Diario di una scrittrice

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 27)

4.3
(429)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 886559019X | Isbn-13: 9788865590195 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biografia , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Nel 1941, dopo aver donato alla letteratura del Novecento alcune delle sue opere più memorabili, da “La signora Dalloway” a “Gita al faro” a “Le ore”, Virginia Woolf si toglie tragicamente la vita. Nel 1953, Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, incentrata sulla sua attività di romanziera e critico letterario. Ne esce un libro affascinante, in cui si intrecciano ricordi, aneddoti, riflessioni sulla scrittura, ma anche amare considerazioni su un mondo lacerato dalla guerra, espressioni di sfiducia o di entusiasmo per il proprio lavoro, sfoghi, confessioni: a metà strada fra vita e letteratura, queste pagine ci offrono il ritratto più diretto e affascinante di una grandissima scrittrice e della sua epoca.

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  • 5

    Guarda per l’ultima volta tutto ciò che è bello

    Ho in programma un'estate woolfiana; trovo che i tempi siano maturi per l'esplorazione di una scrittrice che ho tanto amato in passato e che poi ho perso per strada. Faccio ritorno nei suoi luoghi col ...continua

    Ho in programma un'estate woolfiana; trovo che i tempi siano maturi per l'esplorazione di una scrittrice che ho tanto amato in passato e che poi ho perso per strada. Faccio ritorno nei suoi luoghi col cuore gonfio, ritrovando le cose esattamente come le lasciai, un po' impolverate ma bellissime.

    Questo diario, che ha rappresentato a lungo l’unico disponibile per i lettori, è in realtà un bel lavoro di taglia e cuci; sul retro della lettera di suicidio lasciata al marito Leonard, la scrittrice lo pregò di bruciare tutte le sue carte e i diari. Leonard, che oltre marito fu editore, sorvolò su questa richiesta in punto di morte. Decise però di estrapolare solo le parti del diario inerenti al lavoro dello scrittore o dove si parla di colleghi, letture, appunti per futuri libri, recensioni e via dicendo. Le parti sociali, per la maggior parte, i passaggi della Virginia svagata (o meglio: "quando sono sparsa e varia e gregaria”, come scrive ella stessa nell’agosto del 1922), sono stati espunti. I diari in forma più o meno completa sono stati pubblicati negli anni Ottanta in cinque corposi volumi.

    Terminare la lettura di un diario è sempre cosa complessa e psicologicamente sottile, per quanto mi riguarda. Ho vissuto per un mese nella quotidianità di un’altra persona, ne ho appreso abitudini intime, nomi di amici e parenti, paure, tormenti, gioie inaspettate. Lo sdoppiamento mi sconvolge sempre più del dovuto. Arrivato al 1941, anno della morte, ho rallentato; speravo che non finisse, che non morisse. Quando un diario si interrompe ci possono essere tante ragioni, ma la maggior parte delle volte è solo la morte a porre il punto. Ho cercato di cogliere i segnali d’allarme, qualcosa che annunciasse l’ultimo gesto, eppure, ne ho trovato solo uno. Il 22 giugno 1940 scrive: “Non riesco a immaginare che vi sia un 27 giugno 1941”. Si riferiva alla sua condizione? Alla Seconda guerra iniziata da poco? Non lo so, ma questa frase mi ha rattristato, sapendo che infatti la sua vita si sarebbe fermata il 28 marzo 1941.

    Commetto qui un errore comune e diffuso, ovvero risolvere l'esistenza di Virginia Woolf nel suo suicidio: errore grossolano, che costringe a sorvolare su quanto di splendente e gioioso ci fu nella sua vita. Questi diari non vanno letti nell'ottica della fine, ma come il percorso di formazione tortuoso e accidentato di una delle più grandi scrittrici del secolo scorso e non solo. È un privilegio non da poco poter assistere alla quotidianità di un'artista, sbirciare nei meccanismi interni della creazione di un'opera, osservarla evolversi, crescere. "L'atto della creazione", che bella espressione, titanica, imponente, con sfumature divine. Per V.W. il momento della scintilla, dell'idea per un romanzo o un saggio può essere paragonato a un lampo nel cuore della notte: accecante, pauroso. La luce improvvisa illumina angoli remoti della sua mente contorta, fa riemergere vecchi ricordi, odori e dolori; il suo problema più grande è sempre stato lo stile: quale adottare per tradurre in parole le complesse sinestesie che sono il pilastro dei suoi lavori maggiori? Lo stile la tormenta, le parole pesano come macigni, prova ad accarezzarle ma spesso mordono. Virginia perdeva facilmente fiducia nelle sue capacità, la revisione di un capitolo poteva prostrarla a tal punto da sfociare in tremendi esaurimenti nervosi, pensieri di autolesionismo, ondate di disgusto per se stessa. Penso che la densità cerebrale, la qualità intrinseca della sua produzione dimostri che dopotutto ne sia valsa la pena, letteralmente.

