Diario di una scrittrice

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 27)

4.3
(403)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 886559019X | Isbn-13: 9788865590195 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biografia , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Nel 1941, dopo aver donato alla letteratura del Novecento alcune delle sue opere più memorabili, da “La signora Dalloway” a “Gita al faro” a “Le ore”, Virginia Woolf si toglie tragicamente la vita. Nel 1953, Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, incentrata sulla sua attività di romanziera e critico letterario. Ne esce un libro affascinante, in cui si intrecciano ricordi, aneddoti, riflessioni sulla scrittura, ma anche amare considerazioni su un mondo lacerato dalla guerra, espressioni di sfiducia o di entusiasmo per il proprio lavoro, sfoghi, confessioni: a metà strada fra vita e letteratura, queste pagine ci offrono il ritratto più diretto e affascinante di una grandissima scrittrice e della sua epoca.

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  • 4

    Flusso di coscienza

    Un diario che dipinge perfettamente il ritratto di una scrittrice, una donna che deve aver sofferto parecchio nella sua vita.La difficile lettura non comporta che il giudizio debba essere per forza n ...continua

    Un diario che dipinge perfettamente il ritratto di una scrittrice, una donna che deve aver sofferto parecchio nella sua vita.La difficile lettura non comporta che il giudizio debba essere per forza negativo.
    Dopo aver letto le prime 10 pagine pensavo di abbandonarlo e nel giro di una settimana ero già a pagina 240.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura & Rilettura

    Rilettura a distanza di tempo di una delle prime letture di scritti della Woolf, avendo nel frattempo letto diversi suoi scritti (narrativa e saggistica), scritti di critica letteraria su di Lei, libr ...continua

    Rilettura a distanza di tempo di una delle prime letture di scritti della Woolf, avendo nel frattempo letto diversi suoi scritti (narrativa e saggistica), scritti di critica letteraria su di Lei, libri ove lei compare (Roger Fry per esempio) e viisitato alcuni dei luoghi dove visse.
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    Per chi apprezza la Woolf direi lettura obbligata, utile/indispensabile per capirne (per quanto possibile) la personalita', la genesi dei suoi lavori e l'ambiente/"atmosfera" in cui opero'.
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    Sono diari in parte (abbastanza ridotta) di autobiografia nel senso classico del termine (fatti e vicende personali), in parte piu' estesa riflessioni su se' stessa e sullo scrivere, incontri vari, sfondo letterario dell'epoca.
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    Lettura di grande interesse e velata di tristezza per come si arguisce poco per volta la via tragica che prendera' la Woolf.
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    Introduzione interessante di Leonard Woolf, suo marito.
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    Descrizione
    Nel 1941 Virginia Woolf si toglie la vita annegandosi nel fiume Ouse. Nel 1953 Leonard Woolf decide di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, concentrata su tutto ciò che riguarda lo scrivere e la sua attività di romanziera e critica letteraria: riflessioni legate ai testi che sta scrivendo o leggendo, appunti di carattere stilistico o strutturale, ma anche descrizioni di luoghi, amici ed eventi pubblici o privati, amare considerazioni su un mondo lacerato da due guerre mondiali, accenni alla tortura delle crisi nervose, sempre più frequenti col passare degli anni.

    ha scritto il 

  • 5

    "Un ritratto della Virginia scrittrice e della Virginia persona comune."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2016/01/virginia-woolf-diario-di-una-scrittrice.html

    ha scritto il 

  • 4

    Vita di una scrittrice

    Leggere questo libro che contiene stralci di vita e di opere in divenire di Virginia Woolf e' un privilegio che permette di scoprire tutte le fasi di costruzione di uno scritto. Le ansie, le esaltazio ...continua

    Leggere questo libro che contiene stralci di vita e di opere in divenire di Virginia Woolf e' un privilegio che permette di scoprire tutte le fasi di costruzione di uno scritto. Le ansie, le esaltazioni, le paure, i ripensamenti e le fatiche dietro la scrittura.
    E contemporaneamente vedere la vita che scorre nella sua quotidianità con giornate di sole o di pioggia, incontri , lutti, viaggi e molto altro ( non ultima la guerra).
    "Ma che ne sarà di tutti questi diari?, mi sono chiesta ieri....direi che c'è un libriccino, dentro; se i pezzi e i bocconi fossero un poco riordinati....tutto questo è dettato da una leggera malinconia...eppure, per quanto so, comincio solo ora a esprimere quello che ho in testa come scrittrice."
    "L'arte e' libertà da ogni predicazione - le cose in se stesse, la frase bella in se stessa; mari sconfinati; narcisi selvatici che appaiono prima che la rondine osi..."
    "Una cosa credo sia dimostrata: non scriverò mai per 'piacere', per convertire; ora sono interamente e per sempre padrona di me stessa."
    Una scrittrice che apprezzo sempre di più.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ho mai deciso che cosa pensare di questo libro. È Virginia, però vista attraverso la lente del marito. Non so quanto aggiunga veramente ai diari pubblicati in seguito.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia passione per Virginia è cresciuta a poco a poco e in maniera casuale. Non ho letto molto dei suoi romanzi, ma dopo il saggio "Una stanza tutta per sé", mi sono approcciata con curiosità a quest ...continua

