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Die Flucht Ohne Ende

By J. Roth

(1)

| Others | 9783423014083

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115 Reviews

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    (Nulla era più semplice dell'essere sincero in francese. La nuda verità, che ha sempre un suono così brutale, è dolcemente adagiata nelle sue espressioni, eppur chiaramente delineata, è più visibile che udibile, come si addice a una verità.)

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    Lìa said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

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    Franz Tunda è un cugino di secondo grado dell'anarchico Ferdinand Bardamù e, in quanto tale, un personaggio profondamente moderno. La sua fuga senza fine è quella di un uomo che, orfano di un mondo che non esiste più, insegue e poi abbandona o ...(continue)

    Franz Tunda è un cugino di secondo grado dell'anarchico Ferdinand Bardamù e, in quanto tale, un personaggio profondamente moderno. La sua fuga senza fine è quella di un uomo che, orfano di un mondo che non esiste più, insegue e poi abbandona ogni ideale dopo aver bruciato in esso una parte di se, ritrovandosi infine nel nirvana della disillusione e della solitudine.

    Roth in questo romanzo, che più d'ogni altro rappresenta il suo manifesto filosofico ed esistenziale, si serve di Tunda per esplorare la propria incapacità di abitare il mondo che lo circonda, che abbia il volto della rivoluzione d'Ottobre o quello mistificatorio ed irreale della borghesia europea. Questo rifiuto, tuttavia, ha radici umane prima ancora che politiche o sociali: l'odissea di Tunda/Roth è, prima di tutto, una costellazione di fallimenti personali e racconta della definitiva impossibilità di stabilire legàmi umani profondi ed autentici, della scoperta di una completa estraneità nei confronti del prossimo e di ogni forma di comunità.

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    Calibano said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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    ‘Fuga senza fine’ è uno dei romanzi più avvincenti e importanti dal punto di vista storico di Roth. Scevro dalle ridondanze che indubbiamente appesantiscono molti dei suoi pur stupendi romanzi, esso conduce il lettore attraverso un mirabolante viaggi ...(continue)

    ‘Fuga senza fine’ è uno dei romanzi più avvincenti e importanti dal punto di vista storico di Roth. Scevro dalle ridondanze che indubbiamente appesantiscono molti dei suoi pur stupendi romanzi, esso conduce il lettore attraverso un mirabolante viaggio per l’Europa dal 1916 alla metà del decennio successivo. Dalle steppe alle città, da Parigi a Berlino, dagli amori più teneri ai sentimenti più crudeli, dalle illusioni d’un mondo nuovo alle difficoltà politiche di un’Europa in piena crisi, tutto contribuisce a fare di questo libro un assoluto capolavoro.

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

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    La fuga di Franz Tunda

    Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, prigioniero dei Russi nel 1916, riesce a fuggire; per tre anni vivrà in Siberia con un polacco,Baranowicz, che diventerà per lui un fratello. Deciso a tornare a casa, rimane preso dentro le vicende della ...(continue)

    Franz Tunda, tenente dell'esercito austriaco, prigioniero dei Russi nel 1916, riesce a fuggire; per tre anni vivrà in Siberia con un polacco,Baranowicz, che diventerà per lui un fratello. Deciso a tornare a casa, rimane preso dentro le vicende della rivoluzione russa; torna quindi in Europa.
    Romanzo autobiografico: Roth, come Franz Tunda, fu ufficiale dell'esercito austriaco nella Grande Guerra e visse nella fioca luce del dissolvimento dell'impero asburgico e nel tormentato periodo della Repubblica di Weimar.
    Il protagonista è perennemente in fuga da mondi che non gli appartengono e ai quali non appartiene; tutto gli è estraneo, indifferente; e lui stesso si rivelerà inconsistente e superfluo.

    più ampiamente in:
    http://www.leparoletranoileggere.it/2014/05/15/tunda/#m…

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    Fatima said on May 15, 2014 | Add your feedback

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    Ecco un classico esempio di quei classici che a me non dicono nulla...benché sia ben scritto, alla fine il personaggio principale mi ha lasciato perplessa.

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    princess said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

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    "Non credo che esista una creatura al mondo che potrebbe dirti con coscienza più pura perché ha fatto o non ha fatto questa o quella cosa. Non so se domani non andrei in Australia, in America, in Cina o non tornerei in Siberia, da mio fratello Barano ...(continue)

    "Non credo che esista una creatura al mondo che potrebbe dirti con coscienza più pura perché ha fatto o non ha fatto questa o quella cosa. Non so se domani non andrei in Australia, in America, in Cina o non tornerei in Siberia, da mio fratello Baranowicz, se davvero potessi. So soltanto che non è stata, come si dice, la 'inquietudine' a spingermi, ma al contrario una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo."

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    Stefanino said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

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