    Gustosissime sono le annotazione riguardanti alcuni colleghi scrittori. Da Henry James, all'ami-nemico Lytton Strachey sino a James Joyce: "Dovrei essere immersa nella lettura dell’Ulisse, preparare la mia arringa pro e contro. Ne ho lette 200 pagine finora - neppure un terzo - e mi ha divertita, stimolata, affascinata, interessata per i primi due o tre capitoli. Sino alla fine della scena del cimitero; e poi sono rimasta confusa, annoiata, irritata e delusa da questo liceale a disagio, che si gratta i foruncoli. [...] Per me è un libro ignorante, plebeo; il libro di un operaio autodidatta, e sappiamo tutti quanto sono disperanti, quanto egocentrici, assillanti, rozzi, declamatori e in sommo grado nauseanti. Se si può avere la carne cotta, perché mangiarla cruda? "
    Pungeva come una vespa, Virginia; era totale nei suoi giudizi a caldo e poi si pentiva d'essersi lasciata trasportare dal momento. Una donna e mille contraddizioni, come tutti noi.

    Il difetto più grande dell'editing operato da Leonard Woolf sui diari, è che così proposti rimandano un'immagine di V.W. parziale e distorta; col passare degli anni la possiamo leggere solo impegnata a scrivere, revisionare, attendere recensioni, sperare di esser pagata qualche scellino per un articolo così da potersi comprare dei guanti; oppure disperata e snervata per il silenzio dopo una pubblicazione importante, in lutto per il trapasso di uno dei tanti sodali della vecchia gang di Bloomsbury. Insomma, quella Virginia "sparsa e gregaria" è stata cancellata: le tanto amate partite a bocce, i viaggi, le feste, le cene, gli slanci - tipicamente bipolari - di lussureggiante gioia che ogni tanto si impadronivano di lei, tutto questo è stato depennato.

    Essendo un pessimo organizzatore dei miei pensieri - come Virginia mi lascio trasportare più dalla sensazione che dalla sostanza - mi fermo qui.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto interessante, indispensabile per comprendere il processo creativo di un artista e della Woolf in particolare. Mi ha colpito quanto fosse insicura. Una scrittrice straordinaria.

    ha scritto il 

  • 5

    L'essenzialità!

    Tralasciando il fatto che apprezzo in modo particolare leggere i diari personali dei grandi scrittori, poiché permettono di comprendere al meglio il loro pensiero e operato, questo di Virginia Woolf l ...continua

    Tralasciando il fatto che apprezzo in modo particolare leggere i diari personali dei grandi scrittori, poiché permettono di comprendere al meglio il loro pensiero e operato, questo di Virginia Woolf lo considero assolutamente essenziale, ancor più delle sue opere di maggior successo. Un diario da leggere anche per chi si confronta per la prima volta con gli scritti della Woolf.
    Un libro che rivela l'essenzialità di questa grandissima donna, scrittrice e critica inglese, avrei voluto non finisse mai. Un consiglio che mi sento di dare è quello di andare cronologicamente di pari passo con la lettura del diario e quella dei romanzi/saggi citati in modo da fare un immersione completa nel mondo della Woolf.

    ha scritto il 

  • 3

    Virginia amica mia (magari)

    Sulla povera Virginia ha sempre pesato un lapidario giudizio di mia madre, che me ne ha tenuta lontana per parecchio tempo. Poi, siccome mi sono "femministizzata", ho letto Una stanza tutta per sè e h ...continua

    Sulla povera Virginia ha sempre pesato un lapidario giudizio di mia madre, che me ne ha tenuta lontana per parecchio tempo. Poi, siccome mi sono "femministizzata", ho letto Una stanza tutta per sè e ho iniziato un lento percorso di approdo a V., di cui questo diario è una tappa.
    E comunque, tappa in salita: ho odiato il fatto che Leonard Woolf avesse arbitrariamente deciso di eliminare gran parte del diario e ho arrancato su certe parti di descrizioni a caso piene di persone nominate S.A. o B.B.; la prospettiva di 400 e passa pagine così era a dir poco scoraggiante. Ciononostante, la voce di Virginia Woolf riesce a passare nitidamente attraverso un intero secolo, con la sua incredibile modernità, freschezza, umanità, nei piccoli fastidi e nelle grandi cose.
    Il suo senso di libertà nel fare le passeggiate, l'osservazione della natura, e le pagine sulla guerra rendono tutto più scorrevole e "catchy", e ci si affeziona tantissimo a questa compagnia, cosicchè il dolore per la sua fine rimane vivo anche a distanza di anni. 4 giorni prima scrive rimedi per non cadere in depressione e cucinare salsicce con patate, e 4 giorni dopo, senza che nessuna traccia nel diario lo lasci presagire, non c'è più. Non riesco a capacitarmene.
    Inutile dire che ora devo sciogliere il nodo gordiano del giudizio materno, e posso farlo solo leggendo i romanzi. Tutti.
    Ci vediamo tra un po' *_*

    ha scritto il 

  • 4

    Flusso di coscienza

    Un diario che dipinge perfettamente il ritratto di una scrittrice, una donna che deve aver sofferto parecchio nella sua vita.La difficile lettura non comporta che il giudizio debba essere per forza n ...continua

