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Diario di una schizofrenica

Di ,

Editore: Giunti

3.7
(238)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8809046951 | Isbn-13: 9788809046955 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cecilia Bellingardi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Education & Teaching , Health, Mind & Body

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Descrizione del libro
Un classico della psicoanalisi. Il caso clinico più perturbante e commovente dell'ultimo secolo. Diario di una schizofrenica riferisce l'esperienza vissuta dal malato e mostra tutto ciò che si mascherava dietro le manifestazioni e i sintomi della schizofrenia. Questo libro costituisce un duplice documento. Un documento scientifico giacché è la descrizione del decorso e della cura di una grave malattia mentale: l'apparizione progressiva dei successivi sintomi, le fasi di parziale remissione, le tappe della faticosa normalizzazione, raggiunta attraverso un procedimento psicoterapeutico originale di grande importanza sia teorica che pratica. Ma anche un documento umano: la descrizione della malattia è infatti opera dell'ammalata stessa, Renée, che la racconta come una propria drammatica vicenda spirituale. Si scopre così una vita sentimentale che le apparenze erano ben lontane dal far supporre e che è estremamente ricca d'insegnamenti. "Un'opera poetica", così ha definito questo libro Cesare L. Musatti, "suscettibile di risvegliare elementi nascosti che sono in ognuno di noi".
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  • 5

    interessante

    l lettura di questo libro mi ha fatto emozionare ed entrare nella sofferenza di questa paziente. Ritengo che questo libro sia davvero una buona lettura e forse sottovalutato da molti, ma davvero merita di essere letto da chi è interessato alla malattia mentale ed anche da chi non è del mestiere. ...continua

    l lettura di questo libro mi ha fatto emozionare ed entrare nella sofferenza di questa paziente. Ritengo che questo libro sia davvero una buona lettura e forse sottovalutato da molti, ma davvero merita di essere letto da chi è interessato alla malattia mentale ed anche da chi non è del mestiere.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro suggeritomi dalla mia psicoterapeuta, come degna conclusione del (mio) lungo percorso di psicoterapia con approccio fenomenologico psicoanalitico, metodo applicato anche a Renée, schizofrenica, che in questo diario ha riportato lucidamente le varie fasi della schizofrenia (sua). Ah, post sc ...continua

    Libro suggeritomi dalla mia psicoterapeuta, come degna conclusione del (mio) lungo percorso di psicoterapia con approccio fenomenologico psicoanalitico, metodo applicato anche a Renée, schizofrenica, che in questo diario ha riportato lucidamente le varie fasi della schizofrenia (sua). Ah, post scriptum: io non ero schizofrenica (anche se non ne sono del tutto convinta), avevo patologie un peletto più lievi. Ora mi (pre)occupo della maggioranza di persone che si ritiene "sana", sono veramente tanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro viene suddiviso in due parti, la prima parte è caratterizzata dalla giovane malata, Renee, che parla in prima persona della sua malattia e dell’avvenuta guarigione, mentre la seconda parte è narrata dal punto di vista del medico che l’ha curata e guarita.
    Renee è schizofrenica dall’eta ...continua

    Il libro viene suddiviso in due parti, la prima parte è caratterizzata dalla giovane malata, Renee, che parla in prima persona della sua malattia e dell’avvenuta guarigione, mentre la seconda parte è narrata dal punto di vista del medico che l’ha curata e guarita. Renee è schizofrenica dall’eta di 12 anni e il suo stato mentale deriva esclusivamente da fattori psicologici legati all’infanzia e in modo particolare al rapporto con la madre. Dopo svariati tentativi inefficaci di cura, avvenuti sempre in cliniche private, la ragazza giunge a Ginevra in una clinica dove una psicanalista particolarmente sensibile se la prenderà a carico. Renee “posseduta” da quello che lei stessa chiama “Il Sistema” viene spinta a fare cose che le procurano senso di colpevolezza e disobbedienza, e solo la “Mamma”, nome con cui Renee chiama la sua psicanalista, riesce a far si che la ragazza si calmi e ritorni ad uno stato di quiete. La ragazza sarà sempre sul punto di ascoltare le voci che si fanno sempre più forti nella sua testa, ma con l’aiuto della psicanalista pian per volta riuscirà ad uscire da questa sua malattia, e iniziare a vedere il mondo come posto reale e non più con un senso di irrealtà, riuscirà inoltre a collegare gli oggetti con la propria utilità e anche a vedere le persone come esseri vivi e non più come manichini.

