Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Diceria dell'untore

Di

Editore: Sellerio (La rosa dei venti ; 3)

4.2
(1281)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924015 | Isbn-13: 9788838924019 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Philosophy

Ti piace Diceria dell'untore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa casa editrice ci piace riproporre alcuni titoli che, a nostro giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della nostra storia editoriale.

Nel 1946, in un sanatorio della Conca d’oro – castello d’Atlante e campo di sterminio – alcuni singolari personaggi, reduci dalla guerra, e presumibilmente inguaribili, duellano debolmente con se stessi e con gli altri, in attesa della morte. Lunghi duelli di gesti e di parole; di parole soprattutto: febbricitanti, tenere, barocche – a gara con il barocco di una terra che ama l’iperbole e l’eccesso. Tema dominante, la morte: e si dirama sottilmente, si mimetizza, si nasconde, svaria, musicalmente riappare. E questo sotto i drappeggi di una scrittura in bilico fra strazio e falsetto, e in uno spazio che è sempre al di qua o al di là della storia – e potrebbe anche simulare un palcoscenico o la nebbia di un sogno...
«Ingegnoso nemico di se stesso», finora sfuggito a ogni tentazione e proposta di pubblicare, uomo, insomma, che ha letto tutti i libri senza cedere a pubblicarne uno suo, Gesualdo Bufalino – professore a Comiso, oggi sessantenne – è con questa Diceria al suo primo libro. Scritta negli anni, come lui dice, «della glaciazione neorealista», questa contemplazione viene alle stampe in un tempo meno gelido, più sciolto e più libero perché sia giustamente apprezzata. Leonardo Sciascia (1981)
Ordina per
  • 3

    C’è una narrativa che, pur non cercando di indulgere alla commozione, poco a poco insinua nel cuore una vena di malinconia, mettendo a nudo e alla prova la capacità di sentire e di umanamente comprend ...continua

    C’è una narrativa che, pur non cercando di indulgere alla commozione, poco a poco insinua nel cuore una vena di malinconia, mettendo a nudo e alla prova la capacità di sentire e di umanamente comprendere.
C’era un vecchio insegnante che ha voluto parlare della vita di uomini vicini alla morte e in tal modo è riuscito a far comprendere quanto, in quell’attesa, si possa ancora essere uomini.
 Ecco, Diceria dell’untore di Gesualdo Bufalino è tutto questo.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia che avvolge come un respiro delicato, lo stesso dei protagonisti, malati di tubercolosi. Un soffio caldo e legato a doppio filo alla morte, alla sua assenza di significato, e all'agognata v ...continua

    Una storia che avvolge come un respiro delicato, lo stesso dei protagonisti, malati di tubercolosi. Un soffio caldo e legato a doppio filo alla morte, alla sua assenza di significato, e all'agognata vita, con la stessa assenza di significato, ma desiderata, cercata, bramata.
    Il tutto narrato come una musica, usando una lingua colta e ricercata.

    ha scritto il 

  • 4

    "Diceria dell'untore" di G. Bufalino.

    "Diceria dell'untore" è un romanzo che desideravo leggere da molto tempo ma che, qualche mese fa (anno fa?), avevo subito abbandonato per la difficoltà a superare il primo, oscuro capitolo. La ricerca ...continua

    "Diceria dell'untore" è un romanzo che desideravo leggere da molto tempo ma che, qualche mese fa (anno fa?), avevo subito abbandonato per la difficoltà a superare il primo, oscuro capitolo. La ricercatezza del linguaggio e la scelta attenta della parola infatti sembrano, in apparenza, non aiutare la storia, ma invece ne rappresentano il valore aggiunto.
    Il sanatorio della Rocca mi ha rimandato inevitabilmente all'Autobiografia di T. Bernhard e a La montagna incantata di Mann, in cui colui che guarisce viene considerato dalla comunità dei malati al pari di un traditore, come descritto in maniera efficace da Bufalino.
    L'Appendice, a completamento del romanzo, racconta il lavoro immenso che questo romanzo, tutto sommato breve, ha richiesto al suo autore, chiarendone molti punti fondamentali.
    Bellissimo e, assolutamente, tra gli "immancabili"!

    ha scritto il 

  • 4

    Amore a prima vista

    "Non mancava molto ormai: già erano scomparse l'incredulità e la vergogna dei primi tempi, quando ogni fibra è persuasa ancora d'essere immortale e si rifiuta di disimpararlo".

    ha scritto il 

  • 5

    Capita raramente di potersi concedere un tuffo ristoratore in una prosa così perfetta, una sintassi così ricca di espressioni ricercate, accuratamente elaborate per il gusto del lettore; e quando ci s ...continua

    Capita raramente di potersi concedere un tuffo ristoratore in una prosa così perfetta, una sintassi così ricca di espressioni ricercate, accuratamente elaborate per il gusto del lettore; e quando ci si imbatte in una costruzione letteraria armoniosa e articolata, di altissimo livello ma di sorprendente immediatezza, non si può che restare piacevolmente attoniti e umilmente meravigliati di fronte a tanta pura poesia. Immergersi nel caleidoscopio narrativo di Bufalino, significa tuffarsi in una dimensione ormai estranea alla letteratura contemporanea; quella della ricercatezza linguistica e dello stile accurato, delle parole scelte con sapiente maestria, della straordinaria capacità di accompagnare il lettore nei meandri di un'atmosfera rarefatta e sospesa. Significa lasciarsi trasportare nel godimento, profondo e lieve, di un ineguagliabile gioiello letterario.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro difficile,duro, che si legge lentamente sia per l'argomento trattato che per il linguaggio usato dall'autore,linguaggio al quale non si è certo abituati. Bufalino nel suo racconto parla della ...continua

    Un libro difficile,duro, che si legge lentamente sia per l'argomento trattato che per il linguaggio usato dall'autore,linguaggio al quale non si è certo abituati. Bufalino nel suo racconto parla della malattia,la tisi,di come viene vissuta all'interno del sanatorio,dei rapporti che nascono tra i pazienti "con essi ho spartito,all'ombra della stessa bandiera gialla,ogni elemosina dell'ora,tutti gli inganni e i disinganni delle loro carriere" ,della paura o del desiderio della morte. Ma è presente anche il rimorso per essersi salvato "Ma se di tanti io solo,premio o pena che sia,sono scampato e respiro ancora,è maggiore il rimorso che non il sollievo,d'aver tradito a loro insaputa il silenzioso patto di non sopravviverci" oltre alla paura del ritorno alla vita normale come persona guarita,il ritorno in quella città che "pareva in guerra contro di me,tutta catrami e cavi e pietre,un pugno di spine dure". Sembra di vederlo quest'uomo che termina un viaggio,"un viaggio importante" per intraprenderne un altro,per fare la sua discesa tra gli uomini. Vale veramente la pena immergersi nella lettura di queste pagine per trarre piacere dalla raffinatezza del linguaggio,magari tornare più volte a rileggere delle frasi per coglierne a fondo il significato,ma soprattutto per capire la grandezza di quest'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto della letteratura italiana. Scoperto solamente adesso.
    Non di facile lettura, così ricco di citazioni e rimandi, ma pieno di pagine di pura poesia.
    Un altro grandissimo scrittore ...continua

    Capolavoro assoluto della letteratura italiana. Scoperto solamente adesso.
    Non di facile lettura, così ricco di citazioni e rimandi, ma pieno di pagine di pura poesia.
    Un altro grandissimo scrittore siciliano

    ha scritto il 

Ordina per