    Un diario che dipinge perfettamente il ritratto di una scrittrice, una donna che deve aver sofferto parecchio nella sua vita.La difficile lettura non comporta che il giudizio debba essere per forza negativo.
    Dopo aver letto le prime 10 pagine pensavo di abbandonarlo e nel giro di una settimana ero già a pagina 240.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura & Rilettura

    Rilettura a distanza di tempo di una delle prime letture di scritti della Woolf, avendo nel frattempo letto diversi suoi scritti (narrativa e saggistica), scritti di critica letteraria su di Lei, libr ...continua

    Rilettura a distanza di tempo di una delle prime letture di scritti della Woolf, avendo nel frattempo letto diversi suoi scritti (narrativa e saggistica), scritti di critica letteraria su di Lei, libri ove lei compare (Roger Fry per esempio) e viisitato alcuni dei luoghi dove visse.
    -
    Per chi apprezza la Woolf direi lettura obbligata, utile/indispensabile per capirne (per quanto possibile) la personalita', la genesi dei suoi lavori e l'ambiente/"atmosfera" in cui opero'.
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    Sono diari in parte (abbastanza ridotta) di autobiografia nel senso classico del termine (fatti e vicende personali), in parte piu' estesa riflessioni su se' stessa e sullo scrivere, incontri vari, sfondo letterario dell'epoca.
    -
    Lettura di grande interesse e velata di tristezza per come si arguisce poco per volta la via tragica che prendera' la Woolf.
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    Introduzione interessante di Leonard Woolf, suo marito.
    -
    Descrizione
    Nel 1941 Virginia Woolf si toglie la vita annegandosi nel fiume Ouse. Nel 1953 Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, concentrata su tutto ciò che riguarda lo scrivere e la sua attività di romanziera e critica letteraria: riflessioni legate ai testi che sta scrivendo o leggendo, appunti di carattere stilistico o strutturale, ma anche descrizioni di luoghi, amici ed eventi pubblici o privati, amare considerazioni su un mondo lacerato da due guerre mondiali, accenni alla tortura delle crisi nervose, sempre più frequenti col passare degli anni.

    ha scritto il 

  • 5

    "Un ritratto della Virginia scrittrice e della Virginia persona comune."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2016/01/virginia-woolf-diario-di-una-scrittrice.html

    ha scritto il 

  • 4

    Vita di una scrittrice

    Leggere questo libro che contiene stralci di vita e di opere in divenire di Virginia Woolf e' un privilegio che permette di scoprire tutte le fasi di costruzione di uno scritto. Le ansie, le esaltazio ...continua

    Leggere questo libro che contiene stralci di vita e di opere in divenire di Virginia Woolf e' un privilegio che permette di scoprire tutte le fasi di costruzione di uno scritto. Le ansie, le esaltazioni, le paure, i ripensamenti e le fatiche dietro la scrittura.
    E contemporaneamente vedere la vita che scorre nella sua quotidianità con giornate di sole o di pioggia, incontri , lutti, viaggi e molto altro ( non ultima la guerra).
    "Ma che ne sarà di tutti questi diari?, mi sono chiesta ieri....direi che c'è un libriccino, dentro; se i pezzi e i bocconi fossero un poco riordinati....tutto questo è dettato da una leggera malinconia...eppure, per quanto so, comincio solo ora a esprimere quello che ho in testa come scrittrice."
    "L'arte e' libertà da ogni predicazione - le cose in se stesse, la frase bella in se stessa; mari sconfinati; narcisi selvatici che appaiono prima che la rondine osi..."
    "Una cosa credo sia dimostrata: non scriverò mai per 'piacere', per convertire; ora sono interamente e per sempre padrona di me stessa."
    Una scrittrice che apprezzo sempre di più.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ho mai deciso che cosa pensare di questo libro. È Virginia, però vista attraverso la lente del marito. Non so quanto aggiunga veramente ai diari pubblicati in seguito.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia passione per Virginia è cresciuta a poco a poco e in maniera casuale. Non ho letto molto dei suoi romanzi, ma dopo il saggio "Una stanza tutta per sé", mi sono approcciata con curiosità a quest ...continua

    La mia passione per Virginia è cresciuta a poco a poco e in maniera casuale. Non ho letto molto dei suoi romanzi, ma dopo il saggio "Una stanza tutta per sé", mi sono approcciata con curiosità a questi suoi diari. E li ho amati immensamente. Mi hanno confermato esattamente l'idea che mi ero fatta di lei. Di una donna colta, anticonformista, che amava il bello, la tranquillità, la vita, ma anche piena di insicurezze e fragilità. Quelle da cui è così difficile salvarsi.
    "Non sarò 'famosa' o 'grande'. Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare."
    Parafraso Virginia dicendo che un libro è un buon libro quando aggiunge qualcosa alla nostra visione della vita. A questo vanno le mie piene e commosse cinque stelline.

    ha scritto il 

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