    ha scritto il 

  • 4

    Un interessante testimonianza della malattia in prima persona. Cosa possiamo noi sapere, senza esserni mai passati. Noi che crediamo che la gente che soffre di schizzofrenia sta meglio di noi, che non capisce nulla di quello che succede intorno. Che grave errore.

    ha scritto il 

  • 5

    più che un diario un vero insegnamento di vita

    Ammetto con tutta onestà di non esser riuscito a leggere il libro tutto di un fiato; non perchè non sia scorrevole o accattivante, ma semplicemente mi sono bloccato in più capitoli soprattutto nella parte prima dove viene narrata l'evoluzione della sua malattia e il conseguente disagio che la pro ...continua

    Ammetto con tutta onestà di non esser riuscito a leggere il libro tutto di un fiato; non perchè non sia scorrevole o accattivante, ma semplicemente mi sono bloccato in più capitoli soprattutto nella parte prima dove viene narrata l'evoluzione della sua malattia e il conseguente disagio che la protagonista ha dovuto sopportare. Sono rimasto sorpreso di come è stata raccontata la malattia con tanta schiettezza e naturalezza; ci hanno mostrato il punto di vista della persona che si sente diversa e non accettata, ma anche il lungo cammino che Reneè ha dovuto percorrere per ricostruire il suo Io. Impressionante la descrizione e la percezione che la protagonista ha del suo corpo all'interno dello spazio e delle sue fobie per l'abbandono. La seconda parte del libro l'ho trovata molto tecnica, ma anche utile per spiegare l'evoluzione della malattia della protagonista. Un vero spaccato di vita, ancora oggi poco conosciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Particolarissimo. Inizialmente ti spiazza, poi ti trascina nella vera dimensione della schizofrenia. Vivi con la protagonista la sua realtà, fatta di una normalità patologica, ma per lei unica dimensione del suo vivere. Sofferenza e rinascita. Una sfida, la psicanalisi e psicoterapia negli psicot ...continua

    Particolarissimo. Inizialmente ti spiazza, poi ti trascina nella vera dimensione della schizofrenia. Vivi con la protagonista la sua realtà, fatta di una normalità patologica, ma per lei unica dimensione del suo vivere. Sofferenza e rinascita. Una sfida, la psicanalisi e psicoterapia negli psicotici. L'inizio dove Freud si era arreso. Illuminante!

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto ma, da studentessa di psicologia, non concordo molto con un approccio di tipo psicanalitico a un disturbo così complesso come la schizofrenia. Questo pensiero ha influito molto sulla lettura che non mi ha molto appassionato.

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto doloroso di una ragazza affetta da disturbo schizofrenico. Un doppio punto di vista, della psicanalista e della pazienza. Una storia reale che entra nella pelle, perché si comprende la fragilità del nostro genere e la forza di affrontare una delle più ardue malattie.

    ha scritto il 

  • 4

    "Solo coloro che hanno perduto la realtà ed hanno vissuto per anni nel paese inumano e crudele della Luce, possono veramente apprezzare la gioia della vita e comprendere il valore inestimabile della comunicazione umana."

    Credo che un lettore che non studi psicologia dovrebbe leggere solo la parte dell'auto-osservazione, altrimenti inciampa tra termini tecnici che non si comprendono e perde la magia che questo diario emana.
    Per me è bastato leggere questa storia di dolore, angoscia, paura di perdere ogni co ...continua

    Credo che un lettore che non studi psicologia dovrebbe leggere solo la parte dell'auto-osservazione, altrimenti inciampa tra termini tecnici che non si comprendono e perde la magia che questo diario emana. Per me è bastato leggere questa storia di dolore, angoscia, paura di perdere ogni cosa, di perdere se stessi. Sentirsi continuamente fuori dal mondo, estranei persino nel proprio corpo e avere bisogno insistentemente di un punto d'appoggio, di un po' d'amore, di un po' di sicurezza. E' questo che Renée cerca. Una fune che possa salvarla, che possa tirarla fuori dall'irrealtà e spingerla di nuovo nel mondo.

    ha scritto il 

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