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Die Flucht Ohne Ende

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Verleger: Deutscher Taschenbuch Verlag GmbH & Co.

3.8
(920)

Language:Deutsch | Number of Seiten: | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Italian , English , Spanish

Isbn-10: 3423014083 | Isbn-13: 9783423014083 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Buchbeschreibung
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  • 2

    un Roth minore che sembra assolutamente a suo agio nelle avventure di un figlio dell'Austria appena morta che si muove al di la del confine Russo; quando arriva nella sua mitteleuropa (ma anche dopo a Parigi) si fa prendere dal fuoco sacro del fustigatore dei costumi borghesi e si dilunga in crit ...weiter

    un Roth minore che sembra assolutamente a suo agio nelle avventure di un figlio dell'Austria appena morta che si muove al di la del confine Russo; quando arriva nella sua mitteleuropa (ma anche dopo a Parigi) si fa prendere dal fuoco sacro del fustigatore dei costumi borghesi e si dilunga in critiche alla cultura europea, non per forza peregrine, ma assolutamente superficiali e infantili oltre che, cosa peggiore, noiose.

    gesagt am 

  • 4

    (Nulla era più semplice dell'essere sincero in francese. La nuda verità, che ha sempre un suono così brutale, è dolcemente adagiata nelle sue espressioni, eppur chiaramente delineata, è più visibile che udibile, come si addice a una verità.)

    gesagt am 

  • 4

    Franz Tunda è un cugino di secondo grado dell'anarchico Ferdinand Bardamù e, in quanto tale, un personaggio profondamente moderno. La sua fuga senza fine è quella di un uomo che, orfano di un mondo che non esiste più, insegue e poi abbandona ogni ideale dopo aver bruciato in esso una parte ...weiter

    Franz Tunda è un cugino di secondo grado dell'anarchico Ferdinand Bardamù e, in quanto tale, un personaggio profondamente moderno. La sua fuga senza fine è quella di un uomo che, orfano di un mondo che non esiste più, insegue e poi abbandona ogni ideale dopo aver bruciato in esso una parte di se, ritrovandosi infine nel nirvana della disillusione e della solitudine.

    Roth in questo romanzo, che più d'ogni altro rappresenta il suo manifesto filosofico ed esistenziale, si serve di Tunda per esplorare la propria incapacità di abitare il mondo che lo circonda, che abbia il volto della rivoluzione d'Ottobre o quello mistificatorio ed irreale della borghesia europea. Questo rifiuto, tuttavia, ha radici umane prima ancora che politiche o sociali: l'odissea di Tunda/Roth è, prima di tutto, una costellazione di fallimenti personali e racconta della definitiva impossibilità di stabilire legàmi umani profondi ed autentici, della scoperta di una completa estraneità nei confronti del prossimo e di ogni forma di comunità.

    gesagt am 

  • 4

    ‘Fuga senza fine’ è uno dei romanzi più avvincenti e importanti dal punto di vista storico di Roth. Scevro dalle ridondanze che indubbiamente appesantiscono molti dei suoi pur stupendi romanzi, esso conduce il lettore attraverso un mirabolante viaggio per l’Europa dal 1916 alla metà del decennio ...weiter

    ‘Fuga senza fine’ è uno dei romanzi più avvincenti e importanti dal punto di vista storico di Roth. Scevro dalle ridondanze che indubbiamente appesantiscono molti dei suoi pur stupendi romanzi, esso conduce il lettore attraverso un mirabolante viaggio per l’Europa dal 1916 alla metà del decennio successivo. Dalle steppe alle città, da Parigi a Berlino, dagli amori più teneri ai sentimenti più crudeli, dalle illusioni d’un mondo nuovo alle difficoltà politiche di un’Europa in piena crisi, tutto contribuisce a fare di questo libro un assoluto capolavoro.

    gesagt am 

  • 4

    La fuga di Franz Tunda

    Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, prigioniero dei Russi nel 1916, riesce a fuggire; per tre anni vivrà in Siberia con un polacco,Baranowicz, che diventerà per lui un fratello. Deciso a tornare a casa, rimane preso dentro le vicende della rivoluzione russa; torna quindi in Europa.
    Roma ...weiter

    Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, prigioniero dei Russi nel 1916, riesce a fuggire; per tre anni vivrà in Siberia con un polacco,Baranowicz, che diventerà per lui un fratello. Deciso a tornare a casa, rimane preso dentro le vicende della rivoluzione russa; torna quindi in Europa. Romanzo autobiografico: Roth, come Franz Tunda, fu ufficiale dell'esercito austriaco nella Grande Guerra e visse nella fioca luce del dissolvimento dell'impero asburgico e nel tormentato periodo della Repubblica di Weimar. Il protagonista è perennemente in fuga da mondi che non gli appartengono e ai quali non appartiene; tutto gli è estraneo, indifferente; e lui stesso si rivelerà inconsistente e superfluo.

