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Die Erbin

By Henry James

(1)

| Mass Market Paperback

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Book Description

92 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Excelente novela, con apariencias de una trama trivial, pero con gran calidad narrativa y descripción psicológica de los personajes, logra una intensidad literaria de alta calidad.

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    FAUSTO said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In realtà, una seconda rilettura.Uno di quei libri che rileggo negli anni.Un James evergreen.

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    Gabrilu said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/17/washingto… “Quando Catherine lo aveva preso in parola consentendo a rinunciare al tentativo di ammorbidire suo padre, Morris aveva fatto un passo indietro, come ho detto, e aveva lasc ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/17/washingto…

    “Quando Catherine lo aveva preso in parola consentendo a rinunciare al tentativo di ammorbidire suo padre, Morris aveva fatto un passo indietro, come ho detto, e aveva lasciato aperto il problema di fissare il giorno del matrimonio. Fiduciosa com’era nella sua sincerità, non la sfiorava il sospetto che si prendesse gioco di lei; in quel momento le sue preoccupazioni erano di altro tipo. La poverina aveva un ammirevole senso dell’onore e, dal momento che era arrivata a trasgredire i desideri di suo padre, le sembrava di non aver più diritto alla sua protezione. La coscienza le diceva che era suo dovere vivere sotto il tetto paterno soltanto fino a quando si fosse conformata alla sua saggezza. C’era in quella posizione un grande splendore, ma la povera Catherine sentiva di avere perduto ogni diritto. Aveva tentato la sorte con un giovane contro il quale suo padre l’aveva messa solennemente in guardia e aveva infranto il contratto che le assicurava una vita domestica felice. Poiché non poteva rinunciare al giovane, doveva lasciare il focolare e, prima l’oggetto della sua predilezione gliene avesse fornito un altro, prima la sua situazione avrebbe perso quella piega bizzarra. Era un ragionamento serrato, ma frammisto a un’infinita contrizione meramente istintiva”.
    (Henry James, “Washington Square”, ed. Oscar classici Mondadori)

    Henry James, stando a quanto ho letto nella prefazione, non aveva una grande opinione di “Washington Square”, romanzo pubblicato nel 1881 e ambientato nella New York della prima metà dell’Ottocento. Per conto mio, devo dargli solo parzialmente ragione, perché se è vero che questo libro mi ha convinto meno rispetto ad altri, è anche vero che leggerlo non mi ha stancato e mi ha dato conferma della bravura di James, scrittore a cavallo tra due mondi, Europa e America, e anticipatore, con il suo “realismo psicologico”, di alcune tendenze della letteratura novecentesca, specie per ciò che riguarda l’analisi introspettiva dei personaggi.
    L’abilità di uno scrittore sta anche nel riuscire a rendere accattivante una trama che è, nei fatti, inconsistente. La vicenda narrata in “Washington Square” si può riassumere, infatti, in poche parole. Una giovane ragazza appartenente a una famiglia benestante, Catherine, figlia dello stimato dottor Sloper, conosce Morris Townsend, spigliato, intraprendente e disoccupato giovanotto; il padre della ragazza non ha piacere e comincia la più classica delle saghe familiari. Messa così, almeno per me, potrebbe essere una noia mortale, e invece l’abilità di James sta proprio nel rendere leggibile anche una storia comune e priva di colpi di scena memorabili. A parte qualche passaggio a vuoto, che pure c’è e che impedisce allo stesso di elevarsi, ai miei occhi, alle altezze di altri romanzi di James, il romanzo convince perché James è maestro nel mostrarci le sottili battaglie psicologiche dei protagonisti, le prese di posizione fittizie, le tattiche, comprese quella di Mrs. Penniman, zitellona, sorella del dottore e zia di Catherine, che s’interessa al matrimonio possibile quasi più dei due ragazzi, spinta com’è dalla sua sete di romanticismo estremo. Catherine è il personaggio al centro della vicenda, all’inizio sembra essere solo una banale e remissiva ragazza, succube della finta libertà che le concede il padre e del fascino intrigante di Morris; alla lunga, però, si rivelerà fatta di altra pasta. C’è poco di consolatorio nella vicenda d’amore tra Catherine e Morris, mentre invece abbonda il cinismo, l’egoismo e il disprezzo reciproco, anche tra familiari.
    In ultima sintesi, non consiglio questo romanzo a chi non avesse mai letto nulla di James, o meglio, lo consiglio con l’avvertenza che non si tratta di una delle sue vette, almeno a mio parere, sebbene sia un libro leggibile, ben scritto e attraversato da un’ironia-comicità che rende appetibile anche una banale storia d’amore o disamore che dir si voglia.

