Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Diciannove minuti

Di

Editore: Tea

4.1
(310)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 616 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8850221762 | Isbn-13: 9788850221769 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Diciannove minuti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Sterling è una tranquilla cittadina americana dello New Hampshire dove non succede mai nulla, fino a quando accade l’impensabile: un ragazzo di diciassette anni, Peter Houghton compie una strage di studenti nel suo stesso college. Cerca a sua volta di uccidersi, ma la polizia riesce a impedirlo e lo arresta. Con il «mostro» sbattuto in prima pagina e in prigione, l’intera comunità – genitori, amici, fidanzati, conoscenti delle vittime – straziata, fatica a fare i conti con una realtà peggiore di un incubo: vite stroncate, altre storpiate, deturpate per sempre. Per ironia della sorte, tra i feriti c’è anche Josie Cormier, testimone chiave e figlia del giudice incaricata del processo. E fra i professori del college c’è il padre di Peter, che da bambino era amico di Josie. Ciascuna delle persone coinvolte tenta, fra passato e presente, di comprendere i perché di ciò che è successo in un dialogo a più voci intenso e spiazzante perché fa capire come la realtà sia perversamente complessa, come gli studenti modello possano rivelarsi degli aguzzini e come i mostri possano rivelarsi vittime disperate, in un’età in cui quanto è maggiore il bisogno di amore e comprensione, tanto minore è la capacità di mostrarlo, un’età in cui le insicurezze spingono al conformismo che non tollera diversità.
Ordina per
  • 1

    Nauseante apoteosi di buonismo e garantismo

    Un ragazzo fa una strage a scuola, uccidendo dieci compagni e ferendone diciannove. J. Picoult pretende di insegnarci che anche gli assassini hanno una mamma, che anche le loro mamme piangono, che i figli sono individui autonomi diversi dai genitori e a volte vengono meno alle aspettative, che un ...continua

    Un ragazzo fa una strage a scuola, uccidendo dieci compagni e ferendone diciannove. J. Picoult pretende di insegnarci che anche gli assassini hanno una mamma, che anche le loro mamme piangono, che i figli sono individui autonomi diversi dai genitori e a volte vengono meno alle aspettative, che un diciassettenne può fare una strage perché all’asilo i compagni gli rubavano la merenda, perché non sa giocare a calcio, non ha successo con le ragazze ed è preso di mira dai bulli della scuola. Con escursioni in sala parto, feste per liceali e amori di adolescenti. Prendendo spunto da fatti di cronaca vera, l’autrice scrive un melodramma di fantasia, il cui titolo più appropriato sarebbe: “Essere mamma- dalla gravidanza alla laurea”. Racconto incredibilmente prolisso e sdolcinato, dove tutto è giustificato dall’amore materno, ancora più che noioso, irritante. Il colpo di scena finale riesce a essere ancora più improbabile e fastidioso del resto. Nauseante apoteosi del buonismo e del garantismo, in uno stile piatto che non riesce a coinvolgere neppure nelle situazioni più drammatiche. Ecco il problema degli acquisti su Internet.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ogni adolescenza coincide con la guerra"

    Davanti a quelli come Peter, ai killer delle scuole, non mi viene da pensare: "perché?" ma piuttosto "perché solo loro?".
    Non so se ve la ricordate l'adolescenza. Il liceo.

    Peter è la vittima sacrificale dei fighi della scuola, gli atleti, i bulli. Lo è dal primo giorno di asilo e or ...continua

    Davanti a quelli come Peter, ai killer delle scuole, non mi viene da pensare: "perché?" ma piuttosto "perché solo loro?".
    Non so se ve la ricordate l'adolescenza. Il liceo.

    Peter è la vittima sacrificale dei fighi della scuola, gli atleti, i bulli. Lo è dal primo giorno di asilo e ora ha diciotto anni: sono tredici anni di sgambetti, percosse, escalation di umiliazioni. L'unica amica che aveva, Josie, ha deciso di stare dalla loro parte: la popolarità vale più di una persona con cui avere qualcosa in comune. Peter si sottomette ai bulli, senza avere alternativa; Josie sceglie di sottomettersi ad un fidanzato manipolatore e violento.
    E poi il cerchio si spezza, e Peter riempie uno zaino di armi, e in diciannove minuti la sua vita, quella del fidanzato violento e manipolatore e quella di Josie cambia per sempre.

    Chi è stato adolescente, e non era nel gruppo dei fighi, degli atleti, dei bulli, amerà questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    La Picoult non ne sbaglia uno. Romanzo coinvolgente ed emozionante. E' stata in grado di trattare un argomento delicato come solo lei sa fare. Credo sia uno dei suoi romanzi migliori.

    Voto: 5/5

    ha scritto il 

  • 5

    La PICOULT........una delle migliori autrici!!!!

