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Die Festung der Einsamkeit

By

Verleger: Goldmann

4.0
(687)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 672 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , French

Isbn-10: 3442542316 | Isbn-13: 9783442542314 | Publish date:  | Edition 1

Category: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Music

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Buchbeschreibung
Sorting by
  • 4

    Le cicatrici dell'infanzia

    Capolavoro di Lethem, questo romanzo appartiene di diritto tra i migliori esempi di Bildungsroman: le vicende del protagonista, cresciuto in un selvaggio quartiere di Brooklyn, affascinano e inquietan ...weiter

    Capolavoro di Lethem, questo romanzo appartiene di diritto tra i migliori esempi di Bildungsroman: le vicende del protagonista, cresciuto in un selvaggio quartiere di Brooklyn, affascinano e inquietano, capaci come sono di raccontare i problemi razziali e sociali da una prospettiva nuova.
    La cosa migliore è sicuramente l'anello che Dylan possiede e che dona poteri speciali, quali quelli di un supereroe Marvel, perché restiamo incerti fino all'ultima pagina se si tratta di una immaginazione infantile o di una vera invasione del fantastico in una realtà dura e prosaica.

    gesagt am 

  • 3

    Mi sento triste e inquieta nel non essere capace di apprezzare questo libro. Capisco che è ricco, pieno di riferimenti che la mia ignoranza mi impedisce di cogliere, ma la scrittura di Lethem è trop ...weiter

    Mi sento triste e inquieta nel non essere capace di apprezzare questo libro. Capisco che è ricco, pieno di riferimenti che la mia ignoranza mi impedisce di cogliere, ma la scrittura di Lethem è troppo leziosa e ammiccante per coinvolgermi.

    gesagt am 

  • 0

    This is the story of 1970s America, a time when the most simple human decisions - which music to listen to, whether to speak to the kid in the seat next to you, whether to give up your lunch money - a ...weiter

    This is the story of 1970s America, a time when the most simple human decisions - which music to listen to, whether to speak to the kid in the seat next to you, whether to give up your lunch money - are laden with potential political, social, and racial disaster. This is the story of 1990s America, when no one cared anymore. This is the story of punk, that easy white rebellion, and crack, that monstrous plague. This is the story of the loneliness of the avant-garde artist and the exuberance of the graffiti artist. This is the story of what would happen if two teenaged boys obsessed with comic-book heroes actually had superpowers: they would screw up their lives. This is the story of joyous afternoons of stickball and dreaded years of schoolyard extortion. This is the story of belonging to a society that doesn't accept you. This is the story of prison and of college, of Brooklyn and Berkeley, of soul and rap, of murder and redemption

    gesagt am 

  • 2

    l'ho abbandonato

    perché onestamente non capivo dove l'autore volesse andare a parare. troppa introspezione in un gruppo di protagonisti nei quali non riuscivo a identificarmi; d'altronde i romanzi di formazione non mi ...weiter

    perché onestamente non capivo dove l'autore volesse andare a parare. troppa introspezione in un gruppo di protagonisti nei quali non riuscivo a identificarmi; d'altronde i romanzi di formazione non mi sono mai piaciuti e di certo, sono adatti solo ai giovani/giovanissimi.

    gesagt am 

  • 4

    La fortezza della solitudine

    Decisamente un bel romanzo, ma di una bellezza certamente non convenzionale. La propria visione del mondo e la propria libertà descritte come lo "stato intermedio da cui prima o poi occorrerà riemerge ...weiter

    Decisamente un bel romanzo, ma di una bellezza certamente non convenzionale. La propria visione del mondo e la propria libertà descritte come lo "stato intermedio da cui prima o poi occorrerà riemergere, necessariamente trasformati....". Le mode e gli stili di vita degli anni '70 (e degli anni delle contestazioni a venire..), al pari di quella incredibile smania di forgiare un intero quartiere di Brooklyn, assecondando i gusti di nuovi insediati bianchi ed intellettuali, già contengono i prodromi di una futura società la cui forza cooptante modificherà ogni cosa ....Al centro di tutto ciò l'individuo, solo e oppresso dai propri impulsi autistici,la cui forza è costantemente alimentata e accompagnata dalla presenza di colonne sonore ....Si và dal rithm'& blues al rock, dal punk alla disco, dal progressive alla new wave. Le citazioni infinite....Marvin Gaye, Talkin'heads, Devo, Nina Simone, Eno, Lou Read, Ramomes, Otis Redding, e persino Genesis......Il tutto condito dalla solita magia di Lethem e da alcuni temi a lui cari (e già evidenziati in altri racconti...)quali il vuoto interiore causato dall'abbandono (in questo caso la madre)e la perenne ricostruzione di identità astratte (o forse anche fin troppo concrete e solide...)attorno alla personalità degli amici persi nel tempo......