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    Sisifo77 said on May 17, 2014 | Add your feedback

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    La scrittura e' molto elegante e piacevole. Il personaggio centrale e' Catherine, una ragazza (poi una donna) descritta come insignificante e di intelligenza limitata. La storia dira' tutto altro.

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    Giulio said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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    L’unico dato negativo – rispetto alle aspettative – è l’ambientazione ridotta all’osso. Il titolo mi aveva prospettato una maggiore immersione nella New York della seconda metà dell’Ottocento che, in definitiva, rimane un po’ troppo sullo sfondo – pe ...(continue)

    L’unico dato negativo – rispetto alle aspettative – è l’ambientazione ridotta all’osso. Il titolo mi aveva prospettato una maggiore immersione nella New York della seconda metà dell’Ottocento che, in definitiva, rimane un po’ troppo sullo sfondo – per non parlare di una descrizione piuttosto di maniera del grand tour in Europa, in particolare dei paesaggi italiani e alpini.

    Per il resto, si tratta di un romanzo piacevole, che si legge agevolmente pur presentando bene le psicologie dei vari personaggi.
    Di fatto è una sorta di commedia trasformata in narrazione: sulle scene, abbastanza limitate, si muovono quattro personaggi principale e qualcuno minore – è incredibile pensare che nella stessa epoca scrivevano Dostojevskij e Tolstoij con i loro eserciti di protagonisti e comprimari, tutti con nome patronimico e cognome.

    È abbastanza facile provare moti di antipatia per Morris, zia Lavinia o il dottor Sloper – quest’ultimo in realtà rischia di essere antipatico solo perché appartiene alla categoria di quelli che hanno [quasi] sempre ragione.

    Per Catherine è invece naturale provare simpatia – è capitato anche a me, che in genere non amo questi personaggi femminili troppo caratterizzati.
    Si può discutere sul fatto che il suo sentire ed agire sia eccessivamente rigido arrivando a conseguenze estreme, ma sempre nella contemplazione della sua calma e delle risorse di arguzia e forza d’animo che saltano fuori quando il lettore si era ormai fatto un’idea opposta. Arrivando a concludere che la ragazza non era affatto mediocre come volevano farci credere.

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    F.Ramone said on Nov 27, 2013 | Add your feedback

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    Catherine Sloper è una ragazza timida e sensibile, non ha né bellezza né particolari doti. E' stata cresciuta da un padre che la reputa sciocca e goffa e da una zia infantile e frivola; quando conosce Morris Townsend il suo mondo cambia improvvisamen ...(continue)

    Catherine Sloper è una ragazza timida e sensibile, non ha né bellezza né particolari doti. E' stata cresciuta da un padre che la reputa sciocca e goffa e da una zia infantile e frivola; quando conosce Morris Townsend il suo mondo cambia improvvisamente, il ragazzo prova subito interesse e presto, aiutati dalla zia di lei, si innamorano ma dovranno fare i conti con l'opinione decisamente non favorevole del dott. Sloper.

    Assistiamo alla crescita dei vari personaggi in modo graduale, il dottore all'inizio sembra solo un padre freddo e distante che non prende mai sul serio la figlia mentre si rivelerà attento alla sua sicurezza e alla sua felicità; Catherine all'inizio è una ragazzina impaurita, rispettosa e ubbidiente mentre piano piano prende coscienza dei suoi sentimenti e fa di tutto per amore andando contro il volere del padre, fino a quando alla fine sarà una donna matura e sveglia, mai più intenzionata a farsi prendere in giro. Per quanto riguarda la zia Lavinia resterà la stessa creatura stupida e frivola per tutto il corso della sua vita, aggrappata a quelle storie romantiche che lei stessa non ha potuto vivere e che cercherà fino alla fine di “romanzare” la vita della nipote; mentre Morris è un personaggio insipido, sin dall'inizio si capisce che il suo amore non è sincero, è un personaggio egoista e calcolatore.

    Il mio primo Henry James, non è che mi sia dispiaciuto ma mi aspettavo qualcosina di più, non mi sono legata particolarmente a nessun personaggio e per aspetti diversi li ho trovati un po' esagerati e troppo poco realistici (soprattutto il comportamento del dottor Sloper verso la figlia, ma dai!!!)

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    (P)ila said on Nov 25, 2013 | Add your feedback

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