Diary of a Provincial Lady

(Prion Humour Classics)

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Publisher: Prion Books Ltd (formerly Multimedia Books Ltd)

3.2
(164)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 1853753688 | Isbn-13: 9781853753688 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
The Provincial Lady has a nice house, a nice husband (usually asleep behind The Times) and nice children. In fact, maintaining Niceness is the Provincial Lady’s goal in life — her raison d'être. She never raises her voice, rarely ventures outside Devon (why would she?), only occasionally allows herself to become vexed by the ongoing servant problem, and would be truly appalled by the confessional mode that has gripped the late 20th century. The Provincial Lady, after all, is part of what made Britain great.
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  • 4

    Delizioso

    Sono capitata per caso su questo libro curiosando nella libreria di mia mamma e la trama mi ha subito attirato.

    Si tratta di un libro davvero carino, scritto sotto forma di diario, e come già è antic ...continue

    Sono capitata per caso su questo libro curiosando nella libreria di mia mamma e la trama mi ha subito attirato.

    Si tratta di un libro davvero carino, scritto sotto forma di diario, e come già è anticipato dai commenti scritti nel retro della copertina, durante la lettura sarete tanto presi da dimenticarvi qualunque cosa, quindi se avete degli impegni vi consiglio di mettere una sveglia.

    Il Diario è suddiviso per varie date, a seconda di quando la protagonista autrice annota le vicende, e sono scritte in modo tanto dettagliato e coinvolgente che anche le piccole vicissitudini della routine casalinga saranno rese divertenti e coinvolgenti, perché di questo si tratta, del racconto delle giornate della Lady di provincia, ma anche se in anni diversi sarà impossibile non immedesimarsi.

    Come ogni lady che si rispetti ha il suo bel daffare tra la casa e la vita privata, soprattutto quando i conti di casa non quadrano affatto ma lei deve fare finta con il mondo esterno che non ci siano problemi.

    La lady ha due figli, Robin il maggiore che studia in collegio e li passa la maggior parte del tempo, ma quando torna a casa per le feste è si un piacere ma anche un gran daffare perché invita sempre amici a casa e la Lady deve riuscire ad intrattenere i bambini, e poi la minore, Vicky, che ha un bel caratterino, ma non dovrebbe dare troppo da fare alla madre perché ha alle sue dipendenze la bambinaia, Mademoiselle, ma anche lei è tanto particolare che invece di semplificare le cose le ingarbuglia ancora di più.

    Che dire poi della cameriera che si licenzia e della cuoca che minaccia ogni giorno di fare lo stesso, dei bulbi di fiori che non ne vogliono proprio sapere di crescere nonostante le mille premure, e delle altre signore della città, alcune così odiose che la lady fatica ad essere sempre cortese in loro presenza, soprattutto quando il loro unico scopo è di dimostrarsi le migliori.

    C’è poi la pettegola di turno, la moglie del reverendo, quella che dice ti rubo solo due minuti e dopo un intero pomeriggio è ancora lì piantata che spettegola, la dolce ragazza che finalmente decide di sposarsi e di trasferirsi, ma nel farlo lascia l’incombenza di andare a fare compagnia all’anziana madre, ci sono le cene di beneficienza ed i libri da leggere per il club del libro, e non parliamo poi di tutte le riunioni delle associazioni femminili.

    In tutto questo il marito non è certo d’aiuto, il più delle volte è d’intralcio se non addirittura insensibile a tutti i problemi che la lady deve risolvere ogni giorno, e non dimentichiamo le varie rimostranze che manifesta ogni volta che un’amica viene a trovarla.
    Ma in fondo per lui un viaggio in città per trovare una nuova cameriera o qualche giorno fuori casa per partecipare alle riunioni dei circoli femministi sono “vacanze”, ma la lady è una donna moderna ed affronta ogni cosa con grazia ed eleganza, anche se la voglia di dire davvero quello che pensa è sempre più forte.

    Ho decisamente apprezzato questo libro, che mi ha fatto sorridere tanto e passare qualche ora in allegria e leggerezza.
    Il libro è ben scritto e si legge facilmente, e la suddivisione dei giorni raccontati è chiara e precisa nonostante non sia continuativa, ma si sa che una donna ha tanto da fare da non riuscire a scrivere sul diario ogni giorno.

    Auguro a tutti voi una buona lettura, ed io vi do appuntamento alla prossima recensione librosa.

    said on 

  • 4

    divertente e un po' cinico

    Molto carino! Ricorda un po' I love shopping per l'ironia e per le difficoltà economiche delle protagoniste. Delizioso il contrasto tra quello che la "lady" pensa davvero e quello che in effetti scegl ...continue

    Molto carino! Ricorda un po' I love shopping per l'ironia e per le difficoltà economiche delle protagoniste. Delizioso il contrasto tra quello che la "lady" pensa davvero e quello che in effetti sceglie di dire, non senza aver prima immaginato che cosa succederebbe se invece fosse sincera ...

    said on 

  • 2

    Riprende un po' alcuni temi di Elizabeth von Arnim ('The Solitary Summer' ed 'Elizabeth and Her German Garden', che anzi viene espressamente citato), come la presenza/assenza del marito, il rapporto ...continue