    gesagt am 

  • 5

    La fortezza della solitudine

    Non averlo subito riconosciuto è stata una grave mancanza: leggerlo in ebook, l'attenuante generica. Eppure non riesco a perdonarmelo, specie adesso che ho ricominciato a leggerlo dalle prime pagine s ...weiter

    Non averlo subito riconosciuto è stata una grave mancanza: leggerlo in ebook, l'attenuante generica. Eppure non riesco a perdonarmelo, specie adesso che ho ricominciato a leggerlo dalle prime pagine subito dopo averlo concluso. Come ho fatto a non capire subito di che pasta fosse fatto questo grandissimo libro? Ho faticato all'inizio, per almeno un centinaio di pagine non riusciva a catturarmi, la storia. Eppure l'incipit è travolgente, nella sua semplice e calibrata fotografia di una serata qualsiasi passata nelle vie di Brooklyn negli anni 60. Da subito, la bravura mostruosa di Lethem è evidente: niente è superfluo o fuori posto, ogni parola contribuisce alla pennellata esteriore e interiore della scena. Non ricordo il momento in cui il testo ha iniziato soggettivamente a decollare ma da quel momento so solo che non sono più riuscita a scendere, e sto ancora volando, lungo questo affresco newyorkese spiriti giovani molto liberi, abbandonati, border line tra vita e autodistruzione, pura sopravvivenza a volte, disperazione altre, eppure ogni momento, ogni passo giusto o sbagliato rimarrà scolpito per sempre nell'animo dei protagonisti. Lethem è un maestro nella rappresentazione di questo tipo di nostalgico dolore dell'esistenza. Ho ritrovato la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia vita in queste pagine: pure se la mia storia è completamente diversa, le sensazioni vissute nelle diverse epoche, la musica, i supereroi, la vividezza del passato, sono gli stessi. Perché le solitudini forse si assomigliano tutte, perché gli eroi forse in fondo siamo proprio noi.
    "la mia infanzia è stato...Bè, l'unico momento della mia vita in cui non sia stato sopraffatto dalla mia infanzia."

    gesagt am 

  • 5

    Gran novela americana

    Excelente novela que se proyecta en el tiempo, el espacio, las expectativas... desde la historia de crecimiento interior y el tránsito a la edad adulta hasta la manera en que los adultos conectamos co ...weiter

    Excelente novela que se proyecta en el tiempo, el espacio, las expectativas... desde la historia de crecimiento interior y el tránsito a la edad adulta hasta la manera en que los adultos conectamos con nuestra infancia y adolescencia. Rica y compleja, es una de esas lecturas que permite recalibrar los calificativos habituales que dedicamos a los libros que nos gustan. Tiene protagonismo especial el mundo de la música pero reserva un hueco importante para el cómic de superhéroes y el mundillo de la ciencia ficción. Cualquier aficionado a la cultura popular estadounidense del último medio siglo la disfrutará especialmente.

    gesagt am 

  • 4

    Ancora una volta - la fortezza della solitudine -

    “Bothered blue”. A metà della Fortezza della solitudine Lethem infila un booklet di note a una vecchia canzone di Barrett Rude Jr. and the Distinctions (una band mai esistita) Parla di voci nella memo ...weiter