    La mia passione per Virginia è cresciuta a poco a poco e in maniera casuale. Non ho letto molto dei suoi romanzi, ma dopo il saggio "Una stanza tutta per sé", mi sono approcciata con curiosità a questi suoi diari. E li ho amati immensamente. Mi hanno confermato esattamente l'idea che mi ero fatta di lei. Di una donna colta, anticonformista, che amava il bello, la tranquillità, la vita, ma anche piena di insicurezze e fragilità. Quelle da cui è così difficile salvarsi.
    "Non sarò 'famosa' o 'grande'. Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare."
    Parafraso Virginia dicendo che un libro è un buon libro quando aggiunge qualcosa alla nostra visione della vita. A questo vanno le mie piene e commosse cinque stelline.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho annusato più che letto, ma mi ha deluso. E' avvitato sullo scrivere come ossessione più che come passione. Magari è la malattia che annega il resto, ma non ci ho trovato quello che speravo ovvero ...continua

    L'ho annusato più che letto, ma mi ha deluso. E' avvitato sullo scrivere come ossessione più che come passione. Magari è la malattia che annega il resto, ma non ci ho trovato quello che speravo ovvero una specie di officina della scrittrice. Magari lo riprenderò in mano più avanti...

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo anni di silenzio critico, in cui di Virginia Woolf appariva solo qualche sporadico saggio, o qualche pubblicazione sconnessa, che non potevano rendere giustizia alla forza di un’opera che va lett ...continua

    Dopo anni di silenzio critico, in cui di Virginia Woolf appariva solo qualche sporadico saggio, o qualche pubblicazione sconnessa, che non potevano rendere giustizia alla forza di un’opera che va letta nel sua interezza e nel suo sviluppo, negli ultimi anni il mondo dell’editoria sembra aver ritrovato vivo interesse per la complessa figura di questa intellettuale difficile e scomoda.
    Rallegra il fatto che anche in Italia negli ultimi tempi alcune case editrici abbiano dedicato uno spazio sempre maggiore alla sua riscoperta, pubblicando opere di estremo intereresse.
    In coincidenza con l’anniversario dei settant’anni dalla scomparsa della scrittrice, esce per la collana “La tartaruga” del gruppo Baldini Castoldi Dalai (casa editrice milanese meritevole di aver pubblicato negli ultimi anni cinque opere critico-biografiche) “Virginia Woolf, mia zia”, la biografia più completa della scrittrice, composta dal nipote Quentin Bell, opera preziosa per l’appassionato, che mancava sui nostri scaffali dal 1974. Una scrittura semplice e lineare, una biografia che si legge come un romanzo, realizzata con la puntigliosità e l’attenzione al dettaglio del biografo, con l’affetto e il trasporto del vincolo di sangue, con la devozione dell’amante della prosa d’arte. Minimum fax propone invece il tascabile di quel “Diario di una scrittrice”, già pubblicato nel 2009 nella preziosa collana “I quindici”, che raccoglie la selezione tratta dai diari di Virginia curata dal marito Leonard Woolf e data alle stampe nel 1953, dodici anni dopo che la scrittrice si tolse la vita annegandosi nel fiume Ouse. Le due opere possono coinvolgersi e colmarsi vicendevolmente essendo per molti aspetti complementari. Infatti, laddove Bell privilegia gli aspetti intimi e personali della donna Virginia proponendo con chiarezza e ricchezza di fonti una serie importante di vicissitudini esistenziali legate soprattutto alla complessità delle relazioni familiari e ad eventi dolorosi come la morti del fratello Toby, del padre Leslie e del suo migliore amico Lytton Strachey, i Diari si concentrano maggiormente su tutto ciò che riguarda lo scrivere e sulla meticolosa e ansiosa attività di romanziera e critica letteraria della scrittrice londinese.
    D’altra parte, distinguere la vita della scrittrice Virginia Woolf dalla vita della donna Virginia Woolf è impresa alquanto ardua. Le sue storie sono infatti permeate di un così intenso, per quanto trasfigurato, autobiografismo ed i luoghi della sua vita rivivono in modo diffuso nelle sue opere come nel caso del romanzo capolavoro “Gita al faro”, dove Virginia rievoca le figure del padre, della madre e dei fratelli durante le loro vacanze nell’incantata casa in Cornovaglia, sulle rive dell’Oceano.