    Riprende un po' alcuni temi di Elizabeth von Arnim ('The Solitary Summer' ed 'Elizabeth and Her German Garden', che anzi viene espressamente citato), come la presenza/assenza del marito, il rapporto sempre sorprendente con il mondo infantile, la complessità di una vita sociale resa difficile da rigide convenzioni. Volge verso un umorismo più franco, spesso diretto a suscitare la risata - ma la scrittura della Delafield non eguaglia a mio avviso la sottile, commossa leggerezza della grande scrittrice australiana.

    said on 

  • 4

    Sorridere, ridere ma anche sbellicarsi

    Si, ok, a molti dei lettori non ha fatto effetto, ci sono degli "avallamenti" etc.... ma ogni tanto la risata ci sta, ogni tanto l'assurdo delle situazioni che vive la portagonista con un aplomb tutto ...continue

    Si, ok, a molti dei lettori non ha fatto effetto, ci sono degli "avallamenti" etc.... ma ogni tanto la risata ci sta, ogni tanto l'assurdo delle situazioni che vive la portagonista con un aplomb tutto inglese appunto, supera ogni ragione... e allora me lo sono goduto, questo libro, e lo rileggerò volentieri in giorni grigi e piovosi.

    said on 

  • 3

    Della protagonista non conosciamo il nome, sappiamo solo che vive intorno agli anni Trenta, nella campagna inglese, col marito, due figli, la tata francese, una cuoca e una cameriera. Sappiamo che ha ...continue

    Della protagonista non conosciamo il nome, sappiamo solo che vive intorno agli anni Trenta, nella campagna inglese, col marito, due figli, la tata francese, una cuoca e una cameriera. Sappiamo che ha problemi economici che maschera impegnando i gioielli di famiglia, che ama la moda, che fa parte dell'associazione femminile e che detesta la Lady del luogo.

    Attratta dal titolo e dalle recensioni entusiaste in quarta di copertina, mi sono lasciata ingannare. È carino, si sorride, ma giuro che mi sfugge come lo si possa leggere nove volte.

    said on 

  • 4

    Letto il primo volume
    http://www.anobii.com/books/Diario_di_una_lady_di_provincia/9788854504424/011dd34f22b66c49ee/
    Letto il secondo volume
    http://www.anobii.com/books/The_provincial_lady_goes_further ...continue

    Letto il primo volume
    http://www.anobii.com/books/Diario_di_una_lady_di_provincia/9788854504424/011dd34f22b66c49ee/
    Letto il secondo volume
    http://www.anobii.com/books/The_provincial_lady_goes_further/9780706610383/0139742f6152001c61/
    Letto il terzo volume
    http://www.anobii.com/books/review/54e5a7bee8fc12b7338b4587

    Come al solito, i diari della lady di provincia sono caratterizzati da understatement, ironia e quel modo tutto inglese di affrontare l'apocalisse con massimo aplomb. La protagonista in questo volume scrive durante i primi tre mesi della seconda guerra mondiale, ovvero quando l'Inghilterra era ufficialmente entrata in guerra, ma il conflitto vero e proprio non era ancora iniziato.

    La provincial lady si trasferisce a Londra per contribuire allo sforzo bellico, ma paradossalmente pare che ci siano più volontari che lavoro da fare e non le rimane che dare una mano in una mensa per i volontari, chiedendosi:

    Ask myself rhetorically whether it was for this that I left home?
    Conscience officiously replies that I left home partly because I had no wish to spend whole of the war in doing domestic war, partly because I felt too cut-off owing to distance between Devonshire and London, and partly from dim idea that London will be more central if I wish to reach Robin or Vicky in any emergencies.
    (Robin e Vicky sono i figli che studiano in college privati)

    Fra personaggi improbabilissimi e la solita ironia con cui la stessa protagonista considera i propri voli di fantasia e i successi disastri a cui è molto incline, mi ha colpito questo passaggio:

    Felicity reminds me that she was never, in early youth, allowed to travel by herself, that she shared a lady's maid with her sister, that she was never taught cooking, and never mended her own clothes.
    Inform her in return that my mother's maid always used to do my hair for me, that I was considered industrious if I practised the piano for an hour in the morning, that nobody expected me to lift a finger on behalf of anybody else, except to write an occasional note of invitation, and that I had no idea how to make a bed or boil an egg until long after my twenty-first year.

    Leggero e divertente nonostante l'argomento (ma ancora non siamo nel pieno della guerra in effetti), una vera e propria lettura di conforto, The Provincial Lady in Wartime si ferma proprio quando si comincia sul serio, e la provincial lady viene richiamata dal Ministero dell'Istruzione per un contributo bellico che forse la porterà anche all'estero. Mi piacerebbe molto sapere se ci sono pubblicazioni al riguardo!

    A proposito di questa serie, ho scoperto che The Provincial Lady in Russia non è il quinto libro della serie, ma una raccolta di articoli scritti dall'autrice (niente provincial lady quindi) poi rinominata in questo modo per incentivare le vendite. Nulla toglie che potrei anche leggerla, ma a questo punto consapevole di cosa si tratta.

    said on 

  • 3

    E' divertente quando segue il flusso della conversazione, gli argomenti in campagna e in città. Interessante il rapporto della borghesia inglese con i figli. Ma, fondamentalmente, è noioso.

    said on 

  • 2

    E quindi? India Knight l’avrebbe letto nove volte sbellicandosi dalle risate. Fatemi un favore se mi venisse in mente di rileggerlo, abbattetemi.

    said on