    “Bothered blue”. A metà della Fortezza della solitudine Lethem infila un booklet di note a una vecchia canzone di Barrett Rude Jr. and the Distinctions (una band mai esistita) Parla di voci nella memoria a cui non sai dar nome.
    Come una canzone alla radio a cui una volta per un attimo hai prestato orecchio, per poi trovarla stucchevole, imbarazzante, troppo leccata. Forse quella canzone sapeva qualcosa che tu ancora ignoravi, qualcosa che non eri necessariamente pronto a imparare alla radio. Perciò, almeno per te, la canzone va perduta. Casualmente resta inascoltata per quindici anni, finchè un bel giorno il tuo cuore infranto non trova inaspettatamente il suo meritato appuntamento. Succede quando la canzone ti prende di sorpresa, uscendo da un’autoradio, e riallaccia i fili strappati dei tuoi anni. Incantato, ti concedi di ascoltarla.
    Il dj però, trascura la scaletta, non dice mai il nome del cantante. O magari ti capita al cinema, su un montaggio di immagini che ricorre alla vecchia canzone. Alla fine passi in rassegna i titoli di coda, ma i nomi di una decina di detentori di diritti sfilano troppo veloci, illeggibili. E così quella canzone te la dimentichi di nuovo. O ti ricordi soltanto un motivo, una stupida frase centrale che inacidisce nella memoria.
    Come aveva potuto sembrarti dolce-amara quanto la tua giovinezza perduta? Certo, quel che mancava nel tuo ricordo era il cuscino di armonia vocale che la voce solista introduceva e sottraeva e la cascata degli archi, il vibrante borbottio del basso, il groove, tutto così datato, così perfetto. Quel che manca, poi, è anche la storia, il contesto, lo spazio in cui la canzone viveva. Per non dire dell’impossibilità di procurartela, l’impossibilità di spendere, diciamo, 34,99 euro (68000 lire!) per un doppio cd. Va bene. Non muore nessuno se non segui la traccia. In un mondo di incertezza si può essere ragionevolmente certi del fatto che quella canzone dimenticata ha persino meno bisogno di te di quanto tu ne hai di lei.
    Dopotutto le canzoni spesso muoiono, e anche quella canzone potrebbe morire. La stessa cosa può capitare anche con un romanzo. Lo leggi la prima volta e non lo riconosci. Sei troppo distante o distratto dalla storia, dal contesto, dal presente. Pensi che morirà presto, e magari tra un po’ di tempo ti chiederai anche come sia stato possibile che tu abbia perso tempo a leggere quel romanzo o come abbia potuto avere tutto quel successo.
    Ma poi ti capita di ascoltare un vecchio disco, non importa se appartenente al pantheon supremo della musica o al pantheon-ombra, formato da quei cantanti che non ce l’hanno fatta o che hanno indovinato soltanto un classico o due. Io ascoltavo Sam Cooke, ma poteva essere Dylan, Green o un altro qualsiasi (voi aggiungete i vostri nomi. Io aggiungerò i miei) e scopri un riscatto dolcissimo, scopri un altro libro e un’altra storia. Una storia raccontata dalle canzoni. E la musica di questa raccolta racconta un romanzo fatto di bellezza, di ispirazione e di dolore, con le voci uscite dal ghetto e dalle periferie degli anni settanta, dalle scuole e dai cortili, voci festose e funeree, a volte riflessive e strazianti cosi profonde da risultare quasi incompatibili con il medium di una canzone pop. Queste voci possono indurre a canticchiare o a ballare, possono ispirare seduzione o insurrezione o magari solo a guardare un po’ meno la tv o a a farti staccare dal tuo pc.
    Sono voci che non portano da nessuna parte, se non forse di nuovo al tuo vecchio quartiere. Alla via in cui abitavi. Alle cose che ti sei lasciato alle spalle. E magari è proprio di questo che ora hai bisogno.
    E quel libro torna a vivere come una canzone che credevi morta. Proprio come accade alla canzone che sta al centro della Fortezza della solitudine e che ricorda come a tutti capiti, ogni tanto, di essere “bothered blue”, tormentati e malinconici.

    gesagt am 

  • 4

    "We all pined for those middle spaces, those summer hours when Josephine Baker lay waste to Paris, when "Bothered Blue" peaked on the charts, when a teenaged Elvis, still dreaming of his own first ses ...weiter

    "We all pined for those middle spaces, those summer hours when Josephine Baker lay waste to Paris, when "Bothered Blue" peaked on the charts, when a teenaged Elvis, still dreaming of his own first session, sat in the Sun Studios watching the Prisonaires, when a top-to-bottom burner blazed through a subway station, renovating the world for an instant, when schoolyard turntables were powered by a cord run from a streetlamp, when juice just flowed."

    gesagt am 

  • 4

    Una madre hippy decide di trasferirsi nel cuore della Brooklyn nera e di mandare il figlio alle scuole pubbliche, ormai divenute terreno di preparazione al carcere, mentre tutti gli altri bianchi scap ...weiter

    Una madre hippy decide di trasferirsi nel cuore della Brooklyn nera e di mandare il figlio alle scuole pubbliche, ormai divenute terreno di preparazione al carcere, mentre tutti gli altri bianchi scappano alle private.
    Il bambino crescerà cercando di nascondere la propria pelle pallida, e grazie all'amicizia di un ragazzo nero sopravviverà, scoprirà i fumetti, la musica, i graffiti.
    Il ragazzo rinnegherà Brooklyn, ma alla fine dovrà tornarci per saldare i conti. Splendida la descrizione di un quartiere, della gente che lo abita, delle sottoculture che lo popolano.
    Leggo che il finale a molti non è piaciuto, ma a me ha colpito per la sua durezza, per come la realtà si sveli al di là degli schermi protettivi che l'infanzia e l'adolescenza avevano sovrapposto per renderla sopportabile.
    Lungo, prolisso, faticoso, ma secondo me merita.

    gesagt am 

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