    Virginia e il suo mondo.
    I luoghi e le esperienze furono dunque essenziali alla sua scrittura e, nonostante le violente crisi depressive che la tenevano per lunghi periodi lontana dal resto del mondo e che la portarono al tragico epilogo della sua esistenza, la Woolf non fu un’artista solitaria e appartata ma creò attorno a se una rete di amicizie e legami che nemmeno la malattia poté recidere.
    Alla morte dei genitori si trasferì con i fratelli da Hyde Park Gate a Gordon Square, nel quartiere londinese di Bloomsbury. In questi anni, dal 1905 circa fino all’avvento della II guerra mondiale, la spaziosa casa di Gordon Square diventò il centro del famoso circolo intellettuale denominato Gruppo di Bloomsbury in cui i membri erano soliti riunirsi negli incontri del giovedì sera. Uno dei fondatori fu Thoby, l’amato fratello di Virginia, che insieme alla sorella Vanessa iniziò a prendere parte attivamente alle riunioni del gruppo e ne divenne membro centrale. Restie a frequentare l’agiata classe borghese londinese, dalla cui stupidità e superficialità si sentivano nauseate e escluse (se ne ha un affresco vivissimo in “Mrs Dolloway”), le due sorelle trovavano in quegli incontri tanto stimolanti il luogo dove il loro intelletto vivo e la loro sensibilità artistica potessero essere compresi e valorizzati. Ne facevano parte Stratchey Lytton e Clive Bell, scrittori e mentori letterari per Virginia, Leonard Woolf, il suo futuro marito, il grande economista J.M.Keynes, il pittore Duncan Grant. Gli appartenenti erano anticonformisti e spregiudicati, criticavano le restrizioni del periodo Vittoriano in cui erano stati educati, e celebravano l’affrancamento e la libertà dalle limitazioni sociali, religiose e sessuali delle epoche precedenti. Il fatto che Virginia e Vanessa, due donne, trascorressero le loro serate in compagnia di uomini dai costumi strambi e deprecabili, convivessero poi più tardi con loro in appartamenti misti e in tenute di campagna, tardassero il loro debutto in società, non curassero il loro vestiario, erano atteggiamenti che la società perbenista non poteva tollerare. Virginia fu anche un'attivista all'interno dei movimenti femministi per il suffragio delle donne e le sue idee di emancipazione e le sue analisi sulla condizione femminile si ritrovano spesso nelle sue opere. “In A Room Of One's Own” (1929) tratta il tema della discriminazione femminile, mentre in “Three Guineas” (1938) si occupa del ruolo dominante dell'uomo nella società a lei contemporanea. Il rapporto con la donna viene visto anche sul piano sentimentale ed in questo contesto si inserisce la presunta storia d'amore fra Virginia e la sua amica Vita Sackville-West, una relazione che ispira la scrittrice nella stesura del romanzo “Orlando”.
    Ma la Woolf fu la più grande outsider della letteratura inglese post-vittoriana anche dal punto di vista dello stile narrativo che, sulla scia dell’esperienza del contemporaneo James Joyce, contribuisce a rivoluzionare abbandonando gli schemi tradizionali a favore di un percorso narrativo che privilegia il monologo interiore al fine di esprimere il flusso di coscienza dei suoi personaggi.
    Colta, intelligente, ironica, dissacrante, spregiudicata e controcorrente.
    I suoi meravigliosi e indimenticabili personaggi non avrebbero potuto nascere che in un consesso all’altezza della sua folle particolarità.

    ha scritto il 

  • 5

    La coscienza di un poeta intrappolato nel corpo di una donna. Virginia è un respiro ampio che prende tutto, è l'analisi delle sconfitte, l'attenzione allo spirito della natura umana. Mi ha stupito com ...continua

    La coscienza di un poeta intrappolato nel corpo di una donna. Virginia è un respiro ampio che prende tutto, è l'analisi delle sconfitte, l'attenzione allo spirito della natura umana. Mi ha stupito come un'apparente debolezza risulti tanto costruttiva. Tutto era troppo forte in lei, non ha resistito alle domande, ha dato infinite risposte ad altri e una sola per se.

    ha scritto il 

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