Una trasgressione che alla lunga stanca

    Un libro interessante, che forse rende bene il clima che si respirava in una San Francisco degli anni Settanta. Alla lunga comunque, tutta questa "trasgressione" stanca ed è un po' ripetitiva ma ...continua

    Un libro interessante, che forse rende bene il clima che si respirava in una San Francisco degli anni Settanta. Alla lunga comunque, tutta questa "trasgressione" stanca ed è un po' ripetitiva ma forse proprio per questo vera.

    ha scritto il 

  • 3

    Densissimo diario semi-autobiografico della quindicenne Minnie che nell’arco di un anno (il 1976) cerca di capire sé stessa, di accettarsi, di fare esperienze e di arrivare insomma ad una ...continua

    Densissimo diario semi-autobiografico della quindicenne Minnie che nell’arco di un anno (il 1976) cerca di capire sé stessa, di accettarsi, di fare esperienze e di arrivare insomma ad una maturità sia fisica che mentale in quel periodo post-hippy di confusione e libertà.
    Non mancano quindi esperimenti sessuali al limite (lesbo e etero), sfoghi psicotici da crisi adolescenziale, delusioni e smacchi da mandar giù con l’aiuto di droghe e alcol, la voglia di cancellare per un momento lo schifo che è la vita.
    Alcune parti del diario sono raccontate a vignette oppure accompagnate da tavole singole, tutte in bianco e nero [chissà perché mi ero fissata di trovare disegni a colori... forse per via dei toni sgargianti della copertina?] ma nulla di così eccelso, anche se nelle ultime pagine il tratto si fa più sicuro.
    Purtroppo nemmeno la parte scritta del romanzo è davvero ottima, gli riconosco però un certo realismo anche se forzato e eccessivo - mi riferisco, ad esempio, alla parte in cui Minnie finisce per vagabondare in strada e a sentirsi una vera tossica, o alla relazione lesbica con due coetanee. Episodi e argomenti di quel genere mi sembrano un tantino stereotipati.
    Interessante e ben riuscito è però il finale: la rivalsa di Minnie sul confusionario e frustrante periodo appena passato è conquistata nel momento in cui riesce a ridere in faccia con superiorità all’ex compagno della madre che l’aveva sedotta e abbandonata.

    ha scritto il 

  • 4

    anche in questo libro la gloekner si sputtana con arte sottile e disegni dolenti. Oltre che brava, riscuote la mia ammirazione in quanto persona. Faticoso, rabbiogeno, ma molto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Mh

    ma si.. si legge. Una ragazzina di 15 anni americana, intrallaccia una relazione sessuale con un ex fidanzato (ora solo amico, a volte di letto) della madre hippy immatura. Da figlia disgustata ...continua

    ma si.. si legge. Una ragazzina di 15 anni americana, intrallaccia una relazione sessuale con un ex fidanzato (ora solo amico, a volte di letto) della madre hippy immatura. Da figlia disgustata dalle canne della madre a piccola tossica il tutto raccontato senza volgarità, corredato di disegni discutibili.

    ha scritto il 

  • 0

    blahhhhhhhhhhhhhh

    Che schifoooooo.....mi aveva attirato perchè adoro i fumetti e una storia adolescenziale mi incuriosiva....ma qui veramente volevo indietro i miei soldi....sesso sesso sesso....ma che ...continua

    Che schifoooooo.....mi aveva attirato perchè adoro i fumetti e una storia adolescenziale mi incuriosiva....ma qui veramente volevo indietro i miei soldi....sesso sesso sesso....ma che monotonia....blahhhhhhhhh

    ha scritto il 

  • 0

    A metà strada tra fumetto e romanzo, e una cosa realmente interessante, benché non mi attenterei mai a definirla una cosa “bella” (sarebbe comunque fuori luogo) è il Diario di una ragazzina, ...continua

    A metà strada tra fumetto e romanzo, e una cosa realmente interessante, benché non mi attenterei mai a definirla una cosa “bella” (sarebbe comunque fuori luogo) è il Diario di una ragazzina, fatica di Phoebe Gloeckner, statunitense. Si tratta di un libro abbastanza voluminoso, molto ricco, in cui una quindicenne (Minnie Goetz) racconta la parte saliente della sua formazione: bruttina, con una madre alcolizzata e disattenta, subisce le attenzioni dell’amante della madre, tal Monroe, e intreccia una relazione lesbica, che la riempie ulteriormente di confusione. Il diario è stato scritto nel corso del 1976, e ripercorre l’esperienza personale dell’autrice (così si dice, oltre che da altre parti, anche sull’ultimo Pulp). Mi colpisce il finale, ma non per ragioni legate alla biografia dell’autrice, quanto per ragioni legate a una pagina non scritta (non ancora? ma sono così vecchio, ormai!), o quello che immediatamente precede il finale: scoperta la propria vocazione artistica come mezzo di autoaffermazione, di terapia, di salvezza, Minnie vende poesie per la strada, una specie di piccolo atto di indipendenza che assume una valenza importante quando, tra i pochissimi che si avvicinano, si fa vedere anche Monroe, a cui la ragazza sorride consegnandogli la sua poesia. E gli stringe cordialmente la mano, pensando: “Io sono meglio di te, stronzo”. Chiaramente il diario non è e non può essere direttamente il diario dell’autrice, questo per motivi che sappiamo; ma mi premeva mettere l’accento su un fatto che mi sembra interessante; il ricorso al diario come mezzo espressivo è dovuto alla necessità di mostrare una personalità, per così dire, in transitu, e quindi in formazione. Ma non sopravvive nessuna preoccupazione di realismo, in operazioni di questo tipo, oggi come oggi: in effetti, a ben guardare, né i disegni né gli scritti che li accompagnano possono essere espressione di una ragazzina di quindici anni.

    ha scritto il