    più ampiamente in: http://www.leparoletranoileggere.it/2014/05/15/tunda/#more-1001

    gesagt am 

  • 2

    Ecco un classico esempio di quei classici che a me non dicono nulla...benché sia ben scritto, alla fine il personaggio principale mi ha lasciato perplessa.

    gesagt am 

  • 4

    "Non credo che esista una creatura al mondo che potrebbe dirti con coscienza più pura perché ha fatto o non ha fatto questa o quella cosa. Non so se domani non andrei in Australia, in America, in Cina o non tornerei in Siberia, da mio fratello Baranowicz, se davvero potessi. So soltanto che non è ...weiter

    "Non credo che esista una creatura al mondo che potrebbe dirti con coscienza più pura perché ha fatto o non ha fatto questa o quella cosa. Non so se domani non andrei in Australia, in America, in Cina o non tornerei in Siberia, da mio fratello Baranowicz, se davvero potessi. So soltanto che non è stata, come si dice, la 'inquietudine' a spingermi, ma al contrario una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo."

    gesagt am 

  • 3

    fuga o fiume?

    3 stelle emmezzo.


    Prosa notevole che, in alcuni tratti lascia posto alla poesia. Diversi pensieri premonitori su ciò che succederà e altri portatori di verità assolute.
    Franz Tunda è perfetto figlio del suo tempo, figlio di guerra e distruzione, chiaro esempio del reduce e del senza patria ...weiter

    3 stelle emmezzo.

    Prosa notevole che, in alcuni tratti lascia posto alla poesia. Diversi pensieri premonitori su ciò che succederà e altri portatori di verità assolute. Franz Tunda è perfetto figlio del suo tempo, figlio di guerra e distruzione, chiaro esempio del reduce e del senza patria. Cerca, invano, un proprio posto nel mondo, fugge da paesi e da se stesso. Non è un romanzo sulla libertà, ma più sulla casualità. Tunda si lascia trasportare senza , a mio avviso, prendere scelte reali, non trovando una causa ne un paese in cui si riconosce. Perfetta descrizione della società senz'anima del dopo-guerra, che si farà inghiottire dal nazismo.

    Non sono riuscito ad identificarmi col protagonista, vittima più che artefice, e ho trovato il romanzo un po' lento a tratti. Ciò nonostante merita il tempo che gli si dedica, essendo uno dei massimi esempi della realtà europea degli anni 20.

    gesagt am 

  • 5

    "Non aveva nessuna professione, nessun amore, nessun desiderio, nessuna speranza, nessuna ambizione, nemmeno egoismo. Superfluo come lui non c'era nessuno".
    Finisce così questa "storia vera" (il sottotitolo è di Roth) che si snoda dalla Siberia fino a Vienna, Berlino, Parigi, in un dopoguerra ch ...weiter

    "Non aveva nessuna professione, nessun amore, nessun desiderio, nessuna speranza, nessuna ambizione, nemmeno egoismo. Superfluo come lui non c'era nessuno". Finisce così questa "storia vera" (il sottotitolo è di Roth) che si snoda dalla Siberia fino a Vienna, Berlino, Parigi, in un dopoguerra che ha reso il mondo irriconoscibile.

    Nel 1916, in Galizia, il tenente Franz Tunda viene catturato dai russi e deportato in Siberia. Riesce a fuggire, inaugurando una sorta di adattamento agli eventi che il caso pone sul suo cammino: dall'incontro col polacco Baranowicz, cacciatore di pellicce che gli offre non solo ospitalità, ma persino il cognome (Tunda si spaccia per suo fratello e tale si sentirà per tutta la vita) sino alla rivoluzione russa e alla "militanza" politica come direttore di un cinema a Bakù. L'agognato ritorno a Vienna rappresenta, in realtà, l'inizio del baratro finale. Tutto gli è estraneo, niente è più uguale a prima: è una nuova odissea, di smarrimento stavolta, senza alcun approdo. Non c'è Penelope in fedele attesa, non Telemaco che attesti il futuro. Itaca non esiste più.

    Il 27 agosto 1926, ridotto in miseria per le vie di Parigi, Tunda così descrive il suo nuovo "mondo": "viveva dell'odore di marcio e si nutriva di muffa, respirava la polvere delle case cadenti e ascoltava rapito il canto dei tarli ".

    Un grandissimo libro sull' uomo del Novecento.

    gesagt am 

  • 4

    Fuga senza fine...da che cosa? Da una vita mediocre, uguale a quella di tutti gli altri, schiavi dei meccanismi del mondo. Tunda/Roth insegue il sogno irrealizzabile di essere un uomo libero! Un sogno impossibile e per questo senza fine; raccontato con verismo,venato di brio.

    gesagt am 

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