    Piccola premessa: adoro follemente la Picoutl, credo che sia una delle più brave scrittrici che ci siano, tratta sempre temi molto delicati ma lo fa con una competenza unica, questo libro ne è la riprova, letto in meno di 4 giorni nonostante la quantità di pagine, un romanzo bellissimo, pieno di ...continua

    Piccola premessa: adoro follemente la Picoutl, credo che sia una delle più brave scrittrici che ci siano, tratta sempre temi molto delicati ma lo fa con una competenza unica, questo libro ne è la riprova, letto in meno di 4 giorni nonostante la quantità di pagine, un romanzo bellissimo, pieno di colpi di scena, scrittura di altissimo livello.....ho provato persino pena e simpatia per il protagonista, quello che più mi piace della Picoul è come si documenta nei minimi dettagli prima di scrivere un libro!!! Stupendo!

    ha scritto il 

  • 4

    Quando la clessidra si inceppa

    Dei libri della Picoult è, al momento, il mio preferito, per il rigore con cui il disegno della trama è sviluppato.
    Il tema delle stragi nelle scuole diventa, in fondo, l'occasione per riflettere sull'amicizia, sul bullismo, sul primo amore, sulla maternità.
    Interessante - e gestita c ...continua

    Dei libri della Picoult è, al momento, il mio preferito, per il rigore con cui il disegno della trama è sviluppato.
    Il tema delle stragi nelle scuole diventa, in fondo, l'occasione per riflettere sull'amicizia, sul bullismo, sul primo amore, sulla maternità.
    Interessante - e gestita con la dovuta attenzione - la riflessione sui meccanismi della popolarità e la doppiezza cui è costretto chi, pur percependo l'ingiustizia di una condotta votata alla prevaricazione, sceglie di sottomettersi alla dittatura di una maschera omologante per non perdere i privilegi di un effimero status.

    ha scritto il 

  • 3

    Dobbiamo parlare di Peter (e non é Peter Pan)

    Se avete letto "Dobbiamo parlare di Kevin", lasciate stare il "Diciannove minuti". Se non avete letto il primo che ho citato, allora potete leggere questo, poi la Shriver. Che fra l'altro é meglio.
    Che dire, in 19 minuti si concepisce un bambino, anche, oppure si fa una bella strage nella t ...continua

    Se avete letto "Dobbiamo parlare di Kevin", lasciate stare il "Diciannove minuti". Se non avete letto il primo che ho citato, allora potete leggere questo, poi la Shriver. Che fra l'altro é meglio.
    Che dire, in 19 minuti si concepisce un bambino, anche, oppure si fa una bella strage nella tua scuola. Naturalmente in America dove comprare un'arma di qualsiasi tipo sembra essere come comprare un gelato.
    Ma poi mi viene in mente il Breivik, e le sue 77 vittime. Europa batte America 10 a 0.
    Non é male la Picoult, però, appunto se si é già letto la Shriver, ecco bhé, non posso dargli più di tre stellette.
    E via.

    ha scritto il 

  • 3

    Le mitiche, e non in senso positivo, comunità delle scuole superiori statunitensi mi sembrano troppo ridotte a stereotipo per essere autentiche.
    Sempre intensa è la capacità della Picoult di accostare diversi punti di vista e di sconvolgere il normale corso dell'empatia del lettore. È la s ...continua

    Le mitiche, e non in senso positivo, comunità delle scuole superiori statunitensi mi sembrano troppo ridotte a stereotipo per essere autentiche.
    Sempre intensa è la capacità della Picoult di accostare diversi punti di vista e di sconvolgere il normale corso dell'empatia del lettore. È la sua abilità più notevole e non manca nemmeno in questo romanzo. Non mi hanno convinta, però, lo stereotipo di cui sopra e il finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Se dai il tuo cuore a qualcuno e lui muore, lo porta via con sè? Devi passare il resto della vita con un buco dentro che non può essere riempito?

    Sterling, nel New Hampshire, è una cittadina come tante, fino a quando viene sconvolta da una tragedia: Peter Houghton entra nella sua scuola armato e spara contro i suoi compagni.
    Sembra impossibile giustificare un'azione di tale ferocia e cattiveria, ma se invece ci fosse una spiegazione? ...continua

    Sterling, nel New Hampshire, è una cittadina come tante, fino a quando viene sconvolta da una tragedia: Peter Houghton entra nella sua scuola armato e spara contro i suoi compagni.
    Sembra impossibile giustificare un'azione di tale ferocia e cattiveria, ma se invece ci fosse una spiegazione?
    Jodi Picoult racconta una vicenda tristemente attuale, presentandola attraverso vari punti di vista in modo da dimostrare perfettamente che spesso la realtà non è come sembra e che anche le più piccole azioni possono segnare gli altri indelebilmente.

    Il romanzo mette a nudo le emozioni di giovani e adulti mostrando quanto sia difficile per gli adolescenti integrarsi nel mondo e quanto sia duro per gli adulti capire davvero i figli.
    La scrittura è lineare; il cambio di narratore permette di rivedere la stessa scena cambiando però prospettiva mentre la disposizione non progressiva degli eventi, fa crescere esponenzialmente la suspense.

    ha scritto il 

Ordina per